Notizie di politica nelle Marche
Seduta importante della Commissione Sanità e Politiche Sociali del Consiglio Regionale per un’analisi dei fondi regionali e nazionali dedicati al sostegno alle famiglie.

In arrivo poco meno di 760.000 euro, che saranno ripartiti tra i diversi Ambiti per interventi dedicati al sostegno alla nascita, alle ragazze madri e ai percorsi di adozione, e agli interenti contro il disagio socio-economico (80%), e per il rafforzamento dei centri per famiglie (20%).

Soddisfatta la Vice-Presidente della Commissione, Simona Lupini, che ha condotto insieme alla Presidente Leonardi la seduta dedicata al parere sui fondi: “Ringrazio davvero i colleghi commissari, abbiamo lavorato di concerto con grande sensibilità per i bisogni del sociale e delle famiglie. C’è unità nel cercare di interpretare al meglio le esigenze della comunità dopo la pandemia e rispondere in modo efficace e consapevole.”

Aspetto, quello di una lettura aggiornata del contesto, al centro dell’impegno della consigliera Lupini: “In Commissione, ho sollevato con forza il tema di ragionare con gli Ambiti Territoriali una nuova mappa dei servizi e dei bisogni, dobbiamo intercettare le tante nuove povertà e fragilità che sono emerse in questi anni di pandemia”.

La Giunta ha anche annunciato un anticipo dei fondi destinati ai Comuni per i minori collocati in strutture, di circa 950.000 euro: “Una scelta importante, - commenta la Lupini - in precedenza erano i Comuni a dover anticipare queste risorse, trovandosi spesso in grave difficoltà.”








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"L'amministrazione non ha ancora approvato il bilancio consolidato riferito al 2020".  E’ questa la denuncia che arriva dai consiglieri del gruppo di minoranza Radici al Futuro Antonella Nalli, Roberto Lucarelli, Stefano Falcioni, Gianluca Pasqui, che pungola l'amministrazione comunale di Camerino a guida Sandro Sborgia.

"La mancata approvazione del bilancio consolidato entro i termini del 30 settembre è, ancora una volta, sintomatica della scarsa capacità organizzativa di questa amministrazione comunale - la denuncia del gruppo - Già nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, avevamo già fatto esplicitamente presente all’assessore competente che era in netto ritardo per l’approvazione del bilancio consolidato, ricevendo come risposta rassicurazioni sul fatto che a brevissimo ci sarebbe stato un nuovo consiglio. Arrivati a metà ottobre, invece, quindi ben oltre la scadenza,ancora non si ha conoscenza su quando sarà convocato il consiglio. Sicuramente non si può ancora accampare la scusante dell'emergenza Covid per un ritardo che ormai comincia ad assumere carattere rilevante. Non abbiamo ancora fatto segnalazioni formali agli organi deputati a far rispettare tali scadenze per non mettere in difficoltà gli uffici, ma il Sindaco e l'amministrazione devono pure assumersi qualche responsabilità di fronte ai cittadini. Chiediamo, quindi, che facciano sapere pubblicamente le ragioni che hanno impedito di portare in Consiglio la proposta di delibera per la discussione del bilancio consolidato non rispettando la scadenza di legge fissata al 30 settembre”.


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Arrivano oltre 90 milioni di euro per l’adeguamento o il miglioramento sismico di 41 tra Caserme e altri edifici del Demanio danneggiati dal terremoto del Centro Italia. Lo prevede una nuova Ordinanza Speciale del Commissario Straordinario ricostruzione Sisma 2016 Giovanni Legnini.

Gli edifici oggetto degli interventi (che comprende 24 opere previste nell’elenco delle Opere Pubbliche oltre a 17 nuove opere finanziate con 42,3 milioni di euro aggiuntivi), si trovano nei comuni di Camerino, Arquata del Tronto, Montegallo, Fiastra, Pieve Torina, Serravalle di Chienti, Visso, Castelsantangelo Sul Nera, Ussita, Ascoli Piceno, San Severino Marche, Montemonaco, Castignano, Tolentino, Accumoli, Amatrice, Cittaducale, Serravalle del Chienti, Rieti, Fiuminata, Norcia, Sant’Anatolia di Narco, Spoleto, Cerreto di Spoleto, Montereale, Sulmona, Teramo e Castelli.

L’importanza e l’urgenza di questi interventi, per cui è stata appunto predisposta un’ordinanza speciale in deroga, è dettata sia dal ruolo strategico delle Caserme, sia dal pregio storico e architettonico di alcune di esse. I lavori saranno coordinati dal Sub Commissario Gianluca Loffredo per quanto riguarda il territorio delle Marche e dal Sub Commissario Fulvio Soccodato per Abruzzo, Lazio e Umbria.

Il monitoraggio è affidato al Tavolo permanente istituito e presieduto dal Commissario Legnini di cui fanno parte il sub Commissario territorialmente competente, il presidente della Regione e il sindaco del Comune interessato, il direttore dell’Agenzia del Demanio, il direttore dell’Usr regionale, un rappresentante della Soprintendenza dei beni culturali e il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, della guardia di Finanza o il capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, a seconda della proprietà dell’immobile oggetto di intervento. 

Nelle Marche gli interventi sono la costruzione della Caserma dei carabinieri del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a Visso (4,5 milioni), l’adeguamento sismico della Stazione dei carabinieri forestali di Fiuminata (1,1 milioni), la ristrutturazione ed adeguamento sismico della Caserma dei carabinieri ed ex Carcere di Camerino (10,3 milioni). La demolizione e ricostruzione delle Caserme dei carabinieri di Visso (1,8 milioni), Serravalle (3 milioni), Arquata del Tronto (2,6 milioni), Montegallo (2,6 milioni), Fiastra (3 milioni), Pieve Torina (3 milioni), Ussita (2,5 milioni) e Castelsantangelo sul Nera (2,5 milioni). Sempre nelle Marche finanziate le manutenzioni straordinarie della caserma dei vigili del fuoco di Camerino (3,9 milioni), della caserma della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno (2,6 milioni), della caserma dei carabinieri di San Severino Marche (3,3 milioni), della caserma dei Carabinieri di Montemonaco (1 milione), delle caserme dei Carabinieri di Ascoli Piceno (3 milioni), Castigliano (54mila euro), Tolentino (695mila euro) e di un’altra struttura dei Carabinieri di Castelsantangelo (176mila euro). 
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Sarà in presenza la prima seduta del Consiglio comunale dopo il voto per le Amministrative. L’Assise settempedana si riunirà sabato 23 ottobre alle ore 11, in prima convocazione, nell’ex aula udienze del Giudice di Pace, a palazzo dei Governatori. 

All’ordine del giorno della seduta la convalida dell’insediamento del nuovo Consiglio e l’esame delle condizioni di eleggibilità e compatibilità, il giuramento del sindaco, l’elezione del presidente del Consiglio comunale, la costituzione dei gruppi consiliari e la nomina dei capigruppo, la comunicazione dei componenti la Giunta comunale, la nomina della commissione elettorale comunale, quella della commissione comunale per la formazione degli elenchi dei giudici popolari e gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni.

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Percentuali “bulgare” quelle che premiano Rosa Piermattei, riconfermata come primo cittadino di San Severino. Il sindaco uscente vince la corsa alla fascia tricolore, con preferenze che sfiorano il 70% dei votanti nella città settempedana. Sarà il secondo mandato consecutivo, in quella che sembra essere diventata una prassi consolidata a San Severino: dopo Eusebi e Martini, anche la Piermattei ha conquistato l’elettorato guadagnando la fiducia per il secondo quinquennio consecutivo.

Definita anche la composizione del consiglio comunale che vedrà sedere sui banchi della maggioranza di "San Severino Cambia" Jacopo Orlandani, Michela Pezzanesi, Paolo Paoloni, Vanna Bianconi, Valter Bianchi, Sara Clorinda Bianchi, Sandro Granata, Maria Teresa Domizi, Alberto Capradossi, Teresa Traversa, Luca Bonci.
Tre seggi spettano a "Insieme per San Severino" con il capogruppo tarcisio Antognozzi, Tiziana Gazzellini e Alberto Pilato, mentre i consiglieri eletti di "San Severino Futura" sono Francesco Borioni e Alessandra Aronne.

l.c. - f.u.
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Muccia ed Esanatoglia nel segno della continuità, con la conferma alla guida delle amministrazioni dei due comuni i sindaci uscenti Mario Baroni e Luigi Nazzareno Bartocci, mentre Castelraimondo sceglie Patrizio Leonelli. 

"Credo che in questo momento la scelta della continuità sia stato l'elemento principale della nostra vittoria, dovuta anche all'impegno di coloro che insieme a me hanno amministrato il paese - il commento del sindaco di Muccia Mario Baroni - Ora dobbiamo lavorare alla ricostruzione che, speriamo, parta alla grande e vada avanti celermente".

"Un risultato superiore alle aspettative - così il confermato primo cittadino di Esanatoglia Bartocci - segno della forza e dell'entusiasmo dei ragazzi che compongono la mia squadra che hanno davvero dato prova di capacità e voglia di fare. E' questo un chiaro segnale che il paese vuole un rinnovamento e su questo dobbiamo lavorare per rispondere al mandato che i cittadini ci hanno dato. Da subito, quindi, ci metteremo al lavoro per ridare slancio allo sviluppo di Esanatoglia".

"Dedico la vittoria a mio padre - le prime parole di un emozionato neo eletto sindaco di Castelraimondo - Rappresentiamo la continuità con le precedenti amministrazioni per cui non avremo problemi a ricominciare immediatamente il lavoro che abbiamo sospeso".

f.u.
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I cittadini di Bolognola hanno scelto di rinnovare la fiducia al sindaco Cristina Gentili, che guiderà nei prossimi 5 anni l'amministrazione di uno dei comuni più piccoli delle Marche.

"Ringrazio i cittadini per avermi scelto ancora come sindaco e cercherò di ripagare la loro fiducia come ho fatto nei passati 5 anni - il commento a caldo del riconfermato sindaco - La nostra è l'amministrazione del fare senza troppe chiacchiere". Occhi puntati principalmente sulla ricostruzione quelli del sindaco Gentili. "Un'opera già avviata e che deve essere completata - conclude - Attendiamo ora i fondi del PNR per i nuovi investimenti e poi proveremo a volare come tutto il territorio".

Parla di sconfitta "inevitabile" lo sfidante Mauro Angelo Blanchi, soddisfatto in ogni caso per aver riportato la minoranza sui banchi del consiglio comunale. "Partivamo da zero e con un ritardo di 5 anni - le sue dichiarazioni - Nello scorso mandato il sindaco Gentili non ha avuto un'opposizione, potendo così giovare di tale situazione in questa tornata elettorale. Oggettivamente non potevamo recuperare queasto gap con appena un mese di campagna elettorale. Siamo soddisfatti per il fatto di aver riportato in consiglio una minoranza che rende sicuramente l'amministrazione più forte. Non andiamo, infatti, in consiglio per disfare, ma per aiutare, controllare e fare un'opposizione seria e costruttiva".

f.u.
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Presentata ad inizio marzo, arriva nell'aula del Consiglio Regionale la proposta di legge, promossa dal Movimento 5 Stelle, per la riforma dei consorzi di bonifica. Un tema caldissimo nell’entroterra marchigiano e non solo, da sempre al centro di polemiche sulla loro rappresentatività e sugli effettivi servizi resi in cambio di contributi sempre più alti.

“Siamo felici di constatare che in Consiglio ci sia condivisione del principio per cui le funzioni di un consorzio e il contributo vanno commisurati agli effettivi benefici ottenuti dai proprietari degli immobili: i consorzi chiedono contributi anche in assenza di un piano delle bonifiche - commenta il consigliere Simona Lupini, facendo riferimento ad un’analoga proposta presentata dal consigliere di centrodestra Giacomo Rossi - Il contributo consortile deve essere commisurato alle opere e per i benefici che ogni proprietario dei terreni ottiene dall'attività del consorzio.”

A garanzia dei proprietari, i pentastellati chiedono anche la riforma delle nomine negli organi: “Chiediamo numeri più bassi per avanzare la candidatura e che solo i membri del consorzio possano candidarsi. In questo modo, potremo garantire più facilmente che le scelte siano trasparenti, partecipative e fatte in favore dei membri consorzio.”

Un approccio costruttivo quello del Movimento 5 Stelle, che chiede però di accelerare: “La nostra PDL è del 9 marzo, quella presentata da Giacomo Rossi è arrivata il 24 marzo: le due proposte hanno molto in comune, ma è fondamentale accelerare. Votiamo insieme una buona legge, che riformi finalmente in maniera organica il funzionamento dei consorzi di bonifica”, conclude la Lupini.

f.u.
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San Severino “bandiera nera”, grande affluenza invece nei piccoli Comuni. Dopo la prima giornata di voto, inizia ad emergere un quadro di massima sulla partecipazione della cittadinanza alla tornata elettorale nei Comuni di Bolognola, Castelraimondo, Esanatoglia, Muccia e San Severino Marche, chiamati a eleggere sindaco e consiglio comunale. Sembra esserci una proporzionalità inversa infatti, nei Comuni dell’entroterra, tra il numero degli aventi diritto al voto e quanti effettivamente abbiano già espresso la loro preferenza.

Dei Comuni alle urne nell’alto Maceratese, infatti, San Severino è sia quello demograficamente più importante, sia quello che ha fatto registrare la percentuale più bassa di affluenza alle urne al termine della prima giornata di voto. Mancano ancora circa cinque ore alla chiusura dei seggi, ma la tendenza riflette un comportamento che si era già fatto notare nella tornata amministrativa del 5 giugno 2016. Anche allora, quando le urne furono aperte per soltanto una giornata, San Severino fece registrare l’affluenza più bassa tra i cinque Comuni (Bolognola, Castelraimondo, Esanatoglia, Muccia e, appunto, San Severino, ndr) dell’entroterra.

Nel dettaglio a San Severino ha votato il 41,83% degli aventi diritto, percentuale decisamente più bassa rispetto a quella registrata negli altri Comuni: a Castelraimondo ha espresso parere il 45,05%, mentre a Bolognola (66,17%) Esanatoglia (56,13%) e Muccia (65,93%) le percentuali sono ben oltre il 50%.

Castelraimondo, Esanatoglia, Muccia e San Severino fanno registrare un andamento che, alle 15 di oggi, dovrebbe all’incirca ricalcare le percentuali di affluenza di cinque anni fa, mentre si registra un coinvolgimento decisamente più partecipato nel caso di Bolognola: la corsa a lista unica del 2016 (fu eletta Cristina Gentili con 55 voti) vide un’affluenza del 61,79%, già ampiamente superata alle 23 di ieri.

l.c.
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Venerdì scorso il Consiglio comunale ha approvato una delibera con cui si chiede il mantenimento della scuola di Fiastra e il suo passaggio dall'Istituto Comprensivo U. Betti di Camerino, di cui oggi fa parte, all'Istituto comprensivo Mons. Paoletti di Pieve Torina.
Il comune torna quindi sulla questione scuola, illustrando le motivazioni di questa decisione.

A noi interessano solo le sorti delle famiglie e dei giovani della vallata – ha dichiarato il sindaco Sauro Scaficchia – e siamo fermamente convinti che il passaggio all'istituto Mons. Paoletti di Pieve Torina sia assolutamente funzionale alle nostre esigenze. Siamo favorevoli all'ipotesi di accorpamento di tutte le scuole dell'area interne in un unico istituto, come prospettato anche dall'ex preside Cavallaro, ma solo in una prospettiva di rafforzamento dell'istituto stesso. Questa sarebbe una visione interessante e condivisibile, che porterebbe vantaggi a tutti, ma nella situazione attuale rimaniamo convinti della necessità, urgente, di accorpamento con Pieve Torina.”

Come specificato nella delibera approvata venerdì, l'appartenenza della scuola di Fiastra all'istituto comprensivo di Camerino comporta degli oneri finanziari per il comune che nei prossimi anni potrebbero non essere più sostenibili. In particolare, il Comune ha supportato negli anni gli oneri del personale ausiliario integrando quello parziale fornito dall'istituto comprensivo. Ha inoltre finanziato l'integrazione dei piani didattici, consentendo l'adeguamento alla normale offerta didattica della scuola pubblica, finanziando le ore di lezione di musica e di inglese.

L'istituto comprensivo Mons. Paoletti di Pieve Torina è più vicino alle esigenze di una piccola realtà scolastica come quella di Fiastra essendo composto da scuole in tutto assimilabili come quella di Valfornace, di Visso, della stessa Pieve Torina e di Muccia. Questo passaggio comporterebbe, inoltre, dei benefici economici immediati, erogati nell'ambito della strategia di sviluppo delle Aree interne che prevede degli specifici interventi finanziari, da cui invece Fiastra rischia di rimanere tagliata fuori.
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