Notizie di spettacolo nelle Marche
Si è aperto all’insegna dell’innovazione l’anno scolastico 2020/21 per l’Istituto Comprensivo “V.Tortoreto” di San Ginesio. L’Istituto che comprende dieci plessi e insiste nei Comuni di San Ginesio, Ripe San Ginesio e Sant’Angelo in Pontano si distingue per aver dato vita a progetti innovativi, capaci di salvaguardare e valorizzare le vocazioni e le tradizioni del territorio, ma al contempo di guardare ad un futuro tecnologico e sostenibile.

E’ verde-blu il percorso avviato dal plesso di Sant’Angelo in Pontano, in collaborazione con l’Università di Camerino, sezione Informatica. ll progetto propone un uso consapevole delle ICT nella didattica, legato all'idea di come le tecnologie siano indispensabili per il recupero e l'amplificazione cognitiva.

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Le iniziative del plesso di Ripe San Ginesio sono invece incentrate su una “Scuola che legge”. Sotto la consulenza scientifica del professor Federico Batini dell’Università di Perugia, ha preso avvio la sperimentazione della lettura ad alta voce, che coinvolgerà, a partire da febbraio, anche i bambini dell’asilo nido “Titti”.

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Il plesso di San Ginesio ha intrapreso invece un percorso per l’attivazione di un indirizzo musicale sperimentale, a partire dalla scuola dell’infanzia. I docenti si stanno formando con la professoressa Luisa Curinga - del Conservatorio Statale “G.B. Pergolesi” di Fermo - e massima esperta in didattica e metodologia della musica. L’obiettivo è di valorizzare l’educazione musicale non solo come disciplina autonoma, ma anche come momento essenziale della didattica in senso trasversale, sfruttando le potenzialità della musica di contribuire alla formazione della persona, di facilitare gli apprendimenti e di costituire un valido supporto a tutte le altre discipline.

Il plesso di Passo San Ginesio è impegnato nell’ambizioso progetto della “Scuola all’aperto”, nata dalla collaborazione con l’Agrinido “La Quercia della memoria” e con l’Università di Macerata. L’obiettivo dell’accordo è promuovere, adottare e analizzare la pedagogia delle scuole all’aperto.

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E poi ancora l’offerta formativa delle due scuole secondarie tra cui spiccano gli sportelli di ascolto psicologico attivi da settembre 2020; un articolato progetto per affrontare e combattere il Cyberbullismo; un percorso trasversale e multidisciplinare di educazione civica che coinvolgerà tutte le scuole a partire da quelle dell’infanzia e si concluderà con “La Maratona delle Arti”; l’Erasmus plus che vedrà la realizzazione di un erbario e di una serra in cui saranno coltivate erbe officinali.


La progettualità dell’Istituto è veramente ricca e diversificata, in tempo di iscrizioni non rimane che l’imbarazzo della scelta!
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Proseguono gli incontri sul territorio da parte del Commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Oggi è stata la volta di Camerino, dove il commissario nel corso della mattinata ha incontrato il sindaco Sandro Sborgia e sua eccellenza il vescovo Monsignor Francesco Massara. "È stato un incontro importante che fa seguito a tutta una serie di interlocuzioni costanti che intratteniamo con l'ufficio speciale ricostruzione". Ha detto Sborgia che parlando dei prossimi step ha ricordato il PSR, "il programma straordinario di ricostruzione, sta andando avanti per far sì che questa città torni a vivere. Riapriremo il corso a breve, si sta lavorando alla parte amministrativa e burocratica per la riduzione della zona rossa. Poi si procederà alla firma dell'ordinanza che consentirà di riaprire il corso. Comunicheremo a breve ai cittadini il giorno e l'orario di apertura".

"Con Sua Eccellenza il Vescovo abbiamo esaminato i progetti e i programmi che sono molto ambiziosi. Primo fra tutti il recupero, il cui avvio è imminente, nel centro storico di Camerino, della struttura ricettiva del Collegio Bongiovanni, che sarà di grandissimo rilievo per la città di Camerino e per l'intero processo di ricostruzione. Poi Il Vescovado, la Basilica e numerosi altri progetti che la Diocesi di Camerino sta portando avanti con molta celerità." Queste le parole del commissario Legnini che ha ricordato come Camerino viaggi  spedita verso la ricostruzione. 

"Sulle chiese abbiamo fatto un lavoro straordinario, cambiando in profondità sia la norma primaria, la legge, che le ordinanze. Oggi le diocesi sono nella condizione di poter agire con tempestività con gli affidamenti diretti o con procedure molto ristrette per fare in modo che si recuperi il tempo perduto". Soddisfatto dell'esito dell'incontro Sua Eccellenza l'Arcivescovo Francesco Massara, che ha ricordato la grande importanza di lavorare in sinergia per il territorio. Un incontro che va nella direzione di proseguire nel processo di ricostruzione complesso, che ci si augura vedrà nel 2021 un'accelerazione molto attesa dai cittadini. 

La visita del Commissario è proseguita anche nel corso del pomeriggio con altri incontri in città. 

Approfondimento sull'ultimo numero dell' Appennino Camerte in uscita giovedì prossimo. 

Barbara Olmai
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Una ordinanza del Comune di Tolentino, del 16 dicembre scorso, stabilisce che per coloro che hanno rinunciato alla graduatoria delle SAE si attiveranno le procedure per la sospensione del Cas.
Immediata la reazione del Comitato 30 ottobre che ha inviato una diffida al Comune, sottolineando, attraverso la presidente, una incongruenza: “A febbraio 2020 – spiega Flavia Giombetti - , siamo venuti a conoscenza che più di 16 famiglie hanno rinunciato alla graduatoria delle SAE, con l'assicurazione da parte del Comune che la rinuncia non avrebbe influito sulla perdita del Cas, mentre ora è evidente la contraddizione tra l'ordinanza e quanto comunicato alle famiglie rinunciatarie. Al riguardo – dice – è stato dato mandato allo studio legale Alterego di diffidare il Comune sulla sospensione del Cas ai nuclei familiari in questione”.
Diversi i motivi per cui il Comitato ritiene l’ordinanza illegittima, primo fra tutti quello che riguarda l’assegnazione: “Queste famiglie – spiega – non hanno rinunciato all’assegnazione che, in realtà, non c’è mai stata, dal momento che gli appartamenti non sono ancora stati terminata. L’ordinanza sarebbe giusta se le famiglie avessero rinunciato al momento dell’assegnazione definitiva dell’appartamento terminato, perché in quel caso avrebbero causato un danno erariale nei confronti dell’amministrazione. Ma anche in quesa ipotesi è necessario valutare i tempi di consegna, perchè è chiaro che dopo cinque anni dal sisma la vita di queste famiglie può essere cambiata”.
Poi la possibile disparità di trattamento rispetto ad altri Comuni: “Parliamo di centri come Pieve Torina, Amandola, Monte Rinaldo e Falerone, che come Tolentino hanno pensato di realizzare degli alloggi in sostituzione delle SAE, ma aio quali è corrisposto un differente trattamento normativo”.

GS
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Prosegue inarrestabile l'impegno dell'amministrazione comunale di Pieve Torina ed in primis del sindaco, Alessandro Gentilucci, nel combattere la diffusione del virus covid-19. Dopo aver annunciato l'operazione di screening gratuito con test antigenico alla popolazione dei residenti nei comuni dell'Ambito Sociale 18 che si terrà il 25 e il 26 gennaio presso il nuovo poliambulatorio, ora è la volta della casa di riposo e dei suoi ospiti per la somministrazione del vaccino.
"Era importante dare un segnale alla nostra gente: quotidianamente sollecitiamo tutti gli interventi possibili sia per velocizzare la ricostruzione post sisma che per contrastare la diffusione dell'epidemia" sottolinea Gentilucci. "Proprio per questo poter avere ed annunciare il vaccino per i più fragili mi riempie di orgoglio. Dobbiamo tutelare i nostri anziani, che rappresentano la memoria del nostro paese e delle nostre tradizioni. Lo abbiamo fatto con i giovanissimi, con un primo screening rivolto agli studenti della primaria e delle medie di Pieve Torina, ed ora lo facciamo in modo ancor più concreto vaccinando gli ospiti della nostra casa di riposo in attesa che poi finalmente si possa tutti quanti accedere quanto prima a questa modalità di difesa dal virus.
Fondamentale – conclude il sindaco – la collaborazione della regione, nella persona del presidente Acquaroli che ringrazio, e dell’ASUR Area Vasta 3, per l’assoluta disponibilità”.




c.c.



















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“C’è bisogno di speranza e di positività”.
La pensa così la giovane Margherita Fabbroni che questo pomeriggio ha deciso di tagliare il nastro sul suo futuro dando il via alla sua attività commerciale a Belforte del Chienti.
Nel momento in cui il commercio risente della crisi pandemica ed in un territorio in cui il sisma ha contribuito al calo demografico ed alle difficoltà, c’è chi inverte la marcia e diventa simbolo di rinascita per tutti.
“Tutto è nato quando Pamela Seri - racconta Margherita - , l’ex proprietaria del negozio di fiori ed articoli da regalo del paese, aveva annunciato di cessare l’attività. La scorsa primavera ho così pensato che per me poteva essere una occasione di lavoro ed il paese avrebbe visto continuare un servizio che altrimenti non ci sarebbe più stato. Nonostante le difficoltà del periodo - ammette - penso che se continuiamo tutti a guardare solo ciò che di brutto accade e ci circonda non contribuiremo a far ripartire l’economia e la società. Ci vuole coraggio, ma bisogna farlo”.
E così lei, che nel suo nome sembra aver trovato il consiglio per intraprendere la strada lavorativa, insieme a sua mamma, ha deciso di rimboccarsi le maniche e di credere in un futuro migliore.
“Posso dire che ci impegneremo e faremo il massimo - conclude - , anche per gli addobbi degli eventi e delle cerimonie non appena queste, dopo il lockdown, potranno ricominciare”.

GS

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Ha avuto la fortuna di mantenersi Covid free dall'inizio della pandemia e ora ha iniziato la campagna vaccinale per i suoi ospiti e per il personale la casa di riposo "Mataloni" di Pioraco, con gli anziani che attualmente sono ospitati a Matelica in attesa della ricostruzone della struttura danneggiata dal sisma. "Un giorno importantissimo - lo definisce il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi - e un traguardo che ci permette dopo tanti mesi di tirare un sospiro di sollievo. Il Covid fortunatamente non è entrato nella nostra struttura e ora con il vaccino, anche se non dobbiamo abbassare la guardia, è stato compiuto un importante passo in avanti".

vaccino pioraco

Grande la soddisfazione anche della dottoressa Antonella Finelli, coordinatrice della struttura, che prova sentimenti di "commozione per il grande contributo che hanno voluto dare i nostri ospiti. Li abbiamo, infatti, resi partecipi del nostro lavoro e della procedura vaccinale e tutti, con grande consapevolezza e senso di responsabilità, hanno voluto sottoporsi al vaccino, anche i più anziani, quasi centenari".
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Nella mattinata dI oggi hanno preso il via le vaccinazioni alla Residenza protetta e casa di riposo “Covid Free” di Treia. Utilizzato per la prima volta il vaccino “Moderna”,somministrato a tutti gli ospiti, al personale infermieristico e delle OSS.

La prima ad essere vaccinata “per priorità di anzianità” e’ stata IDA…. Una nonnina, ancora simpatica e brillante, che la scorsa settimana ha compiuto 106 anni.

treia vaccino

Il delicato compito di effettuare le vaccinazioni è toccato ai medici di base di Treia tra cui dr. Pettarelli, il dr. Brambatti, il dr. Cingolani, il dr. Luchetti, il dr. Salvatori oltre alla dr.ssa Ferretti, medico di base ad Appignano. Anche tutto il personale operante presso la struttura, infermieri, operatrici sociali, addetti alla mensa, alle pulizie e addirittura il barbiere, è stato vaccinato.

“E’ importante sottolineare che finora, nonostante la gravità della Pandemia, la casa di riposo di Treia non è stata aggredita dal virus: un risultato eccezionale – ha affermato il Sindaco Franco Capponi presente all’evento - per le fragilità degli ospiti, e ottenuta grazie ai protocolli molto severi che sono stati messi in atto, ma soprattutto grazie all’impegno, alla dedizione ed alla accortezza del personale che ha dovuto sottostare oltre i rigidi protocolli a limitazioni anche nella loro vita privata. Hanno raggiunto questo obiettivo, come si può portare a termine una vera e propria missione, dedicando a queste persone fragili la loro stessa esistenza, rifuggendo quindi da qualsiasi occasione di rischio esterno e condizionando quindi anche la loro vita privata. Certamente i nostri ospiti hanno dovuto subire qualche privazione (soprattutto il contatto fisico con i propri familiari) ma pensiamo sia valsa la pena e queste privazioni sono state sostituite dalla tecnologia mettendo in contatto gli ospiti con i loro parenti attraverso due Tablet utilizzati per vedersi e parlarsi a distanza”.




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I carabinieri di Matelica hanno la loro sede provvisoria. In attesa della sistemazione della caserma in piazza E. mattei, danneggiata dal sisma, i militari della locale stazione, guidati dal maresciallo Claudio Di Noia, hanno lasciato i moduli abitativi provvisori stabilendosi, sia pure provvisoriamente, in viale Cesare Battisti dove ha sede la stazione dei carabinieri forestali.

“Con grande soddisfazione abbiamo presenziato all’apertura della nuova sede della Stazione dei Carabinieri di Matelica", ha dichiarato il sindaco Massimo Baldini

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Alla presenza del Capitano Nicola Cara, Comandante della Compagnia di Camerino, dello stesso Baldini e del suo vice Denis Cingolani, dell’Assessore Maria Boccaccini, del Maresciallo Ord. Claudio Di Noia e di altri Carabinieri della caserma, nel rispetto delle normative previste dall’emergenza Covid, sono stati visitati i locali che sistemati per accogliere in maniera più consona e degna i tutori dell’ordine e della sicurezza pubblica. Non era presente il S. Ten. Fabrizio Cataluffi, già Comandante della Stazione, ancora impegnato negli studi.

“Appena raggiunto il risultato preannunciato avremo modo di incontrarlo e riceverlo in Comune per ringraziarlo del servizio dato in questi lunghi anni a tutta la cittadinanza - le parole del sindaco Baldini, che ha poi augurato “all’attuale Comandante, il Maresciallo Ord. Claudio Di Noia ed a tutti i Carabinieri della Stazione di Matelica, buon lavoro da parte dell’Amministrazione Comunale”.

Alessio Botticelli
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Ha lasciato solo le scarpe e si è eclissato. Che fine avrà fatto Babbo Natale? E' la domanda più ricorrente tra gli abitanti di Bolognola, alle prese con la risoluzione dell'intricato giallo delle vacanze di Natale. Già perchè il bellissimo pupazzo dalla barba bianca, nel pomeriggio del 22 dicembre è misteriosamente scomparso da piazza Giacomo Leopardii, dopo che in tanti, adulti e bambini, si erano recati a festeggiarlo e a immortalare il momento nello scatto di una fotografia.
Increduli per l’accaduto, nel paesino più alto delle Marche, nessuno ha dormito sonni tranquilli né tanto meno ha saputo darsi spiegazioni. Sarà stato forse stato un gesto goliardico? Sarà forse andato in Lapponia a rifornirsi di doni prima del lock down? O forse si è temporaneamente nascosto per impacchettare i regali? Tanti gli interrogativi di una vicenda misteriosa che non accenna ancora ad essere chiarita e risolta.
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Non si dà pace anche la Pro Loco di Bolognola che ha costruito quel pupazzo con tanta cura: " Non è tornato neppure per l’Epifania. Ci siamo rimasti veramente male- dice la presidente Antonella De Santis-. Un simbolo sia per i piccoli che per i grandi che
numerosi si sono fermati a farsi le foto con lui. Seduto sulla panchina, aveva riservato uno spazio vicino a lui, proprio per far accomodare chiunque. La panchina era davanti alla sua casetta sulla piazza di Bolognola. Una postazione attraente proprio all'arrivo in paese dunque, un forte simbolo di accoglienza. Increduli della sua scomparsa abbiamo avanzato diverse ipotesi, ma intanto Babbo Natale non è più tornato e il dispiacere è rimasto- conclude Antonella De Santis-. Se qualcuno lo avesse visto o fosse in grado di fornire notizie, saremmo grati che ce lo faccia sapere. La speranza di ritrovarlo e farlo riaccomodare sulla sua panchina per l'anno prossimo, è sempre viva".
c.c.



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Circolazione interrotta a causa di un consistente movimento franoso verificatosi sulla strada di collegamento tra i comuni di Sefro e Fiuminata, andando verso Collecorno e il monte Vermenone. . Lo smottamento di terreno di circa 50 metri  in località Castello, ha interessato  un ponticello sul quale era adagiata la conduttura dell'acquedotto comunale, mettendo a rischio il suo danneggiamento. E' intervenuta la squadra dei Vigili del Fuoco di Camerino che ha provveduto a liberare il ponte dai detriti e a mettere in sicurezza  c l'acquedotto e l'area dell'intervento.

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A segurie la situazione, il sindaco di Sefro che si è recato immediatamente sul posto.
"Abbiamo richiesto il sopralluogo e l'intervento dei Vigili del Fuoco in quanto il problema si è presentato molto serio - afferma il sindaco Pietro Tapanelli-  Il ripristino della viabilità è comunque il minore dei problemi,ma la preoccupazione principale  è apparsa da subito quella dell''acquedotto che, sebbene per ora non abbia riportato danni, con il perdurare dello smottamento potrebbe risentirne sotto l'aspetto dell'approvvigionamento dell'acqua potabile del nostro comune. Siamo in attesa di un intervento anche da parte del Genio Civile del Dipartimento di protezione civile, al fine di ripristinare la situazione. Di sicuro- aggiunge Pietro Tapanelli- bisognerà poi provvedere un intervento  piuttosto serio di mitigazione del dissesto. Si sta dunque gestendo tutta l'emergenza e la circolazione è al momento interrotta. Non sono fortunatamente interessate abitazioni".  
c.c.

Nella foto, l'intervento dei Vigili del Fuoco di Camerino
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Lo smottamento
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