Coldiretti Marche, trebbiatura difficile ma la qualità è salva

scritto Martedì, 16 Luglio 2019
Una stagione da incubo per via del meteo ma la perizia degli agricoltori marchigiani ha salvato la qualità. A trebbiatura finita si iniziano a tirare le somme nelle campagne delle Marche, terza regione cerealicola d’Italia per quanto riguarda il grano duro.
"La stima di qualche giorno fa - si legge in una nota della Coldiretti - , che vedeva un calo medio tra il 5 e il 10% della produzione dovrebbe essere rispettata ma la situazione in regione è totalmente disomogenea, sulla base di quanto conferito dagli agricoltori ai Consorzi agrari. Si passa da zone di pianura dove si è registrata una buona resa, a campi in collina che più hanno subito l’andamento scostante del clima con i primi mesi privi di piogge, un maggio freddo e piovoso e il torrido giugno. La tromba d’aria che la scorsa settimana ha attraversato la regione è arrivata quando il più era fatto. Nelle aree più vicine alla costa la trebbiatura era già conclusa. In quelle collinari, dove le operazioni erano agli sgoccioli, la forza degli elementi è stata meno distruttiva".
Poi la dichiarazione della presidente di Coldiretti Marche: “Il grano marchigiano continua a rappresentare un'eccellenza agricola del nostro territorio – commenta Maria Letizia Gardoni - . Nonostante i disagi e i danni subiti dalle ripetute ondate di maltempo, la trebbiatura è andata a buon fine non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi con un'ottima percentuale di proteina. La tecnica e la capacità produttiva dei nostri imprenditori, legate ai contratti di filiera e al recupero di antiche varietà, fanno del frumento un comparto economico di indiscusso rilievo per una regione come la nostra da sempre riconosciuta come culla dell'attività cerealicola”.
Le Marche dovrebbero mantenere la terza piazza d’Italia come produzione di grano duro, dietro a Puglia e Sicilia. Le province che vantano la produzione maggiore sono Ancona e Macerata. Secondo un’elaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat rappresentano, con oltre 3,5 milioni di quintali, quasi l’80% del totale regionale. Bene l’orzo sia per produzione che per qualità: si stima una produzione in aumento tra il 5 e il 10%. Bene anche il grano tenero.
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