Ha mantenuto la promessa fatta Peppe Lu Mattu, autore della trasformazione del gioco da tavola Monopoli in Maceropoli, con i chiari riferimenti al sisma e alla ricostruzione.
Il primo giorno del 2020, infatti, Ussita ospiterà la prima giornata di "gioco antisismico" come lui stesso lo ha definito.
Peppe Lu Mattu, nome di fantasia di un vero personaggio che dopo il sisma ha creato questo profilo Facebook con fatti ed aneddoti legati a Castello, Ussita e Visso, ci aveva confidato l'intenzione di fare un vero e proprio torneo con il gioco da tavola più amato a cui lui aveva cambiato luoghi, imprevisti e probabilità. Così è stato: un gioco che ha cambiato nome e che è nato per tenere accesi i riflettori sui territori del sisma, ora riscopre anche il suo valore sociale, quello di far stare insieme le persone che negli ultimi tre anni vivono nelle Sae e nei paesi del cratere.
Accanto a Maceropoli, Peppe Lu Mattu ha dato vita anche a Mercalli in fiera, sempre riferendosi ad un altro famoso gioco da tavola e cambiando, anche in questo caso, i nomi ai fatti e ai personaggi.
L'appuntamento, quindi, al quale Peppe Lu Mattu sta lavorando da settimane, ha trovato l'appoggio delle Pro Loco di Castello, Ussita e Visso e si svolgerà nella nuova struttura sociale di Ussita dalle ore 15 del primo gennaio.
Peppe Lu Mattu ha preannunciato "premi per grandi e bambini - come ha scritto sulla sua pagina Facebook, ma carbone per la Regione.
Uscite da ste SAE - l'invito del personaggio misterioso ma tanto amato - e venite a giocare. Sarà un bel momento di coesione".

GS
Grave incidente questa mattina sulla strada statale 209 Valnerina.
Per cause in corso di accertamento si sono scontrati due autofurgoni e un'auto tra la galleria di Appennino e il ristorante La locanda del re.
Sono rimaste ferite quattro persone.
Due di queste sono state trasportate in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette mentre gli altri due sono stati trasportati al pronto soccorso dell'ospedale di Camerino.
E' stato chiuso il tratto stradale in entrambe le direzioni dal km 73,000 al km 75,500, nel comune di Visso.

Presenti le squadre Anas e le forze dell’ordine per la gestione della viabilità e per la riapertura in sicurezza del tratto stradale.

(Servizio in aggiornamento)

gs




Il gioco da tavola più amato e conosciuto da grandi e piccini cambia nomi, luoghi, probabilità ed imprevisti. Il Monopoli diventaMaceropoli e lo fa con lo scopo di tenere accesi i riflettori sulle zone terremotate, ma dare anche una mano alla raccolta fondi per l’entroterra colpito dal sisma.
Un’idea, quella del Maceropoli, che arriva proprio da Ussita, Visso e Castello, in particolare da “Peppe lu Mattu”, quel personaggio nato per caso sul web di cui non si conosce la vera identità.
Uno pseudonimo nato per gioco che, creando un account Facebook, ha deciso di diventare una sorta di Pasquino maceratese che fa il dispettoso e rompe le uova nel paniere a tutti.

“L’obiettivo - ci confida - quello di tenere accesi i riflettori su un territorio devastato e abbandonato. Maceropoli è nato come un gioco - spiega Peppe lu Mattu nel dialetto che lo contraddistingue - ho iniziato a giocarci, poi pensandoci, avendo ripreso le stesse logiche del Monopoli, vorrei capire se è possibile stamparlo e commercializzarlo per recuperare fondi e fare donazioni per questi luoghi”.

Imprevisti

Gli imprevisti, le probabilità, fanno riferimento a situazioni specifiche del luogo e della regione e se da un lato, di primo acchitto, possono far sorridere, dall’altro fanno riflettere su quanto lunghe e mai rispettate siano state le promesse degli ultimi tre anni.

probabilità


Maceropoli carte Copia

Ma la gente di montagna, come Peppe lu Mattu, dimostra ancora una volta che basta rimboccarsi le maniche per andare avanti. Così, se durante l’anno lo si fa con il lavoro, in vista delle feste il personaggio misterioso delle zone di Ussita, Visso o Castello propone di farlo in maniera divertente, con un gioco che potrebbe dar vita ad Ussita ad un torneo di Maceropoli per la raccolta fondi. 
Ora che lo abbiamo trovato, sicuramente continueremo a tenervi informati sull’iniziativa a scopo benefico di Peppe lu mattu.


Giulia Sancricca

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Visso si prepara ad accogliere l’arrivo di un foltissimo gruppo di giovani camminatori. Nell’anno del cammino lento, domenica 30 novembre sarà proprio la Perla dei Sibillini tappa conclusiva della prima parte di “Sentiero Italia” che con i suoi 6880 chilometri è il più lungo trekking del mondo alla scoperta delle terre alte italiane.
Il viaggio collettivo Va’ sentiero, iniziato dal Friuli Venezia Giulia il 1 maggio 2019, vede tra i suoi fondatori tre giovani, accomunati dalla passione per la scoperta della montagna. L’idea è quella di percorrere per intero il Sentiero Italia Cai, creato negli anni novanta e recentemente ripreso dal Club Alpino Italiano. 
FOTO SARA FURLANETTO
La scintilla di Va’ sentiero è partita da Yuri Basilicò, Sara Furlanetto e Giacomo Riccobono e ha visto sin da subito l’adesione entusiasta di tanti ragazzi, oltre all’appoggio del Touring Club italiano, deciso a sostenere la carica sociale e positiva di un progetto che guarda alle terre interne della penisola e stimola nelle nuove generazioni un approccio sostenibile alle montagne italiane, raccontandone il fascino, la bellezza e le tradizioni dei territori.
" Che questi giovani abbiano deciso di fare tappa nel nostro borgo- dichiara la vicesindaco Patrizia Serfaustini- è motivo di grande orgoglio. Attendiamo davvero con il cuore in mano questi ragazzi che hanno percorso tanti chilometri; nella devastazione pressochè totale, è brutto da dirsi ma li accoglieremo con l'unica cosa rimasta agibile che è la bellezza della nostra montagna e con i percorsi della nostra bella natura. Ci fa molto piacere averli con noi - aggiunge Patrizia Serfaustini- anche perchè di Visso finora hanno sentito solo parlare senza averla mai conosciuta prima. Saranno accolti dal sindaco Gianluigi Spiganti Maurizi, dalla banda musicale e, non disponendo di posti al chiuso, abbiamo preparato una tensostruttura che ospiterà degli spettacoli che vedranno protagonisti anche dei musicisti che fanno parte del loro gruppo. Sarà un modo per riflettere anche sulle esperienze personali dei giovani che hanno partecipato a questa lunga camminata e contemporaneamente - conclude la vice sindaco- anche su quella che è la nostra situazione. Credo che sarà un bel momento di reciproco arricchimento ". 
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Un territorio che, nel momento in cui la ricostruzione sembra partire, ha assoluto bisogno di sicurezza. Per questo il prefetto di Macerata, Iolanda Rolli, ha voluto incontrare a Camerino i vertici militari e gli amministratori dei territori del cratere. “Un territorio che ho conosciuto visitando tutti i comuni nel momento in cui sono arrivata a Macerata – così il prefetto Rolli – Ora che alcune amministrazioni sono cambiate è importante continuare questo percorso di conoscenza e vicinanza per poter affrontare tutti insieme i molti problemi che questo territorio ha, sia quelli legati al sisma sia quelli comuni a tutte le realtà italiane”. Soprattutto nel cratere sismico molte questioni sono legate, oltre che ai disagi che la popolazione continua a vivere, anche alle tematiche della ricostruzione. “Dopo la conta dei danni – continua il prefetto – ora che la ricostruzione sta partendo è necessario che tutti siamo attenti affinchè questo processo venga vissuto nella legalità. Ecco il motivo per cui abbiamo chiesto ai sindaci e alle forze dell’ordine di intercettare qualsiasi anomalia al riguardo”.
Un intervento a 360 gradi quello del sindaco di Camerino Sandro Sborgia, che ha trattato di tutte le problematiche che insistono nella sua città e non solo. “Un’occasione importante quella offerta dalla sensibilità del prefetto nei riguardi del territorio – le parole del primo cittadino di Camerino – Un territorio i cui problemi non sono solo legati al sisma, ma alcuni di essi sono endogeni. Si è parlato, infatti, di allarme stupefacenti, di ludopatia, di questioni inerenti la ricostruzione e le problematiche che potrebbero nascere sotto il profilo dell’ordine pubblico, i problemi di natura sociale provocati dal terremoto, primo fra tutti quello della solitudine. Far fronte ad una situazione di stravolgimenti non è assolutamente facile, ma siamo sicuri che, anche attraverso la vicinanza del Governo, rappresentato dal prefetto, riusciremo a farvi fronte”.



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i presenti e l'intervento del sindaco Sborgia

L’importanza dell’incontro è stata sottolineata anche dal sindaco di Visso, Gian Luigi Spiganti Maurizi. “Molte le questioni sul tappeto – ha affermato – Una delle più importanti sicuramente il benessere della popolazione e la necessità di dover intervenire, nei casi in cui ce n’è bisogno, sull’assistenza sanitaria. Altresì importante aver concesso a noi sindaci di poter esprimere le nostre idee alla ricerca delle migliori soluzioni ai molti problemi che affliggono le nostre comunità”. “Fondamentale guardarsi in faccia – fa eco il sindaco di Sefro Pietro Tapanelli – La sicurezza è essenziale e per questo abbiamo chiesto aiuti per l’istallazione di telecamere, mezzo essenziale per la prevenzione dei reati. Il fatto, poi, che stia partendo la ricostruzione è motivo ulteriore per non abbassare la guardia. E’ importante lavorare in sinergia su politiche di territorio”.

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Vanno avanti con forza le proposte alimentate e condivise dalle tre associazioni di Visso Ussita e Castelsantangelo, determinate a salvare dalla desertificazione umana e economica, il territorio dell'Alto Nera ferito e deturpato dal sisma.
Finito già nelle mani del presidente del Consiglio Conte “IL PATTO PER L’ALTO NERA” per il ripristino e la conservazione del patrimonio e delle attività nei territori dei tre comuni, già sottoscritto  da 1300 cittadini.
Una proposta che vien dal basso da sottoporre all’attenzione delle istituzioni a tutti i livelli e la cui presentazione sarà al centro dell’assemblea pubblica convocata per le ore 21.00 di lunedì 4 novembre nella palestra di Visso.
Altro punto all’ordine del giorno della riunione, alla quale sono stati invitati i sindaci e le autorità regionali, l’avvio della discussione in merito alla fusione dei comuni di Visso, Ussita e Castelsantangelo Sul Nera.
" Con l'assemblea di lunedì prossimo- spiega Lina Tarragoni di Visso Futura- intendiamo innanzitutto attivare la solidarietà delle tre amministrazioni comunali, augurandoci che vi sia la volontà di prendere in mano questo Patto e farsene parti attive. Scopo della riunione è anche quello di spronare le popolazioni a iniziare una procedura di unificazione dei tre comuni di Visso, Castelsantangelo e Ussita, richiedendo anche un referendum consultivo, allorché non si possa addivenire alla procedura ordinaria prevista per le fusioni. Sarà l'occasione per testare anche le opinioni in merito dei primi cittadini dell'Alto Nera, anche se contiamo molto nel sostegno del sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci che già prima del terremoto aveva deliberato la fusione in consiglio comunale". 
Nel "Patto per l'Alto Nera" è contenuta la richiesta di una normativa speciale che riguardi tutta la fascia umbro- marchigiana e abruzzese, comprensiva dei Parchi dei Sibillini e del Gran Sasso Monti della Laga, che vale a delimitare la vasta zona montana colpita dal sisma, allargandola a territori limitrofi che abbiano subito significativi e ben definiti livelli di danno.
"Chiediamo- chiarisce Lina Tarragoni- una normativa speciale che ci consenta di ricostruire bene, più velocemente e con degli interventi mirati. In più chiediamo una fiscalità particolare che può trovare attuazione nell'applicazione della Legge sulla Montagna e altre normative esistenti, finora sempre disattese. Crediamo fermamente che tutte queste condizioni debbano essere messe in campo per incentivare le persone a restare e soprattutto a tornare nei territori. Le agevolazioni fiscali unite alla contribuzione prevista per le fusioni dei comuni, potranno essere utilmente impiegate per sviluppare servizi e fungere da attrattore per chi voglia venire a vivere nei nostri territori, attivandovi forme di imprenditorialità compatibili con la natura delle nostre zone, a tutela ambientale. Una proposta insomma di medio lungo termine, capace di stimolare investitori ai quali mettere a disposizione edifici per piccoli laboratori artigianali, specialistici di ricerca, di arti e mestieri. La condivisione di intenti tra le nostre associazioni e la stessa assemblea pubblica permetteranno di sviluppare meglio diverse idee e, come ultima istanza- conclude la rappresentante di Visso Futura-, chiediamo anche che il nostro "Patto per l'Alto Nera", venga inserito nella Strategia regionale di sviluppo e ricostruzione che, ad oggi, non contempla la presenza dei tre comuni di Visso, Ussita e Castelsantangelo".
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Il silenzio assordante della zona rossa di Visso, ha fatto da eco al minuto di silenzio, voluto dall'assessore comunale  Patrizia Serfaustini a tre anni dalla scossa più forte. A quell'ora, nel centro storico del borgo medievale sfregiato dal sisma non c'era già più nessuno. Diversi i cittadini che con il cuore gonfio di ricordi e di dolore, sono voluti tornare all'interno di quelle mura che hanno dovuto lasciare in fretta e furia. Tante sensazioni discordanti si sono accumulate nei loro animi: passione viscerale,amarezza, rabbia, incredulità. Pensiero ricorrente: non può morire così la perla dei Sibillini.
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"In ricordo del terzo anniversario- spiega l'assessore Patrizia Serfaustini- ho voluto una manifestazione pacifica. Alcuni dei cittadini non erano più rientrati in piazza ed è stata per loro e per noi tutti una fortissima emozione. Nel silenzio assordante della piazza, abbiamo osservato un minuto di silenzio e in quella beve frazione temporale ho invitato ognuno dei presenti a riflettere su cosa singolarmente si possa fare per aiutare il paese".
Sgomento, dolore e tanta commozione in chi solo ieri ha potuto rendersi conto di quanto accaduto tra quelle pietre intrise di storia. " Vedere il nostro gioiello così ridotto, ha fatto male a tutti, ma dobbiamo tornarci- dice l'assessore- Quello di ieri, è solo uno dei tanti appuntamenti che faremo per riportare le persone in piazza. Ci sto lavorando e credo che queste manifestazioni pacifiche, a cadenza puntuale, siano opportune visto che comunque per anni non sarà possibile riaprirla al pubblico. Con tutte le sicurezze possibili, garantite dalla presenza delle forze dell'ordine,dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, vorrremo rientrarci più spesso; se si potrà e con tutte le sicurezze del caso- sottolinea Serfaustini- una delle visite successive sarà dedicata anche alla chiesa".
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Foto di Elio Aureli 
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Retorico dire che non dimenticheremo mai la scossa che esattamente tre anni fa ha cambiato la vita di tutto il Centro Italia. Diverso, invece, soffermarsi a pensare che spesso ricordiamo perfettamente cosa stavamo facendo quando abbiamo ricevuto una notizia importante. La stessa sensazione arriva quando si torna indietro con la memoria a quella mattina del 30 ottobre 2016. E’ forse quello infatti, per alcuni, l’ultimo ricordo di ciò che stavano vivendo nella casa che hanno dovuto abbandonare in fretta e furia per la paura che arrivasse un boato più forte. Molte di queste persone sono rientrate nella loro abitazione solo con i vigili del fuoco, per mettere in una borsa gli affetti personali e nel cuore i ricordi di una vita.
Tutto è cambiato da quel giorno di tre anni fa. Le piazze che al calar della sera si erano svuotate come ogni giorno, in attesa che l’indomani la vita avesse ripreso il proprio ritmo abituale, attendono ancora che qualcuno torni a passeggiare tra quelle mura. Non sanno che, forse, molti di loro non torneranno. Perché in questi tre anni di attesa, in una delle regioni più longeve d’Italia e dove la media dell’età degli abitanti è molto alta, c’è anche chi ha lasciato questa terra senza mai mollare la speranza di ritornare nella propria casa. E’ così che il Paese delle belle arti, delle chiese e dei castelli da tre anni è ferito al cuore.

Castelsantangelo Sul Nera
Castelsantangelo Sul Nera

Attraversare lo stivale da Nord fino alla punta è come camminare in un salotto dorato dove in mezzo si inciampa su cristalli rotti e mai raccolti. Tre anni di niente, si potrebbe dire. Dove le uniche iniziative prese sono arrivate dal basso, anzi da dentro. Dal cuore di chi ha raccolto i propri cristalli e ha aperto la propria anima alla resilienza. Quella parola su cui, dopo averne tanto sentito parlare, forse per disperazione, ci si è cullati fino ad oggi e si continuerà a farlo. Tre anni di attese, dove c’è chi ha rimodulato la propria vita, dove c’è chi attende tra le pareti di un container, consapevole che ci vorrà del tempo per tornare a vivere come prima, o forse, anche quando sarà possibile farlo, non ci saranno più le forze. O addirittura, facendo qualche calcolo rispetto al sisma del 1997, quando e se tutto sarà ricostruito, si avrà la paura di sprofondare di nuovo.

Camerino
Camerino

Ma il dubbio che in questi anni si è fatto sempre più prepotente tra la gente forte di queste terre è sapere se chi governa questo Paese, tra una sfilata e l’altra nelle crepe più profonde, ha mai capito veramente cosa significhi cambiare vita, adattarsi a qualcosa che non ci si aspettava, attendere senza avere certezze, veder crollare la propria casa non per colpa del sisma, ma del tempo che scorre, quel tempo in cui non si è riusciti a far partire nemmeno le demolizioni ed i ricordi di una vita aspettano sotto le intemperie e il passare delle stagioni.

Giulia Sancricca

Visso
Visso

ussita
Ussita


In atto soluzioni provvisorie per tamponare la crisi idrica che da più mesi interessa il comune di Visso e che soprattutto nell’ultima settimana, ha raggiunto un livello di alta gravità. Consistente la perdita di portata della sorgente di Visso Capoluogo con pesanti disagi per tutta la poplazione e per le attività commerciali. Persino l’azienda Svila ha dovuto ridurre alcuni turni di produzione; visto che le autobotti non erano più sufficienti a riempire i serbatoi e alcune zone del borgo erano rimaste a secco il sindaco Gianlugi Spiganti Maurizi ha interessato del problema la Prefettura e la Protezione Civile. Tre giorni fa, alla presenza del Capo della Protezione Civile regionale Piccininini e dei rappresentanti dell’Ente Parco, si è dato il via libera all’allaccio all’acquedotto dell’Alto Nera.
“ Un allaccio provvisorio che potrà perdurare fino al 30 di marzo 2020 - dichiara il sindaco Spiganti Maurizi – e comunque è già un passo importante perché, pur provvisorio l’utilizzo , il raccordo è un qualcosa che rimarrà e potrà servire provvisoriamente anche un domani dovesse verificarsi per qualsiasi motivo un problema di carenza idrica. Allo studio sono intanto altre possibili soluzioni e spero che a breve diventi concreta anche la possibilità di poter usufruire della nuova sorgente Le Vene e per la fattibilità delle operazioni abbiamo chiesto dei rilievi anche ai Geologi dell'università di Camerino. Di una gentilezza squisita, i geologi Unicam ci hanno spiegato che è preferibile attendere fino a febbraio- marzo prossimi per verificare se la sorgente riesce a riprendere. Quelloattuale – spiega Spiganti Maurizi- è infatti il periodo peggiore; da circa sette mesi non esce che qualche goccia d’0acqua e proprio questo periodo è quello del calo maggiore delle sorgenti . Se pensiamo che da 24- 25 litri al secondo – conclude il sindaco di Visso- siamo passati sì e no a 4 litri al secondo, è comprensibile la portata del problema, oltretutto rapportato alla presenza di una grande azienda come Svila, al numero consistente di SAE del comune e anche alle altre famiglie che sono tornate in paese per la revoca d’inagibilità delle loro case”.
cc

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