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Notizie di politica nelle Marche
“Oggi è stata una giornata molto importante per la ricostruzione del Centro Italia. Abbiamo definito con l’Agenzia delle Entrate l’attesissima Guida per l’uso combinato del Superbonus con il contributo, che consente ai cittadini la ricostruzione più sicura e rispettosa dell’ambiente di sempre, senza accolli di spesa a loro carico. Abbiamo firmato l’Accordo con il Ministero dell’Interno e le Prefetture per i controlli di legalità sui cantieri, per contrastare infiltrazioni criminali, lavoro nero e dumping contrattuale, mettendo in equilibrio semplificazioni e legalità. Abbiamo infine raggiunto infine l’intesa unanime della Cabina di Coordinamento, con i Presidenti delle Regioni e i rappresentanti dei Sindaci, su un nutrito pacchetto di Ordinanze speciali in deroga, a partire da quella per la ricostruzione del centro storico di Amatrice, interamente distrutto. Ringrazio sentitamente tutte le professionalità della Struttura Commissariale, i Sub Commissari, gli esperti, le Regioni e i Comuni, che ci hanno consentito di ottenere questo risultato molto importante. Sono fiducioso che tutto ciò possa dare impulso ad una nuova fase della ricostruzione”.

Lo ha dichiarato il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, Giovanni Legnini, al termine della Cabina di Coordinamento di questo pomeriggio. Tra le Ordinanze speciali in deroga su cui si è raggiunta l’intesa, oltre a quella per la ricostruzione di Amatrice, ci sono quelle per la ricostruzione di Camerino e Valfornace (Mc), delle scuole di Ascoli Piceno e di Teramo, degli edifici ATER della Provincia di Teramo e della basilica di San Benedetto di Norcia (Pg).
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“L'Amministrazione Bernardini non rispetta le norme e considera i non residenti e proprietari delle seconde case cittadini di serie “ C “ buoni solo per pagare le tasse”, tuona la minoranza.

“I non residenti hanno fatto grande Ussita come i residenti e tutti sono sempre nei nostri pensieri. Sembra strano che un consigliere, sia pure di minoranza, voglia a tutti i costi tassare in maniera piuttosto esorbitante quei 180/200 cittadini che hanno deciso nonostante tutto e tutti di rimanere nelle loro case ad Ussita”, le parole del primo cittadino.

Un botta e risposta che segue la decisione del consiglio comunale di bocciare le mozioni presentate dalla minoranza per la riduzione della TARI ai non residenti, dell'IMU ai proprietari delle seconde case e dell'IRPEF ai residenti

guido rossi


“Il Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, il Parlamento Europeo e sentenze del Consiglio di Stato hanno evidenziato l'osservanza nell’applicazione della tassa sui Rifiuti Solidi Urbani del principio “ Chi inquina paga” e questa ha trovato immediata applicazione nell'ordinamento nazionale e dalla quasi totalità delle città e paesi italiani, tranne che ad Ussita – il commento del capogruppo di opposizione Guido Rossi dopo la bocciature delle mozioni presentate – Naturalmente stesso trattamento ha avuto la mozione per abbassare l'IMU per le seconde case e dell'IRPEF. Non solo bisogna ricostruire un paese terremotato, ma bisogna “costruire” anche una mentalità amministrativa e far capire che i non residenti e i proprietari delle seconde case meritano rispetto anche attraverso l'applicazione delle norme. Vorrei ricordare che i soldi per pagare le spesa corrente provengono quasi tutti dai versamenti dei proprietari delle seconde case (IMU) a fronte di ben pochi servizi. Gli amministratori, nel caso della spesa corrente, si dovrebbero dedicare ad individuare gli sprechi e limitare le spese superficiali per diminuire le tasse che in un così momento particolare sarebbero sicuramente di aiuto a tante persone e famiglie”.

silvia bernardini

“Non abbiamo bocciato queste mozioni perché vogliamo vessare i non residenti, anzi vorremo fare tutt’altro – la risposta del sindaco Silvia Bernardini – La questione è che abbassare l’importo della TARI ai non residenti significherebbe caricare dello sconto fatto i pochi residenti. Per quanto riguarda IMU e IRPEF tengo a precisare che in questo momento i non residenti non stanno pagando nulla, visto che il comune riceve soldi dallo Stato per il periodo in cui i cittadini potranno usufruire di queste esenzioni. La questione sarà sicuramente ripresa in mano nel momento in cui verrà ripristinato il pagamento delle due imposte sulle prime e sulle seconde case. Quindi non esiste alcuna differenziazione”.
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Firmato a Roma. alla presenza del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, dal Commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini e dal Prefetto Carmine Valente, responsabile della Struttura di Missione sisma del Viminale, un Accordo di Collaborazione per la definizione dei Protocolli di legalità con le Prefetture per i controlli sui cantieri della ricostruzione post sisma 2016.

Il Protocollo attiva tutte le procedure che dovranno essere seguite nei cantieri, sia pubblici che privati, anche attraverso sistemi di rilevazione elettronica delle presenze di uomini e mezzi, ai fini dei controlli affidati alle autorità proposte. “Questo accordo segna un passaggio strategico per garantire legalità e sicurezza nell’opera di ricostruzione nel Centro Italia”, ha dichiarato il Ministro Lamorgese. “L’impegno comune del Commissario di Governo, della Struttura di missione del ministero dell’Interno e di tutte le Prefetture coinvolte costituisce infatti – ha aggiunto il Ministro - una preziosa rete sul territorio in grado di intercettare e di contrastare possibili infiltrazioni criminali, anche ponendo una doverosa attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro e senza penalizzare la celerità nell’apertura dei cantieri”.

lamorgese legnini

“Il Protocollo è di fondamentale importanza – ha sottolineato il Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini - perché attiverà dinamiche e processi concreti, senza precedenti, per il controllo delle attività nei cantieri della ricostruzione. In questi mesi abbiamo fatto tutto il possibile per semplificare norme e procedure, ma è necessario che ci sia un equilibrio con l’esigenza di assicurare la legalità. Il Protocollo serve proprio a questo: irrobustire i controlli antimafia, contrastare il lavoro nero, il dumping contrattuale, l’evasione contributiva, assicurare il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il badge di cantiere ci permetterà di acquisire i dati su tutte le presenze di uomini e mezzi nei luoghi di lavoro che servono alle autorità preposte per i necessari controlli”.

I contenuti dell’accordo contemplano l’attivazione della piattaforma informatica, che conterrà tutti i dati preventivi dai badge e settimanale di cantiere, e l’attivazione dei tavoli di legalità in tutte le 10 Prefetture del cratere, con il coinvolgimento delle istituzioni territoriali, delle casse edili e degli enti bilaterali. Si tratta di un altro importante passo verso una ricostruzione rapida e di qualità: “Semplicità e legalità devono stare insieme, è un dovere a cui lo Stato deve assolvere nei confronti dei moltissimi cittadini danneggiati dal sisma”
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Il Contratto Istituzionale di Sviluppo del Cratere Centro Italia, previsto dall’ultima Legge di Bilancio, con una dotazione di 160 milioni di euro, e finalizzato a sostenere la crescita economica delle aree colpite dal sisma, è già una realtà. L’avvio del Contratto è stato formalizzato oggi nel corso di una riunione indetta dal Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, alla quale hanno partecipato il Commissario alla Ricostruzione del Centro Italia, Giovanni Legnini, i Presidenti e gli Assessori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, i rappresentanti dei Sindaci del cratere, l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, ed il nuovo direttore dell’Agenzia per la Coesione, Paolo Esposito.

Il Contratto Istituzionale di Sviluppo è destinato a sostenere progetti ed investimenti integrativi e complementari rispetto alla ricostruzione materiale degli edifici, per assicurare la ripresa e lo sviluppo dell’economia delle aree colpite dai terremoti del 2016 e 2017. Le aree di intervento individuate sono cinque e riguardano: ambiente e risorse naturali, cultura e turismo, trasporti e mobilità, riqualificazione urbana e infrastrutture sociali. I tempi di attivazione dei progetti saranno brevissimi: l’obiettivo è quello di attivare concretamente i primi progetti entro l’estate.

Il CIS Cratere Centro Italia ha a disposizione 100 milioni di euro stanziati dalla Legge di Bilancio e 60 milioni di euro provenienti dalla contabilità speciale del Commissario. A questi potranno affiancarsi altri strumenti, sempre destinati al Centro Italia, a cominciare dai 60 milioni per la creazione dei centri di ricerca delle Università del cratere, che saranno presto ripartiti dal Ministro, ed i 50 milioni frutto dei risparmi della Camera dei Deputati affidati alla Cabina di Regia di Palazzo Chigi. Il valore aggiunto del CIS è quello di assicurare un coordinamento strategico per l’attuazione rapida e integrata degli interventi, con la regia del Ministro per il Sud, la gestione dell’Agenzia per la Coesione e l’apporto di Invitalia come soggetto attuatore degli interventi. A definire gli ambiti di intervento sarà un Tavolo Istituzionale, composto dalla Cabina di Coordinamento che governa la ricostruzione sisma 2016, presieduta dal Commissario, con la partecipazione dei presidenti delle quattro Regioni e i rappresentanti dei sindaci.

“Non è casuale la scelta delle aree terremotate del Centro Italia per il primo Cis della mia esperienza come ministro del Sud e della Coesione Territoriale” dichiara Mara Carfagna. “Ho ritenuto un dovere dare priorità a una delle aree italiane più fragili ed esposte alla crisi, non per loro demerito ma per le conseguenze di una catastrofe naturale che tutta Italia ricorda ancora con angoscia. Intendo portare a termine l’iter del Contratto entro l’estate. Renderà disponibile un totale di 160 milioni di euro per interventi sulla riqualificazione urbana, i trasporti, le infrastrutture sociali, la cultura, il turismo, l’ambiente. Cinque anni dopo il sisma, puntiamo a offrire ai cittadini e alle cittadine, ai giovani, alle famiglie, una concreta alternativa all’emigrazione o alla dipendenza dall’assistenza pubblica, in osservanza del principio-guida che spero ispiri tutti in questo difficile momento: creare le condizioni perché nessuno resti indietro”, conclude il Ministro.

“Ringrazio sentitamente il ministro Carfagna che ha voluto attivare immediatamente il Contratto Istituzionale di Sviluppo con cui, ora che la ricostruzione materiale del Centro Italia è ben avviata, cominciamo a realizzare la seconda gamba, essenziale per la ripresa dell’economia di questi territori, quella dello sviluppo, che finora è mancata. Il CIS ed i suoi meccanismi – ha detto da parte sua il Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini – peraltro, faranno da apripista alla definizione di una strategia più vasta di rilancio del Centro Italia con l’attivazione delle ingenti risorse previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ed ora confluite nel Fondo complementare da 30 miliardi che affiancherà il Recovery Fund”
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Ordinanza speciale sulla ricostruzione dei centri storici maggiormente colpiti dal sisma e questione lavoro sono stati al centro dell'incontro tra il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci e il sub commissario alla ricostruzione Gianluca Loffredo. Nell’occasione sono stati affrontati diversi problemi, dalle priorità della ricostruzione alle necessità più ampie del territorio nell’ottica del recovery plan.

 “Si è trattato di un ulteriore passo avanti per verificare le opportunità attivabili con urgenza per il nostro comune e per il territorio circostante, in un’ottica di ricostruzione che si sviluppi per priorità d’interventi e che contempli un orizzonte di sostenibilità ambientale e di rivitalizzazione delle economie locali - ha dichiarato Gentilucci, a margine della riunione - È vitale stabilire alcuni punti fermi per l’ordinanza speciale. Mi riferisco, in particolare, al tema del lavoro, al recupero degli impianti sportivi, al castello di Torricchio, alla ricettività”.

Si è parlato anche di sostenibilità e di come inserire gli interventi, legati anche al dissesto idrogeologico, in eventuali successive ordinanze speciali. “È chiaro che dovremo sfruttare tutte le opportunità che la ricostruzione ci offre e, dunque, anche inserire queste progettualità in un contesto più ampio legato alle risorse attivabili con il recovery plan in un’ottica di sostenibilità ambientale”.

Prioritario per Gentilucci arrivare a definire un quadro operativo che non trovi ostacoli ma che anzi, grazie al confronto, incontri disponibilità e agevolazioni, “e su questo abbiamo avuto un riscontro positivo da Loffredo che si è impegnato a partecipare ad incontri periodici con i nostri tecnici per fare il punto, volta per volta, sulle varie situazioni in essere”.

 
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Il settore artigiano può rappresentare un volano per l’economia regionale, se adeguatamente valorizzato. Investire sul manifatturiero è il vero futuro del nostro Paese”. È quanto ha affermato il vicepresidente Mirco Carloni, assessore all’Artigianato, presentando la proposta di legge che la Giunta regionale ha trasmesso all’Assemblea legislativa per l’adozione.

Il provvedimento fa parte di un pacchetto organico di rilancio dell’economia regionale e di sostegno all’impresa. Dopo la legge sulle start up innovative, approvata ieri all'unanimità dal Consiglio regionale, la Giunta orienta ora il proprio intervento sul settore dell’artigianato, “seconda tappa di un percorso che stiamo delineando per le Marche produttive”.

Il testo rivisita la normativa regionale del 2003, delineando nuovi scenari di sviluppo per un comparto economico forte di 43 mila imprese. Si compone di trenta articoli, puntando a tutelare e sostenere l’artigianato marchigiano. Riconosce la funzione sociale e il ruolo economico del comparto, promuove la cultura e i “saperi artigianali” quale basi fondamentali per stimolare uno spirito imprenditoriale autonomo e contribuire a tutelare le identità locali delle comunità marchigiane. Quella prefigurata dalla Giunta regionale, “non è un’operazione nostalgia. La proposta di legge - ha evidenziato Carloni - si prefigge di rendere l’artigianato marchigiano un protagonista della trasformazione digitale del nostro tessuto produttivo, coniugandolo con la tradizione e la storia della nostra regione. L’artigianato non è in via di estinzione, ma crea occupazione e genera lavori in cui si sommano creatività, abilità manuale e padronanza delle tecniche, da un lato; innovazione, tecnologie digitali e potenzialità della rete, dall’altro, perché oggi l’artigianato si sposa con la digitalizzazione dell’economia”.

La proposta mira a creare nuove imprese artigiane, a favorire la costituzione di attività in coworking (integrazione di competenze) e con servizi personalizzati digitali (fablabs), dove l’innovazione è sinonimo di digitalizzazione dei processi produttivi per favorire interazioni di filiera. Punta anche a razionalizzare il quadro del credito artigiano, con i Confidi come strumento di sviluppo dell’imprenditorialità.

“La proposta nasce principalmente dall’esigenza di aggiornare lo scenario normativo regionale alla luce delle nuove forme imprenditoriali che si sono affacciate nel comparto artigiano e alla necessità di prevedere una forte spinta innovativa, sia nella gestione dell’impresa, che nella commercializzazione dei prodotti – ha chiarito il vicepresidente - All’interno dell’economia moderna, ormai quasi completamente industrializzata, si tende a dimenticare che la competitività del nostro sistema industriale è ancora oggi intimamente legata a competenze artigiane. Queste competenze rendono la nostra manifattura flessibile e dinamica; sono dunque idonee a consentire l’affermazione della qualità dei prodotti del settore manifatturiero e di quello industriale dell’economia marchigiana nel mondo globalizzato. Questo obiettivo, permettere l’affermarsi delle attività di artigianato su ampia scala commerciale, se visto in un’ottica di innovazione, non deve per forza basarsi sul legame del lavoro artigiano alla piccola dimensione d’impresa; esiste infatti anche un lavoro artigiano in grado di dare qualità e capacità a tante medie e grandi imprese che affidano a competenze artigianali compiti fondamentali per il loro successo sul mercato”. Gli interventi previsti dalla presente normativa, inoltre, si intersecano con la promozione del territorio marchigiano, inserendosi nei percorsi culturali, turistici e enogastronomici tipici del “turismo emozionale”, basato sulle relazioni tra il turista e la cultura, la gente locale e le sue tradizioni, portandolo a conoscere i mestieri tradizionali all’interno dei laboratori artigiani.
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Cinquantamila euro, a cui potrebbero aggiungersi ulteriori risorse, a sostegno delle attività commerciali che hanno vissuto le difficoltà legate al Covid.
È la cifra stanziata dal Comune di Matelica attraverso un bando a cui potranno fare richiesta le attività del territorio comunale.
Si tratta di una erogazione “una tantum” di contributi a fondo perduto per alcune categorie economiche che hanno subito limitazioni dell’esercizio, registrando oggettive ed evidenti difficoltà economiche con cali di fatturato e perdita di opportunità lavorative.

"Abbiamo istituito questo bando - dice l'assessore al Commercio, Maria Boccaccini - per cercare di andare incontro alle attività produttive che insistono sul territorio di Matelica e hanno avuto difficoltà durante il periodo Covid.
In particolare ci siamo interessati soprattutto di quelle che sono state costrette a restare chiuse nella seconda parte del 2020 e nella prima parte del 2021. 
Abbiamo stanziato 50mila euro che - precisa - potrebbero aumentare dopo l'approvazione del rendiconto che faremo venerdì sera in consiglio comunale".

Un sostegno diverso da quello che il Comune aveva messo in campo lo scorso anno: "Nel 2020 - precisa l'assessore - avevamo lavorato sulla TARI, abbonando la parte fissa alle categorie particolarmente svantaggiate. Nel conteggio la cifra stanziata per questo tipo di aiuto era comunque di 50mila euro. Quest'anno, invece, abbiamo deciso di intervenire in altra maniera.

Saranno ammesse le istanze degli operatori economici con un "fatturato lordo anno 2019 non superiore a 200mila euro - si legge nel bando - ; quelle che risultavano aperte nel 2019 e che non abbiano cessato prima del 30 giugno 2020; che hanno reistrato una  diminuzione del fatturato lordo nel 2020rispetto a quello del 2019, di almeno il 30% determinato su base media mensile".

GS
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Ripartenza e rilancio economico del territorio dell’entroterra. L’Unione montana Marca di Camerino è risultata vincitrice di un bando di rilevanza europea che permetterà di accedere direttamente a fondi di finanziamento per le attività di sviluppo incentivate dalla Regione Marche
“Nella mia doppia qualità di sindaco di Pievetorina e di presidente dell'Unione Montana- spiega Alessandro Gentilucci- sono a gioire per il traguardo positivo raggiunto in questo bando di rilevanza Europea che apre alla possibilità per i cittadini del territorio della nostra Unione Montana, di accedere direttamente a Fondi di finanziamento europeo. A questo bando hanno partecipato numerosissimi tra comuni e unioni di comuni montani - continua Gentilucci-; la regione Marche e il nostro comprensorio montano  sono fortunatamente riusciti ad aggiudicarsi questo tipo di percorso che, dal mio punto di vista, riveste una importanza fondamentale; riuscire a dare ai cittadini l'opportunità di un accesso diretto a questi fondi significa innanzitutto stare al passo con i tempi e significa soprattutto dare un senso al coraggio delle nostre zone riempiendo di contenuti l'involucro delle abitazioni che stiamo ricostruendo. Riferite al percorso che ci stiamo accingendo a fare- aggiunge- le opportunità che stiamo ponendo in essere sono davvero significative. Nello specifico, presso i comuni del comprensorio dell'Unione Montana e con riferimento all'ambito sociale numero 18, sarà a servizio dei cittadini uno sportello settimanale che metterà nelle condizioni di poter informarsi e di poter cogliere l’opportunità di prendere quei finanziamenti. In sostanza- spiega il presidente dell’unione- il cittadino che ha in mente un’idea si reca a quello sportello e, sulla scorta di questa idea da sviluppare trova dei fondi che arrivano direttamente dall'Unione Europea. Un servizio che l’ente ha deciso di rendere disponibile nell’ottica di un innovativo progetto che va ad allinearsi con il percorso del Recovery plan ; un percorso totalmente italiano perfettamente allineato con quello europeo di derivazione regionale . L’Unione montana Marca di Camerino arriva dunque direttamente in Europa- conclude Gentilucci-. Questa è la novità, l'opportunità che ci siamo dati e che siamo riusciti a portare a termine  e, che rappresenta un essenziale punto di svolta per tutta la nostra comunità e per tutto il nostro territorio”.
c.c.
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Forni crematori. Un problema sollevato negli ultimi tempi, a Tolentino, dove le minoranze avevano fatto appello alla Regione Marche affinchè si impegnasse a colmare il vuoto normativo per la loro costruzione.
Dopo l'interessamento dell'amministrazione Pezzanesi per realizzarne uno nel cimitero cittadino, più forze politiche e associazioni cittadine erano intervenute in merito, fino al coinvolgimento dell'assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini e degli altri consiglieri di minoranza e maggioranza.
Una richiesta che non è caduta nel vuoto, tanto che ieri è stata presentata una mozione dalla capogruppo regionale Forza Italia, Jessica Marcozzi, e il consigliere regionale FI, Gianluca Pasqui.

“Consentire a tutti di lavorare con regole certe. Questo uno dei compiti della politica. Questo lo spirito alla base della mozione che, concordata con l’amministrazione regionale, abbiamo presentato per un piano di coordinamento per la realizzazione di impianti crematori nelle Marche”. Così, in una nota, i due, in merito alla mozione sottoscritta anche dai consiglieri Dino Latini, Giacomo Rossi e Luca Santarelli.
“Le norme tecniche per la realizzazione dei crematori, relativamente ai limiti di emissione, agli impianti  e  agli  ambienti tecnologici, nonché ai materiali per la costruzione delle bare per la cremazione non sono mai state emanate - scrivono - e pertanto in assenza di tali norme l'eventuale proliferazione di tali impianti costituisce motivo di forte preoccupazione per gli aspetti sanitari e ambientali, nonché per gli aspetti legati alla svalutazione immobiliare degli edifici circostanti. In assenza del Piano di coordinamento e col vuoto normativo, si sta assistendo in tutta la regione ad un proliferarsi di proposte da parte di privati. Diventa così fondamentale, imprescindibile, normare quanto prima quest’ambito. E la Regione è pronta a dare risposte, certezze normative, ai territori e a chi è intenzionato ad investire”.

GS
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La segretaria provinciale del Partito Democratico della Federazione di Macerata, Paola Castricini, ha nominato la Segreteria provinciale.
Un team unitario, rappresentativo di tutto il territorio, composto da 10 membri, di cui 5 uomini e 5 donne, segretari di circolo e amministratori locali.


Ecco i nomi: Alessia Scoccianti (Macerata), Antonella Ciccarelli (Colmurano), Giovanna Salvucci (Urbisaglia), Giovanna Sartori (Camerino), Lidia Iezzi (Civitanova Marche), Francesco Giubileo (Montefano), Leonardo Virgili (Monte San Martino), Raffaele Consalvi (Cingoli), Riccardo Vecchi (Corridonia), Rodolfo Frascarello (Tolentino).

Affidati i primi incarichi: Alessia Scoccianti e Riccardo Vecchi al tesseramento, nei prossimi giorni verranno definiti gli altri incarichi di segreteria e individuati i responsabili delle aree tematiche.

La segreteria, riunitasi ieri, è già al lavoro per calendarizzare e organizzare le prime iniziative. Individuate le priorità: tutela della salute, emergenza economica, ricostruzione post sisma, organizzazione del partito sul territorio, nuovo tesseramento, elezioni amministrative del prossimo autunno.

c.c.
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