Notizie religiose nelle Marche
Venerdì, 20 Dicembre 2024 11:31
Natale, il messaggio dell'Arcivescovo Francesco Massara
Carissimi Sorelle e Fratelli,
ero intento a pensare alle parole con le quali poter augurare a ciascuno di voi un sereno Natale, quando mi ritrovo tra le mani una locandina che promuove un concorso sul presepe più bello.
Davanti a una così lodevole iniziativa, un sorriso ha scaldato il mio cuore.
In una società, che ha smarrito il senso cristiano dello spirito natalizio e ha dimenticato il valore profondo del mistero che celebriamo, dedita ormai al consumismo sempre più sfrenato, c’è chi del presepe, simbolo della nascita di Gesù, non a caso viene chiamato anche “Natività, ne fa un concorso.
Il presepe, secondo la tradizione, prende origine dal desiderio di S. Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Gesù. E proprio lo slogan “il presepe più bello” mi ha offerto l’opportunità per una riflessione sul vero significato del Natale.
Eppure, l’accoglienza che, da oltre 2000 anni, riserviamo al Verbo di Dio che si fa carne non solo non è sempre bella ma troppo spesso è diffidente, fredda, ostile, inospitale...
Ogni Natale nelle nostre case, nelle nostre chiese e in molte piazze, continuiamo a celebrare le festività natalizie, allestendo presepi, piccoli o grandi, con scenari diversi frutto della nostra impareggiabile fantasia artistica.
Tuttavia, questi presepi, preparati con tanta cura che a volte sfiora la perfezione, e poi, smontati e impacchettati, al termine delle feste, sono mere rappresentazioni edulcorate dei fatti che avvennero storicamente. Non sono certamente presepi della tradizione del Messaggio cristiano!
I presepi veri sono quelli che dobbiamo adoperarci a costruire nella vita di tutti i giorni e nell’arco di tutto l’Anno liturgico accogliendo, per esempio, i nostri simili non come estranei, ma come familiari, e mettendo realmente “in scena” il mistero dell’incarnazione di Dio nella storia.
I presepi autentici sono quelli che mettono al centro Chi nasce e non i nostri timori o incertezze per ciò che finisce.
I presepi viventi sono quelli che fanno di noi levatrici dell’anima, gli uni per gli altri, incoraggiando il fiorire della speranza anche quando essa appare difficile e animando la fiducia, anche quando le ragioni per tentennare, dubitare o non credere, sono numerose e pressanti.
I presepi corrispondenti alla Natività sono quelli che annunciano la Buona Notizia a quanti non sperano più nulla e accolgono, prendendosene cura, coloro che si sentono sospinti ai margini della socialità, nei deserti esistenziali.
I presepi sicuri sono quelli in cui la società civile e quella ecclesiale collaborano all’unisono, per costruire ed edificare una società in cui la Pace nasce grazie al suono di parole generatrici di dialogo e non sotto quelle assordanti delle armi.
I presepi dignitosi sono quelli in cui lo Stato si impegna a garantire il bene comune creando occupazione ed eliminando la disoccupazione, l’incertezza e la povertà.
I presepi benevoli sono quelli in cui la Chiesa fa della carità non un vessillo da ostentare, ma una realtà bella da praticare e sostenere anche nel nascondimento della quotidianità.
Non è una missione impossibile!
Il presepe è tutto questo.
In fondo, serve poco per edificare un presepe che non sia solo commercio facile e scampanellante, che non sia una vetrina, costruita sulle fondamenta sfarzose dell’apparenza. A volte, basta solo impegnarsi a fare il proprio dovere. Spesso è sufficiente una parola pronunciata con delicatezza, un gesto fraterno, la briciola dorata di un sorriso, una piccola preghiera, un tenero abbraccio.
Per essere vero, il Natale non può servire unicamente a stimolare emozioni sociali che rimangono tali e a promuovere una giostra di vendite, di acquisti e di scambi.
Per essere vero, il Natale deve accendere la profondità dell’anima, dev’essere personale, essenziale, solidale, spirituale e carico di parole augurali che non abbiano il sapore della circostanza.
Il Natale deve curare le ferite che albergano nei nostri cuori, alleviare la nostra solitudine e le sofferenze più profonde dell’animo.
Cari fratelli e sorelle, il mio augurio è che per questo Natale, ci impegniamo, insieme, a costruire un presepe in cui si possa ammirare la vicinanza e l’impegno concorde delle Istituzioni e dei cittadini, in cui sia concreto il sostegno a coloro che stanno perdendo o hanno perduto il lavoro, a coloro che stanno affondando in una situazione di debolezza e di precarietà, come avviene per tanti nostri giovani…e non solo!
Un presepe in cui si possa scorgere una politica capace di uscire da rissosità interne, avulsa dagli interessi di parte, il cui operato sia rivolto sempre più alla tutela e alla salvaguardia del bene comune, concreto e attuale, con lo sguardo sempre rivolto alla persona e al rispetto dei suoi diritti fondamentali.
Un presepe che possa attuare un sistema sanitario che restituisca dignità ai malati, che riduca le infinite liste di attesa, che abbatta le difficoltà ad accedere ai servizi essenziali.
Mi auguro che, come Chiesa locale, possiamo essere capaci di costruire un presepe sempre più simile alla casa di Betlemme e di Nazareth, ossia una Chiesa più unita, segnata dal vincolo della concordia e della partecipazione, improntata ad un cammino ecclesiale e sinodale colto nel suo significato più completo e autentico.
Un presepe, il nostro, che sia una chiesa-casa, una famiglia in cui ciascuno si sente accolto, valorizzato e accettato per quello che è e per quello che ha.
A tal proposito, auspico che il Giubileo che ci apprestiamo a celebrare non sia un semplice evento da compiere per dovere o da subire passivamente, ma un vero anno di Grazia da vivere e sperimentare personalmente. Un tempo speciale in cui - come ci ha ricordato Papa Francesco nella bolla di indizione Spes non confundit, cioè la Speranza non delude - possa riaccendersi la speranza della riconciliazione e della conversione del cuore, unitamente alla speranza di edificare una storia fatta di solidarietà e giustizia.
Auspico di cuore che questo tempo di Grazia mostri il volto di una Chiesa interessata a Gesù Cristo ed al Vangelo, che parli e viva di Lui in tutte le comunità; che renda i rapporti sempre più autentici e meno formali e che accolga tutti.
Spero in una Chiesa più ricca di Gesù Cristo, di Amore, di misericordia, di accoglienza fraterna. Desidero una Chiesa che, all’occorrenza, sappia dire parole sincere e veritiere, anzitutto a sé stessa, e poi, quando necessario, anche al potere economico, politico, culturale, nonché ai mezzi di informazione.
Penso ad una Chiesa capace di ascoltare e di accogliere le richieste dei poveri, degli emarginati, dei bambini, di coloro che fuggono dalle guerre.
Auguro una Chiesa che si lasci evangelizzare ogni giorno dal Signore, proprio attraverso le grida di dolore e di disperazione degli ultimi e che, alla luce di un rinnovato incontro con Cristo, possa illuminare l’attuale contesto storico, nel quale sembrano prevalere le guerre e i conflitti che feriscono in profondità la nostra vita.
Risveglia in noi, Signore, il desiderio di un Natale vero che non sia una festa apparente bensì gioiosa grazie all’Amore incarnato che continua a bussare alla nostra porta, che continua a dirci che è con noi, per noi e, se osassimo di più, anche in noi!
Magari questo non sarà il Natale più “bello”, ma sarà certamente quello più autentico!
Buon Natale a tutti!
+Francesco Massara,Arcivescovo
ero intento a pensare alle parole con le quali poter augurare a ciascuno di voi un sereno Natale, quando mi ritrovo tra le mani una locandina che promuove un concorso sul presepe più bello.
Davanti a una così lodevole iniziativa, un sorriso ha scaldato il mio cuore.
In una società, che ha smarrito il senso cristiano dello spirito natalizio e ha dimenticato il valore profondo del mistero che celebriamo, dedita ormai al consumismo sempre più sfrenato, c’è chi del presepe, simbolo della nascita di Gesù, non a caso viene chiamato anche “Natività, ne fa un concorso.
Il presepe, secondo la tradizione, prende origine dal desiderio di S. Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Gesù. E proprio lo slogan “il presepe più bello” mi ha offerto l’opportunità per una riflessione sul vero significato del Natale.
Eppure, l’accoglienza che, da oltre 2000 anni, riserviamo al Verbo di Dio che si fa carne non solo non è sempre bella ma troppo spesso è diffidente, fredda, ostile, inospitale...
Ogni Natale nelle nostre case, nelle nostre chiese e in molte piazze, continuiamo a celebrare le festività natalizie, allestendo presepi, piccoli o grandi, con scenari diversi frutto della nostra impareggiabile fantasia artistica.
Tuttavia, questi presepi, preparati con tanta cura che a volte sfiora la perfezione, e poi, smontati e impacchettati, al termine delle feste, sono mere rappresentazioni edulcorate dei fatti che avvennero storicamente. Non sono certamente presepi della tradizione del Messaggio cristiano!
I presepi veri sono quelli che dobbiamo adoperarci a costruire nella vita di tutti i giorni e nell’arco di tutto l’Anno liturgico accogliendo, per esempio, i nostri simili non come estranei, ma come familiari, e mettendo realmente “in scena” il mistero dell’incarnazione di Dio nella storia.
I presepi autentici sono quelli che mettono al centro Chi nasce e non i nostri timori o incertezze per ciò che finisce.
I presepi viventi sono quelli che fanno di noi levatrici dell’anima, gli uni per gli altri, incoraggiando il fiorire della speranza anche quando essa appare difficile e animando la fiducia, anche quando le ragioni per tentennare, dubitare o non credere, sono numerose e pressanti.
I presepi corrispondenti alla Natività sono quelli che annunciano la Buona Notizia a quanti non sperano più nulla e accolgono, prendendosene cura, coloro che si sentono sospinti ai margini della socialità, nei deserti esistenziali.
I presepi sicuri sono quelli in cui la società civile e quella ecclesiale collaborano all’unisono, per costruire ed edificare una società in cui la Pace nasce grazie al suono di parole generatrici di dialogo e non sotto quelle assordanti delle armi.
I presepi dignitosi sono quelli in cui lo Stato si impegna a garantire il bene comune creando occupazione ed eliminando la disoccupazione, l’incertezza e la povertà.
I presepi benevoli sono quelli in cui la Chiesa fa della carità non un vessillo da ostentare, ma una realtà bella da praticare e sostenere anche nel nascondimento della quotidianità.
Non è una missione impossibile!
Il presepe è tutto questo.
In fondo, serve poco per edificare un presepe che non sia solo commercio facile e scampanellante, che non sia una vetrina, costruita sulle fondamenta sfarzose dell’apparenza. A volte, basta solo impegnarsi a fare il proprio dovere. Spesso è sufficiente una parola pronunciata con delicatezza, un gesto fraterno, la briciola dorata di un sorriso, una piccola preghiera, un tenero abbraccio.
Per essere vero, il Natale non può servire unicamente a stimolare emozioni sociali che rimangono tali e a promuovere una giostra di vendite, di acquisti e di scambi.
Per essere vero, il Natale deve accendere la profondità dell’anima, dev’essere personale, essenziale, solidale, spirituale e carico di parole augurali che non abbiano il sapore della circostanza.
Il Natale deve curare le ferite che albergano nei nostri cuori, alleviare la nostra solitudine e le sofferenze più profonde dell’animo.
Cari fratelli e sorelle, il mio augurio è che per questo Natale, ci impegniamo, insieme, a costruire un presepe in cui si possa ammirare la vicinanza e l’impegno concorde delle Istituzioni e dei cittadini, in cui sia concreto il sostegno a coloro che stanno perdendo o hanno perduto il lavoro, a coloro che stanno affondando in una situazione di debolezza e di precarietà, come avviene per tanti nostri giovani…e non solo!
Un presepe in cui si possa scorgere una politica capace di uscire da rissosità interne, avulsa dagli interessi di parte, il cui operato sia rivolto sempre più alla tutela e alla salvaguardia del bene comune, concreto e attuale, con lo sguardo sempre rivolto alla persona e al rispetto dei suoi diritti fondamentali.
Un presepe che possa attuare un sistema sanitario che restituisca dignità ai malati, che riduca le infinite liste di attesa, che abbatta le difficoltà ad accedere ai servizi essenziali.
Mi auguro che, come Chiesa locale, possiamo essere capaci di costruire un presepe sempre più simile alla casa di Betlemme e di Nazareth, ossia una Chiesa più unita, segnata dal vincolo della concordia e della partecipazione, improntata ad un cammino ecclesiale e sinodale colto nel suo significato più completo e autentico.
Un presepe, il nostro, che sia una chiesa-casa, una famiglia in cui ciascuno si sente accolto, valorizzato e accettato per quello che è e per quello che ha.
A tal proposito, auspico che il Giubileo che ci apprestiamo a celebrare non sia un semplice evento da compiere per dovere o da subire passivamente, ma un vero anno di Grazia da vivere e sperimentare personalmente. Un tempo speciale in cui - come ci ha ricordato Papa Francesco nella bolla di indizione Spes non confundit, cioè la Speranza non delude - possa riaccendersi la speranza della riconciliazione e della conversione del cuore, unitamente alla speranza di edificare una storia fatta di solidarietà e giustizia.
Auspico di cuore che questo tempo di Grazia mostri il volto di una Chiesa interessata a Gesù Cristo ed al Vangelo, che parli e viva di Lui in tutte le comunità; che renda i rapporti sempre più autentici e meno formali e che accolga tutti.
Spero in una Chiesa più ricca di Gesù Cristo, di Amore, di misericordia, di accoglienza fraterna. Desidero una Chiesa che, all’occorrenza, sappia dire parole sincere e veritiere, anzitutto a sé stessa, e poi, quando necessario, anche al potere economico, politico, culturale, nonché ai mezzi di informazione.
Penso ad una Chiesa capace di ascoltare e di accogliere le richieste dei poveri, degli emarginati, dei bambini, di coloro che fuggono dalle guerre.
Auguro una Chiesa che si lasci evangelizzare ogni giorno dal Signore, proprio attraverso le grida di dolore e di disperazione degli ultimi e che, alla luce di un rinnovato incontro con Cristo, possa illuminare l’attuale contesto storico, nel quale sembrano prevalere le guerre e i conflitti che feriscono in profondità la nostra vita.
Risveglia in noi, Signore, il desiderio di un Natale vero che non sia una festa apparente bensì gioiosa grazie all’Amore incarnato che continua a bussare alla nostra porta, che continua a dirci che è con noi, per noi e, se osassimo di più, anche in noi!
Magari questo non sarà il Natale più “bello”, ma sarà certamente quello più autentico!
Buon Natale a tutti!
+Francesco Massara,Arcivescovo
Pubblicato in
Diocesi
Martedì, 17 Dicembre 2024 12:02
Centro benessere senza permessi, multa da cinquemila euro
Un centro massaggi non batte lo scontrino a un cliente, i finanzieri se ne accorgono, approfondiscono i controlli e scoprono che in realtà il locale ospita un centro benessere ed estetico senza permessi. Multa all’esercente per oltre cinquemila euro. Questo il consuntivo dell’attività di controllo economico del territorio della Guardia di finanza di Macerata nei giorni scorsi.
Scendendo nel dettaglio dell’operazione, da diverse settimane le Fiamme gialle hanno attenzionato diversi esercizi commerciali che, per la tipologia dei servizi resi, avrebbero potuto celare delle irregolarità sotto il profilo amministrativo o contabile. I finanzieri, appostati nei pressi del centro massaggi in questione, hanno notato come a uno dei clienti non fosse stato rilasciato il documento fiscale per la prestazione di cui aveva beneficiato. Una violazione che comporta una sanzione all’esercente di 500 euro. I controlli si sono quindi spostati all’interno dei locali, dove i militari hanno scoperto che il centro massaggi era in realtà un centro benessere in piena regola, con tanto di vasca idromassaggio. Le successive verifiche hanno portato la Guardia di finanza a scoprire come l’attività non avesse portato a termine tutti gli adempimenti amministrativi necessari per l’apertura: mancava infatti anche la segnalazione di inizio attività (S.C.I.A.) al Comune dove ha sede il centro. Si tratta di uno dei principali adempimenti amministrativi da compiere per avviare un esercizio, in quanto è necessaria a documentare adeguati requisiti richiesti sotto il profilo urbanistico, edilizio, igienico-sanitario, ambientale e delle attrezzature. La sanzione per la violazione arriva fino a cinquemila euro. L’esercente è stato di conseguenza multato per le due fattispecie riscontrate.
Scendendo nel dettaglio dell’operazione, da diverse settimane le Fiamme gialle hanno attenzionato diversi esercizi commerciali che, per la tipologia dei servizi resi, avrebbero potuto celare delle irregolarità sotto il profilo amministrativo o contabile. I finanzieri, appostati nei pressi del centro massaggi in questione, hanno notato come a uno dei clienti non fosse stato rilasciato il documento fiscale per la prestazione di cui aveva beneficiato. Una violazione che comporta una sanzione all’esercente di 500 euro. I controlli si sono quindi spostati all’interno dei locali, dove i militari hanno scoperto che il centro massaggi era in realtà un centro benessere in piena regola, con tanto di vasca idromassaggio. Le successive verifiche hanno portato la Guardia di finanza a scoprire come l’attività non avesse portato a termine tutti gli adempimenti amministrativi necessari per l’apertura: mancava infatti anche la segnalazione di inizio attività (S.C.I.A.) al Comune dove ha sede il centro. Si tratta di uno dei principali adempimenti amministrativi da compiere per avviare un esercizio, in quanto è necessaria a documentare adeguati requisiti richiesti sotto il profilo urbanistico, edilizio, igienico-sanitario, ambientale e delle attrezzature. La sanzione per la violazione arriva fino a cinquemila euro. L’esercente è stato di conseguenza multato per le due fattispecie riscontrate.
Pubblicato in
Cronaca
Martedì, 17 Dicembre 2024 10:42
Tentata truffa ai danni di una 86enne a Matelica, denunciati due campani
I Carabinieri della Stazione di Matelica hanno deferito all’A.G. due campani, una donna di 34 anni residente a Pomigliano d’Arco e un giovane di Marcianise per tentata truffa aggravata. Dall’attività investigativa condotta dai militari è emerso che gli indagati il 13 dicembre scorso hanno messo in atto un tentativo di truffa nei confronti di una donna 86 enne di Matelica, con il modus operandi del c.d. finto nipote. L’anziana donna è stata contattata all’utenza fissa della sua abitazione dal sedicente nipote che le ha riferito che la madre (la figlia della vittima) era stata fermata dai Carabinieri per aver provocato un incidente stradale e che per la sua liberazione era necessario il pagamento di una cauzione di € 10.000.
L’anziana, per fortuna, non è caduta nel tranello ed ha avvisato i Carabinieri della Stazione di Matelica, i quali, grazie all’esame delle immagini di videosorveglianza del comune, sono riusciti a risalire alla targa dell’autovettura in uso ai presunti truffatori, che è risultata noleggiata a Roma.
I Carabinieri hanno diramato le ricerche della suddetta autovettura, che alcune ore dopo è stata intercettata e controllata in Umbria, con a bordo i due campani, che sono stati deferiti all’A.G. per tentata truffa.
La donna di Pomigliano d’Arco, già nota alle Forze di Polizia, era già sottoposta alla misura dell’Obbligo di firma per reati dello stesso tipo.
L’anziana, per fortuna, non è caduta nel tranello ed ha avvisato i Carabinieri della Stazione di Matelica, i quali, grazie all’esame delle immagini di videosorveglianza del comune, sono riusciti a risalire alla targa dell’autovettura in uso ai presunti truffatori, che è risultata noleggiata a Roma.
I Carabinieri hanno diramato le ricerche della suddetta autovettura, che alcune ore dopo è stata intercettata e controllata in Umbria, con a bordo i due campani, che sono stati deferiti all’A.G. per tentata truffa.
La donna di Pomigliano d’Arco, già nota alle Forze di Polizia, era già sottoposta alla misura dell’Obbligo di firma per reati dello stesso tipo.
Pubblicato in
Cronaca
Sabato, 14 Dicembre 2024 12:35
Allarme esche avvelenate in zona stazione ferroviaria a San Severino
A San Severino Marche questa mattina sono state rinvenute alcune esche avvelenate nei pressi della zona della stazione ferroviaria , tra piazza Don Minzoni e viale Mazzini.
La scoperta ha immediatamente allertato le autorità competenti, che sono state tempestivamente avvisate e hanno avviato le procedure necessarie per mettere in sicurezza l’area ed effettuare le indagini del caso. L’obiettivo è individuare i responsabili di questo grave atto e scongiurare potenziali pericoli per la cittadinanza e gli animali.
Si raccomanda la massima prudenza, soprattutto ai proprietari di animali domestici, invitandoli a tenere sotto controllo i propri animali e a segnalare tempestivamente eventuali ritrovamenti sospetti.
La scoperta ha immediatamente allertato le autorità competenti, che sono state tempestivamente avvisate e hanno avviato le procedure necessarie per mettere in sicurezza l’area ed effettuare le indagini del caso. L’obiettivo è individuare i responsabili di questo grave atto e scongiurare potenziali pericoli per la cittadinanza e gli animali.
Si raccomanda la massima prudenza, soprattutto ai proprietari di animali domestici, invitandoli a tenere sotto controllo i propri animali e a segnalare tempestivamente eventuali ritrovamenti sospetti.
Pubblicato in
Cronaca
Sabato, 14 Dicembre 2024 09:05
Camerino, partita la demolizione dell'edificio Albergo Roma e Cineteatro Betti
Partito a Camerino, in piazza Garibaldi, l'intervento di demolizione dell'immobile che ospitava l'Albergo Roma e il Cineteatro Betti.
Si tratta di un passaggio importante e al tempo stesso complesso per la città di Camerino, dato che l’intervento, dal costo di 2,3 milioni di euro, sarà propedeutico all’avvio di una campagna di scavi in loco ed alla successiva ricostruzione.
«Un altro passo per restituire Camerino alla storia che merita, quella di una città dal grande passato, dal grande cuore e che sta costruendo qui e ora il suo futuro - spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Inizia un grande lavoro, tanto più complesso per le interferenze tra proprietà, le preesistenze archeologiche e la contiguità con la Caserma dei Carabinieri. Abbiamo aumentato in Cabina di coordinamento, grazie anche al presidente della Regione Acquaroli, il contributo a disposizione e la ditta ha messo in campo tutti gli accorgimenti, droni compresi, per garantire la riuscita dell'operazione».
«La demolizione dell'Albergo Roma ed ex Cinema Ugo Betti è anche la demolizione di un pezzo di storia di Camerino, di un importante luogo di ritrovo sia per i cittadini che per la comunità studentesca – dichiara il sindaco Roberto Lucarelli -. Ogni volta che si demolisce andiamo a toccare storia e tradizioni, ma dobbiamo vedere questo momento nell'ottica del futuro. Si tratta infatti di uno degli interventi necessari per far partire la ricostruzione del centro storico di Camerino, che grazie all'Ordinanza del Commissario Castelli e al Presidente Francesco Acquaroli, che ringrazio, è finalmente avviata ed è sotto gli occhi di tutti. Il mio grazie va anche a tutti i tecnici, all'Usr, ai professionisti e alle imprese e alla famiglia Castelli che gestisce l'albergo Roma. Quando c'è un lavoro di squadra e l'intento è univoco i risultati si portano a casa». Il sito, infatti, vanta, una considerevole valenza storico-archeologica; indagini condotte in loco hanno rilevato la presenza di strutture murarie perimetrali di partizione interna e di strutture interrate destinate ad ospitare tombe familiari di epoca preromana (VI-V sec. a.C.), romana e tardoantica (IV sec. d.C.), nel punto in cui sorgeva la chiesa di San Michele Arcangelo.
L’intervento, che vede l’Ufficio Speciale Ricostruzione nelle vesti di soggetto attuatore, ha preso il via nella giornata di giovedì 12 dicembre alla presenza, tra gli altri, del sindaco Roberto Lucarelli, del commissario alla ricostruzione Guido Castelli, del dirigente Usr Giuseppe Laureti, del responsabile unico del procedimento Marta Simonelli e dei tecnici delle ditte incaricate.
I lavori prevedono la demolizione dello stabile “Arcub” fino al piano della pavimentazione al livello di Piazza Garibaldi, al fine di consentire la successiva campagna di scavi archeologici.
Durante la prima fase, spazio a rimozione e smontaggio con relativo trasporto e conferimento a discarica di tutti gli arredi fissi e mobili, le attrezzature e i macchinari.
La seconda fase procederà in due stadi; il primo regola la demolizione del corpo di fabbrica dell’albergo, il secondo prevede il consolidamento delle murature di confine con il cortile della adiacente Caserma dei Carabinieri e la posa in opera di impalcature in quota per scongiurare cadute all’interno.
Si tratta di un passaggio importante e al tempo stesso complesso per la città di Camerino, dato che l’intervento, dal costo di 2,3 milioni di euro, sarà propedeutico all’avvio di una campagna di scavi in loco ed alla successiva ricostruzione.
«Un altro passo per restituire Camerino alla storia che merita, quella di una città dal grande passato, dal grande cuore e che sta costruendo qui e ora il suo futuro - spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Inizia un grande lavoro, tanto più complesso per le interferenze tra proprietà, le preesistenze archeologiche e la contiguità con la Caserma dei Carabinieri. Abbiamo aumentato in Cabina di coordinamento, grazie anche al presidente della Regione Acquaroli, il contributo a disposizione e la ditta ha messo in campo tutti gli accorgimenti, droni compresi, per garantire la riuscita dell'operazione».
«La demolizione dell'Albergo Roma ed ex Cinema Ugo Betti è anche la demolizione di un pezzo di storia di Camerino, di un importante luogo di ritrovo sia per i cittadini che per la comunità studentesca – dichiara il sindaco Roberto Lucarelli -. Ogni volta che si demolisce andiamo a toccare storia e tradizioni, ma dobbiamo vedere questo momento nell'ottica del futuro. Si tratta infatti di uno degli interventi necessari per far partire la ricostruzione del centro storico di Camerino, che grazie all'Ordinanza del Commissario Castelli e al Presidente Francesco Acquaroli, che ringrazio, è finalmente avviata ed è sotto gli occhi di tutti. Il mio grazie va anche a tutti i tecnici, all'Usr, ai professionisti e alle imprese e alla famiglia Castelli che gestisce l'albergo Roma. Quando c'è un lavoro di squadra e l'intento è univoco i risultati si portano a casa». Il sito, infatti, vanta, una considerevole valenza storico-archeologica; indagini condotte in loco hanno rilevato la presenza di strutture murarie perimetrali di partizione interna e di strutture interrate destinate ad ospitare tombe familiari di epoca preromana (VI-V sec. a.C.), romana e tardoantica (IV sec. d.C.), nel punto in cui sorgeva la chiesa di San Michele Arcangelo.
L’intervento, che vede l’Ufficio Speciale Ricostruzione nelle vesti di soggetto attuatore, ha preso il via nella giornata di giovedì 12 dicembre alla presenza, tra gli altri, del sindaco Roberto Lucarelli, del commissario alla ricostruzione Guido Castelli, del dirigente Usr Giuseppe Laureti, del responsabile unico del procedimento Marta Simonelli e dei tecnici delle ditte incaricate.
I lavori prevedono la demolizione dello stabile “Arcub” fino al piano della pavimentazione al livello di Piazza Garibaldi, al fine di consentire la successiva campagna di scavi archeologici.
Durante la prima fase, spazio a rimozione e smontaggio con relativo trasporto e conferimento a discarica di tutti gli arredi fissi e mobili, le attrezzature e i macchinari.
La seconda fase procederà in due stadi; il primo regola la demolizione del corpo di fabbrica dell’albergo, il secondo prevede il consolidamento delle murature di confine con il cortile della adiacente Caserma dei Carabinieri e la posa in opera di impalcature in quota per scongiurare cadute all’interno.
Pubblicato in
Cronaca
Venerdì, 13 Dicembre 2024 18:25
Frontale tra un'auto e un camion a San Severino, grave l'autista dell'auto
Incidente oggi pomeriggio, intorno alle 16, sulla strada che collega San Severino Marche a Tolentino. Per cause in corso di accertamento, un autoarticolato diretto in un impianto di stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi della zona, è entrato in collisione con una utilitaria, una Fiat Panda, all’altezza di un tornante tra le località di Valle Piana e Colotto. Nel sinistro ad avere la peggio è stato il conducente dell’autovettura, che procedeva in salita in direzione di Tolentino che è stato centrato sulla parte anteriore sinistra dal mezzo pesante che stava scendendo nella carreggiata opposta.
Per chi era alla guida dell’auto si è reso necessario il trasferimento in codice rosso all’ospedale di Macerata. Subito dopo lo schianto era stata allertata anche l’eliambulanza.
Ad intervenire prontamente sul posto gli agenti della Polizia Locale del Comune di San Severino Marche, insieme ai militari della locale stazione dell’Arma dei Carabinieri. I primi hanno chiuso la strada all’altezza dell’incrocio per Colotto per poter permettere ai mezzi di soccorso di intervenire agevolmente. Sul posto, per il recupero dei mezzi coinvolti nel sinistro, anche i Vigili del Fuoco e il soccorso stradale. La strada è rimasta chiusa per un’ora e mezza.
Per chi era alla guida dell’auto si è reso necessario il trasferimento in codice rosso all’ospedale di Macerata. Subito dopo lo schianto era stata allertata anche l’eliambulanza.
Ad intervenire prontamente sul posto gli agenti della Polizia Locale del Comune di San Severino Marche, insieme ai militari della locale stazione dell’Arma dei Carabinieri. I primi hanno chiuso la strada all’altezza dell’incrocio per Colotto per poter permettere ai mezzi di soccorso di intervenire agevolmente. Sul posto, per il recupero dei mezzi coinvolti nel sinistro, anche i Vigili del Fuoco e il soccorso stradale. La strada è rimasta chiusa per un’ora e mezza.
Pubblicato in
Cronaca
Giovedì, 12 Dicembre 2024 12:50
Itts "Divini", oggi il taglio del nastro della palestra
"Una giornata di festa per la scuola e per tutta la città". Così il sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei saluta la nuova palestra dell'istituto tecnico cittadino. La struttura, costata 2 dei 13 milioni di euro complessivi riservati alla ricostruzione del Divini, sarà a disposizione dell'istituto e anche delle associazioni sportive cittadine. Un percorso a tappe, quello che sta portando alla riapertura definitiva dell'Itts, passato dal primo taglio del nastro dei nuovi laboratori e dell'aula magna e oggi della palestra. Per la chiusura del cerchio "bisognerà attendere almeno fino al prossimo anno scolastico - spiega il primo cittadino -. Secondo le nostre aspettative i lavori alla sede potrebbero chiudersi già a luglio, quindi non è utopico pensare che a settembre la scuola sia a piena disposizione degli studenti. C'è molta soddisfazione per un percorso lungo ma che finalmente sta arrivando alle fasi finali".
Meno ottimista il dirigente Sandro Luciani, che parla di "un regalo di Natale atteso da anni - dice -. È passato molto tempo dal 2016, abbiamo incontrato molti imprevisti. Spero anche io che per settembre gli studenti abbiano tutte le strutture a disposizione, ma potremmo dover attendere anche il prossimo Natale".
Meno ottimista il dirigente Sandro Luciani, che parla di "un regalo di Natale atteso da anni - dice -. È passato molto tempo dal 2016, abbiamo incontrato molti imprevisti. Spero anche io che per settembre gli studenti abbiano tutte le strutture a disposizione, ma potremmo dover attendere anche il prossimo Natale".
Pubblicato in
Cronaca
Giovedì, 12 Dicembre 2024 11:12
Al via "Terre del Tartufo", fine settimana da gustare a Pieve Torina
«Diamo il via a Le Terre del Tartufo con una due giorni densa di eventi nel fine settimana, preceduta, domani pomeriggio a Serravalle di Chienti, da un vernissage con aperitivo in un luogo ricco di storia: il Museo Paleontologico. Non solo tartufo, dunque, ma anche altri prodotti tipici, cultura e sostenibilità, per un rilancio a 360 gradi di tutto il territorio dell’alto maceratese all’insegna della biodiversità e del tema delle acque».
È il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, a presentare il ricco programma del festival che esalta il prezioso fungo ipogeo e le altre delizie che queste terre sono in grado di offrire a turisti, gourmet e food lovers.
Il 14 e 15 dicembre al Palasport di Pieve Torina prenderà il via l’Expo del tartufo e delle tipicità di montagna e di tutti gli altri prodotti tipici: miele, formaggi, salumi, a partire dal rinomato “ciauscolo”, e ancora distillati d’autore, zafferano, legumi. Sarà possibile acquistarli direttamente dai produttori e anche con il Paniere della Marca di Camerino in versione natalizia. Fitto il calendario degli eventi, con degustazioni guidate, lezioni-spettacolo e inconsueti abbinamenti. La manifestazione sarà ufficialmente aperta sabato mattina dall’Agorà “The Blue Way”, moderato dalla voce di Marco Ardemagni, autore e conduttore RAI, con il significativo claim “il mare inizia dalla montagna!”
Nel pomeriggio sarà la giornalista di cibo e viaggi, Sara Porro, a condurre i visitatori nel viaggio del gusto che inizia alle 16.00, protagonisti i vini da tartufo con AIS Marche e la partecipazione speciale di “The Lord of Truffle”. Alle 17.30 una degustazione alla scoperta del “tartufo degli altri”, in questo caso quello del Molise. Alle 19.00 l’intrigante AperiTrota, nel quale il tartufo della Marca incontra la trota di montagna per una gustosa happy hour con lo chef Davide Marchionni.
Domenica mattina, lungo il percorso delle acque di Pieve Torina, un suggestivo “forest bathing” promette un risveglio in connessione con la natura! Nel pomeriggio, con la conduzione della giornalista di viaggio Erika Mariniello, alle 16.00 il palasport ospita la lezione-spettacolo su biodiversità e territorio, con gli esperti di AMAP e con l’organizzazione della manifestazione Leguminaria di Appignano. Alle 17.30 è in programma la degustazione “Sai che pesci prendere?”, uno sfizioso abbinamento tra il tartufo della Marca e il pescato dell’Adriatico, in collaborazione con la cooperativa La Casa del Pescatore di Civitanova Marche.
A chiudere il programma di eventi, alle 18.30 un aperitivo del tutto speciale, organizzato in collaborazione con la prestigiosa Distilleria Varnelli, che presenta: miele, tartufo e mixology, l’essenza della Marca in un cocktail.
Nei due giorni del festival, il Museo della Nostra Terra di Pieve Torina si trasforma in un ristorante che propone sapori di montagna in versione gourmet, a cura di chef Dino Casoni e Luca Facchini per l’Accademia di Tipicità.
Il tartufo della Marca di Camerino si può inoltre degustare nei numerosi ristoranti del territorio che partecipano al circuito Terre del Tartufo.
Da non perdere una puntata al “Mercatino e luci di Natale” ambientato proprio lungo il percorso delle acque, che nei pomeriggi di sabato e domenica si accende di colori per vivere l’atmosfera della festa in tutto il suo splendore.
Le Terre del Tartufo è anche l’occasione per scoprire le tante esperienze che l’alto maceratese offre in ogni stagione dell’anno con la Truffle Experience, i Profumi del Lavandeto e Pedalando nella Marca tra colline e montagne.
Le Terre del Tartufo è un’iniziativa dell’Unione Montana Marca di Camerino. La manifestazione è sede di tappa del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi coordinato dall’organizzazione di Tipicità in collaborazione con ANCI Marche. Tutte le info utili su www.terredeltartufo.it.
È il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, a presentare il ricco programma del festival che esalta il prezioso fungo ipogeo e le altre delizie che queste terre sono in grado di offrire a turisti, gourmet e food lovers.
Il 14 e 15 dicembre al Palasport di Pieve Torina prenderà il via l’Expo del tartufo e delle tipicità di montagna e di tutti gli altri prodotti tipici: miele, formaggi, salumi, a partire dal rinomato “ciauscolo”, e ancora distillati d’autore, zafferano, legumi. Sarà possibile acquistarli direttamente dai produttori e anche con il Paniere della Marca di Camerino in versione natalizia. Fitto il calendario degli eventi, con degustazioni guidate, lezioni-spettacolo e inconsueti abbinamenti. La manifestazione sarà ufficialmente aperta sabato mattina dall’Agorà “The Blue Way”, moderato dalla voce di Marco Ardemagni, autore e conduttore RAI, con il significativo claim “il mare inizia dalla montagna!”
Nel pomeriggio sarà la giornalista di cibo e viaggi, Sara Porro, a condurre i visitatori nel viaggio del gusto che inizia alle 16.00, protagonisti i vini da tartufo con AIS Marche e la partecipazione speciale di “The Lord of Truffle”. Alle 17.30 una degustazione alla scoperta del “tartufo degli altri”, in questo caso quello del Molise. Alle 19.00 l’intrigante AperiTrota, nel quale il tartufo della Marca incontra la trota di montagna per una gustosa happy hour con lo chef Davide Marchionni.
Domenica mattina, lungo il percorso delle acque di Pieve Torina, un suggestivo “forest bathing” promette un risveglio in connessione con la natura! Nel pomeriggio, con la conduzione della giornalista di viaggio Erika Mariniello, alle 16.00 il palasport ospita la lezione-spettacolo su biodiversità e territorio, con gli esperti di AMAP e con l’organizzazione della manifestazione Leguminaria di Appignano. Alle 17.30 è in programma la degustazione “Sai che pesci prendere?”, uno sfizioso abbinamento tra il tartufo della Marca e il pescato dell’Adriatico, in collaborazione con la cooperativa La Casa del Pescatore di Civitanova Marche.
A chiudere il programma di eventi, alle 18.30 un aperitivo del tutto speciale, organizzato in collaborazione con la prestigiosa Distilleria Varnelli, che presenta: miele, tartufo e mixology, l’essenza della Marca in un cocktail.
Nei due giorni del festival, il Museo della Nostra Terra di Pieve Torina si trasforma in un ristorante che propone sapori di montagna in versione gourmet, a cura di chef Dino Casoni e Luca Facchini per l’Accademia di Tipicità.
Il tartufo della Marca di Camerino si può inoltre degustare nei numerosi ristoranti del territorio che partecipano al circuito Terre del Tartufo.
Da non perdere una puntata al “Mercatino e luci di Natale” ambientato proprio lungo il percorso delle acque, che nei pomeriggi di sabato e domenica si accende di colori per vivere l’atmosfera della festa in tutto il suo splendore.
Le Terre del Tartufo è anche l’occasione per scoprire le tante esperienze che l’alto maceratese offre in ogni stagione dell’anno con la Truffle Experience, i Profumi del Lavandeto e Pedalando nella Marca tra colline e montagne.
Le Terre del Tartufo è un’iniziativa dell’Unione Montana Marca di Camerino. La manifestazione è sede di tappa del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi coordinato dall’organizzazione di Tipicità in collaborazione con ANCI Marche. Tutte le info utili su www.terredeltartufo.it.
Pubblicato in
Cronaca
Giovedì, 12 Dicembre 2024 09:49
"Ortopedia di Camerino, un'eccellenza", il grazie di Donatella Pazzelli al pool del dott. Pasotti
«Se qualcosa funziona bisogna dirlo forte e chiaro affinché gli episodi negativi nell’ambito della sanità pubblica non offuschino il lavoro di tanti ottimi medici e l’operatività di reparti di eccellenza, come l’unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Camerino».
Questo è il pensiero della camerte Donatella Pazzelli che di recente si è sottoposta ad un intervento chirurgico proprio in tale reparto del nosocomio della città ducale.
Il direttore dell’Ortopedia di Camerino, dott. Leonardo Pasotti, primario dal 2021, oltre ad essere pioniere in Italia di una particolare tecnica di ricostruzione del crociato, è riuscito a creare un pool di specialisti che operano con grande competenza e passione in questo piccolo reparto all’avanguardia, eccellenza della sanità non solo marchigiana.
“Desidero ringraziare innanzitutto il dott. Leonardo Pasotti, tutto il suo personale medico e infermieristico e gli OSS dell’unità operativa per la grande professionalità, la dedizione e la gentilezza che riservano a coloro che si rivolgono al reparto per problemi ortopedici. Un grazie particolare al dott. Daniele Pupilli che mi ha seguito anche nei mesi precedenti l’intervento e al dott. Stefano Sfascia”.
“Vorrei anche ringraziare la dott.ssa Tiziana Ciccola e tutto il personale della sala operatoria” prosegue “perché hanno reso accogliente e senza intoppi il passaggio in tale ambiente”.
“Infine – conclude Donatella Pazzelli – un ringraziamento agli operatori del KOS group CAR Santo Stefano di Porto Potenza Picena e di Camerino perché attraverso un sapiente lavoro riabilitativo completano il percorso di ripresa di noi pazienti ortopedici”.
Questo è il pensiero della camerte Donatella Pazzelli che di recente si è sottoposta ad un intervento chirurgico proprio in tale reparto del nosocomio della città ducale.
Il direttore dell’Ortopedia di Camerino, dott. Leonardo Pasotti, primario dal 2021, oltre ad essere pioniere in Italia di una particolare tecnica di ricostruzione del crociato, è riuscito a creare un pool di specialisti che operano con grande competenza e passione in questo piccolo reparto all’avanguardia, eccellenza della sanità non solo marchigiana.
“Desidero ringraziare innanzitutto il dott. Leonardo Pasotti, tutto il suo personale medico e infermieristico e gli OSS dell’unità operativa per la grande professionalità, la dedizione e la gentilezza che riservano a coloro che si rivolgono al reparto per problemi ortopedici. Un grazie particolare al dott. Daniele Pupilli che mi ha seguito anche nei mesi precedenti l’intervento e al dott. Stefano Sfascia”.
“Vorrei anche ringraziare la dott.ssa Tiziana Ciccola e tutto il personale della sala operatoria” prosegue “perché hanno reso accogliente e senza intoppi il passaggio in tale ambiente”.
“Infine – conclude Donatella Pazzelli – un ringraziamento agli operatori del KOS group CAR Santo Stefano di Porto Potenza Picena e di Camerino perché attraverso un sapiente lavoro riabilitativo completano il percorso di ripresa di noi pazienti ortopedici”.
Pubblicato in
Cronaca
Sabato, 07 Dicembre 2024 14:14
Massara: “Riapriamo le porte della chiesa madre della diocesi”
A Camerino, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, on. Alfredo Mantovano, è stato inaugurato questa mattina il cantiere per la ristrutturazione della Cattedrale SS.ma Annunziata. A fare gli onori di casa, l’Arcivescovo Francesco Massara che, con il sottosegretario Mantovano, poco prima dell’inizio della cerimonia si era recato in visita alle popolazioni sfollate tuttora residenti nelle aree sae della città.
“Dare avvio al cantiere della cattedrale – ha dichiarato l’Arcivescovo Francesco Massara- significa riaprire la chiesa madre della nostra diocesi».

All’intensa mattinata, partecipata da numerose autorità civili e militari e dai sindaci dei due comprensori delle diocesi di Camerino San Severino Marche e Fabriano Matelica, sono intervenuti anche il Sottosegretario del Mef Lucia Albano, il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il rettore di Unicam Graziano Leoni.
Nelle sue parole di saluto e ringraziamento rivolte alla platea di autorità che ha affollato la sala riunioni del residence Next Generation, il presule ha voluto sottolineare il fondamentale contributo dei sindaci di un’area vastissima «baluardi di un territorio che va da Visso a Sassoferrato. La grande gioia è che oggi diamo una testimonianza di come, quando le istituzioni lavorano insieme, si riescono a dare dei buoni frutti. Nonostante le difficoltà e le dure prove che abbiamo subite a causa del terremoto, oggi siamo a dare una bella testimonianza di rete che vede presente lo Stato e che ci dà modo di dimostrare che siamo noi a fare la storia del cambiamento di questo territorio».
Ai danni fisici e materiali del terremoto, Mons. Massara ha accostato anche quelli economici e, in particolare, la situazione difficile di crisi aziendale che sta interessando il territorio del fabrianese, causa di angoscia per tanti lavoratori e per le loro famiglie.
«Senza lavoro perdiamo anche la nostra dignità. I marchigiani sono brava gente, intelligenti, grandi lavoratori e sicuramente sapranno rialzarsi anche da questa grande ferita. Noi – ha aggiunto- dobbiamo solo essere capaci di superare il campanilismo. Abbiamo bisogno di un campanile per ogni città e paese ma non di campanilismi e, lavorare insieme, ci aiuterà sicuramente a far rinascere questi bellissimi territori. Le Marche sono regione trainante anche dal punto di vista economico e delle bellezze, questa regione noi dobbiamo farla risorgere. Questo dipende da ognuno di noi; noi abbiamo una Ferrari con il freno a mano tirato. Dobbiamo far scendere questo freno a mano e far camminare questo bolide e, credo che oggi la presenza di tutte le istituzioni sia un segno tangibile dell’importanza di un lavoro da portare avanti insieme».
L’inizio dei lavori di recupero della cattedrale di Camerino, un passaggio materiale e di grande carica simbolica per il Sottosegretario Mantovano: «Materiale perché, dopo la messa in sicurezza, la comunità di Camerino, conosce finalmente l’avvio dei lavori di un significativo punto di riferimento. Una grande carica simbolica perché è questo un centro religioso ma anche centro propulsivo dell’intera comunità. È quindi un segno di coraggio e di sguardo con speranza al futuro». Nel suo intervento, l’onorevole Mantovano ha evidenziato anche la bella coincidenza di date con l’inaugurazione a Parigi della cattedrale di Notre Dame, risorta dopo l’incendio del 2019. «Proprio oggi una delle più belle cattedrali del mondo. viene restituita ai fedeli e, in questa piccola comunità, un’altra cattedrale riapre la sua porta e quindi rimette in collegamento le sfere religiosa e civile che, pur essendo distinte, non sono comunque radicalmente separate».
A cura del gruppo di lavoro che fa capo all’ingegnere Carlo Morosi e affidato per l’esecuzione alla ditta Sacaim di Venezia che si è già occupata della ristrutturazione del palazzo arcivescovile, il progetto di recupero del duomo di Camerino è finanziato dalla struttura commissariale per un importo totale di oltre 7 milioni e 300mila euro.
C.C

.
“Dare avvio al cantiere della cattedrale – ha dichiarato l’Arcivescovo Francesco Massara- significa riaprire la chiesa madre della nostra diocesi».

All’intensa mattinata, partecipata da numerose autorità civili e militari e dai sindaci dei due comprensori delle diocesi di Camerino San Severino Marche e Fabriano Matelica, sono intervenuti anche il Sottosegretario del Mef Lucia Albano, il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il rettore di Unicam Graziano Leoni.
Nelle sue parole di saluto e ringraziamento rivolte alla platea di autorità che ha affollato la sala riunioni del residence Next Generation, il presule ha voluto sottolineare il fondamentale contributo dei sindaci di un’area vastissima «baluardi di un territorio che va da Visso a Sassoferrato. La grande gioia è che oggi diamo una testimonianza di come, quando le istituzioni lavorano insieme, si riescono a dare dei buoni frutti. Nonostante le difficoltà e le dure prove che abbiamo subite a causa del terremoto, oggi siamo a dare una bella testimonianza di rete che vede presente lo Stato e che ci dà modo di dimostrare che siamo noi a fare la storia del cambiamento di questo territorio».
Ai danni fisici e materiali del terremoto, Mons. Massara ha accostato anche quelli economici e, in particolare, la situazione difficile di crisi aziendale che sta interessando il territorio del fabrianese, causa di angoscia per tanti lavoratori e per le loro famiglie.
«Senza lavoro perdiamo anche la nostra dignità. I marchigiani sono brava gente, intelligenti, grandi lavoratori e sicuramente sapranno rialzarsi anche da questa grande ferita. Noi – ha aggiunto- dobbiamo solo essere capaci di superare il campanilismo. Abbiamo bisogno di un campanile per ogni città e paese ma non di campanilismi e, lavorare insieme, ci aiuterà sicuramente a far rinascere questi bellissimi territori. Le Marche sono regione trainante anche dal punto di vista economico e delle bellezze, questa regione noi dobbiamo farla risorgere. Questo dipende da ognuno di noi; noi abbiamo una Ferrari con il freno a mano tirato. Dobbiamo far scendere questo freno a mano e far camminare questo bolide e, credo che oggi la presenza di tutte le istituzioni sia un segno tangibile dell’importanza di un lavoro da portare avanti insieme».
L’inizio dei lavori di recupero della cattedrale di Camerino, un passaggio materiale e di grande carica simbolica per il Sottosegretario Mantovano: «Materiale perché, dopo la messa in sicurezza, la comunità di Camerino, conosce finalmente l’avvio dei lavori di un significativo punto di riferimento. Una grande carica simbolica perché è questo un centro religioso ma anche centro propulsivo dell’intera comunità. È quindi un segno di coraggio e di sguardo con speranza al futuro». Nel suo intervento, l’onorevole Mantovano ha evidenziato anche la bella coincidenza di date con l’inaugurazione a Parigi della cattedrale di Notre Dame, risorta dopo l’incendio del 2019. «Proprio oggi una delle più belle cattedrali del mondo. viene restituita ai fedeli e, in questa piccola comunità, un’altra cattedrale riapre la sua porta e quindi rimette in collegamento le sfere religiosa e civile che, pur essendo distinte, non sono comunque radicalmente separate».
A cura del gruppo di lavoro che fa capo all’ingegnere Carlo Morosi e affidato per l’esecuzione alla ditta Sacaim di Venezia che si è già occupata della ristrutturazione del palazzo arcivescovile, il progetto di recupero del duomo di Camerino è finanziato dalla struttura commissariale per un importo totale di oltre 7 milioni e 300mila euro.
C.C

.
Pubblicato in
Diocesi
