Nel corso delle verifiche gli ispettori hanno riscontrato carenze rilevanti sotto il profilo della prevenzione degli infortuni. In particolare è stata contestata la violazione dell’articolo 146 del decreto legislativo 81 del 2008 per la mancata adozione delle necessarie misure di sicurezza nei ponti di servizio e nelle impalcature presenti nel cantiere. Le strutture, secondo quanto accertato, non garantivano adeguate condizioni di protezione per i lavoratori, esponendoli a un concreto rischio di caduta dall’alto.
Ulteriori irregolarità hanno riguardato la documentazione obbligatoria per la sicurezza. Gli accertamenti hanno infatti evidenziato piani operativi di sicurezza incompleti, privi degli elementi essenziali per una corretta valutazione dei rischi presenti nel cantiere, in violazione dell’articolo 96 dello stesso decreto legislativo.
Alla luce delle gravi carenze emerse è scattato anche il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, previsto dall’articolo 14 del decreto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. I provvedimenti hanno riguardato un 68enne di origine egiziana residente a Cabiate, in provincia di Como, titolare di una società con sede in Brianza, una 65enne residente a Pioraco amministratrice di un’impresa con sede a Roma e un 49enne di Alatri, nel Frusinate, titolare di un’azienda con sede a Tivoli.
Oltre alle denunce penali, l’operazione ha portato anche all’elevazione di ammende per un totale di 20 mila euro nei confronti delle tre società coinvolte. I controlli dei carabinieri proseguiranno anche nelle prossime settimane nei cantieri della ricostruzione, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle norme e la tutela della sicurezza dei lavoratori impegnati nelle opere post terremoto.