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Presidi Covid a Camerino, Sborgia: "Perché?", Acquaroli: "Decisioni tecniche, non politiche"

Mercoledì, 25 Novembre 2020 19:00 | Letto 592 volte   Clicca per ascolare il testo Presidi Covid a Camerino, Sborgia: "Perché?", Acquaroli: "Decisioni tecniche, non politiche" Una decisione dolorosa, ma necessaria. Questo il sunto dell’incontro che il governatore delle Marche Francesco Acquaroli ha avuto al Lanciano Forum con i sindaci del territorio montano. Presente anche la Consigliera regionale e Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali, Elena Leonardi, il Vicepresidente del Consiglio Regionale Gianluca Pasqui, i responsabili degli Ambiti territoriali e sociali, oltre all’Arcivescovo di Camerino e San Severino, Francesco Massara e il Direttore Asur, Nadia Storti. Sul tavolo i chiarimenti sui motivi della trasformazione del reparto di Ortopedia dell’ospedale di Camerino in presidio destinato ai malati Covid. Una scelta, tra l’altro prevista dal piano pandemico regionale esistente, che si è resa necessaria a causa dell’alto numero di contagi e dell’impossibilità dei presidi di Civitanova e Macerata di far fronte alle cure necessarie a causa della saturazione dei posti disponibili. Il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia, ha presentato le sue perplessità nel corso dell’incontro: “Il problema fondamentale è questo: come può un territorio così vasto, seppur poco densamente popolato, restare senza servizi sanitari essenziali? L’ospedale di Camerino serve un’area vastissima, e oggi non è più neanche in grado di offrire servizi sanitari di base, come il pronto soccorso. Non è accettabile. Perché non siamo stati avvisati dello spostamento del personale al Covid Center di Civitanova, perché ora anche noi stiamo diventando un presidio per positivi al Covid? Anche a marzo abbiamo perso il pronto soccorso, non capisco come sia possibile”. Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha risposto: “Se nessuno ha avvisato dei provvedimenti previsti dal piano pandemico, io stesso accerterò eventuali mancanze. Noi ci siamo visti e abbiamo parlato a lungo dei problemi connessi a questi argomenti. Credevo di essere stato chiaro: finchè la curva dei contagi lo avesse permesso, anche in relazione alla situazione nelle altre strutture ospedaliere, avremmo mantenuto gli ospedali ‘puliti’. Ma io quella sera dissi che se la pandemia fosse esplosa, il piano pandemico avrebbe dovuto attuarsi. Il piano è un atto tecnico, non politico, la discussione è tecnica, non politica: questo deve essere chiaro a tutti. A me dispiace di questo provvedimento, come dispiace di altri ospedali che sono costretti a questo sacrificio, ma questo non è il momento delle polemiche, io non le ho mai fatte, neanche a febbraio. Capisco le vostre posizioni, ci impegneremo per mantenere l’efficienza dell’ospedale camerte, ma vi dico anche che sul piano pandemico non transigo: ripeto che è un atto tecnico, e credo che nessuno debba avere la possibilità di mischiare la politica a un argomento che è esclusivamente di competenza tecnica. Da amministratore non farò pressioni sui tecnici, sarebbe ingiusto e soprattutto illegittimo”. l.c. f.u.
Una decisione dolorosa, ma necessaria. Questo il sunto dell’incontro che il governatore delle Marche Francesco Acquaroli ha avuto al Lanciano Forum con i sindaci del territorio montano. Presente anche la Consigliera regionale e Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali, Elena Leonardi, il Vicepresidente del Consiglio Regionale Gianluca Pasqui, i responsabili degli Ambiti territoriali e sociali, oltre all’Arcivescovo di Camerino e San Severino, Francesco Massara e il Direttore Asur, Nadia Storti.

Sul tavolo i chiarimenti sui motivi della trasformazione del reparto di Ortopedia dell’ospedale di Camerino in presidio destinato ai malati Covid. Una scelta, tra l’altro prevista dal piano pandemico regionale esistente, che si è resa necessaria a causa dell’alto numero di contagi e dell’impossibilità dei presidi di Civitanova e Macerata di far fronte alle cure necessarie a causa della saturazione dei posti disponibili.

Il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia, ha presentato le sue perplessità nel corso dell’incontro: “Il problema fondamentale è questo: come può un territorio così vasto, seppur poco densamente popolato, restare senza servizi sanitari essenziali? L’ospedale di Camerino serve un’area vastissima, e oggi non è più neanche in grado di offrire servizi sanitari di base, come il pronto soccorso. Non è accettabile. Perché non siamo stati avvisati dello spostamento del personale al Covid Center di Civitanova, perché ora anche noi stiamo diventando un presidio per positivi al Covid? Anche a marzo abbiamo perso il pronto soccorso, non capisco come sia possibile”.

Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha risposto: “Se nessuno ha avvisato dei provvedimenti previsti dal piano pandemico, io stesso accerterò eventuali mancanze. Noi ci siamo visti e abbiamo parlato a lungo dei problemi connessi a questi argomenti. Credevo di essere stato chiaro: finchè la curva dei contagi lo avesse permesso, anche in relazione alla situazione nelle altre strutture ospedaliere, avremmo mantenuto gli ospedali ‘puliti’. Ma io quella sera dissi che se la pandemia fosse esplosa, il piano pandemico avrebbe dovuto attuarsi. Il piano è un atto tecnico, non politico, la discussione è tecnica, non politica: questo deve essere chiaro a tutti. A me dispiace di questo provvedimento, come dispiace di altri ospedali che sono costretti a questo sacrificio, ma questo non è il momento delle polemiche, io non le ho mai fatte, neanche a febbraio. Capisco le vostre posizioni, ci impegneremo per mantenere l’efficienza dell’ospedale camerte, ma vi dico anche che sul piano pandemico non transigo: ripeto che è un atto tecnico, e credo che nessuno debba avere la possibilità di mischiare la politica a un argomento che è esclusivamente di competenza tecnica. Da amministratore non farò pressioni sui tecnici, sarebbe ingiusto e soprattutto illegittimo”.

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