Silvia, nome d'ispirazione da Leopardi a Vasco

Mercoledì, 17 Giugno 2020 10:17 | Letto 418 volte   Clicca per ascolare il testo Silvia, nome d'ispirazione da Leopardi a Vasco Una vera e propria bomba per i fan quella che Vasco Rossi ha lanciato ieri sui social pubblicando il volto della Silvia che 43 anni fa gli ispirò lomonima canzone.Figlia del barista di Zocca, paese natale del rocker, oggi la donna insegna filosofia e ammette di riconoscersi nella giovane ventenne sognante protagonista del primo disco del suo compaesano.Un nome e un volto che a noi, gente di radio e con le radici nelle Marche, hanno permesso di fare un volo pindarico dalla canzone che risuona sulle nostre frequenze alla lirica che un poeta della nostra terra dedicò proprio A Silvia. Un nome, ci siamo detti, che ha dato il via a due successi.Un accostamento che va dal sacro al profano, dal rock al romanticismo, quello che lega i due autori a un nome che, a quanto pare, sia nel 1828 per Leopardi, che nel 1977 per Vasco, è stato fonte dispirazione.Anche se la Silvia recanatese si chiamava Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, il giovane poeta romantico preferì questo nome per la sua poesia, e non quello vero della fanciulla che morì di tisi giovanissima. Una ispirazione che pare gli sia arrivata da un personaggio di Torquato Tasso, ma ci piace pensare che anche il suono del nome Silvia lo abbia convinto di più.Quel che è certo è che per entrambi, rocker e romantico, Silvia rappresenta la giovinezza e l’innocenza di quelletà.Allora oggi, giorno in cui ci saremmo trovati a scrivere dellautore sorteggiato per un tema di maturità che invece non ci sarà, abbiamo colto lassist del cantautore modenese per parlare comunque di un marchigiano che con la sua sensibilità ha portato linfinita bellezza delle Marche in tutto il mondo.Giulia Sancricca
Una vera e propria bomba per i fan quella che Vasco Rossi ha lanciato ieri sui social pubblicando il volto della Silvia che 43 anni fa gli ispirò l'omonima canzone.
Figlia del barista di Zocca, paese natale del rocker, oggi la donna insegna filosofia e ammette di riconoscersi nella giovane ventenne sognante protagonista del primo disco del suo compaesano.
Un nome e un volto che a noi, gente di radio e con le radici nelle Marche, hanno permesso di fare un volo pindarico dalla canzone che risuona sulle nostre frequenze alla lirica che un poeta della nostra terra dedicò proprio "A Silvia". Un nome, ci siamo detti, che ha dato il via a due successi.
Un accostamento che va dal 'sacro' al 'profano', dal rock al romanticismo, quello che lega i due autori a un nome che, a quanto pare, sia nel 1828 per Leopardi, che nel 1977 per Vasco, è stato fonte d'ispirazione.
Anche se la Silvia recanatese si chiamava Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, il giovane poeta romantico preferì questo nome per la sua poesia, e non quello vero della fanciulla che morì di tisi giovanissima. Una ispirazione che pare gli sia arrivata da un personaggio di Torquato Tasso, ma ci piace pensare che anche il suono del nome 'Silvia' lo abbia convinto di più.
Quel che è certo è che per entrambi, rocker e romantico, Silvia rappresenta la giovinezza e l’innocenza di quell'età.
Allora oggi, giorno in cui ci saremmo trovati a scrivere dell'autore sorteggiato per un tema di maturità che invece non ci sarà, abbiamo colto l'assist del cantautore modenese per parlare comunque di un marchigiano che con la sua sensibilità ha portato l'infinita bellezza delle Marche in tutto il mondo.

Giulia Sancricca


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