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Quando aumentano le difficoltà cresce anche la volontà di essere d’aiuto. È forse questo l’aspetto che rincuora difronte a un periodo in cui l’emergenza sanitaria ha segnato la vita di molte famiglie in un territorio, quelo di Fabriano, in cui era già in atto un forte ‘terremoto economico’.

Ma davanti a questo tipo di difficoltà ed alle numerose richieste d’aiuto, la Caritas diocesana, diretta da don Marco Strona, ha messo in campo tutte le proprie forze.

Supportata anche dalla sinergia con la diocesi di Camerino, nata grazie all’arcivescovo Francesco Massara, ha saputo rispondere alle richieste di aiuto cresciute del 50%.

"Le attività della Caritas sono diverse – spiega Strona - , anche perché la questione dei bisogni non è legata solo ai beni materiali, ma va oltre. Attraverso le richieste che arrivano al punto di ascolto partono le diverse iniziative. Nella nostra diocesi, soprattutto da marzo in poi, il centro d'ascolto ha lavorato di più, registrando la presenza di chi non si era mai rivolto a noi per chiedere aiuto.

Sulla scia di questa necessità abbiamo aperto l’Emporio della carità per la distribuzione di generi alimentari e prodotti per la cura e l’igiene personale e a cui si sono rivolte 350 famiglie”.

Aiuti che hanno riguardato anche le utenze domestiche e gli affitti: “Come diocesi – prosegue - abbiamo concesso  appartamenti a titolo gratuito ad alcune famiglie che erano in difficoltà durante il lockdown a marzo”.

Una vicinanza nei confronti dei più bisognosi che la Caritas ha potuto attuare soprattutto grazie alla crescita di aiuti che è stata registrata: “L’arcivescovo Massara si è impegnato in prima persona – prosegue Strona – poi  abbiamo visto che la trasparenza in quello che facciamo ha spinto la gente ad impegnarsi nelle donazioni.

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Tanti gli aiuti che sono arrivati, sia di privati, ma anche di aziende e intere comunità che si sono mosse.

Molti sono arrivati da Camerino”.

In un anno la Caritas ha registrato il passaggio di 800 persone, dietro alle quale ci sono altrettante famiglie.

Ma il bisogno economico non è l’unico che hanno manifestato: “Tanti i problemi legati alla solitudine o alla depressione, che hanno causato un aumento del 70% del consumo di antidepressivi. Con il Lions club di Fabriano abbiamo aperto uno sportello psicologico gratuito per sopperire a questa necessità”.

Altri progetti, invece, sono in cantiere per l’anno appena cominciato: “Da un anno è attivo un progetto di agricoltura sociale e un altro lo stiamo portando avanti insieme alla Caritas di Jesi che coinvolge anche il territorio di Camerino: diverse aziende della città ducale ci hanno messo a disposizione terreni da coltivare.  Una sinergia che rappresenta un progetto pilota della Cei.

Per il 2021 ci siamo già mossi per finanziare tirocini lavorativi grazie all'8x1000”.


GS
Proseguono gli incontri sul territorio da parte del Commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Oggi è stata la volta di Camerino, dove il commissario nel corso della mattinata ha incontrato il sindaco Sandro Sborgia e sua eccellenza il vescovo Monsignor Francesco Massara. "È stato un incontro importante che fa seguito a tutta una serie di interlocuzioni costanti che intratteniamo con l'ufficio speciale ricostruzione". Ha detto Sborgia che parlando dei prossimi step ha ricordato il PSR, "il programma straordinario di ricostruzione, sta andando avanti per far sì che questa città torni a vivere. Riapriremo il corso a breve, si sta lavorando alla parte amministrativa e burocratica per la riduzione della zona rossa. Poi si procederà alla firma dell'ordinanza che consentirà di riaprire il corso. Comunicheremo a breve ai cittadini il giorno e l'orario di apertura".

"Con Sua Eccellenza il Vescovo abbiamo esaminato i progetti e i programmi che sono molto ambiziosi. Primo fra tutti il recupero, il cui avvio è imminente, nel centro storico di Camerino, della struttura ricettiva del Collegio Bongiovanni, che sarà di grandissimo rilievo per la città di Camerino e per l'intero processo di ricostruzione. Poi Il Vescovado, la Basilica e numerosi altri progetti che la Diocesi di Camerino sta portando avanti con molta celerità." Queste le parole del commissario Legnini che ha ricordato come Camerino viaggi  spedita verso la ricostruzione. 

"Sulle chiese abbiamo fatto un lavoro straordinario, cambiando in profondità sia la norma primaria, la legge, che le ordinanze. Oggi le diocesi sono nella condizione di poter agire con tempestività con gli affidamenti diretti o con procedure molto ristrette per fare in modo che si recuperi il tempo perduto". Soddisfatto dell'esito dell'incontro Sua Eccellenza l'Arcivescovo Francesco Massara, che ha ricordato la grande importanza di lavorare in sinergia per il territorio. Un incontro che va nella direzione di proseguire nel processo di ricostruzione complesso, che ci si augura vedrà nel 2021 un'accelerazione molto attesa dai cittadini. 

La visita del Commissario è proseguita anche nel corso del pomeriggio con altri incontri in città. 

Approfondimento sull'ultimo numero dell' Appennino Camerte in uscita giovedì prossimo. 

Barbara Olmai
La Delegazione Marche Nord dell’Ordine di Malta sostiene i territori colpiti dal sisma di quattro anni fa. In occasione delle festività natalizie, nel giorno di Natale, a oltre centocinquanta residenti nei villaggi temporanei di Camerino, Visso e Ussita, segnalati dai parroci del territorio e da Monsignor Massara, sarà offerto il pranzo di Natale grazie all’asporto di diversi ristoranti locali. Un gesto semplice ma significativo, che dimostra vicinanza a situazioni di bisogno e che ha riportato l'attenzione sul dramma del terremoto, passato in secondo piano in ragione dell’emergenza sanitaria.
Un'iniziativa possibile grazie al sostegno e alla volontà del marchese Francesco Costa, Delegato delle Marche Nord sul solco dei principi di servizio cristiano ed assistenza ai bisognosi che sono alla base del carisma melitense.

Red.
Per questo Natale particolare gli auguri dell'arcivescovo Francesco Massara e dei sacerdoti.
IL VIDEO--->
La Messa di Mezzanotte del prossimo Natale sarà celebrata "in un orario vespertino compreso tra le 18.00 e le 19.30" nelle chiese della diocesi di Camerino - San Severino Marche.

Così ha stabilito l'arcivescovo Francesco Massara tenendo conto delle restrizioni imposte per il contenimento del contagio (in particolare, il divieto di circolazione dopo le ore 22,00) e del comunicato del Consiglio permanente straordinario della Cei del 1 dicembre nel quale si dispone come «sarà necessario prevedere l’inizio e la durata della celebrazione in un orario compatibile con il cosiddetto “coprifuoco”».

"Vista la particolare situazione sanitaria tuttora in corso e la necessità di attuare scelte responsabili a tutela del bene comune e della salute pubblica così scrive nel decreto inviato ai sacerdoti monsignor Massara - Vi rimando alle indicazioni liturgico – sacramentali contenute ai n. 33 e 34 delle Norme Generali per l’Ordinamento dell’Anno Liturgicoe del Calendario riportate nel Messale Romano: «il Tempo di Natale inizia con i Primi Vespri del Natale del Signore e termina la domenica dopo l’Epifania (…)» e «La Messa della Vigilia di Natale si celebra alla sera del 24 dicembre o prima o dopo i Primi Vespri».

Pertanto, lasciandoci guidare dalla prudenza e dal buon senso e volendo garantire a tutte le comunità la possibilità di celebrare il Natale in condizioni di sicurezza e serenità, stabilisco che la Messa di Mezzanotte in tutta la diocesi venga celebrata in un orario vespertino compreso tra le 18 e le 19.30.

Ricordo che, nel linguaggio simbolico proprio della liturgia, la notte ha inizio con i vespri intorno alle 18,00 e coincide con il calare del sole. Questo ad evidenziare che il dato importante per la celebrazione della notte non è un orario preciso, ma il fatto che si celebri quando è buio in modo da far risaltare maggiormente il senso simbolico della festa e la gioia luminosa per l’evento della nascita di Gesù nella storia del mondo. La particolarità di questo Natale sarà proprio quello di poterlo vivere in maniera più raccolta, intima ed orante, trasformando il limite di questo tempo in occasione propizia per riscoprirne il senso più autentico e profondo", conclude l'arcivescovo.


f.u.
L’edicola della Madonna a protezione della Cooperativa Apicoltori Montani di Matelica e di tutto il territorio.

Una benedizione intima e sentita quella che ieri ha visto protagonista l’attività matelicese da anni impegnata nel valorizzare, promuovere e salvaguardare l’attività apistica. Salvaguardando le api si dimostra attenzione soprattutto per l’essere umano, l’agricoltura, l’ambiente e la biodiversità ed il messaggio diffuso dalla Cooperativa con la benedizione di ieri è stato proprio questo.

Per dimostrare la sua vicinanza all’impegno ed al mondo del lavoro è stato lo stesso arcivescovo Francesco Massara a benedire l’edicola.

“In un momento come questo - ha detto ai microfoni di Radio C1…inBlu - di grande crisi economica, dovuta soprattutto alla pandemia, credo che sia uno stimolo per ognuno di noi vedere persone che si impegnano sempre di più per valorizzare i nostri prodotti locali come quelli del miele. Ieri abbiamo trascorso un momento semplice, affidando tutto nelle mani della Madonna che possa proteggere imprenditori e lavoratori della Cooperativa e far crescere la loro attività”.

Un messaggio che si aggiunge all’impegno dell’arcivescovo per il mondo del lavoro a cui ha sempre dimostrato attenzione: “Credo - ha proseguito - che il mondo del lavoro debba essere messo al centro di tante emergenze che sono nel nostro territorio. Dobbiamo essere vicini agli operai - ha concluso - ma anche agli imprenditori perché grazie a loro tante famiglie possono vivere nella loro dignità”.


GS

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Dopo San Venanzio Camerino potrà riavere un'altra chiesa, quella di Santa Maria delle Grazie a Le Mosse.
Ad annunciare la fine dei lavori è il referente dell'arcidiocesi per la ricostruzione, Carlo Morosi: "Abbiamo appena terminato i lavori fatti con l'ordinanza 32 - dice - che prevedeva interventi fino a 300mila euro. I lavori sono stati conclusi oggi e non hanno superato l'importo stimato di circa 300mila euro; siamo infatti riusciti a contenere la spesa sulla stessa cifra, come da progetto".

Un segnale importante per la comunità e per i giovani, come spiega il parroco della città, don Marco Gentilucci: "Si tratta di un grande momento per tutta la comunità di Camerino - dice - anche perchè questa piccola chiesa rappresenterà un luogo d'incontro con uno sguardo importante verso l'Università perchè si trova in una posizione strategica e potrà diventare un luogo dove la pastorale universitaria potrà svolgere le proprie attività e ritrovarsi. Nelle prossime settimane ultimeremo i piccoli lavori - annuncia - riporteremo i banchi e il confessionale, così come le opere d'arte; bisognerà predisporre un sistema d'allarme adeguato e poi riapriremo la chiesa e sarà un momento di festa per tutta la comunità".

GS
MS


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Domani pomeriggio l'ingresso ufficiale dell'arcivescovo Francesco Massara nella diocesi di Fabriano-Matelica.
Una giornata che segnerà l'inizio di un cammino unitario con la diocesi di Camerino-San Severino e accrescerà l'impegno che l'arcivescovo ha sempre profuso per la montagna.

"La montagna deve camminare insieme - dice Massara - e non divisa come a volte succede nella realtà quotidiana.
Solo unita potrà trovare la forza di affrontare problematiche serie come la ricostruzione, il lavoro, la sanità. Da domani comincerà un cammino insieme partito già sabato scorso con un incontro unitario degli uffici delle pastorali a cui seguiranno altri confronti con il clero".

Se, infatti, la questione dello spopolamento accomuna le due diocesi, sono le cause che portano all'abbandono di questi territori che sono diverse: per Fabriano e Matelica il problema è economico e, proprio per questo, l'arcivesco Massara ha dimostrato di essere fermo nella sua posizione a difesa dei lavoratori.
Oltre agli incontri a cui ha partecipato per la ex Jp, ha voluto dare un segnale concreto di vicinanza rinunciando alla festa per il suo ingresso in diocesi: "Credo - spiega - che dobbiamo dare segnali importanti di vicinanza a chi ha più bisogno di noi, quindi ho deciso di rinunciare a qualsiasi momento di festa laica e al banchetto di domani, per destinare la somma alla Caritas per le famiglie bisognose".

Per Camerino e San Severino, invece, la questione riguarda il sisma e la ricostruzione, con l'aggiunta della perdita dei servizi come quelli sanitari, da giorni al centro del dibattito pubblico: "I servizi - denuncia Massara - devono rimanere aperti e devono essere incrementati perchè la momtagna non può esserne privata". Proprio nel corso di una inaugurazione all'ospedale di Camerino Massara aveva detto che non serviva avere una Ferrari se mancavano i piloti, ma il problema della carenza di personale al nosocomio della città ducale non sembra essere svanito e per questo oggi rincara la dose: "in questo ospedale non solo mancano i piloti, ma anche i meccanici. Abbiamo tanta tecnologia, anche donata durante il Covid, ma se gli operatori se ne vanno è un ospedale che resta vuoto, dove non si potranno prestare le attenzioni al malato.
Non è ammissibile - dice - e per questo le istituzioni devono dare una risposta seria. La montagna ha già subito molti danni col sisma, a Camerino abbiamo anche una università e dei cittadini a cui bisogna dare risposte. Le istituzioni in questo momento sono latenti - denuncia - , dovrebbero davvero porsi seriamente questo problema e dare risposte concrete. Non possiamo aspettare inaugurazioni e parate, senza avere nulla nel concreto. Concentrare i servizi solo in alcune zone non risolve il problema sanitario: la dignità della persona passa anche da un servizio serio a chi è malato e alle loro famiglie".

GS







Sono passati tre decenni dalla storica visita di San Giovanni Paolo II alle fabbriche di Fabriano e Matelica. “Si resta sgomenti nel riscontrare la drammatica lungimiranza della sua profetica analisi sociale ed economica: “V’è un obbligo morale di provvedere ad una sana politica di investimenti nella qualità dei prodotti e nel rinnovamento tecnologico, ma v’è anche un concomitante obbligo morale di rispetto…”, disse Karol Wojtyla. Rispetto per chi e per cosa? Innanzitutto per la dignità dei lavoratori e per la tutela dell’ambiente. Poi rispetto per il contenuto etico dell’occupazione che non può mai essere sostituito dai pur necessari sussidi temporanei o interventi di sostegno che rischiano di risolversi in un boomerang per la dignità della persona. “Chi è disoccupato o sottoccupato, finisce ai margini della società, diventa vittima dell’esclusione sociale. Il lavoro è portare il pane a casa con dignità”, ha ribadito Papa Francesco, incontrando le maestranze dell’acciaierie in crisi”. Con queste parole il vescovo della diocesi di Fabriano-Matelica, nonché Arcivescovo della diocesi Camerino-San Severino, mons. Francesco Massara, chiede maggiori attenzioni per tutte le crisi industriali che da anni sono, purtroppo, il pane quotidiano del comprensorio fabrianese e non solo. Ultima in ordine di tempo, l’apertura della procedura di mobilità per 583 lavoratori alla Indelfab, ex JP Industries.

Secondo Massara, “la necessità non è solo quella di approntare “una tantum” misure emergenziali, bensì prioritariamente quella di intervenire strutturalmente per mettere fine alla tragica insicurezza che mina alle basi la convivenza civile e la progettualità familiare. Non fatico a mettermi nei panni di un operaio che dopo decenni di competente e responsabile impegno lavorativo trova chiusi i cancelli della sua azienda. Frustrazione, senso di impotenza e alienazione albergano nell’animo di chi vede minacciato il suo status e la propria vocazione lavorativa. Evangelicamente a repentaglio non è solo il corpo ma anche lo spirito. Non manca solo il pane ma anche la consapevolezza di una presenza nel mondo”.

Il contenuto valoriale dell’occupazione “attiene direttamente a quella dignità umana che la dottrina sociale mette a fondamento della vita comunitaria. Gesù impara nella bottega del falegname San Giuseppe la sacralità del lavoro. Nel vostro pastore troverete sempre un compagno di strada e la mia porta è sempre spalancata. Il vostro dolore è il mio dolore e, come sono impegnato a fare per altre emergenze sociali, sono pronto ad essere portatore a qualunque livello di legittime e sacrosante richieste di dialogo”.

L’accorato appello a tutte le istituzioni e a ciascuna responsabilità pubblica e privata “è quello di non abbandonare in una logorante incertezza le tante famiglie che aspettano una sistemazione definitiva ai loro problemi. Ogni concreta mediazione, utile a sbloccare lo stallo, deve essere tentata. Sono vicino ai lavoratori della JP e sollecito paternamente e con fervida partecipazione chiunque abbia titolo ad esercitare una responsabilità a dare una risposta stabile ai lavoratori che da anni sopportano una condizione di precarietà e impossibilità a progettare il futuro. Fabriano si rialza se i suoi figli tornano ad esercitare l’operosa identità che ha scritto gloriose pagine di storia”.

Il Pastore della chiesa fabrianese assicura vicinanza e impegno. “Nessuna strada che sarà possibile intraprendere, mi resterà estranea. Non si pensi di confinare nel silenzio l’insopportabile ingiustizia del povero. San Vincenzo de Paoli ci insegna che la giustizia è la prima forma di carità e il Servo di Dio don Oreste Benzi ripeteva sempre: “Non si dia per carità ciò che spetta per giustizia”.

m.s.
Non si spegne la gioia accesa sabato pomeriggio ad Ussita dalla bontà di Papa francesco, grazie al dono del Centro di Comunità che porta il suo nome.
Dopo la grande emozione del taglio del nastro, infatti, che ha visto anche la lettura, da parte dell'arcivescovo Francesco Massara, di una lettera inviata dal Santo Padre per l'occasione, il Centro di Comunità sarà il protagonista di un collegamento su Rai Uno durante la trasmissione "C'è tempo per" condotta da Anna Falchi e Beppe Convertini.
Inviato speciale il marchigiano Paolo notari che ai microfoni di mario Staffolani per Radio C1...inBlu ha detto: "Domattina alle 10 sarò inviato ad Ussita, sotto casa mia - commenta - . Io spesso provo a segnalare degli eventi che accadono nella mia regione Marche e spesso riesco a portare qualche fatto alla ribalta nazionale.

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Domani, Beppe Convertini e Anna Falchi si collegheranno con me ad Ussita perchè il tema della puntata sarà 'I buoni e i cattivi' e noi parleremo del più buono del mondo: Papa Francesco.
Proprio lui, infatti, ha donato questo Centro di comunità che porta proprio il suo nome. Il Santo Padre ha dedicato una sua lettera agli abitanti di Ussita ed il vescovo Massara, a cui sono legato per amicizia e stima, mi ha segnalato questa bella notizia di cui ci è sembrato giusto parlare".
Notari intervisterà proprio l'arcivescovo insieme ad alcuni abitanti del centro colpito dal sisma.

GS

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