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Notizie di politica nelle Marche
Una situazione delicata, secondo il portavoce al Senato del Movimento 5 Stelle, Sergio Romagnoli, che interviene sulla crisi di Governo e sulle dimissioni di Giuseppe Conte.

"La situazione è delicata - dice - . Io la trovo assurda perchè dopo un anno e due mesi buttare tutto all'aria in questo modo è illogico sotto ogni punto di vista. Un tradimento così c'era da aspettarselo - ammette facendo riferimento alla Lega - . Sono andati contro gli interessi dell'Italia e degli italiani. Domani e venerdì ci saranno le audizioni dal presidente Segio Mattarella poi sarà lui che deciderà come muoversi. Noi siamo a disposizione - dice - . La situazione che si è creata ha messo in difficoltà tutti. Stavamo facendo cose interessanti e anche difficili dal momento che eravamo e siamo due forze molto diverse. Abbiamo fatto cose anche controvoglia ma siamo andati avanti perchè abbiamo pensato a dare una svolta a questa Italia, ottenendo anche risultati concreti sotto gli occhi di tutti".

Poi uno sguardo al territorio colpito dal sisma: "Ora è tutto sospeso - dice Romagnoli - e questa situazione è abbastanza grave perchè siamo a rischio di aumento dell'Iva, di stoppare i decreti che sarebbero andati in vigore. Stiamo cercando di dare una risposta immediata a questa situazione. La cosa positiva di tutto questo è che dal dibattito di ieri in Aula e dagli interventi di ieri dei rappresentanti del Movimento e di Giuseppe Conte è emerso che siamo un gruppo coeso e garante di quello che sono le mosse politiche oneste. La Lega ha deciso di comportarsi come partito di sistema, ora vedremo se qualcuno accetterà di portare avanti i punti di Governo. Di certo la nostra attenzione è per il nostro territorio. Bisogna capire cosa fare perchè andare alle votazioni subito significa bloccare il Paese per sei mesi".

GS
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Se da un lato il commissario straordinario alla ricostruzione, Piero Farabollini, sostiene che la legge 189 affida alle Regioni la ricostruzione, dall'altro, l'assessore regionale, Angelo Sciapichetti, commenta in altra maniera le decisioni del Governo uscente sulla ricostruzione.
"In realtà - dice Sciapichetti - il Governo uscente ha fatto l'esatto contrario di affidare alle Regioni la ricostruzione. Ha voluto accentrare attorno ad esso ogni decisione, tagliando fuori le Regioni in tutti i modi. Cosa che noi abbiamo contesto fin dall'inizio. Se ora si inverte la rotta e si dice che le Regioni, insieme ai Comuni, potranno prendere in mano la ricostruzione questa è una buona notizia. Speriamo che si faccia e speriamo che si vada nella direzione di una semplificazione che abbiamo chiesto dal 24 agosto 2016 e che i Governi che si sono succeduti non hanno mai voluto prendere in considerazione. L'ultimo Governo aveva promesso semplificazioni, testi unici, promesse che non hanno mantenuto e per questo la ricostruzione ancora oggi è al palo".

Poi la questione della crisi di Governo e delle eventuali conseguenze per i terremotati: "Vedremo nei prossimi giorni se ci saranno le elezioni - dice - , comunque credo che il discorso della ricostruzione debba andare avanti lo stesso. Nell'ultimo anno, in realtà, poco hanno fatto rispetto alle promesse fatte. Speriamo che presto si possano dare risposte concrete a tutti coloro che attendono di tornare a casa il prima possibile".

GS
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"Nel futuro che la Lega immaginava per l'Italia non c'erano spazi per tentennamenti".
Così il senatore del Carroccio, Giuliano Pazzaglini, commenta le evoluzioni della crisi di Governo culminata ieri pomeriggio con il lungo dibattito nell'Aula del Senato.
"Negli ultimi tempi  commenta - è stato dimostrato che far crescere il consenso per la Lega e Matteo Salvini corrispondeva maggior ritrosia da parte dei nostri contraenti sulle cose da fare, che si trattasse delle opere pubbliche o di altri provvedimenti.
A mio avviso, è indicativo il fatto che il Ministero dei trasporti e delle infrastrutture non ha speso il 60% della disponibilità assegnata per il 2018. La storia ci insegna che il modo migliore per uscire da una crisi economica è investirte nelle opere pubbliche che sono fondamentali per il sostegno dell'economia e se il Ministero non lo fa dimostra che quando Conte accusa Salvini di utilizzare pretesti per la sfiducia è lui che nasconde la verità e questo atteggiamento di chiusura lo riscontriamo nel sisma.
Noi - dice in merito alle zone terremotate - come Parlamenrto abbiamo fatto molto, abbiamo rimosso ostacoli che rendevano impossibile ricostruire, approvato oltre 60 provvedimenti a favore dei terremotati ma non me ne sono mai dichiarato soiddisfatto perchè ci abbiamo messo un anno ad approvare quello che avremmo potuto approvare in un mese e per il sisma non abbiamo nemmeno finito.
Serviva una svolta, Salvini l'aveva individuata con una manovra finanziaria da 50 miliardi: metà dei quali per scongiurare le clausole salvaguardia e l'altra metà per ridurre le tasse e realizzare opere pubbliche. L'altra parte del Governo riteneva prioritario assecondare i dictat dell'Europa e contenere il deficit. Qui si è aperto uno scontro che non è stato più possibile sanare.
Salvini ha detto ieri che se la volontà fosse stataancora quella di adottare una manovra coraggiosa, noi la fiducia l'avremmo data, ma se non è questa la volontà allora noi non ci siamo. il Paese che vorremmo - conclude - richiede che le cose vadano fatte subito".

GS
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Se la crisi di Governo e le dimissioni di Giuseppe Conte fanno stare in apprensione l'intero Paese, la preoccupazione è ancora più forte nel cuore dell'italia, dove da tre anni i terremotati attendono risposte, assistendo inermi alle vicissitudini politiche.
Cosa succederà al commissario straordinario alla ricostruzione e, quindi, ai terremotati, lo abbiamo chiesto proprio a Piero Farabollini: "La questione va posta su due piani differenti - spiega - perchè il commissario è nominato dal presidente del Consiglio dei Ministri e quindi di stretta dipendenza a quello che sarà il prossimo presidente.
Il mio mandato scade a fine anno - dice - , bisognerà aspettare le elezioni o la nuova nomina per vedere quale sarà il futuro del commissario.
Per i terremotati - aggiunge - la situazioni è differente perchè, con la legge 189 che ha delegato tutte le funzioni alle Regioni e ai vice commissari, la ricostruzione è in mano alle Regioni, quindi  i terremotati saranno seguiti dalla struttura commissariale ma gestiti dai vice commissari come sta succedendo ora.
Io sarei dell'idea di dire ai terremotati che si sta facendo tutto, non preoccpatevi perchè non sarete abbandonati. Ci sono norme che andranno a sanare piccole storture della normaitiva ma il progetto della ricostruzione può tranquillamente andare avavnti".

GS
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Mercoledì, 21 Agosto 2019 09:35

Regionali, la posizione di Gianluca Pasqui

Non conferma e non smentisce, l'ex sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, sule indiscrezioni che lo vedrebbero in corsa per le prossime elezioni Regionali. "E' un momento prematuro - dice - per conferme e smentite. Di sicuro, dove ci dovesse essere un programma che guarda al futuro e alla ricostruzione io potrei prendere seriamente in esame una mia candidatura.
Sarebbe una candidatura del territorio, condivisa quindi con tutto il territorio, per guardare a tutta la Provincia.
Ho sentito anche io indiscrezioni che mi vedono come presunto candidato - prosegue - , ma ad oggi rimango sul presunto perchè non ci sono certezze, non ci sono liste costituite.
Non ho avuto contatti con partiti se non per parlare del discorso legato alla ricostruzione. Come tutti sanno sono di Centro Destra, sono sempre stato un tesserato di Forza Italia fino a cinque anni fa quando, diventando sindaco, dissi pubblicamente che avrei lasciato la tessera nel casetto. Se questa indiscrezione dovesse concretizzarsi, la mia sarà una candidatura all'interno del Centro Destra che mi ha visto sempre essere una persona attenta e attiva a quelli che sono gli ideali di questa coalizione".

GS
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E' stato nominato dalla Prefettura di Macerata venerdì scorso il commissario che si occuperà del Comune di Ussita dopo le dimissioni del primo cittadino Vincenzo Marini Marini.
Si chiama Giuseppe Fraticelli ed era già stato vice commissario del Comune di Montefano lo scorso anno.
Per Ussita non è la prima volta che le redini del Comune vengono prese in mano da un commissario prefettizio.
Già prima delle elezioni amministrative del maggio scorso, infatti, il paese venne commissariato a seguito delle dimissioni dell'allora sindaco Marco Rinaldi.
Dovrebbe essere previsto per domani l'insediamento del nuovo commissario.

GS
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Un mese di agosto assai rovente quello di quest’anno, e non solo per le temperature torride.  Nel 2019 ricorre il centesimo anno dalla nascita del Partito Popolare, 60 anni dalla morte di don Sturzo, e proprio negli ultimi giorni il viceministro Matteo Salvini ha deciso di farla finita con il governo giallo-verde e di sfiduciare il presidente del consiglio Conte.

Il dibattito è nel suo pieno, e da alcuni esponenti politici sta arrivando l’appello “agli uomini di buona volontà”. Angelo Sciapichetti, assessore regionale, ha espresso la sua opinione ai microfoni di Radio C1: “La crisi del sistema politico dura ormai da tanti anni, questa transizione che non è mai superata e la crisi dell’attuale governo dimostra che c’è bisogno in questo momento di un richiamo agli uomini a cui si riferiva Sturzo perché questo Paese va salvato. Chi viene da una cultura cattolico-democratica credo che debbano tutti ritrovarsi e trovare una sintesi”. L’unità dei cattolici, secondo Sciapichetti, è impensabile da quando è finita la democrazia cristiana e l’epoca storica attuale fa sì che i tentativi di ricostruire un partito come quello della DC “sono stati già fatti e sono tutti falliti. Penso che noi cattolici dobbiamo essere il lievito per dar vita, negli schieramenti in cui ci siamo divisi, a dei programmi che propongano la centralità dell’uomo. Se poi a livello politico riuscissimo a trovare una sintesi relativamente ad alcune questioni programmatiche - aggiunge - potremmo anche trovare il modo di governare insieme le amministrazioni locali, cosa che sta avvenendo già in molti casi, ma anche a livello regionale e nazionale. Questo Paese ha bisogno di essere governato”.

Mancano dei punti fermi e Sciapichetti li individua nella mancanza di guide a livello nazionale e internazionale. “Per quanto riguarda l'ambiente ad esempio, il punto di riferimento mondiale è stato Papa Francesco con la sua enciclica Laudato Sii, che ha richiamato l’attenzione di tutti e ha cambiato anche il modo di fare e vedere di molti cittadini nei confronti del creato. Purtroppo - sottolinea - mancano i leader che non si costruiscono in laboratorio ma si formano sul campo e purtroppo oggi manca anche quella formazione che fino a poco tempo fa aveva plasmato tanti amministratori”.

A tutto questo si aggiunge anche la mancanza delle famiglie. I giovani fanno sempre più difficoltà ad unirsi in matrimonio, a formare una propria famiglia. E questo non per mancanza di volontà ma per mancanza, molto spesso, di mezzi: “Le famiglie sono in crisi da tanto tempo nonostante i governi che si sono succeduti negli ultimi anni ci hanno messo buona volontà per creare delle politiche favorevoli. La crisi delle nascite fa sì che il nostro Paese sia a crescita zero, senza futuro e di questo i governanti se ne devono far carico con politiche adeguate. Purtroppo - conclude - ci si divide su quale debba essere la famiglia e quindi sono sempre gli slogan che prevalgono sui fatti e finché sarà così non faremo passi in avanti”.

g.g.
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Martedì, 13 Agosto 2019 21:35

Aato3, le precisazioni di Falcucci

“Ho letto la ‘reazione scomposta‘ di Gentilucci che, dopo non aver mai preso la parola nelle oltre tre ore di Assemblea dell’Aato, finalmente esterna parzialmente il suo pensiero. Perché non ci spiega come mai la candidatura di Fiuminata è nata nelle segrete stanze tanto che né il Sindaco di Camerino e Muccia (due dei cinque Comuni dell’Unione Montana di Camerino), né i colleghi di Valfornace, Monte Cavallo, Tolentino, Cingoli e molti altri, nulla sapevano del presunto accordo di una parte della montagna?”. È il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci che torna sulla questione della nomina del nuovo direttivo dell’Aato3. Lui era candidato per la vicepresidenza ma alla Fine l’assemblea ha trovato la convergenza su Paolo Stella, assessore di Fiuminata, nome che è stato condiviso anche dallo stesso Gentilucci dopo alcune riunioni con gli altri presidenti delle Unioni Montane di cui molti sindaci non erano a conoscenza. 
“Gentilucci dimentica - afferma Falcucci - o forse preferisce omettere o meglio non far sapere, che la mozione a cui si riferisce è stata unanimemente condivisa nelle precedenti riunioni del Comitato ristretto e che il sottoscritto è intervenuto in assemblea raccontando come sono andate le “trattative” senza che nessuno, tantomeno lui, avesse preso la parola per correggere o sconfessare le mie affermazioni. Ci spieghi come mai della candidatura di Fiuminata non sapevano nulla né il Sindaco di Camerino e Muccia (due dei cinque Comuni dell’Unione Montana di Camerino), né i colleghi di Valfornace, Monte Cavallo, Tolentino, Cingoli e molti altri?”.
Gentilucci aveva accusato Falcucci di essere anche un esempio di “vecchia politica” legata alle poltrone ma il sindaco non ci sta: “nella realtà ciò che è successo è frutto di accordi nascosti riconducibili alla vecchia politica ma soprattutto dettati spesso da personale ambizione. Personalmente le mie le ho raggiunte, anche significative, attraverso la mia vita lavorativa e professionale e non tramite la politica”. Gentilucci aveva anche affermato che “non può un sindaco della costa indicare il rappresentante della montagna perché questo significherebbe che sotto c’è qualcos’altro” e la replica di Falcucci è molto dura: “Gentilucci sia più chiaro assumendosene la responsabilità, o a chiedere scusa per lo scivolone che ha commesso e che evidenzia tutto il suo disagio sulla mia persona. Molto probabilmente tale inqualificabile dichiarazione rientra in un modo di fare che gli appartiene e che conosce bene”. Secondo Falcucci dopo il territorio, se Gentilucci avesse avuto a cuore il territorio avrebbe invitato i sei Comuni usciti dall‘Unione Montana a rientrare ma questo non è avvenuto: “ci dica come mai da oltre 7 mesi non risponde inspiegabilmente alle nostre richieste di adesione dimenticando che il rapporto tra Istituzioni deve essere sempre mantenuto indipendentemente se ciò che viene richiesto è gradito o meno. Rispondere è un obbligo Istituzionale”.
Gaia Gennaretti 
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Ai fini di garantire trasparenza e per essere più vicina ai cittadini, la giunta comunale guidata dal sindaco Sandro Sborgia ha deciso di pubblicare sul sito del Comune di Camerino ogni seduta integrale del consiglio comunale. I cittadini impossibilitati ad essere presenti di persona alle riunioni consiliari, avranno pertanto la possibilità di essere partecipi delle attività e delle decisioni prese nell'interesse della collettività, conoscendo in maniera democratica motivazioni e argomentazioni espresse da maggioranza e opposizione.  Già disponibile il video dell'ultima seduta del 30 luglio scorso.

C.C.
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Visto il ruolo dell’opposizione si è costretti ad intervenire su alcuni argomenti a seguito delle recenti dichiarazioni del Sindaco di Belforte del Chienti Alessio Vita su alcuni organi di stampa, che dimostrerebbero come abbia appreso con velocità la parte meno nobile della politica, ovvero quella di voler travisare la verità e di rigirarsi le questioni a proprio favore.  
La realtà dei fatti va pertanto puntualizzata. Gettoni di presenza dei consiglieri: la proposta presentata dalla maggioranza Vita in sede di consiglio, quello svoltosi il 25/07/2019, prevedeva ai sensi della delibera n. 27 del 15/07/2019, un importante aumento dell’indennità di presenza per ciascun consigliere per ogni seduta. Si proponeva di aumentare il gettone di presenza in consiglio da € 9,60 a € 16,00.
Poco prima dell’inizio del consiglio comunale è stata presentata, accompagnata dalle scuse degli uffici e del segretario comunale, una proposta differente poiché il conteggio era risultato errato e si sarebbe così confermato il gettone di € 9,60.
Contestualmente, durante la discussione relativa ai gettoni il capogruppo di opposizione Paoloni, a nome di tutti i consiglieri della lista Belforte Insieme, ha espresso la decisione di rinunciare a percepire l’indennità di presenza in consiglio e di devolvere la stessa interamente ad opere di beneficenza. 
La maggioranza, disposta sino ad un attimo prima dell’emendamento chiarificatore degli uffici ad aumentarsi di quasi il doppio l’indennità, si è vista costretta ad adeguarsi alla proposta della minoranza, accogliendo l’emendamento di rinuncia delle singole indennità e la conseguente devoluzione delle stesse ad opere caritatevoli da definire. Ciò è stato ratificato da votazione all’unanimità: dalla minoranza (che ha presentato la proposta) e dalla maggioranza (che si è adeguata).  Durante la discussione relativa alle indennità, il gruppo di minoranza Belforte Insieme ha ritenuto di informare il consiglio in merito ad una decisione presa dalla giunta con delibera n.72 del 27/06/2019, con la quale si è sancita una variazione in aumento delle indennità dei componenti della nuova giunta.

Si è voluta rimarcare la decisione con la quale la giunta ha aumentato l’indennità del Sindaco del 32%, passando cioè dagli 880 euro percepiti da Paoloni, e da Catalini nel suo ultimo periodo di mandato, ai 1.159 euro netti mensili percepiti attualmente dal nuovo Sindaco.
In questo modo la nuova Giunta Vita non ha voluto neppure mantenere quella riduzione volontaria che era stata decisa nell’ultimo periodo di mandato dal Sindaco Catalini e mantenuta dal Sindaco Paoloni nel corso di tutti i cinque anni di mandato, con la quale era stato possibile istituire un tesoretto di circa 2.000 euro annui che tutta la Giunta Paoloni aveva destinato alla realizzazione di eventi culturali e promozionali per il paese.
In sede di consiglio, il Sindaco Vita si è impegnato verbalmente a ridurre la sua indennità come fece il suo predecessore. Ovviamente stiamo aspettando che formalizzi il proposito con un atto concreto: la speranza è che mantenga il buon intento, nonostante abbia già incassato la maggiorazione deliberata attraverso la mensilità relativa a Luglio.
In questo contesto è da precisare anche un altro avvenimento, che grande risonanza sta avendo sui media: la rinuncia all’indennità, e contestuale aumento già deliberato, da parte del Vicesindaco Feliciotti nella sua veste di componente della giunta (circa euro 240,00): spieghi lui, se vuole, il reale motivo del magnanimo gesto, non spettando all’opposizione dissertazioni su questioni personali potenzialmente imbarazzanti.
Bilancio consuntivo: si segnala che il bilancio consuntivo è stato approvato all’unanimità, avendo ricevuto parere positivo del responsabile della ragioneria comunale e del revisore dei conti.
Anche in questo caso è doveroso, conseguentemente alle dichiarazioni del Sindaco Vita, ribadire la realtà dei fatti: per l’ennesima volta, e nella speranza che definitivamente si riesca a far comprendere in maniera limpida e decisiva, l’amministrazione guidata da Paoloni ha lasciato i conti più che in ordine, con una cassa attiva e un avanzo di amministrazione ragguardevole.
In alcune recenti dichiarazioni si vuole imputare alla precedente amministrazione il mancato incasso di alcune entrate, in particolare a seguito dell’assenza del vigile comunale negli ultimi due mesi.
Come previsto da contratto nazionale di lavoro, il vigile ha potuto fare richiesta di mobilità, esprimendo il desiderio di entrare a far parte di un corpo di polizia locale più articolato in modo da poter migliorare la propria posizione lavorativa, e quindi il suo grado.
Esiste naturalmente la possibilità che tale ruolo possa essere nuovamente ricoperto da qualcun altro, non avendo perso la posizione in pianta organica.
Ciò che qui rileva è, tuttavia, non la mancanza della figura del vigile, ma il concetto, erroneo, che il bilancio del Comune si regga sui proventi derivanti dall’autovelox: la gestione dei conti prescinde dalle entrate delle multe che sono da considerarsi straordinarie e vincolate a determinati capitoli di spesa (strade, sicurezza, segnaletica stradale, ecc.), non utilizzabili per la normale spesa corrente dell’ente.
Caro Sindaco Vita, i soldi da gestire sono questi. Si deve essere semplicemente in grado di amministrare il comune con tali entrate e uscite, cercando il più possibile di mantenere e migliorare i servizi.
Passata l’euforia delle promesse elettorali, ci si rimbocca le maniche e fattivamente si affrontano le questioni, dando prova di maturità e giudizio. Cercare scuse ed imputare ad altri le ragioni per cui certe promesse elettorali non potranno essere esaudite è la solita vecchia politica.

Tanto si doveva per obbligo di chiarezza.
Gruppo Consiliare ‘Belforte Insieme’

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