Circa 15mila mascherine chirurgiche donate all’Arcidiocesi. È l’iniziativa partita dagli studenti dei Licei Varano di Camerino che oggi le hanno consegnate all’arcivescovo Francesco Massara dopo essere stati ricevuti in curia. Edoardo Pettinari, Giulia Brutti, Sofia Menghi Cerrà e Stefano Chiavoni – questi i liceali accolti dall’arcivescovo – hanno poi visitato la redazione de L’Appennino camerte e spiegato le motivazioni della scelta di donare le mascherine: «Non possiamo più utilizzare quelle chirurgiche fornite in dotazione alla scuola – dicono –, visto che le ultime normative a contrasto della diffusione del Covid impongono l’uso delle FFP2. Per questo abbiamo deciso di non sprecare strumenti di protezione personale che possono comunque essere preziosi per le persone fragili».

Sarà ora l'Arcidiocesi camerte, grazie al contributo della Caritas, a distribuire le mascherine a chi ne avrà bisogno. «È stata un’iniziativa degli studenti, che hanno insistito per mettere le mascherine a disposizione delle persone più bisognose – precisa il preside dei Licei Varano, Antonio Cappelli –. Penso che sia una grande dimostrazione di umanità e sensibilità da parte dei nostri studenti».

Soddisfatto anche l'arcivescovo Massara, che ha sottolineato l'importanza di un gesto «solidale e lungimirante. Questi studenti rappresentano il futuro della nostra società e della città di Camerino. Hanno dimostrato grande umanità e comprensione delle difficoltà che le persone fragili vivono ogni giorno».

In foto l'incontro degli studenti con l'arcivescovo Massara

l.c.
Un altro anno scolastico all'insegna del distanziamento sociale. Anche nel 2022 il comparto scuola sta facendo i conti con l'emergenza Coronavirus. A San Severino, però, il problema è duplice. La città è alle prese anche con la ricostruzione post-sisma e attende con ansia il termine dei lavori al cantiere dell'istituto tecnico Divini. La Provincia di Macerata ha provato a tamponare il problema: nei giorni scorsi sono stati installati diversi moduli provvisori in legno e plastica, destinati a ospitare alcune delle attività didattiche. Due di queste hanno trovato posto all'interno del cortile della scuola Luzio, mentre un altro è stato installato nei pressi dei capannoni dell'Itts. Una soluzione utilizzata anche per l'istituto tecnico agrario di Macerata, ma che non piace al preside del Divini, Sandro Luciani.

A preoccupare il dirigente scolastico non sono solamente le soluzioni di emergenza adottate per permettere la didattica in presenza, ma anche e soprattutto il cantiere dell'Itts. «Mi sembra che i lavori procedano a rilento e comincio a dubitare che riusciremo a tornare nella nostra scuola a settembre - commenta -. Per quanto riguarda i moduli, è evidente che siano una soluzione di emergenza: sono sostanzialmente dei gazebo riscaldati con dei termoventilatori. Non sono confortevoli e soprattutto sono facilmente violabili dai malintenzionati. Non potremo nemmeno lasciare attrezzature al loro interno perché non li reputiamo assolutamente sicuri. Per quello che riguarda i costi, sono sicuramente economici. Sono strutture provvisorie che cercheremo di utilizzare fino alla fine dell'emergenza sanitaria, facendo di necessità virtù».

l.c.
Dietro al bancone del bar senza Green pass, locale chiuso e 700 euro di multa. Succede a Tolentino, dove i carabinieri della stazione di Caldarola hanno sanzionato un esercizio per diverse violazioni alle normative per il contenimento del contagio da Coronavirus.

Nel corso degli ormai consueti controlli nelle attività commerciali del territorio, è emerso che il bar in questione non rispettasse le linee guida nazionali in materia di sicurezza contro il Covid. In particolare, i registri per l’igienizzazione periodica del locale non risultavano essere compilati dal 31 dicembre scorso, così come il registro che annota la temperatura corporea dei dipendenti. Oltre a questo, mancava anche la segnaletica per il distanziamento sociale, tipicamente rappresentata da una linea a terra posta a distanza di sicurezza dal bancone.

Controlli più approfonditi hanno evidenziato che la persona in servizio al momento del controllo fosse sprovvista della certificazione verde, necessaria sul luogo di lavoro. I militari hanno sanzionato l’esercizio con una multa di 700 euro e ne hanno disposto la chiusura per cinque giorni.

l.c.
Le grandi file agli open day e la presenza di persone che avrebbero voluto anticipare la prenotazione già effettuata potrebbero mettere a rischio la prosecuzione dell’iniziativa. Lo stanno valutando i vertici regionali all’indomani del primo fine settimana dedicato alle seconde dosi e al booster anti-Covid senza prenotazione. Le immagini delle affluenze fuori controllo tra sabato e domenica hanno fatto il giro dei social e inducono alla riflessione il governo regionale. A far discutere sono soprattutto le motivazioni dietro alle enormi code nei punti di inoculazione predisposti dalla Regione e i rischi connessi agli assembramenti che si sono creati.

Secondo l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, non sono state ben comprese le finalità degli open day: “I fine settimana aperti nascono per accelerare la vaccinazione nei punti meno collegati delle Marche, in particolar modo la zona montana – spiega l’assessore –. Sfortunatamente l’obiettivo e soprattutto le categorie di persone a cui sono stati dedicati gli open day non sono stati ben compresi. Abbiamo registrato un fortissimo afflusso di persone, tra cui anche chi aveva a disposizione una prenotazione ma che ha preferito recarsi comunque negli hub. C’è bisogno di maggior senso civico da parte dei cittadini”.

La strada da seguire resta quella delle prenotazioni per seconda dose e booster, con gli open day a fare da supporto soprattutto nelle zone più critiche della regione. Saltamartini prosegue spiegando che le priorità della sanità regionale siano quelle delle “prime dosi per chi è ancora scoperto – precisa –. Chi non ha ricevuto nemmeno una dose è maggiormente esposto ai rischi della malattia e dunque all’ospedalizzazione. Per questo la prenotazione per le prime dosi non è richiesta. Il sistema sanitario non si può permettere una nuova ondata di ricoveri: da due anni le cure per i malati gravi hanno subito netti ritardi a causa della pandemia”.

Per chi deve ricevere seconda dose e booster, invece, la prenotazione “resta fondamentale – sottolinea Saltamartini –. Dobbiamo vaccinare quasi mezzo milione di persone prima della fine di gennaio: il cambio nella durata della copertura da quattro a cinque mesi ha messo sotto pressione le strategie per la campagna vaccinale, per questo è necessario procedere con la prenotazione e garantire ritmi costanti. Diciottomila inoculazioni al giorno, numeri tra i migliori in Italia, ci permettono di farlo e di fornire le seconde dosi e i booster a tutti coloro che hanno la copertura in scadenza. Non è necessario che chi ha prenotato cerchi di anticipare la dose di qualche giorno attraverso gli open day – spiega l’assessore –. In questo modo si creano code inutili, si mette a rischio la propria salute a causa degli assembramenti e soprattutto si priva di una dose chi ne avrebbe bisogno. A questo proposito occorre sottolineare come non siano pochi giorni a fare la differenza: la copertura garantita è stata accorciata da cinque a quattro mesi, ma è ragionevole credere che nell’arco di tempo che va dai quattro ai sei mesi dalla seconda dose la copertura contro i sintomi sia comunque discreta. Per questo occorre capire che l’open day non è alternativo alla prenotazione – conclude Saltamartini –: è dedicato a chi vive in zone svantaggiate e ha difficoltà ad accedere alla vaccinazione con i metodi convenzionali. Se questo non viene recepito, forse è il caso di sospenderli per evitare più rischi di contagio che non benefici per il ritmo della vaccinazione di massa”.

l.c.
Accelerare il più possibile la campagna vaccinale. Con questo obiettivo la Regione Marche avvia nel fine settimana gli open day dedicati alla vaccinazione dei non prenotati alla seconda dose e al booster anti-Covid. La Marche continuano la battaglia al Coronavirus con le armi della vaccinazione di massa: visto il cambio dei protocolli, con i vaccinati con ciclo completo che potranno ricevere il booster dopo quattro mesi e non cinque, “tutte le procedure per la vaccinazione devono essere ripensate” sottolinea l'assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini.

Dal prossimo fine settimana, infatti, i marchigiani che non hanno completato il ciclo vaccinale (prima dose e richiamo) o che lo abbiano fatto da più di quattro mesi, potranno ricevere il siero in settimana, previa prenotazione, e nel week end senza aver prenotato. Prenotazione non necessaria nemmeno per tutti coloro non abbiano ancora ricevuto la prima dose.

“Gli open day sono una strategia indispensabile, soprattutto nei territori interni – spiega l'assessore Saltamartini –. Il fatto che la seconda dose abbia una 'scadenza' più breve impone un completo ripensamento della campagna vaccinale. Permettendo ai non prenotati di ricevere il booster o la seconda dose solo nei fine settimana, potremo evitare di vedere nuovamente le file che hanno contraddistinto le ultime settimane dell'anno”.

File lunghissime anche per l'accesso ai tamponi. Le ultime giornate dell'anno hanno visto un enorme accesso alle farmacie e a tutte le strutture che effettuavano i test, sia rapidi che molecolari. Il governo sembra intenzionato a legittimare sempre di più il tampone antigenico, visto che anche per i positivi è sufficiente la negatività al test rapido a fine quarantena. Tra lo scetticismo dei medici, che lo ritengono di gran lunga più affidabile, il tampone molecolare sembra essere destinato a un uso sempre più limitato. “Le ultime ricerche dimostrano comunque l'ottima attendibilità dei tamponi antigenici rapidi di terza generazione – commenta Saltamartini –. Oltre a questo hanno l'enorme vantaggio della velocità nei responsi: processare migliaia di molecolari al giorno, in un momento in cui il tracciamento dei contatti è saltato, è impossibile”.

l.c.
Collaboratrice scolastica positiva al Covid, in quarantena le famiglie degli alunni. È successo a Sarnano, dove la collaboratrice dell’Istituto comprensivo “Leopardi” è risultata positiva al tampone nella giornata di ieri. Stamattina la notifica del contagio. Immediata l’attivazione dei protocolli di sicurezza da parte della scuola, per quanto le conseguenze per l’istituto siano limitate dall’arrivo delle vacanze natalizie.

La preside, Ida Cimmino, ha rasserenato gli animi, parlando di una situazione “spiacevole ma sfortunatamente ordinaria – il suo commento –. Per quanto tutte le misure di sicurezza siano state attivate all’interno del nostro asilo, ci sono delle situazioni in cui i contatti ravvicinati sono inevitabili. La mensa ne è un esempio. Siamo estremamente dispiaciuti per questo fatto: le famiglie ora saranno costrette a trascorrere un periodo di quarantena, ma purtroppo sono questioni che esulano dal nostro controllo. La scuola è perfettamente allineata a tutti i protocolli e tutti i locali saranno disinfettati durante la pausa natalizia. Per il comparto scuola questa è diventata la normalità – conclude Cimmino –: sono due anni che combattiamo contro l’emergenza”.

l.c.
Terza dose di vaccino anti-covid anche per la fascia di età tra i 12 e i 17 anni. Dalle 10 di lunedì prossimo i ragazzi vaccinati con doppia dose da almeno cinque mesi potranno prenotare il “booster”. Lo fa sapere la Regione Marche. Saranno oltre 16mila i giovani che il 27 dicembre avranno maturato i requisiti: riceveranno una dose di Pfizer o mezza dose di Moderna.

“Un passo importante per la sicurezza dei giovanissimi – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini –: dobbiamo mettere al riparo dal virus tutti i ragazzi in età scolare. È fondamentale che possano continuare a frequentare le lezioni in presenza e a vivere la loro socialità”.

l.c.
Tamponi e vaccinazioni intasano gli hub maceratesi. Negli ultimi giorni, con la mole sempre maggiore di richieste di test antigenici e inoculazioni, l’Area Vasta 3 ha dovuto chiedere l’intervento del Governo. Al Generale Figliuolo sono stati chiesti rinforzi: 15 medici in più per evitare l’imbottigliamento nei centri vaccinali. È arrivato un assenso di massima da parte del Commissario che “metterà a disposizione della nostra Area Vasta sette o otto professionalità in più – annuncia la direttrice di AV3 Daniela Corsi –. È un contributo fondamentale: dobbiamo trovare una soluzione alle file che ogni giorno intasano i centri vaccinali di Macerata e Civitanova. Non possiamo permetterci di depotenziare le attività ospedaliere di routine per risolvere il problema. Non sono i numeri che abbiamo richiesto – ammette Corsi –, visto che anche altre Aree Vaste hanno denunciato le stesse problematiche, ma potrebbe già essere una spinta positiva”.

L’altro nodo da sciogliere per l’Area Vasta maceratese è quello delle classi in quarantena. Al momento scattano l’isolamento e la didattica a distanza con un solo caso di positività tra gli studenti. Un provvedimento che si vorrebbe evitare ma che è l’unica strada percorribile, in quanto le quarantene “dipendono strettamente dalla possibilità di effettuare i tamponi – spiega ancora la direttrice di AV3 –. Processare l’immensa mole di tamponi è diventato molto difficile. Per velocizzare le analisi, nel frattempo abbiamo inviato i tamponi anche alle Aree Vaste di Pesaro e Ascoli Piceno, ma il numero di test da analizzare è talmente alto che con la strumentazione a disposizione oggi è impossibile procedere più velocemente. Anche in questo caso attendiamo un nuovo macchinario per Civitanova, visto che stiamo processando tra i 600 e gli 800 tamponi al giorno. Non posso dare certezze sulle quarantene per gli studenti – chiude la Corsi –, ma stiamo lavorando per evitare che le classi finiscano in isolamento con un solo positivo”.

l.c.
Sembra stabilizzata la situazione contagi alla casa di riposo Enrico Mattei di Matelica. Due dipendenti addetti alla cucina e una paziente hanno contratto il Coronavirus e il contagio aveva fatto scattare l’allarme in una struttura che, fino a qualche giorno fa, non aveva mai fatto registrare casi di positività al Covid.

Allarme parzialmente rientrato però, visto che le condizioni dei positivi sembrano essere buone e soprattutto che i successivi screening a cui sono stati sottoposti gli ospiti hanno dato esito negativo. Lo ha confessato l’assessore comunale alla Sanità e ai Servizi sociali, Rosanna Procaccini, spiegando come “tutti i protocolli siano stati immediatamente attivati per salvaguardare la salute dei pazienti – precisa –. Siamo rimasti perplessi dai casi di Covid: è la prima volta dall’inizio della pandemia che registriamo la positività di qualcuno nella struttura. Per altro ci è difficile anche risalire al tracciamento, visto che i membri contagiati nel personale sono addetti alla cucina e non hanno mansioni in ambito sanitario. È probabile che la paziente risultata positiva abbia contratto il virus quando ha lasciato la casa di riposo per alcuni controlli di routine”.

Rosanna Procaccini chiude sottolineando che “le visite alla struttura e agli ospiti sono naturalmente sospese fino al momento della guarigione dei positivi. Siamo rammaricati: eravamo riusciti a restare Covid-free fino a questo momento e con la terza dose inoculata a tutti i pazienti eravamo tranquilli. La situazione è comunque stabile – conclude –, non siamo in allarme”.

l.c.
Si torna in classe. Alla fine della seconda estate di pandemia, i giovani marchigiani sono pronti a ripartire in presenza: sarà il terzo anno scolastico con alle spalle l’ombra del Covid, ma l’augurio delle istituzioni è quello che questo 2021-2022 possa essere quello di una “semi-normalità”. Tante regole, anche stringenti, ma una parvenza di epoca pre-pandemica. Anzitutto a partire da un fatto: il ritorno in aula è al 100%, dopo una stagione di trattative che sembrava infinita. Regole che sembrano essere chiare, su cui il Governo ha discusso a lungo e che hanno spaccato anche l’opinione pubblica. Green pass, campagna vaccinale, mascherine, ricambio dell’aria, disinfezione dei locali, trasporti rafforzati: queste le strategie che sono state imbastite per la sicurezza dei ragazzi.

Ma non tutto fila liscio. Il Green pass e il vaccino continuano a dividere e a sollevare polemiche: l’ultima arriva da Fabriano. Un’insegnante di una locale scuola media sembra essere destinata alla sospensione, dopo aver comunicato al collegio docenti la sua intenzione di non vaccinarsi e di non sottoporsi al tampone ogni 48 ore. Insomma, nella sua visione non avrebbe senso il provvedimento del Green Pass, in quanto anche “i vaccinati potrebbero contrarre il virus e contagiare, il tampone non sempre è veritiero”. Continuano i dibattiti, quindi.

Nel frattempo però, casi particolari come questo restano delle eccezioni. La campagna vaccinale procede spedita e i numeri sono confortanti. Se lo scorso autunno l’inizio dell’anno scolastico significò l’aumento dei contagiati, questo primo scorcio di settembre porta con sé la crescita della popolazione immunizzata. Allo stato attuale il 68,8% dei ragazzi in età scolare ha ricevuto la prima dose, il 46,6% è immunizzato con due dosi, il 31,2% non ne ha invece ricevuta neanche una. Rispetto a una settimana fa la crescita dei primi due parametri è stata rispettivamente del 3% e del 6%, mentre la diminuzione dei non vaccinati è di circa il 3%.

Sembrano comunque evidenti dei fatti. La frattura tra la fascia 12-15 anni e quella 16-19 è piuttosto netta. Nei dati forniti dall’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche viene sottolineata questa spaccatura. A livello regionale la differenza è ben marcata: un solco del 15% tra chi ha ricevuto le prime dosi (61,4% contro 76,4) e addirittura 27% (33,4% contro 60) per i cicli completi. La tendenza però sembra essere di buon auspicio: gli stessi dati, paragonati a quelli della settimana scorsa, evidenziano un aumento della popolazione immunizzata con una dose del 4% per la fascia 12-15 e del 2% per quella 16-19. I cicli completi sono aumentati rispettivamente dell’8 e del 5%.

Tra le province, la “bandiera nera” spetta a Macerata. I dati tendono a ricalcare quelli dell’aumento dei contagi registrato da Ferragosto in poi. Macerata è infatti ultima, in percentuale sulla popolazione, tra i cinque capoluoghi marchigiani. Questo sia per le adesioni alle prime dosi (59,1% contro la media regionale di 68,8%), sia per cicli completi (35,5% su 46,6) e, conseguentemente, prima per non vaccinati (40,9% contro 31,2%).

In questo quadro, le maggiori istituzioni regionali hanno oggi inviato messaggi di saluto e di augurio agli studenti. Spicca quello del Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che ha richiesto “la massima attenzione da parte di tutti: per vincere la sfida sulla pandemia bisogna restare concentrati, rispettare le regole e pensare che ognuno possa essere l'elemento fondamentale. Speriamo tutto vada per il meglio – ha commentato in occasione del Consiglio Regionale –: siamo convinti che questa stagione possa riportare alla scuola in presenza senza interruzioni. Il ritorno in classe – conclude Acquaroli – è una delle sfide più importanti per trovare risposte che speriamo siano positive”.

l.c.
Pagina 1 di 32

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo