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Piano rifiuti del maceratese: i sindaci dicono no al Css ma sí al biometano

Giovedì, 21 Giugno 2018 07:21 | Letto 1111 volte   Clicca per ascolare il testo Piano rifiuti del maceratese: i sindaci dicono no al Css ma sí al biometano Approvata all’unanimità la proposta del nuovo piano d’ambito per la gestione dei rifiuti: niente produzione di combustibile derivante da rifiuti indifferenziati (Css) e si alla realizzazione di un impianto per il biometano.  Si tratta di un documento preliminare che ora dovrà essere sottoposto a valutazione ambientale e poi inviato alla Regione che dovrà esprimersi sulla congruità con il piano regionale per la gestione dei rifiuti. Poi si potrà procedere all’approvazione del piano definitivo. Lo scorso gennaio la Oikos Progetti aveva presentato ai sindaci dell’Ata 3 la bozza del piano che aveva come obiettivi quelli di incentivare la riduzione della produzione di rifiuti e il conferimento in discarica. E poi proponeva la valorizzazione dell’indifferenziata (producendo al Cosmari il Css) e del cosiddetto “umido” (digestore anaerobico, ovvero un impianto per il biometano). L’argomento Css aveva provocato non poche polemiche e non era piaciuto a svariati sindaci e consiglieri regionali. Uno su tutti, Sandro Bisonni, che aveva presentato una proposta di legge per vietare la combustione dei rifiuti e di tutti i suoi sottoprodotti.  Così ieri è stata presentata tutta una serie di modifiche della bozza iniziale: innanzitutto fra le priorità sarà il miglioramento delle condizioni ambientali nei pressi del Cosmari di Tolentino, con la conseguente riduzione dei disagi per chi abita in quel territorio. Si appresta a divenire una criticità la discarica di Cingoli, che è quasi piena. Le opzioni sono due: o si individua un altro sito da adibire a discarica nel maceratese, oppure si chiederà ad altri territori. È stato confermato l’attuale impianto del Cosmari, esclusa la possibilità di produrre Css, e approvata l’ipotesi di realizzare un impianto per il biometano di dimensioni tali da trattare i rifiuti organici del maceratese e di altri contesti (ipotesi dell’ascolano e del fermano). Si anche ad un impianto per il trattamento dei rifiuti da spazzamento stradale al Cosmari “da destinare anche agli altri contesti territoriali; presso il polo sono oggi presenti strutture che potrebbero in un prossimo futuro ospitare nuove realizzazioni impiantistiche”. “Dobbiamo essere consapevoli - ha detto il presidente della provincia Antonio Pettinari presentando la bozza - degli ottimi risultati ottenuti fin ora. Per questo documento è stato fatto un lavoro molto serio e approfondito”.  Nonostante l’approvazione all’unanimità, qualche critica al documento non è mancata, ad esempio quella di Rosalba Ubaldi, vicesindaco di Porto Recanati: “Mi aspettavo un documento più coraggioso. Portare i rifiuti fuori dal territorio costa tanto e nell’epoca in cui viviamo oggi dobbiamo saper proporre soluzioni innovative, purché fatte, ovviamente in scienza e coscienza. Tanti territori hanno un loro termovalorizzatore - ha aggiunto - e non hanno problemi. Noi invece no, scartiamo questa ipotesi. Oltretutto, servirà una nuova discarica ma mi pare che nessuno la voglia in casa propria. Voterò a favore per rispetto dei colleghi che ci hanno lavorato, ma è una soluzione senza coraggio”. Secondo il sindaco di Montecosaro, Reano Malaisi, mancherebbero delle soluzioni proiettate al futuro: “L’idea dei rifiuti zero non esiste più? Serve un percorso sulla riduzione dei rifiuti, abbiamo fatto tanti passi avanti nell’organizzazione e ne dobbiamo essere orgogliosi, ma produciamo ancora tanti rifiuti. C’è da dire ai cittadini che o si aprono discariche, o si fanno inceneritori oppure decidiamo di produrre meno rifiuti”. Da sempre favorevole a stralciare il punto riguardante il Css, il sindaco di Belforte del Chienti, Roberto Paoloni che parla di un atto di coerenza rispetto alle decisioni prese in passato dall’ente: “Siamo ad un ottimo livello per cui è normale che facciamo difficoltà a migliorare ancora di più, e paradossalmente in questi casi si rischia di far peggio. Anni fa facemmo una scelta forte, di puntare sempre più in alto e oggi approviamo una bozza che è migliorativa, ad esempio grazie alla gestione anaerobica. Abbiamo dato seguito - ha sottolineato - alla decisione presa di non incenerire, anche se era la soluzione più semplice. Siamo stati coerenti”. A vedere positivamente il documento anche Alberto Muccichini di Montelupone: “La gestione anaerobica è un punto molto interessante e da perseguire in maniera forte. Il trattamento dei soli rifiuti della nostra provincia non è vantaggioso quindi è giusto allargarci ad altri territori. La parte più debole è quella che riguarda i rifiuti indifferenziati e mi sembra che la Regione su questo non abbia le idee chiare. Non vedo ricerche nel settore”.  Gaia Gennaretti

Approvata all’unanimità la proposta del nuovo piano d’ambito per la gestione dei rifiuti: niente produzione di combustibile derivante da rifiuti indifferenziati (Css) e si alla realizzazione di un impianto per il biometano. 

Si tratta di un documento preliminare che ora dovrà essere sottoposto a valutazione ambientale e poi inviato alla Regione che dovrà esprimersi sulla congruità con il piano regionale per la gestione dei rifiuti. Poi si potrà procedere all’approvazione del piano definitivo.

Lo scorso gennaio la Oikos Progetti aveva presentato ai sindaci dell’Ata 3 la bozza del piano che aveva come obiettivi quelli di incentivare la riduzione della produzione di rifiuti e il conferimento in discarica. E poi proponeva la valorizzazione dell’indifferenziata (producendo al Cosmari il Css) e del cosiddetto “umido” (digestore anaerobico, ovvero un impianto per il biometano). L’argomento Css aveva provocato non poche polemiche e non era piaciuto a svariati sindaci e consiglieri regionali. Uno su tutti, Sandro Bisonni, che aveva presentato una proposta di legge per vietare la combustione dei rifiuti e di tutti i suoi sottoprodotti. 

provincia 2

Così ieri è stata presentata tutta una serie di modifiche della bozza iniziale: innanzitutto fra le priorità sarà il miglioramento delle condizioni ambientali nei pressi del Cosmari di Tolentino, con la conseguente riduzione dei disagi per chi abita in quel territorio. Si appresta a divenire una criticità la discarica di Cingoli, che è quasi piena. Le opzioni sono due: o si individua un altro sito da adibire a discarica nel maceratese, oppure si chiederà ad altri territori.

È stato confermato l’attuale impianto del Cosmari, esclusa la possibilità di produrre Css, e approvata l’ipotesi di realizzare un impianto per il biometano di dimensioni tali da trattare i rifiuti organici del maceratese e di altri contesti (ipotesi dell’ascolano e del fermano). Si anche ad un impianto per il trattamento dei rifiuti da spazzamento stradale al Cosmari “da destinare anche agli altri contesti territoriali; presso il polo sono oggi presenti strutture che potrebbero in un prossimo futuro ospitare nuove realizzazioni impiantistiche”.

“Dobbiamo essere consapevoli - ha detto il presidente della provincia Antonio Pettinari presentando la bozza - degli ottimi risultati ottenuti fin ora. Per questo documento è stato fatto un lavoro molto serio e approfondito”. 

Nonostante l’approvazione all’unanimità, qualche critica al documento non è mancata, ad esempio quella di Rosalba Ubaldi, vicesindaco di Porto Recanati: “Mi aspettavo un documento più coraggioso. Portare i rifiuti fuori dal territorio costa tanto e nell’epoca in cui viviamo oggi dobbiamo saper proporre soluzioni innovative, purché fatte, ovviamente in scienza e coscienza. Tanti territori hanno un loro termovalorizzatore - ha aggiunto - e non hanno problemi. Noi invece no, scartiamo questa ipotesi. Oltretutto, servirà una nuova discarica ma mi pare che nessuno la voglia in casa propria. Voterò a favore per rispetto dei colleghi che ci hanno lavorato, ma è una soluzione senza coraggio”.

provincia 4

Secondo il sindaco di Montecosaro, Reano Malaisi, mancherebbero delle soluzioni proiettate al futuro: “L’idea dei rifiuti zero non esiste più? Serve un percorso sulla riduzione dei rifiuti, abbiamo fatto tanti passi avanti nell’organizzazione e ne dobbiamo essere orgogliosi, ma produciamo ancora tanti rifiuti. C’è da dire ai cittadini che o si aprono discariche, o si fanno inceneritori oppure decidiamo di produrre meno rifiuti”.

Da sempre favorevole a stralciare il punto riguardante il Css, il sindaco di Belforte del Chienti, Roberto Paoloni che parla di un atto di coerenza rispetto alle decisioni prese in passato dall’ente: “Siamo ad un ottimo livello per cui è normale che facciamo difficoltà a migliorare ancora di più, e paradossalmente in questi casi si rischia di far peggio. Anni fa facemmo una scelta forte, di puntare sempre più in alto e oggi approviamo una bozza che è migliorativa, ad esempio grazie alla gestione anaerobica. Abbiamo dato seguito - ha sottolineato - alla decisione presa di non incenerire, anche se era la soluzione più semplice. Siamo stati coerenti”.

provincia 5

A vedere positivamente il documento anche Alberto Muccichini di Montelupone: “La gestione anaerobica è un punto molto interessante e da perseguire in maniera forte. Il trattamento dei soli rifiuti della nostra provincia non è vantaggioso quindi è giusto allargarci ad altri territori. La parte più debole è quella che riguarda i rifiuti indifferenziati e mi sembra che la Regione su questo non abbia le idee chiare. Non vedo ricerche nel settore”.  

Gaia Gennaretti

provincia 3

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