Guardare dall’alto.. una Messa speciale

Martedì, 28 Agosto 2018 15:18 | Letto 1830 volte   Clicca per ascolare il testo Guardare dall’alto.. una Messa speciale La Santa Messa ai piedi di Pizzo Meta è un’esperienza spirituale nata dall’idea di trascorrere un momento di fraternità in un luogo che ci permettesse di essere più vicini a Dio; affidare a Lui tutte le nostre particolari intenzioni di preghiera e, nel contempo, ringraziarlo per le meraviglie del creato. Sono diversi nel Vangelo i momenti in cui troviamo Gesù che sale in cima ad un monte per ritirarsi in preghiera e, in qualche modo, allontanarsi dal rumore della vita quotidiana. Se Gesù, che è Dio, ha avuto bisogno di questo silenzio, tanto più noi ne abbiamo una necessità ancora maggiore.  Come ci ricordava il nostro Papa emerito Benedetto XVI il monte è, da sempre, il luogo della speciale prossimità con Dio. Ricordiamo benissimo il monte della tentazione, il monte della grande predicazione, il monte della preghiera, il monte della Trasfigurazione, il monte dellagonia, il monte della Croce e, infine, il monte del resuscitato. Forse non tutti sanno che, tra gli altri, uno dei primi nomi di Dio era proprio “il Montanaro”; colui che abita le cime dei monti. Poi nella traduzione il termine originale divenne “l’Onnipotente”.   L’altra sera, durante la Celebrazione, ci siamo soffermati nella riflessione sul fatto che molte volte è proprio necessario avere uno sguardo superiore sulle cose e sulle persone. Questo non significa mettersi su un piedistallo e sentirsi migliori degli altri. Tutto il contrario. Guardare dall’alto ci aiuta ad entrare un po’ nel modo di pensare di Dio, che è modello di umiltà. Siccome Dio è umile, solo se ci facciamo piccoli come Lui lo possiamo incontrare. E dall’alto Dio vede tutti gli uomini per quello che sono: senza etichette o inutili pregiudizi; perché Lui è nostro padre e noi siamo “tutti fratelli”. (Mt 23,8) Dopo la Cena Eucaristica a cui hanno partecipato nonostante l’incertezza del tempo più di 100 persone, abbiamo consumato la cena francescana, portata da ognuno dei partecipanti e condivisa insieme.  Per coloro che non ne avevano ancora abbastanza, poi, ci siamo incamminati verso la vetta di Pizzo Meta dove, ai piedi della croce e illuminati dalla luna ormai liberata dalle nuvole, abbiamo ringraziato il Signore per la bellissima esperienza. Padre Moreno - Frati Minori di San Liberato        

La Santa Messa ai piedi di Pizzo Meta è un’esperienza spirituale nata dall’idea di trascorrere un momento di fraternità in un luogo che ci permettesse di essere più vicini a Dio; affidare a Lui tutte le nostre particolari intenzioni di preghiera e, nel contempo, ringraziarlo per le meraviglie del creato. Sono diversi nel Vangelo i momenti in cui troviamo Gesù che sale in cima ad un monte per ritirarsi in preghiera e, in qualche modo, allontanarsi dal rumore della vita quotidiana.

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Se Gesù, che è Dio, ha avuto bisogno di questo silenzio, tanto più noi ne abbiamo una necessità ancora maggiore.  Come ci ricordava il nostro Papa emerito Benedetto XVI il monte è, da sempre, il luogo della speciale prossimità con Dio. Ricordiamo benissimo il monte della tentazione, il monte della grande predicazione, il monte della preghiera, il monte della Trasfigurazione, il monte dell'agonia, il monte della Croce e, infine, il monte del resuscitato. Forse non tutti sanno che, tra gli altri, uno dei primi nomi di Dio era proprio “il Montanaro”; colui che abita le cime dei monti. Poi nella traduzione il termine originale divenne “l’Onnipotente”.  

L’altra sera, durante la Celebrazione, ci siamo soffermati nella riflessione sul fatto che molte volte è proprio necessario avere uno sguardo superiore sulle cose e sulle persone. Questo non significa mettersi su un piedistallo e sentirsi migliori degli altri. Tutto il contrario. Guardare dall’alto ci aiuta ad entrare un po’ nel modo di pensare di Dio, che è modello di umiltà. Siccome Dio è umile, solo se ci facciamo piccoli come Lui lo possiamo incontrare. E dall’alto Dio vede tutti gli uomini per quello che sono: senza etichette o inutili pregiudizi; perché Lui è nostro padre e noi siamo “tutti fratelli”. (Mt 23,8)

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Dopo la Cena Eucaristica a cui hanno partecipato nonostante l’incertezza del tempo più di 100 persone, abbiamo consumato la cena francescana, portata da ognuno dei partecipanti e condivisa insieme.  Per coloro che non ne avevano ancora abbastanza, poi, ci siamo incamminati verso la vetta di Pizzo Meta dove, ai piedi della croce e illuminati dalla luna ormai liberata dalle nuvole, abbiamo ringraziato il Signore per la bellissima esperienza.

Padre Moreno - Frati Minori di San Liberato

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