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Unicamontagna. Un unico marchio per innovazione, tradizione, ricerca e valorizzazione di un ampio territorio

Giovedì, 27 Aprile 2017 18:25 | Letto 1840 volte   Clicca per ascolare il testo Unicamontagna. Un unico marchio per innovazione, tradizione, ricerca e valorizzazione di un ampio territorio Innovazione,tradizione, ricerca. In una parola Unicamontagna, la strategia che coinvolge territori eterogenei per valorizzarne tutte le singole peculiarità e per favorire opportunità occupazionali . Il nuovo progetto nato dalla sinergia tra Università di Camerino, Comuni e aziende del territorio, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa nella Sala convegni del Rettorato. Sono intervenuti il rettore dell’università di Camerino Flavio Corradini, il prorettore vicario Claudio Pettinari, il prorettore ai rapporti con Enti e Istituzioni Andrea Spaterna, il sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli, il presidente dell’Unione Montana alte Valli del Potenza e dell’esino Matteo Cicconi anche in rappresentanza del presidente dell’Unione Marca di Camerino Alessandro Gentilucci, e Angelo Serri direttore di Tipicità. “ L’idea- ha esordito il prorettore Pettinari- è nata al ritorno da un viaggio all’estero quando notai con apprezzamento la promozione di una regione francese attorno ad un unico marchio legato alle eccellenze, domandandomi se anche le eccellenze appenniniche potessero essere ricondotte sotto un unico marchio per essere valorizzate altrove. Proposi quindi al rettore Corradini e al prorettore Spaterna di immaginare attorno ad un unico Hub, la promozione di tutti i prodotti locali ( non solo attinenti alla sfera alimentare ma anche artigianali, immateriali, patrimonio culturale). Il sisma ci ha un po’ bloccati ma nel frattempo abbiamo potuto riflettere e realizzare che a seguito dell’evento drammatico che ci ha colpiti, c’era ancora più bisogno di valorizzare le nostre eccellenze, investendo le competenze dell’ateneo. E’ così che è nato il marchio Unicamontagna, un unico logo identitario atto alla valorizzazione delle eccellenze della montagna appenninica  ad Unicam il ruolo di cabina di regia in una sinergia con tutti gli attori del territorio   Con soddisfazione- ha continuato Pettinari-  oggi vediamo che attorno a questo tavolo sono coinvolti comuni, enti, partner qualificati e piccoli e medi imprenditori con i quali collaboriamo da tempo. Ci sono stati dei progettisti che fin da subito ci hanno dato credito e si sono messi a lavorare  e la finalità primaria è quella di creare opportunità occupazionali. Come luogo prescelto per una sorta di grande Expo nel quale alcuni dei nostri produttori e artigiani potranno presentare quotidianamente le loro novità e le loro produzioni caratteristiche,  abbiamo scelto il Lanciano Forum, in quanto  situato in un punto strategico, crocevia tra Castelraimondo, Matelica, Pioraco e Camerino. All’interno della struttura potremo attivare anche dei percorsi museali di livello, congiuntamente al Castello di Lanciano”.  “ L’università di Camerino, attraverso l’attuale governante- ha ricordato Spaterna- ormai da sei anni si è messa a disposizione del territorio, grazie alla Consulta Permanente per lo sviluppo, tavolo di concertazione che costituisce un momento di incontro tra le amministrazioni locali e l’ateneo,.facendo da collante anche con il comitato dei sostenitori e la consulta dei sindacati- in modo tale da cercare di attenzionare le tante problematiche che ci vengono rappresentate dal territorio e cercando di trovare possibili soluzioni attraverso progettualità. che  vengono gestite dai nostri ricercatori. Lo abbiamo fatto da sei anni a questa parte- ha sottolineato Spaterna- e ottenendo degli ottimi risultati, arrivando a realizzare progetti molti dei quali sono già andati a finanziamento, attraendo risorse in nome e a favore di questo territorio. Negli ultimi sei mesi il contesto è cambiato e oggi dobbiamo fare i conti con una situazione imposta da drammatici accadimenti,  rispetto ai quali noi non vogliamo sottrarci a quella che è la nostre forte volontà di continuare. Sappiamo bene che la sfida futura è molto complessa; si parla di ricostruzione ma la ricostruzione non deve essere intesa solo come restituzione di strutture ed edifici ma anche come ricreazione di un tessuto sociale ed economico di questo territorio che è la condizione imprescindibile se vogliamo che le persone tornino ad abitare in queste zone e auspicabilmente che vi vengano ad abitare anche persone nuove. Per fare tutto questo dobbiamo creare presupposti in termini di servizi e di opportunità occupazionali”  “ Un progetto di carattere territoriale in cui l’università ha un ruolo importante . Possiamo definirlo un grande progetto di “ritorno al futuro”-  ha sottolineato il rettore Corradini - e specialmente in questo momento storico, seppur immaginato nei mesi precedenti, il progetto permette di mettere in campo in una maniera tridimensionale, da una parte la storia, l’attualità e i futuro, da un’altra il buono, il bello e il ben fatto, insieme a tradizione, innovazione e ricerca. Per enfatizzare le nostre vocazioni, le peculiarità e le eccellenze- ha proseguito Corradini – in questa grande matrice non immaginiamo soltanto i settori dell’agroalimemtare ed enogastronomia  ma cercheremo di combinare in maniera intelligente in percorsi strutturati, anche le filiere di produzione artigianali delle piccole alle medie e grandi imprese e le peculiarità degli enti pubblici. Un progetto per tornare a guardare i nostri territori con grande attenzione, improntato sulla parola chiave della qualità dei prodotti ma anche dell’ambiente, della natura con un’attenzione alla popolazione.. E’ il momento di guardare ad un territorio più ampio e di imparare a valorizzarci l’un l’altro. Un’azione strategica che serve a riportare la bellezza della gente da queste parti. Sarebbe un vero peccato, sia a livello regionale sia a livello nazionale, se non riuscissimo in brevissimo tempo a colmare quei buchi che si sono venuti a creare in questi ultimi mesi . La bellezza delle persone che ho imparato a valorizzare in questi miei anni di mandato elettorale, va davvero oltre il territorio; dobbiamo fsr rientrare le persone quanto prima e questo è anche un progetto di identità territoriale con il quale noi vogliamo che chi è fuori in questo momento, possa di nuovo identificarsi sul territorio. Ci rendiamo conto che per far tornare la gente qua un singolo progetto non può essere sufficiente e che il progetto andrà messo in un quadro di crescita territoriale. Il lavoro è la parola chiave e l’altra sono i servizi”.        

Innovazione,tradizione, ricerca. In una parola Unicamontagna, la strategia che coinvolge territori eterogenei per valorizzarne tutte le singole peculiarità e per favorire opportunità occupazionali . Il nuovo progetto nato dalla sinergia tra Università di Camerino, Comuni e aziende del territorio, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa nella Sala convegni del Rettorato. Sono intervenuti il rettore dell’università di Camerino Flavio Corradini, il prorettore vicario Claudio Pettinari, il prorettore ai rapporti con Enti e Istituzioni Andrea Spaterna, il sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli, il presidente dell’Unione Montana alte Valli del Potenza e dell’esino Matteo Cicconi anche in rappresentanza del presidente dell’Unione Marca di Camerino Alessandro Gentilucci, e Angelo Serri direttore di Tipicità.

“ L’idea- ha esordito il prorettore Pettinari- è nata al ritorno da un viaggio all’estero quando notai con apprezzamento la promozione di una regione francese attorno ad un unico marchio legato alle eccellenze, domandandomi se anche le eccellenze appenniniche potessero essere ricondotte sotto un unico marchio per essere valorizzate altrove. Proposi quindi al rettore Corradini e al prorettore Spaterna di immaginare attorno ad un unico Hub, la promozione di tutti i prodotti locali ( non solo attinenti alla sfera alimentare ma anche artigianali, immateriali, patrimonio culturale).

Il sisma ci ha un po’ bloccati ma nel frattempo abbiamo potuto riflettere e realizzare che a seguito dell’evento drammatico che ci ha colpiti, c’era ancora più bisogno di valorizzare le nostre eccellenze, investendo le competenze dell’ateneo. E’ così che è nato il marchio Unicamontagna, un unico logo identitario atto alla valorizzazione delle eccellenze della montagna appenninica  ad Unicam il ruolo di cabina di regia in una sinergia con tutti gli attori del territorio

  Con soddisfazione- ha continuato Pettinari-  oggi vediamo che attorno a questo tavolo sono coinvolti comuni, enti, partner qualificati e piccoli e medi imprenditori con i quali collaboriamo da tempo. Ci sono stati dei progettisti che fin da subito ci hanno dato credito e si sono messi a lavorare  e la finalità primaria è quella di creare opportunità occupazionali. Come luogo prescelto per una sorta di grande Expo nel quale alcuni dei nostri produttori e artigiani potranno presentare quotidianamente le loro novità e le loro produzioni caratteristiche,  abbiamo scelto il Lanciano Forum, in quanto  situato in un punto strategico, crocevia tra Castelraimondo, Matelica, Pioraco e Camerino. All’interno della struttura potremo attivare anche dei percorsi museali di livello, congiuntamente al Castello di Lanciano”. 

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“ L’università di Camerino, attraverso l’attuale governante- ha ricordato Spaterna- ormai da sei anni si è messa a disposizione del territorio, grazie alla Consulta Permanente per lo sviluppo, tavolo di concertazione che costituisce un momento di incontro tra le amministrazioni locali e l’ateneo,.facendo da collante anche con il comitato dei sostenitori e la consulta dei sindacati- in modo tale da cercare di attenzionare le tante problematiche che ci vengono rappresentate dal territorio e cercando di trovare possibili soluzioni attraverso progettualità. che  vengono gestite dai nostri ricercatori. Lo abbiamo fatto da sei anni a questa parte- ha sottolineato Spaterna- e ottenendo degli ottimi risultati, arrivando a realizzare progetti molti dei quali sono già andati a finanziamento, attraendo risorse in nome e a favore di questo territorio. Negli ultimi sei mesi il contesto è cambiato e oggi dobbiamo fare i conti con una situazione imposta da drammatici accadimenti,  rispetto ai quali noi non vogliamo sottrarci a quella che è la nostre forte volontà di continuare. Sappiamo bene che la sfida futura è molto complessa; si parla di ricostruzione ma la ricostruzione non deve essere intesa solo come restituzione di strutture ed edifici ma anche come ricreazione di un tessuto sociale ed economico di questo territorio che è la condizione imprescindibile se vogliamo che le persone tornino ad abitare in queste zone e auspicabilmente che vi vengano ad abitare anche persone nuove. Per fare tutto questo dobbiamo creare presupposti in termini di servizi e di opportunità occupazionali” 

“ Un progetto di carattere territoriale in cui l’università ha un ruolo importante . Possiamo definirlo un grande progetto di “ritorno al futuro”-  ha sottolineato il rettore Corradini - e specialmente in questo momento storico, seppur immaginato nei mesi precedenti, il progetto permette di mettere in campo in una maniera tridimensionale, da una parte la storia, l’attualità e i futuro, da un’altra il buono, il bello e il ben fatto, insieme a tradizione, innovazione e ricerca. Per enfatizzare le nostre vocazioni, le peculiarità e le eccellenze- ha proseguito Corradini – in questa grande matrice non immaginiamo soltanto i settori dell’agroalimemtare ed enogastronomia  ma cercheremo di combinare in maniera intelligente in percorsi strutturati, anche le filiere di produzione artigianali delle piccole alle medie e grandi imprese e le peculiarità degli enti pubblici. Un progetto per tornare a guardare i nostri territori con grande attenzione, improntato sulla parola chiave della qualità dei prodotti ma anche dell’ambiente, della natura con un’attenzione alla popolazione.. E’ il momento di guardare ad un territorio più ampio e di imparare a valorizzarci l’un l’altro. Un’azione strategica che serve a riportare la bellezza della gente da queste parti. Sarebbe un vero peccato, sia a livello regionale sia a livello nazionale, se non riuscissimo in brevissimo tempo a colmare quei buchi che si sono venuti a creare in questi ultimi mesi . La bellezza delle persone che ho imparato a valorizzare in questi miei anni di mandato elettorale, va davvero oltre il territorio; dobbiamo fsr rientrare le persone quanto prima e questo è anche un progetto di identità territoriale con il quale noi vogliamo che chi è fuori in questo momento, possa di nuovo identificarsi sul territorio. Ci rendiamo conto che per far tornare la gente qua un singolo progetto non può essere sufficiente e che il progetto andrà messo in un quadro di crescita territoriale. Il lavoro è la parola chiave e l’altra sono i servizi”.    

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