“Certamente non è casa tua ma ti ci abitui. Questa non deve essere la normalità ma un periodo temporaneo.” Alessandro Loreti, per gli amici Fera, ha 37 anni e con sua moglie e i figli di 10 e 17 anni, dopo il terremoto risiede in uno dei villaggi Sae di Muccia, dove lavora nel suo negozio di pasta fresca. L’attività, oggi delocalizzata nella zona commerciale, l’aveva nel cuore del paese vicino la sua casa. Non è un tipo da città e non ha mai pensato di andarsene da Muccia. Quando è dovuto stare lontano dal suo comune, ha scelto di trasferirsi a Colfiorito anziché nei paesi più vicini alla costa, dove ha comunque soggiornato per qualche tempo: “Arrivato a Caccamo sentivo già l’odore di casa!”.
E’ una persona che ci mette la faccia e ha sempre parlato cercando di farsi ascoltare dai decisori dicendo quello che non funzionava rispetto alla situazione. A molti invece non piace esporsi. Purtroppo ai cittadini difficilmente viene insegnato a ragionare insieme, per tendere al bene comune. Il non sapere fare squadra a tutti i livelli, sta incoraggiando logiche campanilistiche e, peggio ancora, consentirà più facilmente ai più grandi, a realtà più strutturate, di “appropriarsi delle ricchezze dell’Appennino” e dei finanziamenti che arriveranno per la ricostruzione. Occorrerebbe invece invertire la tendenza favorendo le microeconomie della montagna, che sono compatibili con l’ambiente e con gli stili e i ritmi di vita praticati in queste terre.

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Se tutto andrà come da programma, tra circa un anno Alessandro e la famiglia torneranno nella loro nuova casa ristrutturata. Anche lì bisognerà un’altra volta ricominciare, perché accanto a loro troveranno una Muccia diversa, con pochissimi residenti e pochi servizi vicini. Quello che conta è che torneranno a casa e lasceranno la Sae. Le casette per Alessandro non sono fatte per durare a lungo. L’anno scorso anche loro sono dovuti uscire dall’alloggio perché hanno avuto il pavimento marcio. Ancora oggi mi dice che ci sono dei piccoli problemi e che comunque è preferibile risolverli in autonomia anziché chiedere a chi le ha realizzate. E’ un ragazzo ottimista e dal carattere deciso Alessandro. Sorride quando mi racconta della grande soddisfazione arrivata quando sono riusciti a fare in tempo per quel Natale del 2016, i tortellini nel laboratorio di pasta fresca gestito con la famiglia, aperto dopo aver lavorato giorno e notte. Immagino che quel ricordo lo porterà con sé a lungo questo giovane papà a cui auguro di trovare la stessa spinta emotiva di quei giorni difficili ma pieni di energia vitale, quella energia di cui centinaia di persone oggi hanno estremo bisogno per affrontare il presente, in attesa di un futuro più solido.

Barbara Olmai

L’intervista a Alessandro Loreti, andrà in onda nella Rubrica radiofonica “Ricostruire la speranza. Un viaggio nel cuore del sisma”, mercoledì alle ore 10,10 e alle ore 22,10 sulle frequenze di Radio C1 in Blu.

*La rubrica è possibile grazie al contributo di IIE Impianti Elettrici di Urbisaglia e Ticani srl engineering and construction di Visso.
La protesta dei commercianti di Muccia, uscita in prima pagina nell'edizione del settimanale L'Appennino Camerte della scorsa settimana, tuona in Comune dove maggioranza e minoranza si dividono sul tema.
“Siamo completamente tagliati fuori dalla nuova viabilità di Muccia”. È il grido di allarme dei commercianti del paese dell’entroterra già colpito dal sisma e che ora si trova costretto, stando a quanto riferiscono i proprietari delle attività commerciali del posto, a dover affrontare anche una esclusione dal tragitto della nuova Pedemontana.
A farsi portavoce della questione era stato Nicola Braghetti che ha accenso i riflettori sul tratto di strada che prevede, come da progetto storico, una rotatoria che unisce la strada della Valnerina alla superstrada Valdichienti.

“La volontà della Quadrilatero sembra questa – dice Braghetti - , ma anche il Comune poteva intervenire. Non sappiamo, a questo punto, se l’amministrazione abbia proposto il cambiamento del progetto alla Quadrilatero. Noi abbiamo sollevato la questione al Comune e l’amministrazione ci ha risposto che la Quadrilatero non ha voluto prendere in considerazione la loro proposta”.

Il commerciante di Muccia spiega quindi cosa prevede il progetto e propone l’alternativa: “Inizialmente – spiega - la Pedemontana aveva pensato ad uno svincolo verso il cimitero. La scorsa settimana, invece, abbiamo saputo che dall’uscita della superstrada Valdichienti sarà realizzata una rotatoria che raccorda la Valnerina con la superstrada. Sarebbe un tratto della Pedemontana che non terrebbe affatto conto di tutte le attività commerciali del territorio di Muccia.
La proposta – dice - è che dalla superstrada, invece di andare subito verso la Valnerina, si possa realizzare un tratto verso Muccia e poi scendere. Noi commercianti facciamo già tanti sacrifici per resistere in un centro così danneggiato – lamenta Braghetti - e crediamo che questa scelta danneggi ancora di più i nostri possibili guadagni. Avremmo sicuramente avuto una maggiore visibilità e questo ci avrebbe fatto sperare in una lieve ma importante ripresa”.

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Arriva così la posizione del primo cittadino, Mario Baroni, che al microfono di Carla Campetella dice: "Parliamo di un progetto approvato quasi 18 anni fa. Sembra strano che ora i commercianti vengono a protestare per questa strada a distanza di così tanto tempo. La strada è stata solo leggermente curvata in modo da lasciare lo spazio di terra libero, perchè il progetto originale lasciava il campo tagliato a metà. In questo modo l'abbiamo accostata di più verso il fiume, ma non abbiamo cambiato nulla. Una protesta che oggi non ha senso - conclude - , bisognava farla 18 anni fa".
Intanto, a schierarsi dalla parte dei commercianti è la minoranza che pare sia pronta a presentare una mozione per chiedere un consiglio comunale aperto".

Giulia Sancricca

Festa grande per i 100 anni della straordinaria maestra Maria Marucci vedova Simoni. In rappresentanza di tutta la comunità di Muccia, una delegazione di cittadini e amici, guidata dall’alunno e sindaco Mario Baroni, si è recata a Città di Castello per portare gli auguri affettuosi a quella che è stata la seconda mamma di intere generazioni.
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Subito dopo il sisma del 2016, la signora Maria si è infatti spostata a vivere nella casa umbra del figlio Ernesto, chirurgo in congedo. Una bella sorpresa ricevere la visita di una comunità che è sempre nel suo cuore e nei suoi  pensieri, ancora di più dal giorno in cui, come tanti suoi concittadini, ha dovuto lasciare il paese a causa dell’inagibilità della sua abitazione. Una vita la sua interamente dedicata alla scuola e agli allievi considerati come altrettanti figli. Circondata da parenti e da tanti amici, carica dell’energia che l’ha sempre contraddistinta, la maestra Maria si è detta molto felice di festeggiare il traguardo del secolo  in una maniera così speciale. Un quadro che rappresenta la chiesa della Madonna di Col de’ Venti,  l’omaggio che a nome dell'intera comunità di Muccia, il sindaco Mario Baroni ha voluto consegnarle. Un segno di riconoscenza e di caloroso ringraziamento per la dedizione e l’attenzione manifestate nell’insegnamento e nella crescita di tante generazioni.
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Attivissima nel sociale,insegnante anche di religione, Maria Marucci ha iniziato la sua carriera scolastica a Fiastra dove è stata per 7 anni; altrettanti gli anni trascorsi tra i banchi delle elementari della frazione di Massaprofoglio. Scesa infine a svolgere il suo lavoro nella scuola di Muccia capoluogo, all’epoca in cui era direttore scolastico il camerte Cardona, la maestra Maria è stata tra le prime ad introdurre il modulo del tempo pieno. “ Una mattina il direttore si presentò in classe e in perfetto dialetto locale mi disse: Sora Mae’, ce vulimo proa’… e io risposi:  E pruimoce un po’. E così cominciammo. Erano gli anni ’70 e fino ad allora  in tutto eravamo 5 maestre e 5 classi; non essendo il numero dei bambini sufficiente avrebbero dovuto ridurre le insegnanti a 4 e  il direttore, degno di essere ricordato con tanta stima, stimolò invece al tempo pieno e così si scongiurò la riduzione delle insegnanti”. E davanti alle 100 candeline della torta, la maestra Maria non smette di raccontare della passione che ha riempito tutta la sua vita. Pieno di speranza, saggezza e insegnamento il suo messaggio: “ Se c’ è una cosa che mi fa sentire orgogliosa è proprio l’aver avuto il piacere di fare la maestra. E' sempre stato il mio desiderio e ci sono riuscita. Pur di studiare e diventare insegnante, ho rinunciato a parte della mia proprietà e ne sono felice”.  
C.C.
"Sono stata presa in giro, i miei cittadini sono stati presi in giro. Ho confidato nella politica, e l’amarezza più grande è stato scoprire questo tradimento di nascosto, alle 23:40 del 31 dicembre 2019. Siamo arrivati ad aiutarci tra sindaci perché oggi è capitato a San Severino, ma domani potrà succedere anche agli altri. Non ci fermeremo fino al ritiro della determina 742 e finché non sarà ridata dignità ad un territorio già provato dal sisma e dalle tante difficoltà che lo caratterizzano". Con queste parole del sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, si potrebbe sintetizzare quanto emerso ieri sera al consiglio comunale urgente che si è svolto al Cinema Teatro Italia. Presenti tantissimi primi cittadini della provincia ma non solo, della montagna ma anche della costa. E fra questi, qualcuno lo ha detto: "Finalmente". Finalmente i sindaci hanno capito che è l'unione a fare la forza, che da soli non si va da nessuna parte perché in politica sono i numeri che contano specie in questo delicato momento in cui si avvicinano le elezioni regionali. La sanità è materia regionale, anche se l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, a cui sono stati riservati fischi e parole di malumore, ha affermato che "ci sono norme nazionali che dobbiamo rispettare altrimenti ci tagliano le risorse e ci commissariano. Non si può dare colpa alla Regione". Però esistono degli emendamenti alle norme nazionali e delle peculiarità per le zone montane in cui i parametri nazionali e le leggi fanno delle eccezioni. Sta di fatto che tutti i primi cittadini presenti (ma moltissimi altri non hanno potuto partecipare alla serata pur aderendo alla 'protesta' democratica messa in atto dalla Piermattei) hanno fortemente e fermamente criticato non solo la determina 742 che colpisce l'ospedale di San Severino, ma anche il piano sanitario regionale che passerà in consiglio regionale il 4 febbraio, definito "vuoto, inconsistente" e soprattutto, come ha ricordato il vicesindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, "privo dell'approvazione della Conferenza dei Sindaci che sarebbe prevista per legge"
Anche il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, è stato fortemente criticato, in special modo dall'ex sindaco Manlio Rossi (tanto che il presidente del consiglio Sandro Granata ha dovuto richiedere l'intervento degli agenti della polizia locale per placare gli animi). Ha elencato tutti gli investimenti fatti fin ora a San Severino e non solo, i servizi attivati e affermato che "nulla cambia se una unità è definita semplice dipartimentale o solo semplice. Il modello organizzativo non ha nulla a che fare con i servizi e le prestazioni. La qualità la fa il medico, non il “grado” e su San Severino abbiamo investito circa 3milioni e 517mila euro". Però si è detta del tutto insoddisfatta il sindaco Piermattei che, in conclusione, ha ribattutto: "Non siamo mica stupidi, conosciamo la differenza fra unità semplice dipartimentale e unità semplice. Ci dovete dire qual è il futuro del nostro ospedale senza prenderci in giro, siamo stati colpiti dal sisma quindi vogliamo i servizi per un territorio già martoriato e soprattutto non mi fermerò finché la 742 non sarà annullata". 
I Comuni che hanno aderito all'iniziativa del sindaco Piermattei sono: Apiro, Belforte, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo, Castelraimondo, Castelsantangelo Sul Nera, Cessapalombo, Cingoli, Civitanova, Esanatoglia, Fiuminata, Fiastra, Gagliole, Matelica, Montecavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, Poggio San Vicino, Pollenza, Sefro, Sarnano, Serrapetrona, Serravalle del Chienti, Tolentino, Treia, Ussita, Valfornace, Visso, Fabriano, Arcevia, Genga, Frontone, Mergo, Sassoferrato, Serra San Quirico, Cupramontana, Pergola, Cagli.

(Sul prossimo numero di Appennino Camerte, in edicola giovedì, è previsto un servizio di approfondimento)

g.g. 


 




Non si ferma la gara di solidarietà a favore delle zone colpite dagli eventi sismici 2016/2017. Un nuovo progetto di ripartenza si avvia a prendere forma a Maddalena di Muccia, grazie alla donazione di una struttura polifunzionale che sorgerà di fronte alla sede della Distilleria Varnelli.
Il gesto di solidarietà concreta, destinato a far ritrovare fiducia e speranza ad uno dei centri più colpiti dal dramma del terremoto, è reso possibile dalla rete sinergica che ha riunito le parti sociali datoriali e Sindacali del settore dell’edilizia coordinato dalle Casse edili del sistema. Per il tramite della CNCE- Commissione Nazionale paritetica delle Casse Edili e col coinvolgimento delle sigle sindacali di categoria Cgil, Feneal Uil, Filca Cisl, ANCE ( Associazione Nazionale Costruttori edili)e Anaepa Confartigianato edilizia, i contributi della raccolta fondi sono stati destinati alla realizzazione della nuova struttura, il cui progetto sarà presentato mercoledì 29 gennaio nella sala grande dell’Eremo del Beato Rizzerio di Muccia

“Un altro passo in avanti che vale a rafforzare lo spirito e la tenacia di una comunità determinata a riprendersi- commenta il sindaco di Muccia Mario Baroni- Un’azione concreta volta a valorizzare l’attività e le produzioni di chi ha continuato a lavorare sul territorio con incontrastato impegno . La struttura che sorgerà a Maddalena di Muccia, permetterà infatti l’organizzazione periodica di mostre e fiere allo scopo di far conoscere e apprezzare le produzioni della zona, ampliandone l’offerta”.
Artefice del progetto, coordinato dal professore Giuseppe Losco, è la Scuola di Architettura e Design “ E. Vittoria” dell’Università di Camerino. Sarà lo stesso prof. Losco ad illustrarne i particolari nel corso dell’incontro di presentazione che si aprirà con i saluti del sindaco Mario Baroni e del rettore di Unicam Claudio Pettinari. Seguiranno gli interventi di Carlo Triestini e Antonio Di Franco, rispettivamente presidente e vicepresidente della CNCE e, l’illustrazione del progetto da parte dell’architetto Giuseppe Losco, professore ordinario Scuola di Architettura e Design di Unicam. La chiusura dell’incontro è affidata al Prefetto di Macerata Iolanda Rolli.
“L’esigenza fin da subito avvertita dall’amministrazione comunale - spiega Baroni- è stata quella di riuscire a trovare una modalità che consentisse di incentivare una ripresa delle attività della zona; un messaggio pienamente raccolto da questa rete sinergica, vicina con i fatti alla nostra difficile realtà per stimolarci ad avere speranza. La struttura polifunzionale, potrà anche essere utilizzata per tante altre iniziative capaci di creare un motore di ripresa e sviluppo a servizio di tutto il territorio. Ripartire dalle difficoltà è un’esigenza di tutti e tutti dobbiamo essere uniti su questo. Su questo percorso non possono esserci due velocità: per avere risultati efficaci e duraturi, dobbiamo farlo tutti insieme”.

Carla Campetella
I sindaci dei Comuni di Caldarola, Castelsantangelo sul Nera, Monte Cavallo, Muccia, Serravalle di Chienti e Valfornace, non parteciperanno alla riunione convocata dal Sindaco Maurizio Mangialardi Presidente Anci Marche e prevista per domani a Roma presso il Pio Sodalizio dei Piceni.
In un comunicato stampa a loro firma, precisano che non parteciperanno alla riunione "in quanto la ritengono tardiva, insignificante e dal tono pre elettorale.
Tardiva perché iniziative collettive andavano fatte molto prima e anziché essere convocate a mezzo e-mail dovevano essere preventivamente concertate con incontri “veri” tra tutti i Sindaci coinvolti.
Insignificante - prosegue la nota- perché ANCI Nazionale e Regionale, le Regioni e alcuni Sindaci sono stati auditi dalle Commissioni Parlamentari di Camera e Senato prima delle trasformazioni in Legge dei Decreti e fiumi di inchiostro in testi di revisioni elaborati dalla stessa ANCI, dalle Regioni e dai Sindaci sono rimasti totalmente inascoltati.

Le popolazioni terremotate - scrivono i sindaci- si sentono completamente dimenticate e offese per le promesse ricevute che sono rimaste totalmente disattese anche dopo la visita del Presidente Conte a Castelsantangelo sul Nera.

Il perdurare di questa situazione di stallo - conclude il comunicato - non può più essere sopportata e comporterà, se non si registrerà una significativa e tempestiva inversione normativa, iniziative forti che potrebbero anche sfociare con la consegna delle fasce tricolori al Presidente del Consiglio perché i Sindaci non vogliono essere correi della totale incapacità della politica per le oggettive insufficienti misure approvate per la ricostruzione con il conseguente abbandono della montagna da parte della popolazione".
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In via di completamento nel comune di Muccia il sovrappasso sulla ex strada statale 77, che permetterà l’attraversamento in sicurezza e il raggiungimento dei marciapiedi di collegamento con le aree sae.
“ I lavori sono ormai in dirittura di arrivo- spiega il sindaco Mario Baroni-. Prima di Natale si è provveduto al montaggio della struttura che collega l’ascensore con la parte sovrastante dell’area Varano,, in maniera tale da permettere alle persone che risiedono in quela zona Sae e, alle altre famiglie che abitano nelle casette di Pian di Giove dell’area B, di potersi muovere a piedi in sicurezza senza dover più attraversare la strada nazionale. Basterà dunque servirsi dell’ascensore e del sovrappasso di collegamento evitando il pericoloso attraversamento della sede stradale tra le auto in circolazione. Crediamo che questa realizzazione, completata anche dal marciapiede che mette in connessione con le Sape (Strutture Per Attività Produttive ed Economiche) e il centro commerciale, possa essere di grande utilità e una garanzia per l'incolumità dei cittadini ”. Prevista per il 26 gennaio inoltre la firma del contratto con la ditta che si occuperà della realizzazione della passerella sul fiume .
“ Un ulteriore segnale che serve a rendere dignitoso il vivere quotidiano delle persone - afferma Baroni- . La realizzazione della passerella sul fiume e dei relativi marciapiedi che si prevede di completare prima dell’estate , rappresenterà un aggiuntivo collegamento in sicurezza tra le zone abitate di Pian di Giove e Varano e per coloro che vanno a fare la spesa a piedi”.
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**Su Muccia, servizio di approfondimento nel prossimo numero di Appennino Camerte 

Incendio in galleria lungo la strada statale 77 Val di Chienti. Strada chiusa, uscita obbligatoria a Muccia. È successo nel pomeriggio, al chilometro 30 della statale in direzione Foligno. A prendere fuoco un furgone che per fortuna non ha provocati né danni ad altri veicoli né feriti. Stando ai primi rilievi pare non ci siano nemmeno danni strutturali alla galleria pertanto, non appena l'area sarà bonificata si potrà riaprire la strada. A dare l'allarme è stato lo stesso autista che è riuscito a scendere dal mezzo. Le cause dell'incendio sono ancora da chiarire. Sul posto la polizia stradale, i vigili del fuoco e i Carabinieri di Camerino.

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In corso a Muccia le opere di demolizione  di palazzo Tupini ex sede degli uffici comunali. Di fronte a quel pezzo di storia del paese che sotto l'azione dei mezzi meccanici si va via via disintegrando, sono puntati gli occhi commossi dei cittadini e dello stesso sindaco Mario Baroni. Posto all'ingresso del cuore di Muccia, l'edificio per lunghi anni ha ospitato gli uffici comunali e la farmacia. 

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"L'emozione è grande - commenta il primo cittadino Mario Baroni- Pur non essendo più di proprietà comunale, quell'edificio esisteva da appena la guerra. In quell'area c'era già la sede del vecchio comune che incendiata durante l'ultima guerra mondiale, fu ricostruita anche grazie al contributo dell'onorevole Umberto Tupini la cui famiglia era originaria di Muccia. All'ingresso del palazzo - spiega il sindaco- una lapide ne ricorda l'inaugurazione avvenuta nel 1946 e alla quale partecipò lo stesso on.Umberto Tupini, all'epoca Ministro di Grazia e Giustizia, vice presidente dell'Assemblea Costituente e uno dei padri della nostra CostituzioneVederlo cadere a pezzi fa un certo effetto, proprio perchè pur non essendo più sede degli uffici comunali e ormai di proprietà privata, il palazzo racchiude un forte segno identitario del nostro comune". Quanto all'ultima casa comunale, l'edificio di riferimento è invece Palazzo Paparelli in vicolo dell'Arco, acquistato a suo tempo dall'amministrazione e attualmente inagibile. "Sarà quella la nostra sistemazione futura non appena avremo la possibilità di avere i fondi per poterlo ricostruire- dice il sindaco- Poco prima del sisma del 24 agosto 2016 eravamo pronti ad inaugurare la parte inferiore dello stabile della quale era stato ultimato il restauro. Dopo tutta la devastazione, dovremmo rimettere di nuovo le mani al recupero dell'immobile che ci auguriamo di poter avviare quanto prima, in modo da lasciare i container e riuscire ad avere una struttura che sia degna di un comune".  
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Il deputato marchigiano Francesco Acquaroli ha presentato un’interrogazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per chiedere chiarezza e tempi di intervento per il ripristino della viabilità sul tratto sud delle Marche dell’autostrada A14.

“Cercheremo di inserirla sul question time in commissione e di farci rispondere il prima possibile dal ministro De Micheli – ha affermato il deputato di Fratelli d’Italia – chiediamo prima di tutto se si conoscono i tempi di ripristino della viabilità su un tratto che rappresenta uno snodo fondamentale per la viabilità della nostra Regione e del versante adriatico del nostro Paese. Tratto di A14 che oggi vive consistenti disagi, a seguito del sequestro delle barriere new jersey e della conseguente chiusura di una corsia di marcia e della corsia di emergenza quando è presente. La situazione è critica, esistono tratti percorribili soltanto ad una corsia, creando gravi disagi che si riversano anche nella viabilità urbana ed extraurbana in un’area della nostra Regione sempre molto trafficata . Auspichiamo che il Governo si impegni con la Società Autostrade per l’abbattimento, anche parziale, del pedaggio autostradale fino a che persista questa situazione di evidente disagio, perché è inaccettabile pagare per stare in coda per ore”.
Poi i fari puntati sui problemi della viabilità dell'entroterra Maceratese: "Già oggi la nostra Regione presenta delle criticità oggettive sulla viabilità dell’entroterra, senza una Pedemontana che consente lo spostamento nord-sud, con tutti i noti problemi sia sul completamento della 76 che sulle lungaggini per il tratto che dovrebbe collegare il fabrianese, al camerte e al muccese fino alla 77. Inconcepibile complicare la viabilità anche sull’asse costiero paralizzato, senza intervenire concretamente".


GS
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