Intervalliva. Zura e Cruciani illustrano i passaggi che hanno portato al finanziamento di 98milioni di euro. I 5 Stelle di San Severino e Tolentino, con in testa Mauro Coltorti, rispondo: "Venerdì sera, nella riunione per discutere il progetto, sapendo che il progetto alternativo proposto dal Movimento costa molto di meno ed è tecnicamente inappuntabile, il sindaco Pezzanesi ha ribadito la necessità che i costi non lievitino, preoccupato che all’imbocco Nord della galleria c’è una frana (nel progetto presentato da Zura e Cruciani, ndr)". Per i grillini questo è un coup de téathre visto che fin ora il sindaco tolentinate si era detto assolutamente contrario al progetto alternativo. Poi una critica a quanto affermato nel corso della conferenza dall'ingegnere Cruciani: "Abbiamo appreso che se in Italia si dovesse stare attenti ai rischi idrogeologici non si costruirebbe più nulla. Capito? Il messaggio è chiaro: tanti saluti alla sicurezza, l’importante è che si costruisca dove, come e quando lo dice lui. In pieno stile centrodestra italiano. E invece no - incalza Coltorti -. Qui c’è un progetto più sicuro e meno costoso che potrebbe essere preso in considerazione, ma che per mere questioni di tifoseria politica e di chissà quali interessi economici non lo è". Secondo Coltorti il progetto attualmente finanziato non prevederebbe gli interventi di bonifica della grande frana sopracitata, che farebbe comunque lievitare i costi oltre la disponibilità finanziaria.
"Il progetto messo in campo da noi costa la metà - dice - anche prevedendo un aumento dei costi di progetto si rimarrebbe comunque all'interno del budget a disposizione. Inoltre per la procedura di Valutazione di impatto ambientale si devono individuare eventuali soluzioni alternative, che se sono già note, andrebbero certamente valutate fin da subito. Se il nuovo progetto è migliore credo il CIPE non avrà alcun problema ad approvarlo, al contrario di quanto va sostenendo Zura Puntaroni della Lega. D’altra parte, se la Corte dei Conti comprende che c'è una soluzione tecnica che costa la metà, difficilmente si girerebbe dall’altra parte. Infine, da presidente della commissione Lavori Pubblici del Senato è mio dovere guardare a qualsiasi opera infrastrutturale che riguardi l’Italia, da Ragusa salendo fino a Bolzano. L’intervalliva serve - conclude - e lavoreremo perché prevalga un progetto che è indubbiamente migliore di quello pensato in origine”.

g.g.

La tensione si taglia col cortello. Il Movimento 5 Stelle propone al fotofinish un progetto alternativo a quello di Luigi Zura-Puntaroni e Michele Cruciani e questi ultimi rispondono organizzando una assemblea pubblica per presentare il finanziamento di quasi 100 milioni già ottenuto. L'incontro è previsto per stasera alle 20:30 nella sala convegni del chiostro di San Domenico. I grillini, nel presentare la loro proposta, asseritamente meno costosa e meno impattante, garantiscono di non voler ritardare i lavori né di voler mandare all'aria il lavoro fatto. Per Cruciani e Zura-Puntaroni invece "il M5S non sa (o lucidamente non vuole spiegare ai cittadini) che cos’è una Delibera del CIPE, e non sa (o non vuole spiegare ai cittadini) che i soldi stanziati dal CIPE sono vincolati ad una specifica opera. Il progetto è stato approvato dalla Cabina di Regia del Governo l'11 luglio lo scorso ed è stato inserito nell’elenco delle opere pubbliche appaltabili entro quest’anno con uno specifico codice di progetto. Il progetto - scrive Cruciani in una nota - affidato alla Quadrilatero è in avanzata fase di definizione". Secondo l'ingegnere il tentativo dei grillini sarebbe quello di vanificare un lungo processo di condivisione "partito dal territorio e arrivato al Governo dopo aver risalito tutta la scala gerarchica. Ora il senatore Mauro Coltorti entra a gamba tesa su un tavolo tecnico decisionale per proporre una vecchia soluzione mai condivisa dal Comune di Tolentino. Appare evidente il tentativo di alcuni attivisti del M5S di bloccare la realizzazione dell’intervalliva. Rimettere in discussione questi processi decisionali - incalza - significa di fatto impedire la realizzazione dell’opera". Mettendo in dubbio l'interesse che i 5 Stelle nutrono per la collettività, Cruciani definisce la proposta portata all'attenzione degli enti proposti il frutto di "una tragica alchimia distruttiva composta da dilettanti allo sbaraglio e da cinici sostenitori della decrescita felice".

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(il consigliere regionale Luigi Zura-Puntaroni)

g.g.




































Una sorpresa praticamente al fotofinish. Dopo anni in cui si è parlato del progetto dell'ingegnere Michele Cruciani e del consigliere regionale Luigi Zura-Puntaroni, che ha ottenuto anche un finanziamento dal Cipe di 90 milioni diversi mesi fa, spunta una nuova proposta targata Movimento 5 Stelle. A presentarla i gruppi di San Severino e Tolentino con il prezioso contributo del professore ordinario dell'Università Politecnica delle Marche, Maurizio Bocci, specializzato in infrastrutture, e dell'architetto Giuseppe Ballini. 

Quanto accaduto è così riassumibile: il Cipe ha stanziato 90 milioni per il progetto di Zura ma i grillini sono da poco subentrati con una alternativa che almeno a livello economico (ma non solo) sarebbe molto più vantaggiosa. 

"Il tracciato previsto dall’accordo di programma (cioè quello proposto dal consigliere regionale Zura-Puntaroni, ndr)  tra i comuni, la Provincia e la Regione inizia ad est di San Severino. Chi viene dalla SR 502 Cingoli o dalle zone ad ovest dell’Ospedale di San Severino - si legge in una nota di Mauro Coltorti, presidente della commissione Infrastrutture del Senato e dei consiglieri locali del M5S - dovrebbe percorrere la 361 Settempedana sino alla zona industriale Taccoli e una bretella sino all’inizio della variante. Dopo un lungo rettilineo ed un'ampia curva, una galleria permette di superare il crinale e raggiungere la periferia di Tolentino  su una rotatoria “urbana”, per poi proseguire con una seconda galleria verso la vecchia SP 127 ad ovest di Tolentino. Un viadotto ed uno svincolo consentono infine il raccordo con la SS77. Il costo di questa opera - si legge ancora - sarebbe di circa 100-120 milioni. All’imbocco nord della galleria è però presente una grande frana la cui bonifica comporterebbe un netto aumento dei costi e la seconda galleria si sviluppa al di sotto di abitazioni la cui stabilità potrebbe essere compromessa". I gruppi 5 Stelle di San Severino e Tolentino hanno inviato alla Commissione Infrastrutture del Senato un progetto ANAS degli anni ’90, rivisitato dall’Architetto Ballini. L’intervalliva inizierebbe all’incrocio della 361 con la 502, attraverserebbe la SP 127 per poi dirigersi verso sud sottopassando in galleria il valico di Cusiano, proseguendo sino allo svincolo di Tolentino ovest sulla SS77. Il costo sarebbe di circa 60 milioni, cioè almeno la metà rispetto all'altro progetto. Inoltre il tracciato sarebbe più corto e meno pendente, comporterebbe la realizzazione di una sola galleria e non rischierebbe di incappare in movimenti franosi. "Il raccordo sulla SS77 sarebbe diretto grazie allo svincolo già esistente - sostengono Coltorti e i consiglieri grillini - e il traffico sulla Settempedana sarebbe ridotto. Il costo complessivo sarebbe nettamente inferiore". Il nuovo tracciato è stato già inviato alla Quadrilatero ed all’ANAS. Con il Prof.Bocci, che sostiene il nuovo progetto, sono stati incontrati il presidente della Provincia e il sindaco di San Severino. "Purtroppo il Sindaco di Tolentino non ha voluto neppure visionare il nuovo progetto. Non si vuole rallentare l’opera - concludono - ma ai fini di una scelta è obbligatorio trovare le migliori soluzioni. E’ inoltre indispensabile che si informi la cittadinanza".

g.g.

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Il nuovo contratto di governo fra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico è pronto. Ormai il prossimo step sarà la fiducia. Al punto 6 figura un argomento assai importante per il Centro Italia e per la provincia di Macerata: il terremoto. "I terremotati non sono mai stati dimenticati - afferma il senatore marchigiano Giorgio Fede, dei 5 Stelle - nemmeno nel primo contratto. Mi fa piacere ricordare che il Presidente Conte ha già incontrato in una specifica audizione chi i danni del sisma li vive sulla propria pelle. Questa è stata quindi una prima testimonianza della sensibilità verso l'argomento, a dimostrazione che non si tratta solo di un punto programmatico ma di qualcosa di più. E' stato assimilato alle audizioni che si sono svolte con tutte le forze politiche per formare il governo. Poi, ancor più gradito è stato il poter verificare che proprio al punto 6 del programma si parla di accelerare la ricostruzione". Un altro argomento cardine per le Marche è quello che riguarda la viabilità. Il progetto della Quadrilatero deve essere portato a conclusione con gli ultimi interventi, fra i quali la bretella San Severino-Tolentino recentemente finanziata per intero e la Pedemontana che collegherà Fabriano, Matelica fino a Muccia. "Anche questa è la prova di quanto sia alta l'attenzione - prosegue - sicuramente anche indotta dall'attività di noi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Già Conte e l'allora ministro Toninelli ne avevano sottolienato l'importanza quando vennero nel territorio ad effettuare un sopralluogo e poi in aula, quando vennero a riferire sull'argomento. L'attenzione e la volontà di far partire queste opere sono alte, seppur fra tante polemiche e problematiche generate e questa non può che essere una notizia positiva per noi marchigiani. Sappiamo bene - aggiunge - quanto le Marche paghino un deficit di infrastrutture e quindi ripartiamo da quelle già in corso di esecuzione per dare risposte concrete sia alla popolazione sia a chi ci ha definito il partito del 'no'. Questa è un'azione del governo Conte e del Movimento 5 Stelle per ridare vita a un territorio".
g.g.



























rificare che il punto 6 del programma cita esplicitamente la necessità di accelerare la ricostruzione". Un altro argomento cardine per il territorio oi+5u

"Questo è un nuovo modo di fare politica, col tramonto delle ideologie è più facile discutere di valori condivisi". Commenta così, soddisfatto, il vicepresidente del comitato per la difesa dell'ospedale di San Severino, Marco Massei, dopo l'incontro conviviale di ieri sera sul tema sanità. L'argomento non era circoscritto al solo ospedale settempedano ma ben più ampio: l'obiettivo infatti era trovare un modo condiviso per discutere di una sanità che possa rispondere alle esigenze del territorio maceratese. Presenti diversi parlamentari, come Giuliano Pazzaglini, Tullio Pattasini e Francesco Acquaroli, i consiglieri regionali Elena Leonardi, Luigi Zura-Puntaroni e Romina Pergolesi, il sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini e quello di San Severino Rosa Piermattei, alcuni consiglieri provinciali e comunali di città limitrofe e diversi comitati maceratesi.

L'idea comune emersa è che l'ospedale unico provinciale non sia la soluzione adatta se non viene affiancato da ospedali di rete funzionanti. Per qualcuno addirittura, l'ospedale unico sarebbe da escludere.

Il sindaco Saltamartini ha invitato i consiglieri regionali di minoranza (il Pd non pervenuto all'incontro) ad una attività più puntuale affinché la giunta regionale sia sempre messa di fronte alle proprie responsabilità. Inoltre, ha criticato l'assenza dei sindaci del territorio non solo all'incontro di ieri ma anche alle manifestazioni fatte negli ultimi anni. 

Anche il sindaco Piermattei, da parte sua, si è detta convinta della necessità di farsi sentire e di farlo in tanti.

"Con stasera - ha concluso Massei - abbiamo capito che si può fare molto e che i comitati hanno un ruolo importante: dobbiamo salvaguardare le strutture del territorio opponendoci strenuamente all’ospedale unico; abbiamo già tante eccellenze e non sono le strutture a mancare bensì il personale. Serve un turnover serio del personale che va in pensione. Il diritto alla salute è qualcosa che va condiviso in maniera politicamente trasversale. Questo è un nuovo modo di fare politica, col tramonto delle ideologie è più facile discutere di valori condivisi".

Potrete leggere l'articolo completo degli interventi nel prossimo numero de L'Appennino Camerte, in edicola giovedì prossimo.

g.g.

 

I consiglieri grillini, Gian Mario Mercorelli e Martina Cicconetti chiedono spiegazioni sulla mancata convocazione della minoranza all'incontro di martedì scorso tra l’amministrazione tolentinate e il nuovo Commissario Straordinario per la Ricostruzione Piero Farabollini.

"All’incontro - scrivono in una nota - erano invitati anche i consiglieri comunali. Peccato che questa lettera, a noi, non sia mai arrivata. Saputo in via ufficiosa della riunione e chieste spiegazioni, ci è stato detto che in realtà si intendeva invitare solo i Consiglieri appartenenti alla maggioranza. Perché, allora, nella lettera di invito si citano tutti i Consiglieri - si chiede il Movimento - ? L’ennesima dimostrazione della tracotanza del nostro Sindaco che, mentre in pubblico si lamenta della mancata collaborazione delle minoranze, quando si arriva al dunque le stesse minoranze cerca di tenerle fuori da ogni tavolo di confronto. In compenso non manca di invitarci ad ogni taglio di nastro (l’ultimo quello per l’installazione delle panchine di fronte al teatro Vaccaj) per farci assistere alle sue autocelebrazioni. Questa volta, però, gli è andata male perché, saputo dell’incontro, i Consiglieri del MoVimento 5 Stelle si sono presentati ugualmente e hanno potuto assistere al solito “teatrino”: alla presenza di numerosi professionisti, ben poco si è parlato della situazione di coloro che sono senza casa mentre a gran voce si è richiesto l’aumento della soglia per l’affidamento diretto da parte del Comune di progettazioni e lavori, attualmente fissato a 40.000 euro, ad almeno 250.000 euro".

Intanto il Movimento si prepara al consiglio comunale aperto sul terremoto ottenuto grazie alla raccolta delle firme dei consiglieri di minoranza e di alcuni della maggioranza.

GS

Si chiama “Il piccolo armadillo cresce: labor-dillo per favorire l’inclusione scolastica” ed è il progetto della scuola Tacchi Venturi di San Severino per la realizzazione di un nuovo laboratorio presentato all’iniziativa “Facciamo scuola” del Movimento 5 Stelle. Ad oggi infatti i consiglieri regionali del Movimento hanno rinunciato a 12 milioni di euro di indennità e rimborsi. Di questi, un milione di euro verrà utilizzato per finanziare i progetti presentati, non più di uno per istituto e con un contributo massimo di 10mila euro per ciascuno. Per la Regione ne sono stati presentati ben 56, tra cui anche quello per l’istituto settempedano.

La scelta delle idee-progetto da finanziare avverrà online sulla piattaforma Rousseau su base regionale con il voto di tutti gli iscritti certificati delle regioni interessate; ogni iscritto potrà votare i progetti e selezionare le proposte migliori. Verrà poi stilata una classifica regionale e così saranno assegnati i fondi ai progetti, fino ad esaurimento dell’importo totale messo a disposizione per ogni regione dai consiglieri.

Il progetto settempedano vuol favorire l’inclusione scolastica tramite la realizzazione di un laboratorio attrezzato per la predisposizione di percorsi più pratici che teorici, privilegiano l’impegno e le attività di tipo manuale più consone agli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES). Dopo una iniziale individuazione dei bisogni e dei punti di forza degli alunni coinvolti si provvederà ad acquisire il materiale utile per la realizzazione del progetto e per allestire un laboratorio multifunzione: un laboratorio sull’autobiografia e sulla conoscenza di sé (viaggio nelle emozioni e sentimenti), finalizzato alla costruzione di una propria identità, a conoscersi anche attraverso l’espressione artistica, a valorizzare le diversità, e a riflettere sui temi dell’adolescenza; un laboratorio multimediale - multi creativo, per la realizzazione di materiali utili alla didattica, tra cui una macchina per cucire con cui realizzare anche i costumi teatrali per le varie rappresentazioni che la scuola realizza nel corso dell’anno.
g.g.

Netta presa di posizione da parte del Movimento 5 Stelle di Camerino sul servizio idrico gestito dalla municipalizzata ASSM e sulla potabilità- non potabilità dell'acqua che interessa alcune frazioni del territorio comunale di Camerino. Negli ultimi giorni erano stati emessi alcuni divieti, riferiti all’utilizzo dell’acqua potabile e, in seguito revocati per alcune frazioni.

Ci troviamo ad analizzare un periodo alquanto singolare della normale amministrazione del neo gestore del servizio idrico ASSM,- si legge nel comunicato- soprattutto dal punto di vista della trasparenza dell’azione amministrativa da parte del comune di Camerino, delle misure adottate alle prime difficoltà sul campo, delle dichiarazioni rese tempestivamente (quelle, più che tempestive) da sindaco e società. Dichiarazioni spesso poco chiare, contraddittorie nella realtà, all’apparenza fuorvianti e tendenti a contendersi meriti, ove invece, sembrano persistere negligenze e responsabilità Certamente noi non siamo tecnici del settore, ma fruitori del servizio, e non possiamo non notare che regna una confusione mai vista prima”.

Chiede una maggiore trasparenza da parte dell’amministrazione comunale la referente del M5S Monica Pigotti: “Non è la prima volta – spiega- che vengono emesse delle ordinanze di non potabilità dell'acqua; non è la prima volta che viene riaperto l'accesso all'acqua potabile ad alcune frazioni anche limitrofe tra loro mentre il divieto di utilizzo resta per alcune. Non è la prima volta- prosegue Monica Pigotti- che ci sono disservizi e, considerato che l’ASSM è entrata a gestire il servizio idrico di Camerino solo il primo gennaio di quest'anno, ebbene, in 7 mesi sicuramente non abbiamo ricevuto risposte alle nostre domande, nè riferite ai dati richiesti anche in passato; risposta non hanno avuto anche gli stessi consiglieri di minoranza, taluni anche tecnici, come Marco Fanelli che è tecnico dell'Arpam. Si capisce bene dunque che non sono solo voci e preoccupazioni di corridoio ma che c’è un’ effettiva preoccupazione dei cittadini, e non solo di quelli che fruiscono del servizio nelle fazioni. Il problema è sentito da tutti quei cittadini che fruiscono del servizio anche altrove, pure dove abbiamo acqua che possiamo ancora bere dal rubinetto ma che continuiamo comunque a pagare in maniera di certo non poco salata".

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