Notizie religiose nelle Marche
Mercoledì, 19 Febbraio 2020 11:36

Massara: "Una giornata dedicata ai lavoratori"

Una giornta dedicata alle aziende della diocesi di Fabriano - Matelica quella che l'arcivescovo Francesco Massara ha pensato per il prossimo 19 marzo, data in cui si celebra il 29esimo anniversario della visita di Papa Giovanni Paolo II nelle fabbriche della diocesi. Da quest'anno, infatti, ogni anno, il giorno di San Giuseppe, patrono dei lavoratori, sarà per la diocesi di Fabriano - Matelica una occasione di riflessione e preghiera per il mondo del lavoro imprenditoriale, operaio, artigianale, sociale ed educativo.
Un "viaggio", quello in programma per il prossimo 19 marzo, in cui l'arcivescovo visiterà le fabbriche della diocesi, partendo da Genga, passando per Sassoferrato, Fabriano, Cerreto D'Esi e, infine, Matelica, dove celebrerà la santa messa in una nota cantina locale.
"Ogni volta che attraverso il territorio della diocesi di Fabriano-Matelica - dice l'arcivescovo - , osservo con attenzione i campi coltivati, i vari stabilimenti industriali insediati nel territorio e la mente mi spinge sempre al testo delle Creazione offerto dal libro della Genesi che suscitano nel lettore uno stupore senza eguali e testimoniano che l’ingegno umano, il lavoro dei campi, l’abilità artigianale, la produttività industriale d’avanguardia appartengono al progetto di Dio sull’uomo. Occorre, però, che il lavoro sia secondo quella sorta di “piano regolatore” dell’Eden, continui cioè a rispettare la dignità dell’uomo e la custodia del dono del Creatore".
Poi la sua riflessione dopo la visita a Nazareth nella casa di Giuseppe: "Le guide - spiega - ci hanno offerto una bella meditazione su Gesù che, fattosi simile all’uomo, era riconosciuto come il “figlio del carpentiere” ovvero carpentiere anche lui. Gesù, assumendo la piena umanità, non si astiene dalla fatica del lavoro umano per sostenere la sua famiglia, anzi probabilmente s’ingegna per portare avanti la bottega paterna. Il lavoro - dice Massara - diventa la risposta ad una chiamata di Dio, risposta alla vocazione della vita, dell’uomo in quanto figlio di Dio e dunque figlio della società". 
Infine il messaggio di speranza per i giovani e i disoccupati ed anche per gli imprenditori: "È necessario nutrirsi di una spiritualità che aiuti i credenti a capire che il lavoro è, innanzitutto, cammino di santificazione - dice - , proprio come lo è stato per i grandi uomini e donne che hanno lavorato per la società, per Dio, per la Chiesa. Vorrei che questo messaggio giungesse a tutti i giovani che, con fatica, riescono a scorgere la possibilità di un lavoro secondo le loro aspirazioni; possa giungere a coloro che, colpiti dalla grave crisi lavorativa, fanno ancora difficoltà a trovare un lavoro dignitoso per il loro futuro e quello della loro famiglia; vorrei che giungesse anche, come ringraziamento, a tutti gli imprenditori, piccoli e grandi che, con estremi sacrifici e notevoli investimenti, offrono lavoro e speranza a questa nostra terra diocesana che, proprio a causa di questa dedizione imprenditoriale, può ancora essere germe di speranza". 

GS
Pubblicato in Diocesi
Sabato, 15 Febbraio 2020 10:42

Camerino piange don Quinto Martella

Camerino piange la scomparsa di don Quinto Martella.
Aveva 93 anni e si è spento questa mattina all'ospedale di Camerino dove era ricoverato da alcuni giorni. Personaggio di rilievo all'interno della diocesi di Camerino-San Severino Marche in cui ha ricoperto per anni il ruolo di insegnante e poi rettore del seminario diocesano dal 1957 al 1968; per molti anni è stato parroco di Santa Maria In Via. 
Era il decano dei sacerdoti diocesani, sia per età anagrafica che per anni di sacerdozio.
Ordinato presbitero nel 1949, proprio lo scorso anno ha festeggiato i suoi 70 anni di vita ecclesiale.
Dopo il sisma anche lui ha dovuto fare i conti con una dimensione di vita profondamente mutata, adattandosi al cambiamento delle proprie abitudini.

( nella foto il ricordo della festa dei 90 anni di don Quinto ) 

Don Quinto Martella

Don Quinto era stato infatti costretto ad uscire dalla sua casa del centro storico danneggiata dal terremoto. 
Proprio lo scorso mese di ottobre, in una intervista rilasciata a Carla Campetella in occasione dei suoi 7o anni di vita ecclesiale disse: "Adesso, potrei dire che vi sia solo da completare questo tempo che è rimasto, nella maniera più disponibile possibile per le cose che si possono fare e con le poche forze che si hanno.

E’ la forza che guida il cammino degli uomini e che si percepisce sempre più evidente nella mia situazione; ho molto tempo a disposizione e mi si dà anche la possibilità di riflettere meglio sull’andamento di una Chiesa che è guidata dallo Spirito”. Il suo augurio per il futuro della città e della diocesi, era stato di riuscire a superare il colpo delle pietre cadute e delle cose che ci mancano. “L’accoglienza che si può trovare intorno - aveva detto - , ci dice che anche se le pietre cadono, la Chiesa non muore e che la capacità di costruire una comunità c’è sempre”.
  
I funerali saranno celebrati domani, 16 febbraio, alle 15.30 nella chiesa di Vallicelle a Camerino.

Un ricordo della vita di don Quinto Martella, a cura di don Francesco Gregori, sarà pubblicato nella prossima edizione de L'Appennino Camerte.

GS
          
Pubblicato in Diocesi
Giovedì, 13 Febbraio 2020 09:24

Una messa a Camerino per ricordare don Giussani

A 15 anni dalla morte di don Luigi Giussani, avvenuta il 22 febbraio 2005, e a 38 anni dal riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione (11 febbraio 1982), martedì 18 febbraio alle ore 21 sarà celebrata una santa messa di ringraziamento e suffragio dall'arcivescovo Francesco Massara, nella chiesa del Seminario a Camerino, in via Macario Muzio.

Tutta la comunità è invitata a partecipare all’intenzione che “fedeli al carisma di don Giussani nell’appartenenza alla vita della santa chiesa, possiamo assecondare l’invito di papa Francesco a «seguire Gesù, ascoltare ogni giorno la sua chiamata» che ci raggiunge attraverso i Suoi testimoni. Offrendo la nostra esistenza per il Papa e i nostri fratelli uomini, domandiamo allo Spirito che l’incontro con Cristo diventi sempre più l’orizzonte totale della nostra vita e la forma vera di ogni rapporto”.
Pubblicato in Diocesi
Mercoledì, 12 Febbraio 2020 12:07

“Mediterraneo, frontiera di pace”

C’è un’immagine molto efficace che Papa Francesco utilizza molto spesso quasi a denunciarne l’assenza o, meglio, a sottolinearne la necessità: il ponte. Ne ha parlato in diverse occasioni in questi anni, consegnando alla Chiesa una sorta di magistero e una visione di essere cristiani nell’oggi. Costruire ponti, più che innalzare muri è l’architettura impegnativa per costruire il futuro. Il ponte unisce, crea comunione, apre al dialogo e alla conoscenza, solidifica territori; al contrario, il muro separa, disgrega, spinge all’autoreferenzialità e alla chiusura in sé, chiude l’orizzonte. È questa la chiave di lettura con cui guardare all’incontro di riflessione e spiritualità “Mediterraneo, frontiera di pace” (Bari, 19-23 febbraio 2020). L’evento, promosso dalla Chiesa italiana, vedrà riuniti nel capoluogo pugliese circa 60 vescovi provenienti da 20 Paesi bagnati dal Mare Nostrum. L’assemblea, unica nel suo genere, sarà conclusa domenica 23 febbraio con la celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre. L’incontro è basato sull’ascolto e sul discernimento, valorizzando il metodo sinodale. Intendiamo compiere un piccolo passo verso la promozione di una cultura del dialogo e verso la costruzione della pace in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo.

Ritorna l’immagine del ponte. Non è possibile leggere in maniera efficace lo spazio bagnato da questo mare, ha sottolineato Papa Francesco a Napoli il 21 giugno 2019, “se non in dialogo e come un ponte - storico, geografico, umano - tra l’Europa, l’Africa e l’Asia. Si tratta di uno spazio in cui l’assenza di pace ha prodotto molteplici squilibri regionali, mondiali, e la cui pacificazione, attraverso la pratica del dialogo, potrebbe invece contribuire grandemente ad avviare processi di riconciliazione e di pace”. L’incontro di Bari si muove proprio in questa direzione: non un convegno accademico, ma uno spazio di comunione tra vescovi, che riflettono e, sotto la guida dello Spirito, provano a discernere i segni dei tempi. Siamo convinti, infatti, che una Chiesa mediterranea è già presente e operante, è ricca di tradizioni culturali, liturgiche ed ecclesiali, ed è probabilmente bisognosa di processi di dialogo. I pastori, che s’incontrano, hanno a cuore un Mediterraneo concreto con i popoli che lo abitano. Le loro voci sono portatrici di realtà diverse, ma non contrapposte.

Sta proprio qui l’intuizione del nostro cardinale presidente Gualtiero Bassetti d’invitare, in una città-ponte tra Oriente e Occidente qual è Bari, i vescovi cattolici dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum e che provengono da ben tre diversi Continenti: Asia, Africa ed Europa. Un’idea che ha radici profonde: rimanda alla visione profetica di Giorgio La Pira che, già dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, aveva ispirato i “Dialoghi mediterranei” e aveva anticipato lo spirito del Concilio Vaticano II. Oggi c’è la possibilità d’iniziare a realizzare quella visione. Un progetto ambizioso, ma necessario.

Il ponte va costruito con una storia, una geografia e un’umanità che hanno fondazioni comuni. È la bellezza del mare da riscoprire e consegnare alle generazioni future. La storia rimanda alle origini stesse del cristianesimo; il Mediterraneo ne è stato cuore pulsante. La geografia è oggi il sogno di un abbraccio che arricchisce, proprio come viene descritta la Dichiarazione di Abu Dhabi: “Simbolo dell’abbraccio tra Oriente e Occidente, tra Nord e Sud e tra tutti coloro che credono che Dio ci abbia creati per conoscerci, per cooperare tra di noi e per vivere come fratelli che si amano”. L’umanità è quanto di più prezioso ci sia; è l’acqua che dà vita e non deve più essere simbolo di morte, di disuguaglianze, d’inequità.

A tutti chiediamo di accompagnarci con la preghiera e di sentirsi in prima persona costruttori di ponti!

Stefano Mons. Russo

Segretario Generale - Conferenza Episcopale Italiana
Pubblicato in Diocesi

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo