Appennino Camerte
L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
del
25 Feb 2023
Esclusivo abbonati
18 febbraio 2023 - n.6
del
20 Feb 2023
Esclusivo abbonati
11 febbraio 2023 - n.5
del
20 Feb 2023
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4 febbraio 2023 - n.4
del
20 Feb 2023
Esclusivo abbonati
28 gennaio 2023 - n.3
del
29 Gen 2023
Esclusivo abbonati
21 gennaio 2023 - n.2
del
24 Gen 2023
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14 gennaio 2023 - n.1
del
15 Gen 2023
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24 dicembre 2022 - n.48
del
27 Dic 2022
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17 dicembre 2022 - n.47
del
19 Dic 2022
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10 dicembre 2022 - n.46
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09 Dic 2022
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3 dicembre 2022 - n.45
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29 Nov 2022
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26 novembre 2022 - n.44
del
23 Nov 2022
Esclusivo abbonati
L'Appennino camerte - 19 novembre 2022 - n.43
del
15 Nov 2022
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L'Appennino camerte - 12 novembre 2022 - n.42
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08 Nov 2022
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L'Appennino camerte - 5 novembre 2022 - n.41
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03 Nov 2022
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L'Appennino camerte - 29 ottobre 2022 - n.40
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25 Ott 2022
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L'Appennino camerte - 22 ottobre 2022 - n.39
del
19 Ott 2022
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L'Appennino camerte - 15 ottobre 2022 - n.38
del
11 Ott 2022
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L'Appennino camerte - 8 ottobre 2022 - n.37
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05 Ott 2022
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L'Appennino camerte - 1 ottobre 2022 - n.36
del
27 Set 2022
Esclusivo abbonati
Finalmente un calzolaio per Camerino. Sono trascorsi sei lunghi anni da quando la città è rimasta totalmente senza un ciabattino, tanto che per piccoli lavori di riparazione finora ci si è dovuti spostare nei comuni limitrofi.
Sceglie un nome semplice e diretto la nuova attività di imminente apertura in via Ridolfini 25: “Laboratorio di calzolaio”.
Alle tante storie di coraggio e determinazione a restare, che in questi anni del post-sisma abbiamo raccontato, si aggiunge oggi la bella e inusuale vicenda di chi, come Darius Urbanek, 54 anni, olandese con ascendenze polacche, decide di partire da lontano per venire a vivere e lavorare qui da noi.

Lui, che nella vita si è adattato a diversi mestieri, prima di arrivare a Camerino ha fatto il calzolaio in Olanda per quattordici anni. Attualmente abita in un piccolo locale a Santa Lucia, procuratogli da una coppia olandese che vive a Camerino da qualche tempo. L’idea di aprire una bottega di calzolaio gliel’hanno suggerita proprio gli amici olandesi.
Anche se, ci confida Darius, arrivare al dunque non è stato così semplice. La burocrazia che ha dovuto affrontare all’inizio (dall’agenzia delle entrate, dove non erano sufficienti né il codice fiscale olandese né quello polacco, ai vari sportelli per le attività produttive) lo stava quasi per far desistere. Se lo avesse saputo prima probabilmente avrebbe desistito.
Per l’apertura attendeva solo un macchinario da Bologna che proprio in questi giorni è arrivato Quindi, ci siamo. Solo piccoli dettagli e Darius potrà essere operativo
Persona molto solare, estroversa, ha fatto conoscenza già con qualche camerinese, compresi noi dell’Appennino Camerte.
Conosce poco l’italiano, ma è fermamente intenzionato a impararlo. «Tre parole al giorno!» ha detto «... tanto per cominciare».
Per ora, inframezzando il discorso con tutte le parole di italiano che sa, comunica in inglese e in tedesco. Con i clienti non sarà un problema: nel commercio il modo di comunicare lo si trova sempre, come è noto sin dall’antichità.
È contento di sapere che nel locale di via Ridolfini 25 tanti anni fa c’era un negozio di scarpe e, a poca distanza, anche una bottega di calzolaio. Non ha una famiglia propria, ma gli piacerebbe far visitare queste bellissime zone alla sorella e alla madre.
A Darius Urbanek, che conta di formarsi una clientela vasta e di poter mettere radici a Camerino, l’augurio di un cammino lungo pieno di belle soddisfazioni.
Carla Campetella
Sceglie un nome semplice e diretto la nuova attività di imminente apertura in via Ridolfini 25: “Laboratorio di calzolaio”.
Alle tante storie di coraggio e determinazione a restare, che in questi anni del post-sisma abbiamo raccontato, si aggiunge oggi la bella e inusuale vicenda di chi, come Darius Urbanek, 54 anni, olandese con ascendenze polacche, decide di partire da lontano per venire a vivere e lavorare qui da noi.

Lui, che nella vita si è adattato a diversi mestieri, prima di arrivare a Camerino ha fatto il calzolaio in Olanda per quattordici anni. Attualmente abita in un piccolo locale a Santa Lucia, procuratogli da una coppia olandese che vive a Camerino da qualche tempo. L’idea di aprire una bottega di calzolaio gliel’hanno suggerita proprio gli amici olandesi.
Anche se, ci confida Darius, arrivare al dunque non è stato così semplice. La burocrazia che ha dovuto affrontare all’inizio (dall’agenzia delle entrate, dove non erano sufficienti né il codice fiscale olandese né quello polacco, ai vari sportelli per le attività produttive) lo stava quasi per far desistere. Se lo avesse saputo prima probabilmente avrebbe desistito.
Per l’apertura attendeva solo un macchinario da Bologna che proprio in questi giorni è arrivato Quindi, ci siamo. Solo piccoli dettagli e Darius potrà essere operativo
Persona molto solare, estroversa, ha fatto conoscenza già con qualche camerinese, compresi noi dell’Appennino Camerte.
Conosce poco l’italiano, ma è fermamente intenzionato a impararlo. «Tre parole al giorno!» ha detto «... tanto per cominciare».
Per ora, inframezzando il discorso con tutte le parole di italiano che sa, comunica in inglese e in tedesco. Con i clienti non sarà un problema: nel commercio il modo di comunicare lo si trova sempre, come è noto sin dall’antichità.
È contento di sapere che nel locale di via Ridolfini 25 tanti anni fa c’era un negozio di scarpe e, a poca distanza, anche una bottega di calzolaio. Non ha una famiglia propria, ma gli piacerebbe far visitare queste bellissime zone alla sorella e alla madre.
A Darius Urbanek, che conta di formarsi una clientela vasta e di poter mettere radici a Camerino, l’augurio di un cammino lungo pieno di belle soddisfazioni.
Carla Campetella
