Ok dei lavoratori all'accordo tra Elica e sindacati. Esuberi da 409 a 150, no alla delocalizzazione

Mercoledì, 15 Dicembre 2021 14:31 | Letto 287 volte   Clicca per ascolare il testo Ok dei lavoratori all'accordo tra Elica e sindacati. Esuberi da 409 a 150, no alla delocalizzazione I lavoratori di Elica dicono sì all’ipotesi di accordo tra la proprietà, le sigle sindacali dei metalmeccanici e le Rsu di stabilimento. Hanno votato in 469 lavoratori, dei quali 426 si sono detti favorevoli. Soddisfazione dalle segreterie della Fim, Fiom e Uilm, che ora auspicano un futuro sul territorio per l’azienda leader nelle cappe aspiranti. I dipendenti della ditta fabrianese erano chiamati a esprimersi sull’intesa siglata al Mise la scorsa settimana, accordo che ha rovesciato le ipotesi dei massicci tagli al personale sorte negli scorsi mesi. Da 409 a nessun licenziamento, con il numero degli esuberi più che dimezzato: saranno solo 150 quelli da gestire in una fase comunque delicata per l’azienda.Nel dettaglio l’accordo prevede l’attivazione del contratto di solidarietà e il mantenimento del posto di lavoro per tutti i dipendenti. Dal prossimo marzo si entrerà in regime di cassa integrazione, a rotazione fino a un massimo di 36 mesi, e saranno attivati gli incentivi per l’esodo volontario fino a 75mila euro. Previsto anche un supporto alla ricollocazione dei lavoratori presso i fornitori e il servizio di consulenza per il ricollocamento in nuove attività. Lo stabilimento di Castelfidardo, addetto alla componentistica dei motori, potrebbe riassorbire una parte del personale in sovrannumero a Cerreto d’Esi – dipartimento comunque destinato alla chiusura, i dipendenti saranno trasferiti a Mergo – e Mergo, appunto, per il quale si ipotizza addirittura il rientro dalla Polonia di alcuni comparti produttivi di alta gamma, fino a 200mila unità di prodotto. Un percorso inverso rispetto a quello, drammatico, che sembrava dover coinvolgere gli stabilimenti dell’alto anconetano.Per il prossimo biennio, sono inoltre previsti investimenti per 7 milioni e mezzo di euro in prodotti e processi, oltre a percorsi formativi necessari alle nuove tipologie di produzione e alla mobilità tra reparti per garantire lavoro a tutte le persone che resteranno in Elica. Nel sito che ospitava il dipartimento di Cerreto d’Esi è previsto un piano di reindustrializzazione, che potrebbe offrire nuove opportunità occupazionali all’entroterra fabrianese.l.c.
I lavoratori di Elica dicono sì all’ipotesi di accordo tra la proprietà, le sigle sindacali dei metalmeccanici e le Rsu di stabilimento. Hanno votato in 469 lavoratori, dei quali 426 si sono detti favorevoli. Soddisfazione dalle segreterie della Fim, Fiom e Uilm, che ora auspicano un futuro sul territorio per l’azienda leader nelle cappe aspiranti. I dipendenti della ditta fabrianese erano chiamati a esprimersi sull’intesa siglata al Mise la scorsa settimana, accordo che ha rovesciato le ipotesi dei massicci tagli al personale sorte negli scorsi mesi. Da 409 a nessun licenziamento, con il numero degli esuberi più che dimezzato: saranno solo 150 quelli da gestire in una fase comunque delicata per l’azienda.

Nel dettaglio l’accordo prevede l’attivazione del contratto di solidarietà e il mantenimento del posto di lavoro per tutti i dipendenti. Dal prossimo marzo si entrerà in regime di cassa integrazione, a rotazione fino a un massimo di 36 mesi, e saranno attivati gli incentivi per l’esodo volontario fino a 75mila euro. Previsto anche un supporto alla ricollocazione dei lavoratori presso i fornitori e il servizio di consulenza per il ricollocamento in nuove attività. Lo stabilimento di Castelfidardo, addetto alla componentistica dei motori, potrebbe riassorbire una parte del personale in sovrannumero a Cerreto d’Esi – dipartimento comunque destinato alla chiusura, i dipendenti saranno trasferiti a Mergo – e Mergo, appunto, per il quale si ipotizza addirittura il rientro dalla Polonia di alcuni comparti produttivi di alta gamma, fino a 200mila unità di prodotto. Un percorso inverso rispetto a quello, drammatico, che sembrava dover coinvolgere gli stabilimenti dell’alto anconetano.

Per il prossimo biennio, sono inoltre previsti investimenti per 7 milioni e mezzo di euro in prodotti e processi, oltre a percorsi formativi necessari alle nuove tipologie di produzione e alla mobilità tra reparti per garantire lavoro a tutte le persone che resteranno in Elica. Nel sito che ospitava il dipartimento di Cerreto d’Esi è previsto un piano di reindustrializzazione, che potrebbe offrire nuove opportunità occupazionali all’entroterra fabrianese.

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