A Camerino, sono iniziate ieri in via Morrotto le operazioni di smontaggio del campanile della ex chiesa di San Carlo e la messa in sicurezza del palazzo sede fino al 2016 dell'Accademia della musica. 
Un intervento rivelatosi particolarmente macchinoso e che, per essere completato, richiederà ancora qualche giorno 
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Della messa in sicurezza si sta occupando la ditta Torelli Dottori aggiudicataria dell'appalto. A supporto delle operazioni è  impegnata sul posto anche l'impresa specializzata Pepa Group di Recanati. L'azienda ha messo a disposizione una autogru con portata da 400 tonnellate. Il braccio meccanico ha sollevato le 17 tonnellate di peso del tetto del campanile. I lavori si sono protratti fino alla tarda serata di ieri. 

"Le operazioni sono tuttora in corso - spiega il sindaco Sandro Sborgia -. Un intervento particolarmente complesso, al punto da richiedere l'utilizzo di mezzi appositamente funzionali alla specifica tipologia delle azioni. Quello che si sta facendo - aggiunge - fa parte di una delle azioni necessarie al fine di poter procedere  a lavorare in massima sicurezza ai cantieri della ricostruzione di edifici che insistono su via Morrotto.
Terminato dunque questo intervento- conclude il primo cittadino - affinché si possa completamente riaprire quel tratto della via, occorrerà procedere prima alla demolizione dell'ex scuola Betti, dopodichè, avremo guadagnato un altro asse viario che collega i due lati della città. Nel frattempo si andrà avanti nel centro storico con altre tre complicate messe in sicurezza riferite a tre edifici per i quali si dovrà operare con smontaggio controllato e, speriamo presto di riaprire e ripercorrere tutta la città da piazza Cavour fino a Santa Maria in via". 

c.c.

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Il comune di Camerino ha concesso in comodato d'uso gratuito l’utilizzo di uno dei locali che si trovano al piano terra del Sottocorte Village alla pediatra  Alberta Rastrelletti, la quale ha Camerino per sede principale di servizio ed è operativa a nche a San Severino Marche. Fino ad oggi la dottoressa ha prestato la propria attività in un piccolo locale  situato nella palazzina del Distretto dell’ospedale di Camerino. Ora, l’attività dell’ambulatorio della pediatra potrà svolgersi nei locali del Sottocorte Village, messi a diposizione dal Comune in comodato gratuito per cinque anni a decorrere dalla sottoscrizione del  contratto.
“Con la possibilità di utilizzo dei locali del centro commerciale – spiega il Sindaco Sandro Sborgia - si realizza un miglioramento delle condizioni di esercizio delle attività ambulatoriali pediatriche a vantaggio dei bambini e delle famiglie che nella nuova sede potranno così soddisfare ulteriori bisogni e necessità”.Una buona notizia per le tante famiglie e per i genitori dei piccoli che all'inizio dell'anno avevano in più occasioni segnalato disagi nell'assistenza pediatrica. Buona notizia che va ad aggiungersi alla riapertura dell'ambulatorio di vaccinazione pediatrico all'ospedale di Camerino. Un servizio che, chiuso da diversi anni, è tornato operativo dallo scorso 10 novembre.
c.c.
L'Amministrazione comunale di Camerino avvierà un’indagine popolare per raccogliere dai cittadini suggerimenti, spunti e progetti utili allo sviluppo del territorio. La volontà è quella di coinvolgere la popolazione a dare il proprio contributo per tracciare insieme la via da intraprendere. 

Ad annunciare la proposta era stato lo scorso  sabto il consigliere delegato alla ricostruzione Luca Marassi, durante ll'incontro pubblico che si è tenuto all'Auditorium Bendetto XIII.  

I cittadini che vorranno, potranno partecipare all'indagine compilando il questionario online basato sulla piattaforma google moduli al link https://forms.gle/68ehm3D2BUHBHctk7. La compilazione dovrà effettuarsi entro e non oltre domenica 5 dicembre 2021  

L'amministrazione ha pensato anche a chi potrebbe incontrare difficoltà nell'utilizzo dello strumento: nei prossimi giorni, un servizio di assistenza alla compilazione sarà avviato negli uffici comunali.

Nella stessa sinergica direzione, atta a stimolare una ripresa sociale ed economica del terrritorio, va anche la convenzione che il comune di Camerino intende firmare con Unicam.
"In via di definizione è un contratto di collaborazione e di ricerca con Unicam, proprio per studiare insieme all'ateneo quali potrebbero essere i pilastri su cui puntare per il rilancio socio-economico della nostra città- spiega il consigliere Luca Marassi con delega alla ricostruzione - . Parte di questo processo è sicuramente la consultazione della popolazione. Quindi, insieme all'università abbiamo messo a punto un questionario che è stato caricato su un portale in internet. Chiediamo pertanto a tutti i cittadini di compilarlo - conclude-. Crediamo che spunti e idee interessanti possano arrivare da tutti ed è davvero importante raccoglierne quanti più possibile, perchè dobbiamo regalare ai nostri figli una città piena di opportunità". 
c.c.



Il Programma straordinario di ricostruzione di Camerino ha ottenuto il parere favorevole della Commissione permanente composta dai vari rappresentanti dei ministeri, della Soprintendenza, della struttura commissariale, della Regione e dell'USR. Presentato dall'amministrazione comunale nel dicembre 2020, al PSR manca ora solo l'atto formale dell'approvazione con decreto da parte del Governatore delle Marche Francesco Acquaroli, vicecommissario alla ricostruzione. 
"Un passo in avanti per tutta la comunità" l'ha definito il sindaco Sandro Sborgia aprendo l'incontro pubblico servito ad illustrare lo stato dell’arte, i progetti in fieri della ricostruzione di Camerino e le sfide future, da affrontare insieme alle istituzioni e alla collettività. 
In presenza all'Auditorium Benedetto XIII, o collegati dal canale You Tube, molti  cittadini camerti hanno seguito con interesse l'assemblea che ha riunito al tavolo i suoi principali protagonisti.
Nel segno della collaborazione corale che caratterizza tutto il percorso di ricostruzione della città ducale, accanto al sindaco Sandro Sborgia sono intervenuti il rettore dell’Università di Camerino 
Claudio Pettinari, l'Arcivescovo Francesco Massara e l'architetto Francesco Karrer . Il prof Karrer guida il team di esperti incaricato della redazione del documento direttore e della realizzazione dei Piani attuativi relativi a parte del centro storico, al quartiere San Giorgio-Vallicelle e alle frazioni di Arnano, Sant’Erasmo, Calcina, Nibbiano e Piegusciano.
Il sindaco Sandro Sborgia ha detto di aver ritenuto doveroso tornare a condividere quanto fatto, quanto in corso e quanto da farsi.
"Lavoro complicato e difficile che, insieme a tutti gli altri attori della ricostruzione, abbiamo cercato di rendere il più fluido possibile con tanto sacrificio e tanta forza di volontà. Lungi dall’essere un momento celebrativo per tirare bilanci o resoconti  - ha affermato – l’incontro di oggi è solo di condivisione. Di sicuro potevamo fare di più e meglio ma siamo consapevoli di aver fatto il possibile; penso che il lavoro fatto sia diretto a far sì che questa ricostruzione, che per tanto tempo ha stentato a decollare e che oggi vede i primi passi, potrà essere sicuramente portata a compimento anche in tempi ragionevoli".
Il rettore di Unicam Claudio Pettinari ha ringraziato le amministrazioni comunali, con le quali in 5 anni l'ateneo ha lavorato in sintonia: "Di problemi ce ne sono stati tanti ma ogni volta ci siamo seduti ad un tavolo e abbiamo cercato di risolverli- ha detto evidenziando che tutto il recupero che si fa è per riconsegnare ai giovani la speranza per un futuro sul territorio. "La prima ricostruzione che dobbiamo fare è del tessuto sociale e delle persone che debbono abitare questi territori. Non era così scontato che una istituzione come l'università dopo quello che è accaduto potesse rimanere. Noi che siamo la più grande azienda di questo territorio, giorno dopo giorno ci troviamo a competere con 80 atenei italiani che hanno risorse e strumenti incredibili per attrarre. Mantenere un ateneo qui non è qualcosa di semplice. Prima cosa su cui abbiamo puntato è stato rafforzare la valenza scientifica dell'ateneo; ci siamo fatti i muscoli e alla fine abbiamo ottenuto dei risultati che hanno consentito di accreditarci sul panorama nazionale. Sentire il Commissario europeo Gentiloni definire l'Università di Camerino un'eccellenza italiana ed europea di fronte ad una platea di 80 rettori, deve farvi sentire tutti orgogliosi come lo sono stato io". Secondo impegno di Unicam  è stato quello di realizzare delle strutture che prima non c'erano, in grado di aumentare il valore e la qualità dell'ateneo. Pettinari si è poi soffermato sulla terza operazione iniziata nel marzo scorso, cioè il recupero di strutture universitarie interne alla città che saranno funzionali per la ripresa e lo sviluppo economico, turistico e sociale di Camerino. "Questo è quello che faremo nel breve; come Unicam mi auguro di poter partecipare ai momenti di costruzione della città del domani. Una città che dovrà essere smart ma che deve essere vissuta e popolata".
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Fare massa critica, pur nella diversità di opinioni personali, è stato anche il leit motiv dell'arcivescovo Francesco Massara: "Tutti ci stiamo chiedendo che ricostruzione vogliamo fare e dove vogliamo andare: io sono dell'opinione che non si può fare un recupero strutturale senza pensare ad una ricostruzione economica e sociale. Le tre ricostruzioni vanno insieme, altrimenti, potremmo rimettere a posto anche tutte le abitazioni ma avremo solo case vuote. Ognuno ha diritto a tornare fra le proprie mura ma occorre che la ricostruzione sia accompagnata da quella sociale ed economica. E dobbiamo lavorare tutti insieme; le opinioni diverse sono una ricchezza ma debbono poterci aiutare alla ricostruzione mentale e comunitaria. Inutile negare che la ricostruzione materiale incontri delle difficoltà anche notevoli, nella programmazione dei progetti, nei passaggi burocratici, nel problema delle macerie ancora irrisolto, in quello delle imprese e degli operai, nel caro prezzi e nella carenza dei materiali. Le difficoltà ci sono ma non dobbiamo scoraggiarci ed è per questo che serve lavorare insieme. Se ognuno lavora per sé, se ci facciamole piccole guerre tra di noi, non arriveremo da nessuna parte. Pur nella diversità di pensiero, la città deve lavorare insieme. Questo è importante per la ricostruzione materiale e per la stessa ricostruzione sociale. Sappiamo bene che la ricostruzione sarà lunga ma in primo luogo dobbiamo pensare a far innamorare i nostri ragazzi della città- ha sottolineato Mons. Massara-,  altrimenti  avranno case riparate ma non ci torneranno. Lavoriamo dunque affinché possano veramente partire i cantieri; intanto qualcosa di buono sta uscendo. Al seminario si sta lavorando per realizzare la casa per sacerdoti anziani e soprattutto il centro Pastorale e l'oratorio destinato ad accogliere i ragazzi  che per il prossimo autunno, speriamo di vedere già aperto insieme ai campetti". Come illustrato più tardi dall'ing. Carlo Morosi, responsabile tecnico per la progettazione Ufficio ricostruzione della diocesi, a gennaio potrebbero partire i lavori anche per il recupero del palazzo arcivescovile.  Tuttavia, la ricostruzione delle tante chiese lesionate, incontra delle forti criticità dovute a schede parametriche non corrispondenti al valore dell'edificio ecclesiastico da recuperare e ai costi effettivi dei lavori da eseguire È stato poi assicurato che tutte le chiese delle frazioni rimaste fuori dal piano dell’ordinanza 105, verranno inserite in un secondo piano. " Ci stiamo davvero mettendo tutte le nostre energie - ha concluso il vescovo Massara - . Le chiese vanno recuperate ma a me preme soprattutto recuperare anche le strutture che possano servire ai giovani come punto di riferimento e di ritrovo. E in questo senso, a breve riapriranno per i ragazzi i locali di San Venanzio. Perché  il futuro di queste città sono i giovani e dobbiamo fare in modo che possano rimanere.  Il contributo dei cittadini è importante perché aiuta a migliorarci. Siamo qui per lavorare  ma è importante camminare insieme. Il nostro interesse è ridare una speranza. Aiutate anche me a fare bene la ricostruzione".  
Lo stato di avanzamento del processo di ricostruzione, è stato approfondito dal consigliere comunale delegato Luca Marassi, ricordando anche la definizione delle perimetrazioni dell'agosto 2019 seguita a settembre dalla presentazione della costituzione degli aggregati e, due mesi dopo, da quella del Piano Straordinario di ricostruzione che per essere istruito e deliberato ha richiesto 11 mesi, ottenendo solo due giorni fa il parere favorevole della Commissione permanente. Marassi ha preannunciato la stipula di una imminente convenzione con l'università per individuare insieme le linee guida e le attività strategiche per il rilancio socio economico di Camerino :"Adesso è il momento di cominciare a pensare a rilanciare il territorio- ha dichiarato-. La sfida è rendere questa città viva ".
Quanto  ai numeri della ricostruzione privata ad oggi, a fronte di 1960 edifici privati inagibili, tra già finanziati o in attesa di esserlo, Camerino ad oggi ha 513 progetti finiti e caricati nella piattaforma. Sono inoltre 42 i privati che hanno rinunciato al contributo statale per vari motivi  e alcuni di essi,  per accelerare la ricostruzione di abitazioni con danno lieve hanno preferito la strada del 110 per cento. In seguito alla richiesta della struttura commissariale si sono inoltre aggiunte 1271 manifestazioni formali di volontà a ricostruire; secondo il calcolo dell'amministrazione ne mancherebbero all'appello 181 ma di questi circa 100 sarebbero edifici pubblici o di proprietà di enti. Data la scadenza prorogata al 15 dicembre Marassi ha sollecitato i privati a farsi responsabili nell'esprimere questa volontà di ricostruzione del proprio immobile. La data è perentoria e, chi non lo farà non potrà poi ricostruire.
Seguita da una stabilizzazione la rapida ascesa notata a settembre/ottobre 2020 nella presentazione dei progetti della ricostruzione leggera, mentre sulla scia dell’ordinanza 100 il trend in crescita ha riguardato i progetti di quella pesante. La maggior parte dei progetti (389) riguardano le frazioni, pochi invece quelli del centro storico. Camerino vede già decretati e finanziati  123 milioni di euro di ricostruzione privata. Se a maggio 2019 i cittadini che percepivano il contributo autonomo di sistemazione erano circa 3000, oggi ne sono 1800; c'è infatti chi è rientrato nella propria abitazione ma anche chi, avendo deciso di acquistare una nuova casa  si è trovato a fare le spese col gap legislativo che gli ha fatto perdere il cas. Ad oggi 262 sono gli edifici decretati e i cantieri avviati e 156 gli edifici già riparati, la maggior parte dei quali si trovano nelle frazioni. Nel numero di decreti rilasciati e cantieri che possono iniziare, Camerino è il terzo comune delle Marche dietro a San Severino e Tolentino. 
La  stima dice che per la sola ricostruzione privata di Camerino lo stato dovrebbe alla città 800 milioni di euro.
Il punto sullo stato delle messe in sicurezza in centro storico è stato fatto dalla consigliera Anna Ortenzi. “Siamo ormai alla fine – ha detto-; restano 4 edifici la cui demolizione va fatta con smontaggio controllato e che condizionano la completa riapertura di via Lili e in parte di via Favorino. Si tratta di palazzo Napolioni e dell’immobile finale di via Lili vicino al Liceo: in quest’ultimo caso c’è il progetto ma manca ancora il nulla osta della Soprintendenza. Gli ultimo 2 progetti di demolizione controllata sono in via Varino Favorino; anche qui il progetto c’è ma è da trasmettere alla protezione civile il quadro completo delle liberatorie dei privati. Via Bongiovanni invece è agli stati finali, manca solo la chiesa di san Francesco per la quale c'è l'autorizzazione della soprintendenza e a breve dovrebbe andare in appalto insieme all'aggregato edilizio del Pincetto i cui proprietari hanno messo per iscritto la volontà di demolire .e depositeranno il progetto entro l'anno. Quindi,  hanno chiesto di non procedere alla  messa in sicurezza dello stabile. Potremmo dunque presto riaprire la via sulla quale si trovano diversi  appartamenti agibili che potranno essere di nuovo abitati. Positiva la situazione anche per via Costanza Varano e via Morrotto; tutti gli appalti precedenti sono conclusi; è in corso solo l'ultimo che riguarda il Palazzo della Musica, la muratura e l'arco e la casetta sottostante al palazzo stesso. Dopodiché tutta la strada potrà essere riaperta, seppure sempre in coordinamento con la demolizione del Betti che sovrasta la via da un lato”.
Primo incontro con la cittadinanza per il prof. Francesco Karrer, il cui intervento è servito ad illustrare il lavoro portato avanti finora dal suo team. L’architetto ha tenuto a sottolineare la dimensione sociale dell'intervento di ricostruzione. “La dimensione culturale umana è assolutamente fondamentale riconoscerla e ritrovarla nei suoi valori e nei suoi segni quotidiani. Al gruppo di progettazione che io coordino è stato affidato il compito di studiare i Piani attuativi di ricostruzione che altro non sono che una visione unitaria espressa attraverso un documento unitario. Non un intervento edilizio diretto, ma un intervento edilizio mediato da una previsione unitaria. Una perimetrazione corrisponde alla identificazione di un ambito potenzialmente omogeneo con determinate caratteristiche ivi comprese quelle talvolta espressamente sociali. Abitare è come dire possedere, non solo materialmente ma in quanto uno spazio lo si vive e lo si abita. Ci vuole rispetto di chi abita quei luoghi e l'atteggiamento che io tengo è di avvicinarmi anche con una certa umiltà; quei luoghi sono di qualcun altro e io cerco di interpretarne  con lui le esigenze e provare a migliorarli. Questo è l'atteggiamento. Noi siamo stati incaricati di studiare i piani  attuativi di una porzione del  centro storico e di alcune frazioni e quartieri. Con coraggio l'amministrazione ha voluto escludere una parte del centro storico dall'intervento preordinato delle perimetrazioni e lasciare ai singoli la libertà di intervenire.
Ai bordi- ha continuato Karrer - ci occuperemo di Borgo San Giorgio il cui agglomerato incorpora un pezzetto di centro storico e nel processo di ricostruzione questo elemento va valorizzato. Poi ci sono le frazioni che sono delle dimensioni e dei mondi diversi. Da un lato prevale l'esigenza di ridisegnare una piazza e un elemento di aggregazione,  dall'altro ci sono  Borgo San Giorgio e  Vallicelle che vanno  ricostruiti in una logica nuova, ridando una forma all'insieme”.
Vie di fuga  da ridisegnare, nuove occasioni di paesaggio  e punti di vista inaspettati possono aprirsi in centro storico in particolare da via Pieragostini. E per la Vallicelle del domani, un’edilizia garbata di case basse di due tre piani per un quartiere ripensato e rigenerato in maniera sostenibile. Ad illustrare lo stato dell'arte e il work in progress dell'università è stato poi il prorettore Vicario Graziano Leoni, seguito dall'ingegnere Carlo Morosi che ha rappresentato dei passi importanti che la ricostruzione degli immobili danneggiati di proprietà della Diocesi sta compiendo. 
c.c.
Patenti ritirate, arresti per spaccio, discoteche improvvisate. Questo il report della Compagnia dei carabinieri di Camerino, impegnata negli ultimi giorni in diverse operazioni sul territorio.

A Matelica i militari hanno arrestato un ventottenne, reo di possedere un etto di marijuana ai fini di spaccio. La droga è stata rinvenuta dai carabinieri nel corso di una perquisizione insieme ad attrezzatura e materiali per il confezionamento delle dosi. Coinvolta anche la compagna del giovane, segnalata come assuntrice e a cui è stata ritirata la patente.

Nella notte di giovedì, interventi per la serata universitaria. Un uomo è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza, con annesso ritiro della patente. Sanzioni amministrative invece per due esercizi commerciali camerti: avevano allestito una discoteca “di fortuna”, improvvisandola all’aperto e quindi tentando di eludere le normative anti-Covid. Il tutto nell’intento di attrarre i giovani nella consueta notte del giovedì universitario.

l.c.
Interverranno anche il Rettore dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari; l’Arcivescovo Francesco Massara e l’architetto Francesco Karrer all’incontro pubblico sulla ricostruzione organizzato dall’Amministrazione comunale.
Lo studio Karrer è alla guida del pool di esperti che si è aggiudicato l’incarico di redigere il documento direttore e realizzare i piani attuativi relativi a parte del centro storico di Camerino, al quartiere San Giorgio-Vallicelle e alle frazioni di Arnano, Sant’Erasmo, Calcina, Nibbiano e Piegusciano. 

Dunque si aggiungono i principali protagonisti della ricostruzione della città, accanto al Comune.

Sabato alle 16 all’Auditorium Benedetto XIII l’Amministrazione comunale tornerà ad incontrare la cittadinanza dopo un lungo periodo di stop “in presenza” causato dalla pandemia che non ha permesso questo tipo di appuntamenti se non online. Periodo nel quale, tuttavia, sono state portate avanti diverse attività proprio riguardanti la ricostruzione della città e tutta la serie di aspetti burocratici necessari affinchè si possa procedere concretamente con cantieri e gru, sugli edifici.
Per accedere all’Auditorium Benedetto XIII sarà necessario il Green Pass e indossare la mascherina per l’intera durata dell'assemblea cittadina

L’incontro sarà trasmesso in diretta anche sulla pagina YouTube del Comune di Camerino.

Un incidente stradale si è verificato a Camerino, in via Pallotta, nella zona in cui sono posizionati i container nei quali si trova la sede provvisoria della Banca dei Sibillini.
Per cause in corso di accertamento, probabilmente l'asfalto viscido, il conducente di una vettura ha perso il controllo del mezzo che è letteralmente volato, piombando sopra l'auto di un dipendente dell'istituto di credito che si trovava all'interno del parcheggio.
Stando alle prime ricostruzioni dei vigili del fuoco, prontamente intervenuti sul posto insieme ai sanitari del 118 e alla polizia locale, sarebbe stato un ostacolo sul ciglio della carreggiata a fare da perno all'auto che si è abbattutta sulla vettura parcheggiata nello spazio sottostante.
Tanto spavento per il conduecente che fortunatamente non ha riportato gravi conseguenze nel sinistro e che è stato estratto dalla vettura dai vigili del fuoco e affidato alle cure dei sanitari per il successivo trasporto in ospedale.

f.u.

soccorsi

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Pierluigi Moriconi è stato nominato Soprintendente regionale  per le Marche sud.
Umbro di origine e residente a Camerino, funzionario storico dell'arte, Pierluigi Moriconi sarà il responsabile della nuova struttura che opererà anche per le province di Macerata e Fermo e avrà sede ad Ascoli Piceno nella caserma Umberto I (ex distretto militare).
Già nei prossimi giorni il soprintendente si recherà ad Ascoli per un sopralluogo presso la struttura.
La notizia della nomina è stata accolta con "grandissima soddisfazione" dal sindaco di Camerino Sandro Sborgia:
"Umbro d'origine e marchigiano d'adozione, io direi che il dott. Pierluigi Moriconi è ormai camerinese acquisito e adottato - dichiara Sborgia-. Non posssiamo quindi che essere felici di questa notizia; al dott. Moriconi auguriamo il meglio e tutte le soddisfazioni possibili nel riuscire ad ottenere i i traguardi che si è prefisso. In quanto responsabile Soprintendente per le Marche sud che includono anche la nostra realtà - aggiunge-  la sua nomina è molto importante anche per noi.  Siamo dunque doppiamente felici: ci rallegriamo per la sua nomina e perchè saprà guardare alla nostra realtà con un occhio più attento. Il mandato è di alto valore e prestigio- continua il sindaco di Camerino-; conosciamo il dott. Moriconi per le sue doti di grande professionalità e competenza. A lui tra l'altro dobbiamo  anche l'allestimento della mostra "Rinascimento Marchigiano" inaugurata a Camerino proprio qualche giorno fa e che, proprio grazie al dott. Moriconi che ne è curatore, è stato possibile realizzare. A nome di tutta la città, sono a dunque ad esprimergli le congratulazioni più vive per questo prestigioso incarico".
c.c. 
L'Orchestra Filarmonica Marchigiana ha fatto il suo ingresso a scuola. Gli alunni della scuola primaria dell'Istituto Comprensivo di Camerino, questa mattina hanno potuto assistere alla coinvolgente esibizione dei musicisti della FORM; un momento di educazione all'ascolto nel corso del quale, con ironia e leggerezza, i bambini sono stati accompagnati a conoscere i caratteri espressivi dei vari strumenti musicali. Al divertente concerto, replicato poco dopo per altre classi dell'istituto, insieme al dirigente Francesco Rosati e al personale docente, in rappresentanza dell'ammnistrazione comunale camerte era presente l'assessore Stefano Sfascia
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La singolare performance si inserisce in un progetto musicale molto ampio che all'Istituto Comprensivo va avanti ormai da diversi anni,coinvolgendo direttamente gli alunni delle primarie anche attraverso il Progetto Musica Orchestra.
"Quest'anno - spiega il dirigente Francesco Rosati- ho voluto aggiungere anche una serie di attività di ascolto così da dare ai bambini la possibilità di avvicinarsi anche alla musica eseguita da professionisti e magari offrire una motivazione per coltivare l'arte della musica". All'attività istituzionale delle stagioni sinfoniche e liriche, l'orchestra Filarmonica Marchigiana abbina anche quella particolare di divulgazione della musica nelle scuole, con progetti scritti su misura per i bambini.
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"Un momento di gioia - commenta  l'assessore Stefano Sfascia  - ma anche la testimonianza dell'offerta formativa di qualità che persegue con passione il preside Rosati. Camerino è la città della musica per eccellenza e questa è l'ennesima riprova del fatto che questa realtà tiene molto a questo aspetto della sua formazione. Un'iniziativa e un'attività che va ad iscriversi in un quadro generale che denota la particolare senbilità che da sempre, ha per la musica la città di Camerino".   

c.c.

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Torna lo spot Cei sul sostegno alla missione dei preti diocesani. Al via a novembre la campagna 2021 declinata su tv, web e stampa. 
Una partecipazione, quella delle offerte deducibili, che ci rende “Uniti nel dono”: questo il messaggio al centro della nuova campagna #DONAREVALEQUANTOFARE della CEI, che intende sensibilizzare i fedeli alla corresponsabilità economica verso la missione dei sacerdoti e si sofferma sul valore della donazione, un gesto concreto nei confronti della propria comunità.

Le storie raccontate nella campagna pubblicitaria sono un giro per l’Italia delle città metropolitane, ma anche in quella dei piccoli centri. L’opera di Don Davide Milanesi in un quartiere nella periferia meridionale di Milano, ma anche quella di altri come Don Massimo Cabua, che in Sardegna, a San Gavino Monreale, è in prima linea nell’organizzazione di iniziative tra cui la “Spesa Sospesa” a sostegno di una collettività stremata dall’emergenza Coronavirus, quella Don Fabio Fasciani, guida della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio, nel quartiere Tuscolano a Roma, che dall’inizio della pandemia ha fatto un vero e proprio salto di qualità nell’assistenza alle povertà, prendendosi cura delle persone in difficoltà o anche quella di Don Luigi Lodesani, parroco, tra le altre comunità, anche di Borzano di Albinea, in provincia di Reggio Emilia, dove un paese intero collabora ad un progetto educativo per le nuove generazioni.

Nella nostra Diocesi abbiamo intervistato il parroco don Marco Gentilucci che ci ha raccontato la sua storia.

don Marco Gentilucci

Dove ti trovavi quando è avvenuta la scossa del 30 ottobre 2016?
Mi trovavo a casa di una famiglia di amici che mi ospitavano dopo le scosse del 26 ottobre. La mia casa era già inagibile e la loro casa da qual giorno è divenuta un “posto sicuro” dove vivere.
Quando ti sono arrivate le prime notizie? E quali sono stati i tuoi primi pensieri?
Immediatamente mi sono reso conto della gravità della situazione, non avevo mai sentito un terremoto così forte e, sapendo la situazione critica di tante case, ho iniziato a temere il peggio. Dal paese, da più punti, salivano colonne di fumo denso segno della devastazione. Il primo pensiero è stato per le persone care della mia famiglia, le urla della gente e le sirene dei soccorsi facevano crescere l’angoscia. Tutti e stavano bene, poi di corsa sono andato a vedere la chiesa, fuori si mostrava ferita ma non crollata: un piccolo conforto davanti a tanta paura.
A distanza di 5 anni com’è la situazione ora? Di cosa si sente di più la mancanza?
Oggi la situazione a Camerino è certamente differente da quei primi momenti, la ricostruzione mostra i primi visibili passi anche se moltissimo bisogna ancora fare: troppe case rimangono inagibili e purtroppo oggi la nostra città appare ancora deserta, guardandola di notte solo le luci ci ricordano la vita di un tempo.
Resta il bisogno di luoghi di incontro e di aggregazione, le distanze, accentuate dall’emergenza pandemica, rischiano di disgregare in modo permanente la comunità.
Perdere la casa e perdere la chiesa è come non avere più un riferimento. Il pensiero forte è stato per i nostri giovani che a più riprese chiedevano “Dove ci incontriamo? o “che cosa facciamo adesso?”, l’impegno di questi anni è stato quello quello di farli stare insieme, di creare occasioni per “uscire” da una quotidianità pesante, cercare ogni giorno di riprendersi un pezzettino di normalità.
In che modo Dio entra in questa esperienza?
Dare speranza significa stare accanto a chi soffre e a chi ha perso tutto. Il terremoto in questo è stato assolutamente democratico, non ha fatto distinzione tra il ricco e il povero, tra il laureato e la persona più umile, tra chi amministra e chi serve, siamo tutti sulla stessa barca: proprio questa uguaglianza ci permette di condividere la vita. Da prete ricordo a tutti continuamente che Dio non ci ha abbandonato, che Dio condivide la nostra sofferenza e che ci è accanto oggi come nei momenti belli. È accogliendo la sua presenza che possiamo trovare la forza per guardare oltre.
Chi vi ha aiutato e vi sta ancora aiutando?
Quella che non è mancata è stata la solidarietà e la vicinanza di tanti. Nei campi di accoglienza e anche nelle strutture della costa, nei primissimi momenti dell’emergenza, tantissimi volontari della Caritas, della Protezione Civile, della CRI e degli Scout ci sono stati accanto. La Chiesa con importanti donazioni ci ha permesso di realizzare opere che altrimenti non avremmo potuto fare. Tante donazioni e tanti benefattori, su tutti la Fondazione Arvedi-Buschini di Cremona che ha permesso la realizzazione della nuova scuola dell’infanzia parrocchiale e soprattutto la riapertura della basilica di San Venanzio. Abbiamo toccato con mano il gran cuore della gente del nostro paese, in questo realmente non ci siamo mai sentiti soli.

Quelli che la domenica
Uno dei protagonisti della video-maratona che recentemente Tv2000 ha dedicato alle offerte per i sacerdoti, è stato Giovanni Scifoni, attore, scrittore e regista ma soprattutto volto noto e molto amato del panorama televisivo italiano. In una breve testimonianza (https://www.unitineldono.it/le-storie/giovanni-scifoni-quel-prete-che-ha-salvato-il-mio-matrimonio/?utm_source=fisc&utm_medium=publiredazionale&utm_campaign=novembre&utm_term=&utm_content=quellicheladomenica) girata per l’occasione, Scifoni ha raccontato da par suo per quale motivo ritiene giusto sostenere in ogni modo i sacerdoti e il loro ministero.
 
Foto opinion leader Scifoni

“Ho conosciuto tantissimi sacerdoti – ha detto – e quello che io sono oggi lo devo sicuramente anche a loro. Un sacerdote, ad esempio, ha salvato il mio matrimonio. Un altro ha salvato mia moglie in un momento disperato della sua vita. Un altro sacerdote mi ha preso per i capelli e mi ha fatto tornare nella chiesa, in un momento in cui avevo deciso di abbandonarla e andare via. E poi ce ne sono alcuni che mi hanno reso un artista migliore, perché io copio dal loro modo di esprimersi e comunicare, anche delle cose che faccio sul palco”.
“C’è un dono, però – ha concluso l’attore – per cui mi sento particolarmente grato nei confronti dei sacerdoti, ed è quello della domenica. Posso avere una settimana orribile, ma io so sempre che la domenica c’è qualcosa per me. So che mi siederò su quella panca, su quella sedia o su quello sgabello, non importa dove, e comunque riceverò una parola, un’omelia, l’Eucarestia. Gratis. Questo è impagabile”.
“Allora... – l’appello finale lanciato da Scifoni – facciamo tutto quello che serve perché il maggior numero possibile di persone possa avere ciò che desidera e cerca più profondamente. Sosteniamo i sacerdoti. https://www.unitineldono.it/sostienici/?utm_source=fisc&utm_medium=publiredazionale&utm_campaign=novembre&utm_term=&utm_content=quellicheladomenica


“Ci sono posti che non appartengono a nessuno perché sono di tutti”: ancora i valori dell’unione e della condivisione, quelli al centro dei messaggi della campagna.
L’opera dei sacerdoti è infatti resa possibile anche grazie alle Offerte per i sacerdoti, diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, perché espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani. Dal proprio parroco al più lontano. Ogni fedele è chiamato a parteciparvi. L’Offerta è nata come strumento per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II.
Le donazioni vanno ad integrare la quota destinata alla remunerazione del parroco proveniente dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni curato infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le offerte raggiungono circa 33.000 sacerdoti al servizio delle 227 diocesi italiane e, tra questi, anche 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei Paesi del Terzo Mondo e 3.000 sacerdoti, ormai anziani o malati, dopo una vita spesa al servizio agli altri e del Vangelo.
L’importo complessivo delle offerte nel 2020 si è attestato sopra gli 8,7 milioni di euro rispetto ai 7,8 milioni del 2019. È una cifra ancora lontana dal fabbisogno complessivo annuo necessario a garantire a tutti i sacerdoti una remunerazione pari a circa mille euro mensili per 12 mesi.


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