"Resto in montagna". La proposta del sindaco Falcucci

Domenica, 12 Gennaio 2020 13:42 | Letto 2500 volte   Clicca per ascolare il testo "Resto in montagna". La proposta del sindaco Falcucci “ Mi aspetto che si possa voltare pagina”. Si apre con questa speranza il nuovo anno di Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, piccolo comune dell’entroterra montano con oltre il 96 per cento di case inagibili e una popolazione attuale di circa 150 persone residenti nelle casette. “ Mi aspetto quello che non è successo lanno scorso. Sono certo che le mie aspettative sono quelle di tutti, dei miei colleghi e dell’intera popolazione terremotata. E se ricominciamo così, non ci siamo per niente: non ci si può dimenticare di un aspetto normativo che blocca anche i siti temporanei delle macerie: questa è cosa molto grave che non può che suscitare amarezza perché denota disattenzione, per non dire incompetenza. Se cè un aspetto tecnico da sanare, non si deve aspettare il 10 gennaio per dire che di nuovo bisogna mettere nel decreto la norma per consentire di rimuovere le macerie. Già solo questo - continua il sindaco- ci fa capire che non ci siamo proprio. Quello che ci aspettavamo non è avvenuto e, ancora una volta, dobbiamo affidarci alla speranza che qualcosa di pratico succeda; diversamente, davvero bisognerà intraprendere la strada di qualche iniziativa forte”. Tra le questioni sul piatto c’è anche quella del mandato del Commissario straordinario scaduto lo scorso 31 dicembre, del quale i sindaci del cratere  non vogliono la semplice ‘prorogatio’, evidenziando anche la limitatezza di poteri che impedisce unoperatività concreta e immediata, su situazioni ancora di emergenza. “ Noi- sottolinea Falcucci- vogliamo un Commissario “straordinario” e non un Commissario “ordinario”; ben venga se poi “straordinario” significa avere gli stessi poteri che hanno avuto per i disastri il sindaco di Genova , il presidente Zaia per il Veneto, o comunque l’operatività che altri presidenti hanno avuto per analoghe situazioni di emergenza. Quanto al nome- prosegue Falcucci- non sta a me sceglierlo: non ho nulla da eccepire, né a favore, né contro, perché ognuno si assume poi le sue responsabilità; da sindaco e da amministratore, insieme a tanti miei colleghi, ho tuttavia la necessità che la sua figura sia di un Commissario straordinario che effettui iniziative straordinarie per un evento straordinario che dura ormai da 4 anni e, non è un gioco. Quello che manca e continua a mancare in questo nostro Paese- rimarca il sindaco di Castelsantangelo-  è il buon senso nel sapere affrontare le emergenze. La verità è che tutti sono daccordo a parole, ma con i fatti ci stanno portando in giro tutti, nessuno escluso. Quando uno fa l’amministratore ed è destinatario di iniziative, la responsabilità è di tutti e non in percentuale e, se tutti sono d’accordo e nessuno fa, qualcosa non funziona. E’ da anni che aspettiamo di capire se vi sia volontà o meno di sostenere e ripopolare la montagna, perché se esiste davvero questo obiettivo, debbono essere necessariamente messe in atto le misure conseguenti. Allora, quello che auguro al mio comune e a tutte le altre popolazioni terremotate, è che ci sia una prospettiva e, anziché calare in montagna una iniziativa come “Resto al sud”, propongo di fare per analogia una norma nazionale che si chiami “Resto in montagna” e che non preveda privilegi di sorta, ma sia applicabile a tutta la montagna italiana, dal Piemonte alla Sicilia. All’interno di questo pacchetto di misure, mettiamoci norme di buon senso che servano a far rinascere una montagna vera e che, laddove la montagna viene ad essere colpita da una malattia, oltre ad una terapia adeguata, consentano anche misure di riabilitazione. Se si vuole far rinascere la montagna –rimarca Falcucci- la mia proposta è per un’esenzione fiscale che consenta per 20-30 anni di ripartire, altrimenti, altre iniziative come il Resto al sud, a noi poco servono. Facciamo un “Resto in montagna” e, anziché continuare ad assistere al fenomeno di chi se ne va in Tunisia e Portogallo per percepire il doppio della pensione, mettiamo in piedi una misura che ai pensionati che  portino la residenza in montagna per i prossimi 10 anni, consenta di non pagare lIrpef e l’Imu. Nel contempo- precisa il primo cittadino- è chiaro che dobbiamo comunque essere attenti a dare e garantire servizi socio-assistenziali che siano almeno allaltezza di salvare la vita delle persone. Ai giovani che decidano di abitare in montagna non facciamo pagare l’Irpef e magari la scontiamo sugli affitti: parliamo di una misura per poche migliaia di persone e che al bilancio dello Stato fa ridere ma che porterebbe vantaggio a una montagna in questo momento drammaticamente colpita.  Di certo è un tipo di misura che dovrà essere ristretta a quelle realtà che stanno soffrendo da tempo lo spopolamento e che adesso, lo hanno elevato allennesima potenza e si stanno veramente desertificando. Credo che tutto questo, si chiami semplicemente buon senso”.C.C.
“ Mi aspetto che si possa voltare pagina”. Si apre con questa speranza il nuovo anno di Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, piccolo comune dell’entroterra montano con oltre il 96 per cento di case inagibili e una popolazione attuale di circa 150 persone residenti nelle casette.
Mi aspetto quello che non è successo l'anno scorso. Sono certo che le mie aspettative sono quelle di tutti, dei miei colleghi e dell’intera popolazione terremotata. E se ricominciamo così, non ci siamo per niente: non ci si può dimenticare di un aspetto normativo che blocca anche i siti temporanei delle macerie: questa è cosa molto grave che non può che suscitare amarezza perché denota disattenzione, per non dire incompetenza. Se c'è un aspetto tecnico da sanare, non si deve aspettare il 10 gennaio per dire che di nuovo bisogna mettere nel decreto la norma per consentire di rimuovere le macerie. Già solo questo - continua il sindaco- ci fa capire che non ci siamo proprio. Quello che ci aspettavamo non è avvenuto e, ancora una volta, dobbiamo affidarci alla speranza che qualcosa di pratico succeda; diversamente, davvero bisognerà intraprendere la strada di qualche iniziativa forte”.
il sindaco Falcucci
Tra le questioni sul piatto c’è anche quella del mandato del Commissario straordinario scaduto lo scorso 31 dicembre, del quale i sindaci del cratere  non vogliono la semplice ‘prorogatio’, evidenziando anche la limitatezza di poteri che impedisce un'operatività concreta e immediata, su situazioni ancora di emergenza.
“ Noi- sottolinea Falcucci- vogliamo un Commissario “straordinario” e non un Commissario “ordinario”; ben venga se poi “straordinario” significa avere gli stessi poteri che hanno avuto per i disastri il sindaco di Genova , il presidente Zaia per il Veneto, o comunque l’operatività che altri presidenti hanno avuto per analoghe situazioni di emergenza. Quanto al nome- prosegue Falcucci- non sta a me sceglierlo: non ho nulla da eccepire, né a favore, né contro, perché ognuno si assume poi le sue responsabilità; da sindaco e da amministratore, insieme a tanti miei colleghi, ho tuttavia la necessità che la sua figura sia di un Commissario straordinario che effettui iniziative straordinarie per un evento straordinario che dura ormai da 4 anni e, non è un gioco.
Quello che manca e continua a mancare in questo nostro Paese- rimarca il sindaco di Castelsantangelo-  è il buon senso nel sapere affrontare le emergenze. La verità è che tutti sono d'accordo a parole, ma con i fatti ci stanno portando in giro tutti, nessuno escluso. Quando uno fa l’amministratore ed è destinatario di iniziative, la responsabilità è di tutti e non in percentuale e, se tutti sono d’accordo e nessuno fa, qualcosa non funziona. E’ da anni che aspettiamo di capire se vi sia volontà o meno di sostenere e ripopolare la montagna, perché se esiste davvero questo obiettivo, debbono essere necessariamente messe in atto le misure conseguenti. Allora, quello che auguro al mio comune e a tutte le altre popolazioni terremotate, è che ci sia una prospettiva e, anziché calare in montagna una iniziativa come “Resto al sud”, propongo di fare per analogia una norma nazionale che si chiami “Resto in montagna” e che non preveda privilegi di sorta, ma sia applicabile a tutta la montagna italiana, dal Piemonte alla Sicilia. All’interno di questo pacchetto di misure, mettiamoci norme di buon senso che servano a far rinascere una montagna vera e che, laddove la montagna viene ad essere colpita da una malattia, oltre ad una terapia adeguata, consentano anche misure di riabilitazione.
Se si vuole far rinascere la montagna –rimarca Falcucci- la mia proposta è per un’esenzione fiscale che consenta per 20-30 anni di ripartire, altrimenti, altre iniziative come il Resto al sud, a noi poco servono. Facciamo un “Resto in montagna” e, anziché continuare ad assistere al fenomeno di chi se ne va in Tunisia e Portogallo per percepire il doppio della pensione, mettiamo in piedi una misura che ai pensionati che  portino la residenza in montagna per i prossimi 10 anni, consenta di non pagare l'Irpef e l’Imu. Nel contempo- precisa il primo cittadino- è chiaro che dobbiamo comunque essere attenti a dare e garantire servizi socio-assistenziali che siano almeno all'altezza di salvare la vita delle persone. Ai giovani che decidano di abitare in montagna non facciamo pagare l’Irpef e magari la scontiamo sugli affitti: parliamo di una misura per poche migliaia di persone e che al bilancio dello Stato fa ridere ma che porterebbe vantaggio a una montagna in questo momento drammaticamente colpita. 
Di certo è un tipo di misura che dovrà essere ristretta a quelle realtà che stanno soffrendo da tempo lo spopolamento e che adesso, lo hanno elevato all'ennesima potenza e si stanno veramente desertificando. Credo che tutto questo, si chiami semplicemente buon senso”.
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