Appennino Camerte

L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
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La sua ditta non è più attiva, ma presenta false dichiarazioni per ricevere i contributi a fondo perduto previsti dal “Decreto Sostegni”. È il motivo per cui il titolare di un’azienda che si occupava di confezioni in serie di abbigliamento è stato denunciato dalla guardia di finanza di Macerata. I militari gli contestano di aver percepito indebitamente oltre 42mila euro di aiuti grazie alle misure di supporto alle imprese colpite dalla crisi economica durante l’emergenza Covid. Ora l’uomo rischia di dover restituire il doppio di quanto ricevuto.

Nell’ambito dei controlli contro la percezione indebita di incentivi nazionali, i finanzieri del gruppo di Macerata hanno avviato una serie di indagini che prevedono la verifica fiscale nei confronti di titolari di partite Iva. Nella fattispecie, dall’attività di indagine è emerso come l’uomo, legale rappresentante della ditta, avesse falsificato i dati relativi al calo del fatturato durante il periodo in cui era vigente il Decreto Sostegni.

La misura, varata dal governo Conte, prevedeva incentivi a fondo perduto per le aziende. Contributi erogati in relazione al volume di fatturato perso a causa delle misure restrittive contro il contagio da Coronavirus. Nel tentativo di accaparrarsi gli indennizzi statali, l’uomo ha presentato dichiarazioni false relative alle perdite subite. È emerso infatti come l’azienda di cui era a capo avesse cessato l’attività ben prima dell’entrata in vigore del provvedimento, nonostante la sua posizione fiscale fosse ancora formalmente attiva. L’uomo è stato denunciato per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. L’illecito è stato segnalato anche alla direzione provinciale di Macerata dell’Agenzia delle Entrate: in queste fattispecie è infatti prevista una sanzione amministrativa che può arrivare fino al 200 percento della somma indebitamente percepita.
Denunciate tre persone dalla Guardia di Finanza di Camerino. Disposto il sequestro di beni per un milione di euro.

Si è conclusa così l’indagine dei militari camerti, con lo scacco ad un giro di fatture false per circa 3,8 milioni di euro e la denuncia dell’amministratore “di fatto” e di due “teste di legno” di una società di capitali operante nel settore calzaturiero.

L’attività investigativa svolta, oltre a permettere di constatare l’omessa presentazione, da parte della società, delle dichiarazioni dei redditi e dell’Iva, ha consentito di ricostruire il suo reale giro d’affari nonché la scoperta di fatture per operazioni inesistenti, emesse per circa 3,8 milioni di euro nei confronti di aziende con sede in diverse regioni d’Italia, la cui posizione è stata segnalata ai competenti Reparti del Corpo di Roma, Ancona ed Arezzo, per consentire di formulare i relativi addebiti anche in capo agli utilizzatori, i quali hanno tratto, evidentemente, indebiti vantaggi fiscali.

Dal 2019 infatti, la società si è trasformata in una cosiddetta “cartiera”,con il subentro di due “teste di legno”, avvicendatesi tra loro, e di un amministratore “di fatto”, vero dominus della frode fiscale.

Gli approfondimenti investigativihanno anche permesso di rilevare irregolarità nella cessione di crediti d’impostaper oltre330mila euro e che, nel periodo di sua piena operatività, cioè prima che agisse da “cartiera”, ha posto in essere, in evasione di imposta, rilevanti vendite di calzature, pellame, articoli di abbigliamento ed accessori, per un valore di oltre 1,7 milionidi euro, di cui oltre 1,2 milioni di euro in esportazione, soprattutto in Russia e Stati Uniti di America.

Infine, i minuziosi riscontri documentali hanno consentito di individuare due lavoratori impiegati in nero dalla società, con la contestazione di una maxisanzione.

I tre responsabili sono stati denunciati per svariati reati tributari e il giudice per le indagini preliminari di Macerata ha disposto, su richiesta del Procuratore, il sequestro di beni e disponibilità finanziarie finalizzato alla confisca per l’importo di circa 1 milione di euro, in relazione al quale le Fiamme Gialle camerti hanno eseguito il sequestro di quote societarie, disponibilità finanziarie su conti correnti e beni mobili.

g.g.

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