Lo scorso novembre l'amministrazione comunale di Pievebovigliana ha aderito all'associazione UTEAM – Università della Terza Età dell'Alto Maceratese. L'UTEAM ha sede a San Severino Marche e da venti anni opera nell'alto maceratese con lo scopo di promuovere la formazione permanente di tutti gli individui, valorizzare le relazioni sociali e recuperare i valori umani della cultura e della conoscenza. L'attività dell'UTEAM si rivolge, pertanto, non solo agli over65 ma a tutti coloro che non hanno perso la curiosità di sapere, il desiderio di apprendere e la voglia di stare insieme ad altre persone, con le quali condividere momenti di crescita e di convivialità. In questa prospettiva, è stato avviato un progetto particolarmente sfidante per un piccolo paese di 895 anime come Pievebovigliana: aprire ed animare una sede UTEAM locale. “Ho conosciuto la realtà UTEAM lo scorso luglio e ne ho compreso immediatamente la rilevanza e l'utilità sociale – ci racconta Annalisa Sentuti, coordinatrice della sede locale dell'UTEAM e assessore del Comune di Pievebovigliana –. Ho accettato l'incarico di coordinare la nostra sede locale, affiancata da mio marito Aquilino Calce. Il presidente Adriano Vissani e la direttrice Anna Vissani mi hanno subito coinvolto e l'insostituibile segretaria Liana mi ha supportato in tutti gli aspetti pratici. Li ringrazio moltissimo, per il sostegno, la disponibilità e l'incoraggiamento che ci hanno dato. Abbiamo iniziato con una serie di incontri con la popolazione per comprendere quali potevano essere gli interessi dei nostri cittadini, quindi abbiamo messo a punto una prima offerta formativa e siamo partiti. All'inizio abbiamo attivato tre corsi: informatica, inglese e yoga, poi abbiamo avviato il corso di disegno e pittura e quello di psicologia. A breve partirà il corso di cucina e forse riusciremo ad avviare anche quello di cucito. Abbiamo superato i 50 iscritti e tuttora ci sono persone che chiedono di iscriversi! I nostri studenti hanno un'età compresa tra i 20 e gli 80 anni, la maggior parte sono residenti a Pievebovigliana ma abbiamo anche persone che vengono da Pievetorina, Muccia e Fiastra. Per ogni corso abbiamo docenti molto competenti, alcuni giovanissimi altri di grande esperienza, che hanno accettato di mettersi in gioco in questo contesto formativo “alternativo”. Considero questo primo anno accademico come un grande esperimento, per comprendere la fattibilità delle idee, mettere a punto l'organizzazione, le questioni pratiche, comprendere i punti di forza e i punti di debolezza di un progetto che coinvolge non solo il comune, ma anche la pro-loco, la scuola, le strutture ricettive ed altri interlocutori. Tirare le fila non è semplice, soprattutto all'inizio, quando tutto è da concepire e da mettere a punto, ma da qualche parte bisogna pur cominciare! Ora siamo a metà anno accademico ed iniziamo a fare un primo bilancio, stiamo cercando di risolvere le questioni organizzative e di mettere a punto altre idee per arricchire ulteriormente l'offerta culturale e formativa della nostra sede. La popolazione ha risposto molto bene all'iniziativa e questo ci dà lo stimolo per andare avanti e per iniziare già a pensare al prossimo anno, per ripartire con nuovi corsi, altre attività, tanto entusiasmo ed immutato impegno”.