Notizie religiose nelle Marche
Semplificazioni nelle procedure della ricostruzione, una nuova viabilità e il piano dell’emergenza nel primo consiglio comunale che si è svolto a Valfornace dopo la chiusura determinata dall’emergenza Covid. “Finalmente siamo riusciti ad approvare la variante alle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore, riuscendo soprattutto ad eliminare i Piani Attuativi e di recupero per gli edifici delle ex frazioni di Pievebovigliana. Con questo riusciamo anche a garantire la demolizione e la ricostruzione per gli edifici gravemente danneggiati dal sisma. Un aspetto fondamentale per poter accelerare la ricostruzione”. Aggiornato, inoltre, il Piano Triennale delle opere pubbliche, che prevede tra l’altro la realizzazione della viabilità alternativa in località Fiano per un importo complessivo di 108.255,00 euro già finanziato dalla Protezione Civile. “Un intervento – prosegue il primo cittadino - che doveva essere effettuato già all’indomani della crisi sismica iniziata nell’agosto 2016, così come nell’analogo lavoro fatto in località Nemi, ma che si è finalmente concretizzato solo oggi”. Infine il consiglio comunale ha redatto il Piano di Emergenza Comunale di Protezione Civile, sintetizzando i precedenti piani vigenti nei territori degli ex comuni di Pievebovigliana e Fiordimonte ed adeguandolo alle attuali disposizioni.

f.u.
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Il 42° Pellegrinaggio Macerata-Loreto del prossimo 13 giugno sarà certamente diverso da tutti gli altri. Non sarà possibile, infatti, ritrovarsi e camminare in quel fiume di popolo che ogni anno sorprende e affascina, ma la circostanza del Coronavirus chiama ad essere ancora più pellegrini, in un modo diverso e imprevisto. Il fatto di essersi dovuti fermare tutti a causa della pandemia spinge a riflettere, come forse non capitava da tempo, su chi siamo, su come e di che cosa viviamo. Perché tutta questa sofferenza? Perché il dolore di tante persone morte lontane dai propri cari? Come affrontare il dramma della perdita del lavoro? In questo periodo queste domande ci hanno accompagnato, nel profondo di noi stessi. “La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità” (Papa Francesco, 27 marzo 2020). Davanti alla incapacità di risolvere il nostro malessere e nonostante le maschere che a volte indossiamo, provando a far finta di niente, c’è qualcosa che resiste: continuiamo a desiderare, a non accontentandoci di risposte parziali, non all’altezza della profondità del dramma. Ce lo testimonia un grande scrittore laico come Albert Camus. Dal suo Caligola era stato tratto il tema per questo pellegrinaggio: “Mi sono sentito all’improvviso un bisogno di impossibile”. Alla luce del contesto che stiamo vivendo, sentiamo ancora più urgere questo “bisogno di impossibile”. Nei giorni scorsi in tantissimi hanno scritto, da ogni parte d’Italia e del mondo, raccontando le difficoltà e le fatiche, ma anche le scoperte di umanità, l’aiuto ricevuto, la vicinanza sperimentata. Come Comitato organizzatore abbiamo pensato allora di condividere un gesto di preghiera nel Santuario di Loreto, la sera del 13 giugno alle ore 21. Le disposizioni sull’emergenza sanitaria non consentono alcun assembramento e quindi sarà possibile seguire il gesto unicamente collegandosi su TV2000 (canale 28 della televisione). Un momento di preghiera, attraverso la recita del Rosario, intervallato da canti e testimonianze, il cui momento culminante sarà la consegna di tutte le invocazioni e intenzioni ai piedi della Madonna nella Santa Casa.

f.u.
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Nella domenica dell'Ascensione, la prima con la possibilità per i fedeli di partecipare alle celebrazioni sia pure in numero limitato e nel rispetto delle misure di sicurezza sanitaria, continua l'appuntamento sulla pagina facebook de L'Appennino camerte e in diretta radio sulle frequenze di Radio C1inblu con la messa di comunità, per rispondere alle esigenze dei tanti che settimanalmente hanno seguito questa diretta (addirittura quasi 6mila visualizzazioni nella domenica precedente con la messa trasmessa dalla chiesa della frazione di Bavareto nel comune di Serravalle di Chienti).

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Questa settimana la messa di comunità sarà quella celebrata alle ore 10.30 nella chiesa di San Francesco a Sarnano e presieduta dal parroco don Marcello Squarcia, protagonista anche sulle nostre frequenze con il suo rosario itinerante, la preghiera mariana che in questo mese di maggio contrassegnato dal Covid 19 ha toccato le vette dei sibillini, la terra dei Fioretti, il viaggio attraverso le aziende agricole e produttive del territorio e che si concluderà proprio all'interno del paese di Sarnano.

f.u.

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don Marcello Squarcia con Marica e Mauro Tidei

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don Marcello con Giovanni Gentili e i suoi bimbi

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L’emergenza Covid non ferma il “Meeting nazionale giornalisti cattolici e non”. La settima edizione dell’evento, infatti, si terrà sabato 23 maggio in modalità streaming e avrà una sessione particolare dedicata alle emergenze terremoto e Coronavirus, con la partecipazione di mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, di Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione del Vaticano, del cardinale Giuseppe Petrocchi della Diocesi di L'Aquila, dei vescovi Francesco Beschi (Bergamo), Francesco Massara (Camerino – San Severino), Domenico Pompili (Rieti).

Tavola

Una sessione che approfondirà il modo in cui la Chiesa è vicina al suo popolo e, quindi, come i pastori rispondono alle diverse crisi, ieri il terremoto, oggi il Coronavirus”.

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Un meeting che non si ferma neppure in tempi di emergenze. “Ogni anno il meeting si svolge dal vivo e si sviluppa su 3 giornate – conclude Simone Incicco – Quest’anno, pur con i restringimenti previsti per il Coronavirus, abbiamo deciso di non perdere la ricchezza del meeting e affronteremo le varie tematiche in modalità streaming sulle pagine facebbok e youtoube di Padre Pio tv e sul sito giornalisti oggi.it”. A fare gli onori di casa, virtualmente, saranno: il Vescovo della Diocesi di San Benedetto, Ripatransone e Montalto, mons. Carlo Bresciani e il Vescovo della Diocesi di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole.

F.U.

CANALI PER VEDERE LA DIRETTA:

YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=gCegAFlqh8o&feature=youtu.be&fbclid=IwAR1KM1OvOAg5jlFntAyQ4jRRLrVAcCjs5EWinZOHTCQs1L6hEFpD6Ozxm7U

YouTube: Padre Pio TV: www.youtube.com/user/padrepiotv

Web: www.giornalistioggi.it











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L'Arcivescovo Francesco Massara, ha nominato don Marco Gentilucci "parroco unico" delle tre parrocchie di San Venanzio, chiesa Cattedrale e Santa Maria in Via. 
L'annuncio è stato dato da Mons. Massara al termine della solenne liturgia da lui presieduta in occasione della Festività del Patrono di Camerino San Venanzio Martire.
"Un annuncio che darà continuità a quello che don Marco sta già facendo come guida della parrocchia di San Venanzio, ma che sicuramente darà un'impostazione nuova alla pastorale di questa città e  anche delle conseguenze dal punto di vista sociale - ha esordito Mons. Massara-. E' la chiesa che continua ad andare avanti".
L'Arcivescovo ha spiegato che a motivare la decisione, condivisa con tutti i sacerdoti e scaturita da attenta riflessione, è stata la profonda trasformazione che le  parrocchie  hanno subito a causa del sisma e l'età sempre più avanzata dei sacerdoti che finora le hanno amministrate.  Proprio nel giorno della festa del patrono e affidando la scelta alla sua protezione, Mons. Francesco Massara ha portato a conoscenza dei fedeli, le dimissioni di don Franco Gregori da parroco della chiesa Cattedrale a motivo dell'età raggiunta e la richiesta di don Mariano Ascenzo Blanchi di essere sollevato dall'incarico di parroco di Santa Maria in Via a causa dei sopraggiunti impegni in diocesi e delle sue condizioni di salute.
" E' necessario pensare al futuro, proponendo un cammino sempre più unitario di tutta la nostra Chiesa. Credo che in questo senso- ha continuato il Vescovo- la città di Camerino possa essere da esempio per un rinnovamento; sentiti e ascoltati i miei esperti collaboratori e non avendo la disponibilità di altri sacerdoti, per il bene di questa città e per il bene della Chiesa, ho ritenuto opportuno nominare don Marco Gentilucci come unico parroco e legale rappresentante delle parrocchie di Camerino che giuridicamente e amministrativamente rimarranno autonome. Don Marco sarà pienamente responsabile della gestione pastorale, giuridica e amministrativa delle tre parrocchie con l'aiuto di don Franco, di don Mariano e don Giancarlo Pesciotti e, con la collaborazione del diacono Ippolito Antonini".
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Dopo l'applauso gioioso della comunità dei fedeli,  l'Arcivescovo ha proseguito il suo discorso esprimendo la consapevolezza della novità che per la città di Camerino rappresenta l'unione delle tre unità pastorali, vista come  via necessaria per la cura pastorale delle parrocchie della diocesi nel prossimo futuro:  
"Sono certo che accoglierete questa mia decisione con disponibilità e fiducia e che collaborerete con il parroco e i sacerdoti. Se lavoreremo assieme e in collaborazione, sicuramente potremo offrire tanto di bello alle nostre comunità". Quindi la richiesta di pregare lo Spirito Santo affinchè guidi la chiesa verso l'unità, invocando l'intercessione della Vergine Santissima Santa Maria in Via e dei Santi patroni Venanzio e Ansovino. 
"E' una scelta necessaria per il bene di questa città- ha aggiunto Mons. Massara- e sono certo che tutti i sacerdoti, nonostante la loro età, sapranno collaborare con don Marco e, come hanno sempre fatto, anche con il Vescovo. A volte si possono avere anche delle divergenze ma ci siamo costantemente confrontati perchè il bene è quello della comunità tutta. Non siamo noi i padroni delle nostre chiese, ma è la comunità che cammina insieme ai suoi sacerdoti ; don Marco avrà tanto impegno ma gli chiedo di collaborare perchè la collaborazione ci aiuta a crescere. Guai a chi si ferma. Soli non si va da nessuna parte e, don Marco rappresenterà in questa città un punto di riferimento; questa stessa scelta potrà proporsi da modello innovativo. Una scelta di coraggio ma ho la certezza che sia stata illuminata dalla Madonna di Santa Maria in Via, da San Venanzio e da Sant'Ansovino. Sono certo che il nuovo parroco collaborerà con le autorità, con l'università e con le istituzioni cittadine, affinchè questo cammino comune verso il bene della città, possa aiutare ognuno di noi. Per don Marco è una responsabilità grande ma sono certo che la porterà bene perchè non sarà solo ma sarà accompagnato da ognuno di noi,dalla nostra preghiera, dalla vicinanza della nostra amicizia fraterna". 
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Affidate ad uno scritto, le parole attraverso le quali il parroco unico ha accolto con emozione la notizia dell'incarico: 
"Sarò vostro parroco, non per mia aspirazione ma perchè il Vescovo Francesco mi ha chiamato a questo compito e a questo servizio - ha affermato don Marco Gentilucci -. Accolgo questa missione con una certa trepidazione, sia perchè conosco i miei limiti, sia perchè, come comunità cristiana, stiamo attraversando un tempo difficile. Prima la ferita del terremoto, ancora aperta, ed ora questa emergenza sanitaria. Un tempo che ci ha chiesto di guardare a ciò che è essenziale.
Sono mosso dal desiderio di amare e seguire la comunità di Camerino, con la speranza che insieme potremo continuare l'opera che Dio ci affida. Oggi siamo chiamati a percorrere una via unica, superando la distanza e a volte anche qualche diffidenza, per costruire il futuro e anche per prendere coscienza di una realtà profondamente mutata negli ultimi anni. Penso alla crisi della Chiesa, ai tanti sacerdoti che sono in cielo e permettetemi di ricordare don Luigi, don Ferdinando e don Quinto, ai quali sono particolarmente legato e, insieme a loro, quanti con grandissima fede sono accanto a me e portano avanti il loro ministero nonostante l'età  e gli acciacchi.
Le vostre aspettative sono tante e anche diverse- ha proseguito don Marco - e mi chiedo continuamente: sarò in grado di rispondere ?
Trovo coraggio nell'aver constatato che dove non arriviamo con i nostri limiti inizia l'aiuto del Signore
che ha disposto i tempi e modi della mia presenza tra voi e per voi. Sarà Lui che porterà nutrimento secondo la sua volontà all'opera richiestami e, dove lo strumento è carente, sarà proprio Lui a provvedere. Scoprire la Sua volontà, riaprirsi ad una via di libertà che ci permetta di vedere il bello e il buono che c'è intorno a noi. Ho voluto anche simboleggiare graficamente questo nuovo percorso con il logo di questa unità pastorale; le tre chiese parrocchiali, Cattedrale, San Venanzio, Santa Maria in Via unite da un cerchio,che vuole essere un abbraccio e che indica chiaramente la via da seguire. Sono consapevole che non sarà facile e che ci vorrà tempo, ma già da ora confido nella vostra disponibilità di aiuto, per poter svolgere il mio servizio di parroco insieme a voi e far crescere sempre più questa nostra amata comunità. Aiutiamoci, impegnamoci a diventare dei discepoli di Cristo, scoprendo la bellezza e la sicurezza di averLo davanti a noi".
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Il neo parroco unico, ha poi annunciato che nei prossimi mesi presenterà le iniziative  e gli strumenti che verranno adottati per la nuova 'unità pastorale' invitando, secondo le indicazioni del Vescovo, a sapersi spendere per il bene di tutti. Infine, ha ringraziato i sacerdoti che con passione e autentica dedizione hanno servito le parrocchie in questi lugnhi anni, alcuni anche per decenni, e che oggi continuano ad aiutarlo e sostenerlo con una presenza importante, anche e soprattutto quale costante esempio di come si ama e si serve il Signore.
" Mi sostengano la nostra Santa Maria in via, Sant'Ansovino e San Venanzio che oggi celebriamo- ha concluso don Marco- Mi affido poi alla vostra preghiera e, umanamente, anche alla vostra simpatia, perchè possa aiutarmi a iniziare a portare questo mio servizio nella serenità. Pregate per me, come io prego per ciascuno di voi". 

C.C.     
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Un nuovo appuntamento questa domenica 17 maggio, VI domenica di Pasqua, con la messa di comunità trasmessa in diretta facebook sulla pagina de L'Appennino camerte. A presiedere la celebrazione dalla chiesa di Santa Caterina in Bavareto padre Mario Minicucci, parroco di Serravalle di Chienti. "Nell'ultima celebrazione festiva prima della riapertura delle chiese ai fedeli la comunità di Serravalle prosegue nell' di trasmettere tramite social la messa, iniziata nel giorno di Pasqua, allargata a tutta la diocesi grazie a L'Appennino camerte - così il sindaco Emiliano Nardi - Un mezzo che permette anche alla nostra comunità, composta in maggioranza da anziani, di restare unita in un momento drammatico a causa del Covid 19. Un grazie particolare, dunque, a padre Mario con il quale ho collaborato in questo periodo proprio per mantenre il contatto con la nostra comunità e ai cittadini di restare legati tra loro in attesa del ritorno alla normalità". L'appuntamento, dunque, è per questa domenica alle ore 10 per partecipare tramite la nostra pagina facebook alla messa di comunità.

f.u. 
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Maggio è il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna e alla preghiera del rosario. Un mese che l'emergenza Covid 19 ha reso ancora più particolare. Così dalla comunità di Sarnano e dal parroco don Marcello Squarcia è nata l'idea del rosario itinerante, un appuntamento settimanale inaugurato dalla recita del rosario nel meraviglioso sfondo delle pendici dei Sibillini.
"Un'idea innovativa - così don Marcello - perchè non vogliamo perdere le nostre radici non solo umane, storiche e culturali, ma anche religiose.

Così preghiamo il rosario in una forma breve, soltanto meditando due misteri, ma itinerante. Come prima tappa abbiamo scelto i Sibillini, i nostri monti: monte Ragnolo, i Piani di Montioli, Pizzo Meta fino ad aprire la visuale sul Monte Vettore. Preghiamo camminando in mezzo alla natura che in questo mese vede esplodere la primavera. La preghiera in questo ambiente, in questa libertà, in questa altezza ci avvicina maggiormente a Dio".
La preghiera del rosario itinerante potrà essere seguita ogni giovedì alle ore 22:00 sulle frequenze di RadioC1...inBlu.

f.u.



don marc

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don m
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Giovedì, 07 Maggio 2020 14:12

San Venanzio, celebrazioni con il popolo

L'annuncio che tanti cattolici attendevano è finalmente arrivato. Da lunedì 18 maggio sarà nuovamente possibile la celebrazione della messa con la presenza dei fedeli. E' stato, infatti, sottoscritto, il Protocollo, frutto di sinergia tra la Presidenza del Consiglio, la Conferenza Episcopale Italiana e il Comtitato Tecnico - Scientifico, che disciplina le misure sanitarie per permettere lo svolgimento delle celebrazioni con la presenza dei fedeli. Sarà, il prossimo 18 maggio, un giorno particolare per la città di Camerino e per l'intero territorio della diocesi, visto che la "riapertura" delle chiese coincide con la festa di San Venanzio.

"Questa è la cosa più bella - commenta mons. Mariano Blanchi, vicario generale della diocesi di Camerino - San Severino Marche - perchè pensavamo che la ripaertura avvenisse successivamente. Così il giorno della festa del patrono tutta la comunità diocesana sarà unita intorno a San Venanzio per celebrare anche questo evento che ci permetterà di ritornare a celebrare l'Eucaristia, che come dice il Concilio "costruisce la Chiesa", insieme alla nostra gente". Un lunghissimo periodo di "digiuno" che termina e che permetterà ai fedeli di tornare a pregare in comunità, sia pure con il rispetto rigoroso delle misure prescritte. "Speriamo - conclude don Mariano - che le persone non si siano ormai abituati alla messa in streaming che, pur utile in questo periodo di quarantena, non può assolutamente sostituire la partecipazione diretta. Celebrare l'Eucaristia, fare la Comunione, pregare e celbrare insieme il sacrificio del Signore Gesù non può essere sostituito da nulla".  

f.u.
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Potrebbe arrivare a breve il via libera da parte del governo per la ripresa delle messe con la partecipazione dei fedeli. La Camera dei Deputati, infatti, ha approvato un emendamento al decreto che inserisce la sospensione delle "cerimonie civili e religiose tra le attività che il governo può decidere per contrastare il coronavirus". L’emendamento aggiunge la previsione che il governo debba procedere anche "all'adozione di protocolli sanitari, adottati di intesa con la Chiesa cattolica e con le confessioni religiose diverse dalla cattolica, per la definizione delle misure necessarie ai fini dello svolgimento delle funzioni religiose in condizioni di sicurezza". Una soluzione criticata da Lega e Fratelli d’Italia, unici astenuti, che avrebbero voluto una data certa per la ripresa delle messe, che dunque avverrà soltanto una volta definiti i protocolli per la ripresa in sicurezza delle celebrazioni religiose. Continuano intanto le trattative tra Governo e Cei su una questione molto cari ai fedeli che per troppo tempo si sono visti privati della pratica del culto e della possibilità di vivere pienamente il senso della comunità. Un piccolo spiraglio di luce anche sulla possibilità di celebrare matrimoni, comunioni e cresime, bruscamente interrotta dal Covid 19.

f.u.



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Nuove norme per la celebrazione dei funerali a seguito del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri accolto dalla Conferenza Episcopale Italiana che, in conformità alla normativa sanitaria di contenimento del Coronavirus, ha specificato le misure da osservare nel dare l’ultimo saluti ai propri congiunti. Così la partecipazione alle esequie è limitata ai parenti stretti del defunto, massimo di 15, che dovranno sempre mantenere le distanze di sicurezza indossando la mascherina e, possibilmente, i guanti. Resta fermo il divieto di partecipazione al rito per coloro che abbiamo una temperatura corporea superiore ai 37,5 °C, presentino altri sintomi influenzali o abbiano avuto contatto con persone positive nei giorni precedenti. Inoltre, in caso di celebrazione delle esequie con la messa, al momento della distribuzione della Comunione dovranno essere evitati gli spostamenti e sarà il celebrante, munito mascherina, a recarsi ai posti dove i fedeli che vorranno ricevere l’Eucaristia attenderanno in piedi. Al termine del rito non sono consentiti cortei e assembramenti e il luogo della celebrazione, la chiesa, sarà regolarmente igienizzata e areata. “Queste procedure – dichiara l’arcivescovo Francesco Massara – sono già state comunicate ai sacerdoti e rese note ai fedeli mediante avviso affisso alle porte delle chiese. Ritengo sia una forma per essere più vicini alle persone nel momento tragico della morte di un proprio caro, nella speranza che a breve si possano riaprire le chiese, con tutte le accortezza necessarie, per le celebrazioni comunitarie sempre nel massimo rispetto e tutela della salute”.

f.u.
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Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

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Cellulare: 335.5367709

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L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
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