Dopo l'interruzione dovuta alla pandemia il Circolo Aldo Moro riapre le porte con gli incontri in presenza questo venerdì 22 ottobre. Nella sala riunioni dei Salesiani di Macerata si parlerà del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e delle occasioni che si presentano per il nostro territorio.

Interverranno Pietro Marcolini (presidente ISTAO) che farà il quadro generale e locale delle risorse disponibili; Franco Capponi (Sindaco di Treia) che approfondirà il tema del ruolo fondamentale dei Comuni e delle opportunità per il territorio; Sauro Rossi (Segretario Generale CISL Marche) che farà il quadro delle ricadute per il mondo del lavoro. Modererà il dibattito Angelo Sciapichetti Segretario del Circolo Aldo Moro.

"Di fronte ad un Piano che rappresenta una unica e storica occasione di sviluppo per il nostro territorio grazie alle ingenti risorse messe a disposizione dall’Europa è necessario avviare una programmazione che veda protagonista il territorio - dichiara il segretario del circolo Angelo Sciapichetti - Indispensabile è mettere a punto una visione strategica ed unitaria che coinvolga le istituzioni locali, il mondo del lavoro e dell’impresa, le università, il terzo settore ecc; una grande cabina di regia che riesca ad intercettare tutte   le opportunità e le risorse che il PNRR offre. Alle amministrazioni comunali è chiesto una importante collaborazione nella redazione del piano superando la logica del la frammentazione e privilegiando l’approccio integrato in una visione complessiva e non parcellizzata del territorio. Consapevoli che il PNRR,(a cui vanno aggiunte le risorse ordinarie dei fondi strutturali europei) rappresenta forse l’ultima occasione per la nostra generazione per avviare una profonda trasformazione territoriale basata su sei assi strategici: 1)Digitalizzazione,innovazione,compettitività, cultura; 2)rivoluzione verde e transizione ecologica;3) infrastrutture per una mobilità sostenibile;4) Istruzione e ricerca;5)inclusione sociale;6)salute, diventa necessario ed indispensabile promuoverei idee e progetti all’altezza della sfida, tali da poter beneficiare per intero delle risorse programmate; una occasione quindi di sviluppo dal punto di vista infrastrutturale, ambientale, turistico e culturale, sociale e sanitario che il maceratese, inteso come vasto territorio che spazia dai monti al mare che si sviluppa nelle due grandi vallate del Chienti e del Potenza, non può fallire".
Unicam è maestra in questo, ovvero nel costruire negli anni una rete di enti pubblici, imprese e associazioni che insieme possa ripartire dalla montagna per rilanciarla e valorizzarla. Il Covid ha dato peraltro un impulso importante ad alcune necessità, come ad esempio quella di avere un contatto vero con la natura, il buon cibo, il benessere che può garantire un territorio come il nostro entroterra ma anche quella dell’abbandono del concetto di “massa”. Le grandi città d’arte vuote di turisti danno l’idea di quanto stia prendendo piede il turismo di qualità. Su tutto questo vogliono puntare i due progetti presentati stamattina in Unicam insieme a Istao.

La collaborazione nel territorio è importantissima - ha affermato il rettore, Claudio Pettinari -. Molti partner stanno pensando insieme a noi a come fare sviluppo e Istao è stato un compagno di viaggio importante, come Tipicità, imprese e molti altri soggetti, nell'elaborazione di un progetto nato anni fa, in tempi non sospetti, quando pensavamo a come poter far rinascere questo territorio”. Da qui è nato Unicamontagna qualche anno fa, un hub con l’obiettivo di creare uno spazio condiviso in cui sviluppare un modello organizzativo nuovo tra filiere produttive, con particolare riferimento ai settori manifatturiero e agroalimentare, in relazione ai servizi creativi. È da questo hub che si sono poi sviluppati i due progetti finanziati dalla Regione presentati stamane: Ricrea e Lo Gusti.

Il primo è seguito da Ivana Marchegiani: “L'obiettivo è quello di promuovere il riutilizzo di tutto ciò che vogliamo scartare, dei rifiuti, dei materiali in disuso. Si va dal recupero della plastica ai vecchi mobili. Allestiremo un laboratorio nel territorio, inviteremo delle imprese a partecipare, creeremo nuovi prodotti da immettere poi sul mercato. Dimostreremo come da un materiale di scarto si possa dare vita a nuovi prodotti, anche opere d’arte. Con studio e mani sapienti si possono creare oggetti riutilizzabili. Oltretutto - ha aggiunto - ricreare può anche comportare la nascita di nuove imprese e quindi di nuovi posti di lavoro. Ci rivolgeremo anche ai bambini delle scuole affinché crescano con la consapevolezza dell’importanza del riuso. Dal rifiuto generiamo nuove vite perché l’inventiva dell’uomo è infinita”.

A presentare il progetto Lo Gusti è stato invece Massimiliano Bianchini: “Abbiamo dei finanziamenti pubblici che in realtà moltiplicheremo, una cosa importante per il territorio terremotato e per i giovani che hanno la possibilità di avere nuovi impieghi. Faciliteremo attività culturali, teatrali, il turismo di qualità e attività enogastronomiche a km zero. La cultura ha senso quando è moltiplicatore di attività imprenditoriali, quando riesce a promuovere un turismo non di massa e il buon cibo. È una grande occasione per i giovani e per l’entroterra perché noi partiamo da qui. Il Covid peraltro ha dato slancio a tutto questo”.

Gaia Gennaretti
Riprendere una centralità del problema della ricostruzione post-sismica e non lasciarlo da parte indifferente. Consentire alle normative di realizzazione, quello che è stato consentito a Genova per il ponte Morandi o ai terremoti di Ischia e Catania.
A tre anni dal sisma e dopo il passaggio di tre governi e tre Commissari straordinari, è quanto si augura Pietro Marcolini, presidente dell’Istao ( Istituto di Alta Formazione economica Adriano Olivetti di Ancona) al quale la Giunta Regionale ha affidato l’impegno di un’assistenza tecnica nella strategia del Piano per lo sviluppo e la ricostruzione post sisma delle Marche. Trasformare gli eventi sismici che hanno colpito tanti comuni, da emergenza a opportunità, l’obiettivo del patto che firmato ad aprile scorso, non ha trovato azioni politiche per potersi attuare.
Circa un centinaio i progetti previsti per un miliardo e settecento milioni di euro di investimenti possibili e, cantierabili per una buona metà.
“ Su questo piano -afferma Pietro Marcolini- noi abbiamo lavorato per la Giunta regionale e abbiamo potuto vedere risposte positive e volontà di fare delle popolazioni, degli imprenditori, degli artigiani e degli industriali. Molte purtroppo le difficoltà di carattere normativo e burocratico, di personale e
di carattere anche urbanistico e territoriale che si sono incontrate, per cui si stanno affinando delle proposte. Io penso che il fatto grave della recente crisi di governo- aggiunge il presidente di Istao- è che nelle dichiarazioni del presidente del consiglio uscente ma anche nel dibattito dei maggiori protagonisti politici e aldilà delle coloriture, il terremoto non sia stato ricordato. Noi abbiamo gli studi delle 4 università delle Marche con il ruolo illuminante dell’ateneo di Camerino per la parte urbanistica e territoriale e poi c’è un consistente numero intelligente di progetti realizzabili che sono a disposizione. Spero che diventi l'undicesimo punto del nuovo governo su cui si sta lavorando o comunque nel governo che ci sarà. Il terremoto è in regime straordinario e la ricostruzione non può avvenire in termini ordinari - conclude Marcolini-. Personale, normative, risorse nazionali e comunitarie, debbono essere un programma in cima alle preoccupazioni anche del nuovo governo e personalmente mi auguro che le cose possano rimettersi in moto più velocemente di quello che è avvenuto nei tre anni passati”.

C.C.

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