Appennino Camerte
L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
del
25 Feb 2023
Esclusivo abbonati
18 febbraio 2023 - n.6
del
20 Feb 2023
Esclusivo abbonati
11 febbraio 2023 - n.5
del
20 Feb 2023
Esclusivo abbonati
4 febbraio 2023 - n.4
del
20 Feb 2023
Esclusivo abbonati
28 gennaio 2023 - n.3
del
29 Gen 2023
Esclusivo abbonati
21 gennaio 2023 - n.2
del
24 Gen 2023
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14 gennaio 2023 - n.1
del
15 Gen 2023
Esclusivo abbonati
24 dicembre 2022 - n.48
del
27 Dic 2022
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17 dicembre 2022 - n.47
del
19 Dic 2022
Esclusivo abbonati
10 dicembre 2022 - n.46
del
09 Dic 2022
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3 dicembre 2022 - n.45
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29 Nov 2022
Esclusivo abbonati
26 novembre 2022 - n.44
del
23 Nov 2022
Esclusivo abbonati
L'Appennino camerte - 19 novembre 2022 - n.43
del
15 Nov 2022
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L'Appennino camerte - 12 novembre 2022 - n.42
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08 Nov 2022
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L'Appennino camerte - 5 novembre 2022 - n.41
del
03 Nov 2022
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L'Appennino camerte - 29 ottobre 2022 - n.40
del
25 Ott 2022
Esclusivo abbonati
L'Appennino camerte - 22 ottobre 2022 - n.39
del
19 Ott 2022
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L'Appennino camerte - 15 ottobre 2022 - n.38
del
11 Ott 2022
Esclusivo abbonati
L'Appennino camerte - 8 ottobre 2022 - n.37
del
05 Ott 2022
Esclusivo abbonati
L'Appennino camerte - 1 ottobre 2022 - n.36
del
27 Set 2022
Esclusivo abbonati
Il consigliere provinciale della Lega con delega all'istruzione Laura Sestili prende posizione attraverso una nota sulle esternazioni offerte dagli esponenti del PD camerte e non solo in merito al piano scolastico provinciale che molto ha fatto discutere soprattutto nei comuni dell'entroterra maceratese. Posizioni che la stessa Sestili definisce "false e pretestuose, basate sulla cieca ostinazione e devastante attitudine di vivere permanentemente nell’immobilità, per preservare logiche clientelari e di potere, senza avere la benché minima idea di fare un’attenta e mirata programmazione".
"La situazione di partenza è ben nota - prosegue la Sestili - A fronte del fondamentale principio di garantire a tutti il diritto all’istruzione in conformità al dettato costituzionale e al dovere morale di agire rispondendo ai numerosi bisogni in tal senso, il panorama della rete scolastica provinciale era ed è deprimente; a distanza di ben sei anni dal terremoto del 2016 poco, se non nulla, è stato fatto; frutto dell’inerzia delle istituzioni, composte proprio da quei personaggi che starnazzano senza avere ancora capito cosa è accaduto e cosa accadrà.
Questi sedicenti amministratori, che nulla conoscono del mondo scolastico, purtroppo non sanno o non vogliono avere una visione lungimirante della complessiva organizzazione scolastica e della sua corretta integrazione con le previsioni normative e le evoluzioni prossime future, pensando di protrarre la logica del conservatorismo e dell’emergenza e questuando, quando necessario, eccezioni normative o elargizioni economiche che, come dimostrato con i fatti, vanno a scapito della collettività e della comunità studentesca senza risolvere i mali presenti.
Il tutto incentrato su logiche localistiche, di gestione del potere e delle clientele, e per questo votato all’immobilismo.
Il piano della Provincia di Macerata, peraltro recepito a pieni voti dall’USR, dal comparto sindacale e dal consiglio provinciale avrebbe consentito di avere già dal prossimo anno un Dirigente scolastico e un Dirigente amministrativo a tempo pieno, invece di un reggente in condominio che non riesce a garantire efficacia e presenza, rimanendo peraltro totalmente invariata la situazione per personale docente e tecnico.
Nessuna scuola sarebbe stata soppressa, nessun taglio di personale si sarebbe effettuato, anzi si sarebbe garantito un futuro sereno e certo per tutti gli istituti dell’alto maceratese consentendo di avere corsi efficienti e minimizzando le necessità di spostamento degli studenti e dei docenti, il tutto in piena autonomia, ponendo fine all’economia dell’emergenzialità che, quando finirà, troverà tutti impreparati e arriveranno, in quel caso sì, dolorosi e traumatici tagli della filiera scolastica.
Questa è una logica che la Lega non può condividere o partecipare, dato che vuole programmazione e stabilità per i nostri figli e studenti".
"La situazione di partenza è ben nota - prosegue la Sestili - A fronte del fondamentale principio di garantire a tutti il diritto all’istruzione in conformità al dettato costituzionale e al dovere morale di agire rispondendo ai numerosi bisogni in tal senso, il panorama della rete scolastica provinciale era ed è deprimente; a distanza di ben sei anni dal terremoto del 2016 poco, se non nulla, è stato fatto; frutto dell’inerzia delle istituzioni, composte proprio da quei personaggi che starnazzano senza avere ancora capito cosa è accaduto e cosa accadrà.
Questi sedicenti amministratori, che nulla conoscono del mondo scolastico, purtroppo non sanno o non vogliono avere una visione lungimirante della complessiva organizzazione scolastica e della sua corretta integrazione con le previsioni normative e le evoluzioni prossime future, pensando di protrarre la logica del conservatorismo e dell’emergenza e questuando, quando necessario, eccezioni normative o elargizioni economiche che, come dimostrato con i fatti, vanno a scapito della collettività e della comunità studentesca senza risolvere i mali presenti.
Il tutto incentrato su logiche localistiche, di gestione del potere e delle clientele, e per questo votato all’immobilismo.
Il piano della Provincia di Macerata, peraltro recepito a pieni voti dall’USR, dal comparto sindacale e dal consiglio provinciale avrebbe consentito di avere già dal prossimo anno un Dirigente scolastico e un Dirigente amministrativo a tempo pieno, invece di un reggente in condominio che non riesce a garantire efficacia e presenza, rimanendo peraltro totalmente invariata la situazione per personale docente e tecnico.
Nessuna scuola sarebbe stata soppressa, nessun taglio di personale si sarebbe effettuato, anzi si sarebbe garantito un futuro sereno e certo per tutti gli istituti dell’alto maceratese consentendo di avere corsi efficienti e minimizzando le necessità di spostamento degli studenti e dei docenti, il tutto in piena autonomia, ponendo fine all’economia dell’emergenzialità che, quando finirà, troverà tutti impreparati e arriveranno, in quel caso sì, dolorosi e traumatici tagli della filiera scolastica.
Questa è una logica che la Lega non può condividere o partecipare, dato che vuole programmazione e stabilità per i nostri figli e studenti".
