È andato dritto all’anima, ma anche alla coscienza di ognuno dei presenti, affinché tutti potessero mettere da parte il campanilismo e comprendere la reale situazione dell’entroterra e delle Marche. L’arcivescovo Francesco Massara, durante la riunione che ieri pomeriggio ha visto confrontarsi i sindaci della montagna e i vertici regionali e sanitari,  con il suo intervento ha placato i toni accesi che negli ultimi giorni avevano ruotato attorno alla trasformazione di una parte dell’ospedale di Camerino per il Covid.

“Comprendo le preoccupazioni – ha esordito - ma penso che la negatività di questo momento debba diventare speranza. Siamo troppo abituati a ragionare ognuno per il nostro orticello ed è sbagliato. Sicuramente c’è una grande emergenza sanitaria, lo sappiamo tutti, ma c’è da mettere al centro la salvezza delle vite umane e su questo siamo tutti d’accordo”.

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Ma accanto all’emergenza sanitaria ha acceso i riflettori su quella umana: “C’è anche una emergenza sociale – ha ribadito - , c’è una grande paura.

Il territorio della montagna, in questi anni, si è sentito preso a pesci in faccia. Siamo già stati massacrati dal sisma, da una ricostruzione che stenta a partire, con le difficoltà dei sindaci anche per una semplice pratica da mandare avanti. Credo che tra i sindaci ci sia una grande collaborazione: il fatto di ritrovarci qui insieme, su un problema che riguarda tutti noi, ci esorta a guardare al di là del nostro naso. Alcune questioni tecniche le dobbiamo affidare agli esperti, è normale”.

Poi le parole nei confronti di Nadia Storti, facente funzione in Asur 3 a seguito delle dimissioni di Alessandro Maccioni: “Si è ritrovata in un momento di difficoltà: tutti lo siamo difronte a qualcosa di imprevisto. So che Nadia vuole bene a questo territorio, non esistono le decisioni perfette”.

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Chiara per l’arcivescovo la situazione di difficoltà sociale ed economica: “Stiamo pensando ad andare in montagna quando non pensiamo che c’è gente che sta morendo in ospedale. Al di là dell’aspetto sanitario c’è una grande emergenza sociale: a Fabriano dove è stato aperto un emporio della solidarietà, in due mesi abbiamo avuto quasi 300 famiglie che hanno chiesto aiuto. C’è chi non può permettersi nemmeno di fare visite mediche. È necessario essere uniti al di là delle posizioni politiche”. Massara ha espresso la sua posizione anche sull’accoglienza dei malati umbri al Covid Center di Civitanova: “Abbiamo accolto persone da una Regione, la prossima volta potremmo averne bisogno noi. La dignità del malato e della persona devono essere al centro. Se io ho bisogno di un servizio non devo chiedere un favore, è un mio diritto. Noi cittadini dovremmo essere tutti uguali – ha detto poi rivolgendosi ai presenti - , voi che siete rappresentanti delle istituzioni aiutate questo territorio a crescere, altrimenti rischiamo di morire”.

Un quadro, quello delineato dall’arcivescovo, che arriva dal suo incontro con la gente del posto: “Parlo con i bambini che devono fare la cresima e mi confidano che non vedono l’ora di andarsene da qui. Cosa posso rispondere io? Noi abbiamo tutti una grande responsabilità, se noi collaboriamo in un dialogo costruttivo, sicuramente qualcosa di buono nascerà per questa terra arriverà e la lasceremo sana ai cittadini di domani.

Usciamo dal campanilismo, dobbiamo pensare al futuro di questa terra che ha tantissime potenzialità. Il presidente – ha detto in merito a Francesco Acquaroli - ha dato una grande disponibilità e ascolterà i sindaci e i vescovi per crescere insieme.

Noi vescovi abbiamo il tasto della situazione che a volte sfugge agli amministratori: i vescovi ascoltano tutti e hanno una reale  percezione delle problematiche sociali”.

Infine, a proposito di ascolto, un appello umano: “Dobbiamo far comprendere a tutti che un malato di Covid non è un appestato; che i nostri ospedali sono delle eccellenze con grandi professionisti e se c’è la necessità di fare delle analisi non bisogna andare in un altro posto.

Riacquistiamo – ha concluso -  la capacità di ascoltarci”.

Giulia Sancricca
Mentre tutti danno per certa la riconversione di un piano dell'ospedale di Camerino in Covid Hospital, il primo cittadino della città ducale attende ancora la comunicazione ufficiale dalla Regione.
"Apprendo questa notizia dalla stampa come accadde qualche giorno fa - commenta Sandro Sborgia - e per domani pomeriggio c'è in programma una riunione tra noi sindaci dell'entroterra e i vertici regionali. Mi è stato assicurato che prima della riunione nulla verrà fatto nell'ospedale camerte. 
Avevamo sollevato il problema nei giorni scorsi - ricorda il sindaco - perchè questa decisione era nell'aria, ma qualche autorevole esponente regionale era intervenuto per smentire tutto. A quanto pare, invece, la strada che è stata imboccata è proprio quella e trovo addirittura peggio pensare di convertire un solo piano con la consapevolezza che il resto dell'ospedale non sarebbe comunque in grado di rispondere agli altri servizi. Continuo ancora a chiedere un ripensamento sulla necessità di guardare altrove per l'utilizzo di altre strutture in considerazione dei rischi collegati alla privazione dell'intero territorio di montagna".

Territorio che domani sarà rappresentato da tutti i sindaci dell'entroterra durante la riunione con la Regione: "È chiaro che noi abbiamo ben presenti le difficoltà che i cittadini vivono in queste zone - . Non solo per la crisi sismica. Non è una questione di campanilismo: recarsi all'ospedale da Visso, Serravale, Pievebovigliana non è semplice come per chi vive a Macerata e Civitanova. Sono condizioni oggettivamente diverse, a ridosso di un inverno in cui anche oggi la nebbia impedisce di vedere la strada a tre metri di distanza".

Poi sandro Sborgia cita il piano pandemico: "Non mi pare che ponga come priorità la conversione di Camerino - precisa - . Si legge che, nel caso in cui il picco pandemico dovesse aumentare, saranno convertiti Camerino/Civitanova e la sezione distaccata ex malattie infettive di Macerata. Io ne non voglio fare una questione letterale, ma non c'è esplicitamente scritto che la priorità debba essere data a Camerino.Prendiamo atto di questa decisione ma è bene che non si attribuiscano a documenti ufficiali significati non espliciti".

Infine l'attesa di una presa di posizione dei rappresentanti della montagna in Regione, coloro che sono stati eletti dalle zone dell'entroterra per essere rappresentanti: "Al momento non sono pervenuti - conclude Sborgia - . Non ho rilevato una loro presa di posizione chiara e netta sull'argomento. Aspettiamo che si esprimano".

GS
La comunità di Serrapetrona a sostegno dell’ospedale di Camerino. I cittadini del paese della vernaccia hanno, infatti, organizzato tramite l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Silvia Pinzi una raccolta fondi il cui ricavato è stato destinato all’acquisto di attrezzature sanitarie per il nosocomio camerte.
La somma raccolta ammonta a 6.910 euro ed è stata utilizzata quale compartecipazione alla spesa per l’acquisto di un sistema di monitoraggio dei parametri vitali per l’Unità Operativa di Rianimazione della struttura ospedaliera.

L’attrezzatura, che ammonta a circa 94 mila euro, è stata acquisita dalla Ditta SC forniture di Porto San Giorgio ed è stata installata, collaudata e già perfettamente in funzione presso il presidio camerte.
Il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni, anche a nome della Direzione Generale Asur e degli operatori sanitari, esprime parole di profondo apprezzamento per la sensibilità e la generosità dimostrate dai cittadini di Serrapetrona in questo momento di difficoltà per tutto il sistema sanitario e per il territorio montano.

f.u.
Aiutiamoli ad aiutare: consegnati all’ospedale di Camerino i tre ecografi frutto della raccolta fondi lanciata all’indomani della riconversione del presidio in centro Covid. Sono stati consegnati all’U.O.C. Terapia Intensiva dell’ospedale di Camerino i tre ecografi che è stato possibile acquistare e donare al reparto grazie all’enorme ondata di solidarietà arrivata da centinaia di persone ed anche diverse attività economiche che hanno voluto contribuire alla raccolta fondi “Aiutiamoli per aiutare”, lanciata da tre ragazzi del territorio, Chiara Antonelli, insieme a Manuel Bernardini ed Eleonora Conforti, in collaborazione con Adua Rossi e l’Associazione Lulù e il paese del sorriso di Matelica. L’iniziativa ha permesso di raccogliere 28.344,73 euro grazie ai quali sono stati acquistati i tre ecografi, diverse forniture di mascherine e dispositivi di protezione individuale e, con la collaborazione di due privati, di Contram e di Zighe Servizi di Camerino, si sono potuti donare all’ospedale anche due tablet che hanno permesso ai pazienti di comunicare con le proprie famiglie e un cellulare per la comunicazione tra reparti.

“Ringraziamo con il cuore tutti coloro che hanno voluto dare il proprio contributo per questa iniziativa che ha accomunato il desiderio di tantissime persone di voler fare qualcosa per l’ospedale di Camerino all’indomani della sua riconversione a centro Covid – hanno affermato i promotori dell’iniziativa – questo ha permesso ad una intera comunità di poter dotare la terapia intensiva del presidio camerte di alcune apparecchiature utili anche per il futuro. Vogliamo ringraziare il direttore dell’AV3 Alessandro Maccioni, la dottoressa Nadia Mosca e in particolare il dottor Daniele Elisei che ha seguito tutte le fasi della donazione assieme alla caposala Samantha Bartolucci e tramite loro tutti i medici, gli infermieri, gli operatori che a vario titolo lavorano all’ospedale, i dipendenti amministrativi per tutto il lavoro portato avanti in questi mesi e la tenacia con la quale stanno affrontando giorno dopo giorno questa sfida, rappresentano una certezza per la nostra comunità”.

“È stato davvero un gesto eccezionale – ha affermato il dottor Elisei dell’U.O. di Anestesisa e Rianimazione dell’ospedale di Macerata –. Ai promotori, i volontari dell’associazione e soprattutto a tutti i cittadini che hanno partecipato con le loro donazioni va un grande grazie! Una così grande testimonianza ricevuta da un territorio ancora ferito e provato dal terremoto assume ancor più valore. Un sincero grazie da parte mia e da parte di tutto il personale medico della Terapia Intensiva dell’Ospedale di Camerino coordinata dal dott. Angelo Leo e di quello infermieristico ed ausiliario coordinato da Samantha Bartolucci. Le due equipes di Camerino e Macerata, infatti, coordinate dalla direzione medica dei due presidi ospedalieri, hanno affrontato questa drammatica emergenza sanitaria unendo le forze e lavorando insieme con abnegazione e spirito di sacrificio. Le strumentazioni che siamo riusciti ad acquistare con il ricavato delle donazioni sono ecografi di ultima generazione, molto maneggevoli, portatili con tecnologia wireless indispensabili per il confezionamento dell’accesso vascolare ideale, necessario al paziente per ricevere tutte le terapie endovenose prescritte. Saranno apparecchi utili per il paziente COVID positivo laddove questa infezione dovesse ripresentare un picco epidemiologico ma rimarranno comunque a disposizione delle nostre unità operative per ottimizzare le cure di tutti i pazienti anche quelli non COVID. Davvero tante – conclude il dott. Elisei – le testimonianze di riconoscimento ricevute durante queste settimane una tra tutte la solennità dell’inno di Mameli che ha risuonato davanti l’ospedale con tutte le forze dell’ordine radunate nel renderci omaggio”.
La benedizione delle Palme non poteva mancare per tutto il territorio e per il Covid Hospital di Camerino, sicuramente uno dei luoghi dove oggi più che mai c'è bisogno di pace e di speranza.
Una domenica che, seppur nella sua tristezza, rimarrà nella memoria di molti per come è stata vissuta. La santa messa celebrata dall'arcivescovo Francesco Massara, trasmessa in diretta Facebook, ha raggiunto i cuori di una comunità lontana ma unita.
Ed è l'unione che l'arcivescovo e il sindaco di Camerino Sandro Sborgia hanno voluto tenere in alto tra i valori di questa Pasqua.
"Vi auguro una Santa Settimana in cui, anche se siete nella vostre case, possiate dare il meglio di voi stessi - ha detto Massara - . date il vostro cuore ai vostri figli, ai vostri anziani, con un pensiero per coloro che lavorano per gli ammalati".

vescovo infermieri ospedale

Proprio con gli operatori sanitari del Covid Hospital della città ducale, l'arcivescovo ha voluto fare un'altra benedizione delle palme. La sua visita all'esterno della struttura sanitaria, insieme al primo cittadino, è stata un messaggio di vicinanza e speranza a chi ogni giorno, con umiltà e fatica, lavora per debellare il mostro del virus.



"Che questa Pasqua vi dia la forza di andare avanti per i sacrifici che state facendo - ha detto l'arcivescovo ad una rappresentanza di operatori sanitari, ai quali ha chiesto di portare ai loro colleghi il suo saluto - . Tornerò domenica prossima per portarvi l'acqua santa. Sono con voi".
Anche a loro ha annunciato l'idea di una processione, fatta in solitaria, il venerdì santo, dalla basilica di San Venanzio alla cattedrale di piazza Cavour "per portare - ha spiegato Massara - la croce che racchiude tutte le sofferenze, gli ammalati, coloro che hanno perso la vita, le vostre preoccupazioni. Perchè il Signore cammina con noi, ci sta vicino, ma dobbiamo essere certi che dopo questa sofferenza ci sarà la resurrezione".


Un messaggio di speranza anche quello del primo cittadino: "È una Pasqua diversa - ha detto Sborgia ai microfoni di RadioC1...inBlu - ma non per questo meno sentita, anzi, forse è nei momenti di difficoltà che le ricorrenze come questa devono farci capire che facciamo parte di una comunità, quella comunità che nelle avversità della vita si ritorva unita. Ne usciremo più forti di prima, ma occore resistere - ha ribadito - , occorre andare avanti ed essere rigorosi nel restare a casa, con la consapevolezza che tutto questo finirà, ma ci attende una ultima scalata che supereremo solo stringendo i denti".

GS

sindaco palme

vescovo ospedale















La solidarietà di chi è nato in una terra ferita e, nonostante la vita l'abbia portata lontano, non dimentica l'entroterra maceratese.
Chiara Antonelli, una matelicese trasferita in Emilia Romagna da qualche anno, ha lanciato una comapgna di raccolta fondi online per l'ospedale di Camerino.
Non appena ha saputo della conversione del nosocomio camerte a Covid-Hospital, la giovane ha pensato di poter mettere insieme le forze per la sua terra di origine.
"Ho pensato di organizzare una raccolta fondi per poter aiutare la struttura sanitaria di Camerino a fronteggiare l'emergenza del Covid-19 - ha scritto nell'appello della raccolta fondi - . Entrambi i miei genitori lavorano negli ospedali e so purtroppo la situazione qual è. Sono in contatto con ospedale e provveditorato al momento per cercare di avere coordinate più specifiche per quanto riguarda la donazione e soprattutto a cosa serviranno i fondi. Insieme cercheremo di capire dove sia meglio destinarli. Vi chiedo di non avere timore e di fidarvi insieme possiamo farlo! Vi prego - l'appello accorato della matelicese -. Bastano anche pochi euro ma facciamolo tutti Questo è il mio contributo per abbracciarvi e sostenervi da lontano! Siamo tutti una grande famiglia!".
Anche nella conferenza stampa di questo pomeriggio, il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni ha confermato i movimenti di solidarietà in favore della sanità locale: "C'è una corsa di donazioni e posso essere testimone di tante associazioni ed imprese che si complimentano con il presidente Ceriscioli per lo sforzo che sta facendo per le direttive date. C'è chi sta facendo la raccolta in denaro, ma anche la Cassa Edile di Macerata che ci donerà un umidificatore attivo con generatore di flusso integrato dal valore di 13mila euro. Hanno messo in contatto le ditte e domani arrivano. Sono strumenti che aiutano il paziente che non ha necessità dell'intubazione a respirare. Donati sempre dalla Cassa Edile anche otto respiratori con maschere facciali. Questi sono esempi tangibili di come sta rispondendo il territorio".

GS
Maggioranza e minoranza unite a Camerino e pronte ad impugnare la delibera della regione di adibire l'ospedale camerte a centro di emergenza per i malati da Coronavirus. Sembra pronta, infatti, una nota congiunta di protesta considerata la situazione di che si sta verificando dopo che nella giornata di domenica molti pazienti ricoverati a Camerino erano stati già trasferiti in altri presidi della zona. Sicuramente una situazione di emergenza che, però, il personale ospedaliero non era preparato ad affrontare. Saranno 24 i pazienti positivi al Covid-19 trasferiti a Camerino, 8 in terapia intensiva, senza che i reparti siano stati completamente isolati ne il personale medico e infermieristico sia stato preventivamente preparato.

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Alla base della scelta della regione probabilmente la dislocazione, lontana dal centro abitato, del presidio ospedaliero camerte, che si è visto già privato di ogni servizio con i pazienti "ordinari" del territorio che non possono più usufruire di alcuna prestazione, neppure quelle del Pronto Soccorso, e già dirottati agli ospedali di Macerata e San Severino. Così mentre gli amministratori stanno valutando azioni "politiche" addirittura investendo della questione il Prefetto per bloccare la delibera, dall'interno del presidio medici e infermieri, giustamente preoccupati della tutela della salute propria e dei familiari, stanno pensando ad eclatanti manifestazioni di protesta. Sembrerebbe, infatti, che il personale medico e paramedico, oltre 100 persone, non sia provvisto neppure della dotazione minima necessaria per affrontare l'epidemia. 
f.u.

Riportiamo una nota di Federico Maccari, Direttore di Entroterra Spa - La Pasta di Camerino
LaPastadiCamerino
Sulle lunghe file al distretto dell'ospedale di Camerino per il cambio del medico a seguito del pensionamento dei dottori Antonio Mengoni e Fabio Perelli, arriva la puntualizzazione del direttore di Area Vasta 3, Alessandro Maccioni.

"Gli utenti che si sono trovati ad effettuare il cambio del medico - precisa - sono circa 2000 e gli operatori dello sportello anagrafe del distretto di Camerino, proprio per far fronte alle numerose richieste di cambio, sin dal 16 dicembre scorso si sono organizzati garantendo l’apertura dello sportello in tutti i giorni feriali, comprese le vigile di Natale e di Capodanno, effettuando al 31 dicembre scorso, 462 operazioni, nonostante i due medici non fossero andati ancora in pensione.

Nei primi 8 giorni dell’anno in corso - aggiunge - gli operatori hanno eseguito altre 800 operazioni circa, lavorando in alcune occasioni anche nelle ore pomeridiane proprio per venire incontro alle esigenze dell’utenza, così come sono state evase tutte le richieste pervenute tramite posta PEC.

Allo sportello anagrafe di Camerino - prosegue Maccioni - sono aperti tre sportelli, e non due come erroneamente indicato, e che le operazioni di scelta del nuovo medico possono essere eseguite anche agli altri sportelli anagrafe del distretto di Camerino, ossia in quello di San Severino Marche o di Matelica.

Purtroppo - conclude - le operazioni di scelta talvolta sono lunghe in quanto si presentano allo sportello utenti con diverse deleghe, addirittura anche 9, proprio per evitare l’accesso di persone anziane o che sono impegnate per lavoro. Ciò comporta un più lento deflusso della coda".

GS

Problemi al'ospedale di Camerino. I cittadini e gli addetti ai lavori da diverse settimane lamentano disservizi e mancanze in diversi reparti, tanto che l'ospedale non può garantire in modo ottimale le prestazioni sanitarie di competenza. Questo a causa della carenza di personale medico e infermieristico. Il sindaco Gianluca Pasqui ha ritenuto quindi necessario fissare un incontro per il giorno martedì 26 marzo alle ore 15,30 presso la sede del Comune di Camerino. Per approfondire la questione sono stati convocati il Direttore Generale dell’ASUR Marche Dr. Alessandro Marini, il Direttore dell’Area Vasta 3 Dr. Alessandro Maccioni, il Direttore sanitario Dr. Massimo Palazzo e tutti i Dirigenti medici delle U.O. e dei Servizi del Presidio ospedaliero di Camerino. E' stata richiesta anche la presenza del Presidente della Regione Marche Dr. Luca Ceriscioli.

 Il primario Di Matteo il sindaco Pasqui il direttore dellArea vasta 3 Maccioni e il sindaco di Pievetorina Gentilucci

Il primario Di Matteo, il sindaco Pasqui, il direttore dell'Area vasta 3 Maccioni e il sindaco di Pievetorina Gentilucci

 

 

 

 

Ha colto l'occasione di toccare più temi il direttore dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni, intervenuto a Camerino per la presentazione del nuovo primario di Ortopedia. Ad incalzarlo anche le domande rivoltegli dall'ex sindaco di Camerino Dario Conti. Rassicurazioni sono venute dalla discussione, sul mantenimento del presidio di Camerino e sulla copertura degli organici.

Dario Conti è tornato a chiedere un potenziamento della struttura sanitaria a servizio, non solo della città ma di un vasto territorio che comprende tutta la zona montana da Visso a Matelica

" Essere riusciti ad avere tre primari- ha detto Conti- significa che c'è considerazione per il nosocomio camerte. Più volte anche da sindaco ho sollecitato la regione ad un potenziamento della struttura che, ora che il terremoto ha devastato la realtà e la comunità, diventa ancora più importante. Tra poco- ha aggiunto- queste zone diventeranno un cantiere per la ricostruzione ed è fondamentale ricoprire i posti vacanti dei settori medici, paramedici, infermieristici; qualcuno dalla regione ha risposto che questa esigenza non c'è perchè ormai la popolazione è diminuita consistentemente. Credo che un politico o un amministratore non possa dare una risposta del genere. Tante persone che oggi si trovano ancora sulla costa, tra poco torneranno ad abitare le Sae e, se non completiamo l'organico, un domani queste stesse persone si ritroveranno senza un servizio sanitario efficiente".

" Per completare le piante organiche- ha detto Maccioni- ci stiamo adoperando. Per la Farmacia ad esempio, rispetto all'organico attuale,abbiamo considerato una dottoressa in più, All'Ufficio del Lavoro è stata chiesta poi la procedura per assumere magazzinieri , tramite ufficio di collocamento e, una procedura d'urgenza, per assumerne 4 a tempo determinato solo per l'ospedale di Camerino. Cercheremo così di ricoprire tutte le caselle e, anche se ci sono dei problemi oggettivi da affrontare,esperiremo tutte le procedure. Così è stato fatto anche a San Severino Marche dove il dott. Oddi, andato in pensione, il 1 agosto scorso è già stato sostituito da un nuovo chirurgo. Sono dunque in grado di dare la più ampia rassicurazione sul fatto degli organici da riempire e sostituire, perchè abbiamo un piano occupazionale deliberato dall'Asur regionale che ci autorizza su questo. Le difficoltà semmai riguardano il reperimento di alcune figure professionali come medici ginecologici, pediatri, medici per il Pronto Soccorso però, tutto sommato, credo che riusciremo a mettere a punto ogni settore".

Altra questione molto attuale quella dell'Ospedale Unico della provincia di Macerata che ha fatto nascere non pochi timori e molte voci di possibile chiusura del presidio di Camerino.

" Quanto all'Ospedale Unico – ha risposto Maccioni- essendo io non un semplice cittadino che esprime opinioni ma, fino al 1 agosto 2018, il direttore dell'Area Vasta 3, è chiaro che mi è richiesto attenermi agli strumenti programmatori dell'Azienda Regionale Asur e delle risorse che vengono messe a disposizione per la gestione (budget di 508 milioni di euro). Posso dire tuttavia che la semplificazione dell'organizzazione ospedaliera è da auspicare; è lì infatti che possiamo trovare le risorse da investire sul territorio. Con l'aumentare dei costi, per riuscire a fare di più occorre infatti ottimizzare e trovare risparmi, cosicchè le risorse che si liberano possano essere reinvestite sul territorio per affrontare le esigenze dei cittadini ( con maggiore attenzione dunque per le Rsa- Assistenza domiciliare- Disturbi mentali ecc.) e questo è quello che stiamo cercando di fare. L'Ospedale Unico di Area Vasta- ha spiegato ancora Maccioni- in sostanza significa di due farne uno ( tra Macerata e Civitanova) ma , da direttore di Area Vasta , posso dire che solo un pazzo può pensare di smantellare un ospedale sicuro, certificato e antisismico come quello di Camerino (tutelato anche dal decreto 70) che continuerà ad essere un importante punto di aggregazione e di riferimento di tutta una comunità. Non mi sembra che sia una Regione che sulla sanità stia arretrando, tagliando o cercando di risparmiareOrganici e mantenimento Ospedale. Maccioni rassicura

 

 

Ha colto l'occasione di toccare più temi il direttore dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni, intervenuto a Camerino per la presentazione del nuovo primario di Ortopedia. Ad incalzarlo anche le domande rivoltegli dall'ex sindaco di Camerino Dario Conti. Rassicurazioni sono venute dalla discussione, sul mantenimento del presidio di Camerino e sulla copertura degli organici.

Dario Conti è tornato a chiedere un potenziamento della struttura sanitaria a servizio, non solo della città ma di un vasto territorio che comprende tutta la zona montana da Visso a Matelica

" Essere riusciti ad avere tre primari- ha detto Conti- significa che c'è considerazione per il nosocomio camerte. Più volte anche da sindaco ho sollecitato la regione ad un potenziamento della struttura che, ora che il terremoto ha devastato la realtà e la comunità, diventa ancora più importante. Tra poco- ha aggiunto- queste zone diventeranno un cantiere per la ricostruzione ed è fondamentale ricoprire i posti vacanti dei settori medici, paramedici, infermieristici; qualcuno dalla regione ha risposto che questa esigenza non c'è perchè ormai la popolazione è diminuita consistentemente. Credo che un politico o un amministratore non possa dare una risposta del genere. Tante persone che oggi si trovano ancora sulla costa, tra poco torneranno ad abitare le Sae e, se non completiamo l'organico, un domani queste stesse persone si ritroveranno senza un servizio sanitario efficiente".

" Per completare le piante organiche- ha detto Maccioni- ci stiamo adoperando. Per la Farmacia ad esempio, rispetto all'organico attuale,abbiamo considerato una dottoressa in più, All'Ufficio del Lavoro è stata chiesta poi la procedura per assumere magazzinieri, tramite ufficio di collocamento e, una procedura d'urgenza, per assumerne 4 a tempo determinato solo per l'ospedale di Camerino. Cercheremo così di ricoprire tutte le caselle e, anche se ci sono dei problemi oggettivi da affrontare, esperiremo tutte le procedure. Così è stato fatto anche a San Severino Marche dove il dott. Oddi, andato in pensione, il 1 agosto scorso è già stato sostituito da un nuovo chirurgo. Sono dunque in grado di dare la più ampia rassicurazione sul fatto degli organici da riempire e sostituire, perchè abbiamo un piano occupazionale deliberato dall'Asur regionale che ci autorizza su questo. Le difficoltà semmai riguardano il reperimento di alcune figure professionali come medici ginecologici, pediatri, medici per il Pronto Soccorso però, tutto sommato, credo che riusciremo a mettere a punto ogni settore".

Altra questione molto attuale quella dell'Ospedale Unico della provincia di Macerata che ha fatto nascere non pochi timori e molte voci di possibile chiusura del presidio di Camerino.

" Quanto all'Ospedale Unico – ha risposto Maccioni- essendo io non un semplice cittadino che esprime opinioni ma, fino al 1 agosto 2018,il direttore dell'Area Vasta 3, è chiaro che mi è richiesto attenermi agli strumenti programmatori dell'azienda regionale Asur e delle risorse che vengono messe a disposizione per la gestione (budget di 508 milioni di euro). Posso dire tuttavia che la semplificazione dell'organizzazione ospedaliera è da auspicare; è lì infatti che possiamo trovare le risorse da investire sul territorio. Con l'aumentare dei costi, per riuscire a fare di più occorre infatti ottimizzare e trovare risparmi, cosicchè le risorse che si liberano possano essere reinvestite sul territorio per affronatre le esigenze dei cittadini ( con maggiore attenzione dunque per le Rsa- Assistenza domiciliare- Disturbi mentali ecc.) e questo è quello che stiamo cercando di fare. L'Ospedale Unico di Area Vasta- ha spiegato ancora Maccioni- in sostanza significa di due farne uno ( tra Macerata e Civitanova) ma , da direttore di Area Vasta , posso dire che solo un pazzo può pensare di smantellare un ospedale sicuro, certificato e antisismico come quello di Camerino (tutelato anche dal decreto 70) che continuerà ad essere un importante punto di aggregazione e di riferimento di tutta una comunità. Non mi sembra che sia una Regione che sulla sanità stia arretrando, tagliando o cercando di risparmiare. Sta cercando di ottimizzare, perché tra  fondi finanziari nazionali, europei, pareggio di bilancio, la Regione sa che è molto difficile  mettere risorse aggiuntive per aumentare le spese correnti annuali. L’esigenza è dunque quella di risparmiare all’interno delle strutture dove c’è un’organizzazione che può essere resa più efficiente, per investire risorse ".

Per quel che riguarda la situazione del personale all’ospedale di Camerino, a detta del dirigente amministrativo AV3 Fabrizio Trobbiani,partendo dal 2016 si è avuto un Piano Occupazionale che di fatto prevedeva il cento per cento del Turn Over e, quello del 2017 prevede lo stesso il cento per cento del T.O.cui si aggiungono assunzioni straordinarie per le aree terremotate. Il Piano 2017 recupera anche tutte le mancate assunzioni del 2016 dovute a procedure andate a vuoto o che non si è riusciti a portare a termine. “ Oggi- ha detto Trobbiani- qualsiasi unità, dal personale O.S. al primario, salvo problemi tecnici, potenzialmente siamo in grado di ricoprire i posti  dal giorno dopo.  In generale e per il territorio, nel frattempo c’è stata una grossa riorganizzazione e sono state ridisegnate le strutture e ciò ha comportato ad esempio la realizzazione di una Diabetologia per territorio che è struttura a se stante che verrà implementata e una  Oncologia per il territorio che non è più una diramazione ma struttura a sè.per la quale andranno ridistribuite le risorse dell’unica struttura che c’era a Macerata, cosa che si sta già facendo”. Contestualmente al Piano Occupazionale inoltre Trobbiani  ha riferito che l’altro obiettivo è ridurre, se non superare totalmente,il precariato. “ Questo significa che stiamo stabilizzando posti- ha spiegato – Se parliamo ad esempio della Medicina di Camerino, dal 1 agosto è in linea tutta l’equipe di 5 medici più il primario a tempo indeterminato e, lo stesso per la Chirurgia dove il posto del dott. Oddi è stato ricoperto così come verrà fatto per il dott. Manzi che ha deciso di sviluppare la sua carriera in altra sede e che da settembre verrà sostituito da altro chirurgo. Con l’assetto funzionale che andremo a fare verrà definita la dotazione della Pianta Organica di Camerino rispetto a San Severino mentre è già stato richiesto un progetto al Dipartimento di Chirurgia affinché la Direzione faccia una proposta. .Con  l’assetto funzionale che verrà fatto a settembre, Camerino dovrà avere un certo numero di chirurghi e possibilmente in pianta stabile. Per Ginecologia a Camerino e San Severino il problema è il reperimento dei medici ginecologi che finora non abbiamo trovato. La scorsa settimana si è conclusa una graduatoria a Fermo e già siamo in accordi per cercare di coprire queste mancanze che sono riferite soprattutto all’ospedale di San Severino. Altre sofferenze riguardano Radiologia, e il 7 agosto ci sarà il colloquio  del concorso per l’assunzione a tempo determinato e ci auguriamo di poter assumere il radiologo in più che serve per Camerino e San Severino dopo due graduatorie bruciate”.

La dotazione base di personale O.S. e infermieristico dell’ospedale di Camerino, secondo quanto riferito dalla Dott,ssa Buccolini è a posto. “ La proposta- ha detto – doveva venire con la riorganizzazione del Pronto Soccorso ma dobbiamo lavorarci con la riorganizzazione, recuperando quelle risorse che al momento non ci sono. Nel frattempo però abbiamo garantiti i servizi sia del Pronto Soccorso che della Rianimazione che fanno gruppo unico. Abbiamo valutato i campi di lavoro in confronto ad altre realtà e stiamo lavorando per garantire di notte un servizio più efficiente”.

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