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C'è anche Pesaro Urbino tra le 11 province a cui il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri obbliga di evitare ogni spostamento in entrata e in uscita.
La Bozza di Decreto parla, infatti di ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e in alcune province italiane tra cui quella marchigiana più colpita.

"Nello specifico - dice il governatore Luca Ceriscioli - si prevede l’obbligo di evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita, dal territorio e all’interno del territorio, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza.   

Riteniamo corretto intensificare le misure di contenimento vista la forte diffusione del contagio. Abbiamo tuttavia avuto poco tempo a disposizione per elaborare un giudizio su un provvedimento di tale portata. 

Come prima istanza chiediamo particolare attenzione soprattutto su tre punti - precisa Ceriscioli -  è necessario aggiungere una previsione che consenta l’attività delle imprese di qualunque natura e qualsiasi in forma costituite, aventi sede legale e/o operativa nel territorio della Provincia; occorre consentire alle persone almeno il rientro presso il proprio domicilio/abitazione o residenza situato nel territorio della Provincia; è necessario consentire spostamenti per motivi di salute".

GS


Inviato da iPhone
Sono arrivati a 200 i tamponi positivi nelle Marche secondo l'aggiornamento del Gores di questa mattina.
Erano 796 quelli effettuati dalla Sod Virologia dell'ospedale di Torrette. Dopo gli aggiornamento di ieri che vedevano 7 contagi positivi in provincia di Macerata è stato chiuso, in via precauzionale, il reparto di Dermatologia dell'ospedale della città a causa di un medico che sarebbe risultato positivo al tampone per il Coronavirus.
Si tratterebbe di un dottore che accusava già da giorni i sintomi dell'influenza e per questo non si era recato a lavoro da circa una settimana. Una volta effettuato il tampone ha scoperto di essere positivo al Coronavirus.
Ora si trovano in quarantena i pazienti del reparto di Dermatologia e i familiari del medico.
Stando all'aggiornamento dei dati, divisi per provincia, alle ore 10, la provincia di Macerata conta appunto 7 casi positivi; quella di Ancona 38; Fermo 3; Pesaro resta la provincia con il numero più alto: 152.
Due i decessi avvenuti nelle ultime ore: uno a Marche Nord, si tratta di un 78enne con patologie pregresse e uno all'ospedale di Torrette di 59 anni con diverse patologie.

GS
Al termine di un lungo confronto tra il governatore delle Marche, Luca Cerisicoli, e il Consiglio dei Ministri, sono emerse nuove misure da adottare per l'emergenza sanitaria.
L'aumento del numero dei casi di contagio del Coronavirus che è arrivato anche nel Maceratese e nell'Anconetano, ha spinto, infatti, il presidente marchigiano a chiedere ulteriori restrizioni per la sua Regione.
"Visto l'aggravarsi della situazione - scrive - , poiché nelle Marche siamo arrivati a due decessi e oltre 60 casi di Coronavirus, diffusi principalmente nella provincia di Pesaro Urbino, oggi estesi anche nelle province di Ancona e Macerata, emettiamo una nuova ordinanza. Adottiamo le misure necessarie a contenere la diffusione del contagio, a partire dalla mezzanotte del 4 marzo fino alle ore 24 dell'8 marzo, su tutto il territorio regionale. Quindi in questo periodo in tutte le Marche sono sospese le attività didattiche e le manifestazioni pubbliche di qualsiasi natura".


GS

Attende il via libera ufficiale del sindaco di Pesaro Matteo Ricci e di Valeria Mancinelli ma tutto fa presagire che il candidato del PD  per le prossime elezioni regionali possa essere Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e presidente Anci Marche. Impegnatissimo con l'emergenza coronavirus, il governatore uscente Luca Ceriscioli ieri sera ha rilasciato una dichiarazione che lascia pochi dubbi sulla volontà di sostenerne con forza la candidatura, facendo dunque un personale passo indietro.

"La situazione di difficoltà che stiamo attraversando in questi giorni, l’impegno straordinario di tutti, e contestualmente lo stallo che si è determinato nella coalizione di centro sinistra per l’individuazione del candidato Presidente- afferma Ceriscioli-  impongono un atto di forte responsabilità a tutti.
Per questo nei giorni scorsi ho chiesto la disponibilità a Maurizio Mangialardi, presidente dell’Anci Marche e sindaco uscente del comune di Senigallia, persona di grande valore ed ottimo amministratore, di verificare se su una sua ipotetica candidatura a presidente, ci fosse il sostegno degli amministratori delle Marche ".

La nota prosegue alludendo anche al favore dimostrato dalle firme  di oltre 90 sindaci convergenti sul nome di Mangialardi, 11 delle quali apposte da primi cittadini della provincia di Macerata.

"Ho preso atto di una grande risposta e della straordinaria adesione che in queste ore si sta consolidando sulla sua figura- dice Ceriscioli- Invito pertanto Maurizio ad andare avanti con determinazione e con il mio pieno sostegno e chiedo al mio partito, agli alleati, ai sindaci che ancora non hanno aderito, di appoggiarlo con lealtà, convinzione ed entusiasmo per continuare a garantire il buon governo della nostra regione.
Ritrovare una forte unità del centrosinistra e un sostegno da esponenti che ne superano i confini, è il miglior contributo per costruire insieme il futuro della nostra amatissima regione".

 Affidato al segretario Regionale Giovanni Gostoli il percorso che cerca di trovare nuova unità e compattezza all'interno del PD ma, per come si stanno mettendo le cose e se nel frattempo giungeranno ulteriori segnali di sostegno al nome di Maurizio Mangialardi, si può ipotizzare che finisca nel cassetto "la candidatura civica" sostenuta da parte degli alleati e che, per ricomporre i contrasti, lo stesso Gostoli aveva considerata. Gran parte degli alleati di centrosinistra fino ad un settimana fa decisi a tenere unita la coalizione convergendo sul nome forte di un candidato civico, ha fatto tuttavia sapere che nell'ipotesi che tale linea non venga confermata, ognuno potrà sentirsi legittimato a presentare proprie candidature.  
Prova del nove per capire se le divisioni nel partito saranno davvero superate, quella di domenica a Chiaravalle con la Direzione regionale  del PD, presente il vice-segretario nazionale Orlando.

c.c. 
















Sembra una lotta a chi è più forte. Peccato che in questo tira e molla ci sia di mezzo la salute dei cittadini, bambini e ragazzi che perdono fiducia nelle istituzioni e genitori che dalla sera alla mattina devono organizzarsi in base a chi si è aggiudicato la "sfida" del giorno precedente.
Dopo, infatti, la sentenza del Tar che ha annullato l’ordinanza emessa dal governatore Ceriscioli, che disponeva in sostanza il blocco di tutte le attività pubbliche nelle Marche, la giunta regionale ha emanato una nuova ordinanza che ripristina la situazione determinata dalla prima. Il presidente Ceriscioli, al termine di una riunione convocata d’urgenza, ha confermato la chiusura delle scuole e il fermo di ogni manifestazione pubblica sulla base dei casi di contagio da Coronavirus nelle Marche che questa sera risultano essere sei. Così fino a sabato 29 febbraio lezioni sospese, musei e biblioteche chiusi, manifestazioni pubbliche vietate, compreso il rinvio delle partite che si disputano nel territorio marchigiano.
"Dopo la sospensiva del Tar - ha detto Ceriscioli - , motivata dal fatto che quando è stata emanata non erano segnalati casi nella nostra Regione, posso dire che ad oggi i casi sono diventati sei e ho ritenuto opportuno fare una nuova ordinanza, con ulteriori motivazioni, fino alle 24 di sabato prossimo, con le stesse indicazioni e misure dell'ordinanza precedente. Tenendo conto anche della scadenza che applicano le altre Regioni per poi vedere il da farsi con l'evolversi della situazione".

FU
GS
Una storia che si ripete, al limite della credibilità. I marchigiani non hanno nemmeno fatto in tempo a convincersi che l'ordinanza regionale fosse reale e non una fake news che subito è arrivato il disappunto del governo che ha messo in crisi genitori e alunni, nonostante Ceriscioli abbia ribadito che le scuole restano chiuse.
Il premier Giuseppe Conte, infatti, dello stesso parere di Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile, ha deciso di impugnare il provvedimento firmato dal governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, nel tardo pomeriggio di ieri e che prevede la chiusura delle scuole dalla mezzanotte del 26 febbraio alla mezzanotte del 4 marzo, così come il blocco delle manifestazioni pubbliche che erano in programma nello stesso periodo, i viaggi di istruzione sia sul territorio nazionale che internazionale, i musei, i luoghi di cultura e le biblioteche ed i concorsi pubblici, fatti salvi quelli relativi a professioni sanitarie per le quali dovranno essere garantite le opportune misure igieniche.
Una ordinanza che ha goduto del suo successo poco più di tre ore ma che sarà comunque applicata, diversamente da quella del giorno precedente, stoppata sul nascere, proprio nel momento della presentazione. 
Già ieri, dopo il vertice del premier in videoconferenza con i governatori regionali, il presidente Ceriscioli aveva dimostrato disappunto nei confronti delle modalità di gestione dell'emergenza da parte del Governo, ritenendole "al contrario" e si era detto dispiaciuto per quanto accaduto lunedì in conferenza.
Ieri le acque sembravano essersi placate, tanto che le dichiarazioni di Conte parlavano di una "linea comune", ma così non deve essere stato.
Secondo una nota congiunta deiministri degli Affari Regionali Francesco Boccia, dell'Istruzione Lucia Azzolina e dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, "Con la sua decisione unilaterale di firmare un'ordinanza per la chiusura di tutte le scuole e Università della Regione Marche, il governatore Luca Ceriscioli si sfila dall'accordo che era stato raggiunto solo poche ore prima nel corso dell'incontro tra governo e Regioni alla Protezione Civile e viene meno all'impegno preso con tutti gli altri governatori che invece si stanno attenendo alle disposizioni concordate". 
Intanto si attendono per oggi i risultati degli ulteriori esami svolti  al centro diagnostico dell'istituto superiore della sanità per il primo tampone risultato positivo al Coronavirus nelle Marche, a Pesaro. Solo dopo il controllo di oggi si potrà dire con certezza che anche nelle Marche c'è il primo contagio.
Una incongruenza, quindi, tra le dichiarazioni del capo dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che ritiene giusta la chiusura delle scuole nelle regioni dove ci sono contagiati e quella di impugnare l'ordinanza di Ceriscioli.
Una querelle che ha il sapore di scontro politico, soprattutto in vista delle prossime elezioni regionali.

GS

Bisognerà attendere qualche ora per conoscere l'ordinanza scaturita dopo l'incontro di questa mattina, in videoconferenza, tra il premier, i ministri e i governatori delle Regioni d'Italia.
Il presidente Luca Ceriscioli interviene dopo l'incontro condannando la scelta del Governo che, lui stesso definisce "al contrario".
Poi il commento sulla necessità di attendere per l'ordinanza: "Dobbiamo aspettare qualche ora in più perchè il Governo ha preso un percorso molto particolare. Dopo l'incontro di questa mattina le linee non sono ancora disponibili perchè è stato intrapreso un percorso alla rovescia. Nel momento in cui c'era la volontà di fare una cosa omogenea - spiega - dovevano essere dettate subito le linee. Ora è crescente la necessità di avere le misure da applicare".

Infine l'opinione del governatore sullo stop di Conte arrivato per lui ier durante la conferenza stampa: "Credo che in un momento difficile le istituzioni debbano collaborare al massimo. Mi è dispiaciuta la dinamicha, ma certamente abbiamo dimostrato il nostro impegno e non ci tiriamo indietro". 

GS
"Sono negativi tutti i sei tamponi analizzati oggi dal Laboratorio dell'Ospedale di Torrette".
Ad annunciarlo è il governatore Luca Ceriscioli con un post su Facebook, smentendo anche le voci che oggi vedevano positivi alcuni tamponi: "I tamponi , erano giunti in giornata dalla città di Fano, uno da Senigallia, due da Ancona e due da Macerata. La situazione nelle Marche si conferma dunque, come negli scorsi giorni, senza casi accertati della malattia - spiega - , e con un totale di 16 campioni analizzati a partire dal 27 gennaio 2020, giorno di insediamento del Gruppo operativo per l'emergenza sanitaria.

Si ricorda che da domani mattina, 25 febbraio, sarà attivo il numero verde 800936677, operativo dalle 8 alle 20, per fornire informazioni e chiarire i dubbi dei cittadini. Si ribadisce dunque che tutte le persone che dovessero avere dubbi rispetto al loro stato di salute non devono recarsi in ospedale né negli studi dei medici di medicina generale, ma contattare telefonicamente questi ultimi, o chiamare la guardia medica o, da domani, il nuovo numero verde messo a disposizione dalla Regione Marche. 
Nella giornata di oggi sono - chiarisce il governatore - circolate con insistenza voci di tamponi con esito positivo. Voglio rassicurare tutti i cittadini che i risultati dei test saranno comunicati ogni giorno non appena disponibili e quindi vi invito a non fidarvi di voci non verificate, che possano ingenerare inutili preoccupazioni, perché sarete sempre tempestivamente informati".

GS
Manifestazioni pubbliche e viaggi d'istruzione bloccati fino al prossimo 2 marzo. Sono queste le ultime misure cautelari decise dal consiglio regionale delle Marche a scopo precauzionale dopo gli ultimi sviluppi sul Coronavirus. 
Mentre, infatti, arrivava la notizia della quinta vittima in Italia, la Regione Marche era in conferenza e diretta streaming insieme al Gores, Gruppo operativo per l’emergenza sanitaria, per dare gli ultimi aggiornamenti e prendere le ultime decisioni in merito. Tra queste la decisione di sospendere tutti i viaggi d'istruzione e le manifestazioni pubbliche. La Regione aveva anche deciso di chiudere le scuole di ogni ordine e grado da domani fino al 2 marzo, ma durante la conferenza il governatore ha spiegato che questa parte dell'ordinanza sarà sospesa e valutata domani insieme alle altre Regioni: "Sulla chiusura delle scuole - ha aggiunto - mi hanno chiesto di fare un confronto con le altre Regioni. Quindi se avremo il via libera la chiusura partirà da mercoledì. Domani incontreremo le Anci e i Prefetti per rafforzare la prevenzione - ha detto il governatore Luca Ceriscioli - . Cerchiamo di mettere in campo tutte le risorse sotto questo profilo. Ieri è stata una domenica particolare perchè aspettavamo con ansia che si mettessero in campo gli strumenti necessari in questa fase. Nessuno si sente isola felice - ha aggiunto - , siamo tutti sulla stessa barca. Il fatto che in alcune regioni ci siano dei casi e in altre no, come attualmente la nostra, non si tratta di fortuna o sfortuna. E' una emergenza importante, si prendono misure anche forti e, seguendo le indicazioni, si riesce a tutelare la collettività. Il panico non ci aiuta, è importante seguire tutte le indicazioni". 

(Servizio in aggiornamento)

GS
"Gli amministratori della sanità fanno quello che vogliono e lo fanno male. Questa volta hanno deciso di penalizzare i nostri medici migliori ed è inaccettabile. Che titoli hanno queste persone per decidere di sanità? Uno è un commercialista (il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, ndr) e l'altro è un insegnante di matematica alle medie (il governatore Luca Ceriscioli, ndr). Le persone devono sapere che con la determina 742 anche i medici saranno penalizzati e rischiano di essere trasferiti".
Non l'ha proprio digerita, Marco Marchetti, medico in pensione e presidente del comitato per la difesa dell'ospedale di San Severino, la determina 742 del 31 dicembre con la quale i reparti di oncologia, hospice e radiologia vengono declassati da unità semplici dipartimentali a unità semplici. A suo avviso, e i presenti alla riunione di ieri sera sono stati d'accordo, è necessario informare la popolazione della penalizzazione che in questo modo dovrebbero subire i medici che operano in quei reparti. Due nomi, ieri sera, sono stati fatti a titolo esemplificativo: "La dotoressa Benedetta Ferretti, di oncologia, lavora dalla mattina alla sera - incalza - ed è stata penalizzata, proprio lei che è una fra le più ligie al dovere, più preparate e più benvolute. Lo stesso discorso vale per Sergio Giorgetti, dell'Hospice. Tutti, in un modo o nell'altro, siamo passati per i loro reparti o li abbiamo conosciuti e tutti sappiamo quanto siano professionali. Le persone devono sapere che con questa determina, da un momento all'altro, possono essere trasferiti a Macerata".
Dalla riunione del comitato è emersa la volontò di organizzare una assemblea di protesta ma al contempo di solidarietà verso questi professionisti che tengono in vita i loro reparti dando tutti se stessi. La data individuata dovrebbe essere quella del 29 febbraio e la parola sarà data ai cittadini. "I sindaci saranno invitati e potranno partecipare - ha detto il vicepresidente Marco Massei - ma saranno i cittadini a parlare questa volta e le istituzioni dovranno ascoltare".
Nel corso della riunione è stato espresso anche dissenso e disappunto da tutti per come è stato gestito il consiglio comunale aperto del 30 gennaio: "Non solo non è stato permesso ai cittadini di parlare ma anzi, è stata il sindaco stesso, per il tramite del presidente del consiglio, a imbavagliare chi ha tentato di prendere la parola addirittura facendo intervenire la polizia locale. E' stato uno schiaffo a tutta la cittadinanza. E poi, è stata un'occasione persa. Doveva essere fatto firmare a tutti i sindaci presenti un documento per chiedere l'immediato ritiro della determina e fatto approvare dal consiglio".


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(Marco Massei)

A tirare le somme è stato Massei che ha quindi sottolineato di nuovo come la determina 742 "non solo penalizza i cittadini ma anche i medici che vengono letteralmente umiliati dopo aver dato tutta la vita per il lavoro. Va fatto sapere a tutti che la Ferretti o gli altri, corrono il rischio di essere trasferiti a Macerata. Gli stanno dando il benservito". Poi ha ricordato un dettaglio non da poco che riguarda il punto nascite settempedano ormai chiuso dal 2016: "Mi corre l'obbligo di ricordare che è stato chiuso senza che il Tar si pronunciasse nel merito come stabilito dal Consiglio di Stato. Non c'è mai stata udienza, giace su un binario morto da tre anni probabilmente per pressioni politiche. In tal proposito, si può fare istanza di sollecito e paradossalmente potrebbe ancora essere accolto (anche in considerazione della legge nazionale che regola la gestione dei punti nascita. Il decreto Balduzzi infatti stabiliva che per le zone montane potevano restare attivi i punti nascita con più di 500 parti all'anno, soglia che San Severino superava ampiamente, ndr). Pensate che razza vergogna".
E infine un invito all'amministrazione di San Severino: "Non è possibile che si lotti contro Camerino, come purtroppo ci giunge voce. Il nostro non è ridotto a ospedale di comunità solo grazie al fatto che siamo ospedale di Camerino-San Severino. Lottare contro - conclude - significa fare una lotta fratricida".

g.g. 

 


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