Francioni: "Coldiretti contro i cinghiali"

Venerdì, 08 Luglio 2016 08:00 | Letto 2189 volte   Clicca per ascolare il testo Francioni: "Coldiretti contro i cinghiali" E da alcuni mesi operativo, nella zona Sarnano – San Ginesio, il nuovo segretario zonale di Coldiretti Federico Francioni. Lei sta operando in un territorio ricco di verde. Quale la situazione? Sto scoprendo un territorio davvero bellissimo, che conoscevo poco. La situazione è abbastanza complessa per via di alcuni svantaggi. Alcuni sono legati alla conformazione del territorio, che non è di semplice coltivazione, altri invece riguardano problemi diversi che si potrebbero e dovrebbero risolvere immediatamente. Ne cito uno a caso: il problema dei cinghiali. Si tratta, almeno sembra, di una vera e propria calamità visto che i cinghiali distruggono gran parte delle colture presenti. Al riguardo cosa si può fare? Da ciò che mi risulta con questo animale sono stati fatti in passato degli errori sostanzialmente legati anche alla specie di cinghiale presente nelle nostre zone, con mamme che hanno anche fino a 10 figli. Una specie, questa, che 30 anni fa da noi non esisteva. Da qui, dunque, una popolazione che aumenta e un controllo che forse per alcuni aspetti è stato un po’ carente. Tutto ciò sta portando le aziende agricole a subire ingenti danni che poi, per assurdo, non sono nemmeno rimborsati dalla regione. Per questo Coldiretti ha in programma una manifestazione, il prossimo 18 luglio, che potrebbe avere effetti pesanti. Inoltre, come segnalano alcuni soci, anche da parte dell’ente provincia cè una presa di posizione troppo leggera in rapporto alla gravità del problema. Come ufficio di zona abbiamo chiesto alla provincia la possibilità di autorizzare nei diversi comuni almeno 30 battute di caccia per la selezione dei cinghiali. Purtroppo, però, la richiesta non ha avuto lesito sperato, visto che la stessa ha trovato opposizione da parte di alcuni influenti cittadini sarnanesi. Danni che non vengono rimborsati. Oltre il danno anche la beffa? Per assurdo sembrerebbe di sì. Da segretario di zona di questo territorio, ma ancor prima come cittadino vorrei non arrivare a parlare di rimborso. Mi sembra assurdo che, con tutti i problemi che esistono legati al prezzo dei cereali, agli andamenti climatici ecc., un agricoltore non possa utilizzare la propria azienda per coltivare quello che ritiene più opportuno e redditizio, ma debba coltivare quello che il cinghiale non mangia. Il paradosso è che nella zona ci sono molti allevamenti, ma gli agricoltori non possono produrre il mais necessario.     Lincontro con il segretario Francioni è occasione per conoscere anche alcune nuove norme che riguardano principalmente lautorizzazione alla guida dei mezzi agricoli, in particolare i trattori. Cosa cambia? Dal prossimo anno (2017) è necessaria unabilitazione per poter guidare il trattore. Come Coldiretti abbiamo cercato una soluzione alternativa per coloro che da anni guidano i propri mezzi su territorio che conoscono. Purtroppo, però, ad oggi questa soluzione non è possibile e, di conseguenza, ci sarà lobbligatorietà per tutti dellabilitazione alla guida. Un aspetto che comporterà maggiori oneri per gli agricoltori, anche se non bisogna dimenticare mai laspetto della sicurezza. Quindi i soldi ed il tempo spesi per mettere in sicurezza gli operatori sono sicuramente spesi bene.

E' da alcuni mesi operativo, nella zona Sarnano – San Ginesio, il nuovo segretario zonale di Coldiretti Federico Francioni.

Lei sta operando in un territorio ricco di verde. Quale la situazione?

Sto scoprendo un territorio davvero bellissimo, che conoscevo poco. La situazione è abbastanza complessa per via di alcuni svantaggi. Alcuni sono legati alla conformazione del territorio, che non è di semplice coltivazione, altri invece riguardano problemi diversi che si potrebbero e dovrebbero risolvere immediatamente. Ne cito uno a caso: il problema dei cinghiali.

Si tratta, almeno sembra, di una vera e propria calamità visto che i cinghiali distruggono gran parte delle colture presenti. Al riguardo cosa si può fare?

Da ciò che mi risulta con questo animale sono stati fatti in passato degli errori sostanzialmente legati anche alla specie di cinghiale presente nelle nostre zone, con mamme che hanno anche fino a 10 figli. Una specie, questa, che 30 anni fa da noi non esisteva. Da qui, dunque, una popolazione che aumenta e un controllo che forse per alcuni aspetti è stato un po’ carente. Tutto ciò sta portando le aziende agricole a subire ingenti danni che poi, per assurdo, non sono nemmeno rimborsati dalla regione. Per questo Coldiretti ha in programma una manifestazione, il prossimo 18 luglio, che potrebbe avere effetti pesanti. Inoltre, come segnalano alcuni soci, anche da parte dell’ente provincia c'è una presa di posizione troppo leggera in rapporto alla gravità del problema. Come ufficio di zona abbiamo chiesto alla provincia la possibilità di autorizzare nei diversi comuni almeno 30 battute di caccia per la selezione dei cinghiali. Purtroppo, però, la richiesta non ha avuto l'esito sperato, visto che la stessa ha trovato opposizione da parte di alcuni influenti cittadini sarnanesi.

Danni che non vengono rimborsati. Oltre il danno anche la beffa?

Per assurdo sembrerebbe di sì. Da segretario di zona di questo territorio, ma ancor prima come cittadino vorrei non arrivare a parlare di rimborso. Mi sembra assurdo che, con tutti i problemi che esistono legati al prezzo dei cereali, agli andamenti climatici ecc., un agricoltore non possa utilizzare la propria azienda per coltivare quello che ritiene più opportuno e redditizio, ma debba coltivare quello che il cinghiale non mangia. Il paradosso è che nella zona ci sono molti allevamenti, ma gli agricoltori non possono produrre il mais necessario.

 

branco cinghiali

 

L'incontro con il segretario Francioni è occasione per conoscere anche alcune nuove norme che riguardano principalmente l'autorizzazione alla guida dei mezzi agricoli, in particolare i trattori. Cosa cambia?

Dal prossimo anno (2017) è necessaria un'abilitazione per poter guidare il trattore. Come Coldiretti abbiamo cercato una soluzione alternativa per coloro che da anni guidano i propri mezzi su territorio che conoscono. Purtroppo, però, ad oggi questa soluzione non è possibile e, di conseguenza, ci sarà l'obbligatorietà per tutti dell'abilitazione alla guida. Un aspetto che comporterà maggiori oneri per gli agricoltori, anche se non bisogna dimenticare mai l'aspetto della sicurezza. Quindi i soldi ed il tempo spesi per mettere in sicurezza gli operatori sono sicuramente spesi bene.

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