E' fissato per sabato 23 novembre alle ore 16.00 a Palazzo Sabbieti, il ritorno di Giulia Varano in terra natìa. A 39 anni dal suo furto avvenuto il 13 luglio nell'allora pinacoteca di San Francesco, il dipinto attribuito al grande pittore Dosso Dossi, farà ritorno a Camerino.
Alla conferenza stampa di presentazione dell'evento sono intervenuti questo pomeriggio il sindaco Sandro Sborgia, l'assessore alla cultura e turismo Giovanna Sartori, il Capogabinetto della Presidenza del Consiglio regionale Daniele Salvi, il rettore Claudio Pettinari, la direttirice dei Musei Civici e diocesani Barbara Mastrocola.
Il dipinto che ritrae Giulia da Varano bambina, figlia del duca Giovanni Maria Varano e Caterina Cybo, proveniente dalla galleria Varano di Ferrara, fu acquistato dal comune di Camerino nel 1988 e faceva parte di una quadreria di 44 opere  ritraente la dinastia dei da Varano. Quella notte tra il 12 e il 13 luglio, insieme all'olio su tela di Giulia bambina ne furono trafugati altri 12. Il ritrovamento si deve ai Carabinieri del Nucleo Tutela e Patrimonio di Genova che sabato prossimo illustreranno i dettagli di tutto l'intricato ritrovamento che ha i connotati del giallo. 
Grande soddisfazione è stata espressa dall'assessore Sartori per i contorni di una felice storia che  sembra quasi un segno del destino. Un ritorno a casa in un momento così difficile e delicato, appare quasi un segno di protezione da parte di una figlia della città che torna a difenderla.
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"Giulia da Varano che torna a Casa - ha detto Giovanna Sartori- si inserisce in un progetto più ampio che è " La bellezza ritrovata e i luoghi per la città" progetto finanziato dalla Regione Marche al quale l'amministrazione comunale, ente capofila, ha partecipato in partenariato con Unicam e l'arcidiocesi, con la  direzione scientifica di Barbara Mastrocola.
Il progetto ha ottenuto il finanziamento regionale - ha spiegato- proprio perchè serve a mettere in collegamento i luoghi della città ancora fruibili e visitabili nonostante il terremoto e che ci auguriamo possano essere sempre di più andando avanti nei mesi e negli anni della ricostruzione". Il collegamento sia fisico che artistico del progetto sarà tra la basilica di San Venanzio, il deposito attrezzato Venanzina Pennesi dove avverrà il posizionamento del dipinto e che prorogherà per l'occasione la mostra "Dalla Polvere alla luce" fino  al 6 gennaio 2020. Altro collegamento avverrà con il Planetario dell'Università di Camerino da poco inaugurato e, grazie alla collaborazione con Contram SPA nei week end del mese di dicembre, i turisti e i visitatori che raggiungeranno la città avranno a disposizione l'innovativa navetta elettrica con guida turistica a bordo che metterà in collegamento con le varie attrattive culturali e d'arte della città. " Siamo molto sodisfatti - ha concluso l'assessore - perchè il progetto contribuirà ad arricchire l'offerta del nostro cartellone delle festività natalizie". 
Felice Sandro Sborgia del ritrovamento dell'opera da parte dell'Arma e in particolare di essere il sindaco a riceverne consegna da parte dei Carabinieri del Patrimonio e Tutela Beni culturali.
"Solo un tassello di un mosaico più grande - ha detto il primo cittadino- che riguarda la ripresa e la ricostruzione della città da un punto di vista storico, culturale ed artistico ".
Sborgia ha anche anticipato che a breve e in altra sede rispetto all'attuale, riaprirà la Biblioteca Valentiniana. La Sovrintendenza ha infatti espresso parere favorevole in merito all'adeguatezza dei locali che, grazie all'università, potranno ospitare gran parte dei volumi. L'edificio del Rotary verrà quindi liberato e potrà essere sottoposto ai lavori di recupero.  " Per la città dunque un ulteriore passo in avanti  nel riappropriarsi del suo patrimonio".
Simbolico il titolo dato alla riconsegna del dipinto secondo il rettore Claudio Pettinari:" Fin da subito dopo le scosse- ha affermato- abbiamo immaginato di ripartire da subito dai beni culturali , come punto di forza universalmente riconosciuto di questo territorio e che può essere motivo per muovere uno dei motori fondamentali dell'economia italiana come il turismo. Particolare significato riveste quest'opera- ha aggiunto- in quanto la dinastia dei da Varano è molto legata all'università sin dalle sue origini. E i due destini della città e della stessa università sono sempre stati collegati tra loro". Nel rivolgere un sentito ringraziamento ai Carabinieri del Nucleo Tutela Beni Culturali, Daniele Salvi  ha detto che il ritorno del quadro si inserisce in una triste tradizione che riguarda le Marche e che ha visto la regione privata, depredata ed espogliata di un ingente quantitativo di opere d'arte dalla portata devastante. " Segnale importante di controtendenza il ritorno della duchessa bambina che per la città di Camerino quasi evoca della necessità che tanti bambini nascano da queste parti. Altro elemento significativo- ha sottolineato- il fatto che la cultura accompagna la ricostruzione e il riguadagnare progressivamente spazi. Importante che appena si riapre uno spazio se ne rivitalizzi il valore". Di quanto sia raro riappropriarsi di opere oggetto di furto ha parlato la direttrice dei Musei Barbara Mastrocola, la quale ha in particolare evidenziato che è proprio in seguito all'acquisto del nucleo di 44 quadri della dinastia dei da Varano del quale faceva parte anche il dipinto di Giulia bambina, che nacque e si formò la pinacoteca civica. Fu Milziade Santoni che sapeva dei dipinti messi all'asta a Ferrara ad acquistare per conto del Comune di Camerino tutto il fondo da Varano della Corte estense, pagandolo 44 lire. Dei tredici quadri rubati nel 1980, tutti di piccola taglia e facilmente celabili, quello di Giulia è il più importante anche per la mano che lo ha dipinto. L'opera è infatti attribuita al pittore ferrarese Dosso Dossi e per Camerino ha il valore di un Raffaello.
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Doppio incontro quello dell’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, Francesco Massara,che oggi a Roma ha partecipato alla riunione dei vescovi del cratere alla Cei per le problematiche del terremoto e in particolare per l’ordinanza 84 del 2019, secondo piano dei beni culturali.
Nel pomeriggio, a Palazzo Chigi, l'incontro riservato con il Premier Conte, in cui Massara si farà portavoce dei problemi della gente e delle attività produttive. 

G.S.

- servizio in aggiornamento -
Un segno di riconoscimento e gratitudine per l’esercito. Pergamene in omaggio ai militari che si sono occupati delle demolizioni di alcuni edifici della città ducale; sono state consegnate dal sindaco Sandro Sborgia che ha colto l'occasione per esprimere all’Arma del Genio il sentito ringraziamento della cittadinanza per le operazioni condotte all’interno di Camerino colpita dagli eventi sismici dell’agosto-ottobre 2016.
“È il giorno in cui vogliamo dirvi grazie per quello che avete fatto qui e per quello che fate per il Paese e fuori dai confini – ha detto il sindaco Sandro Sborgia – Gli interventi di demolizione costituiscono un segnale forte perché indicativi di una ripresa delle operazioni propedeutiche alla fase di ricostruzione. Lavori che insieme alla ripresa delle messe in sicurezza e della riapertura di alcune vie del centro e conseguente riduzione della zona rossa sono la conferma che con volontà e determinazione una ricostruzione è possibile. Aggiungo una curiosità: proprio uno dei militare ha confidato di aver trovato l’amore nella nostra terra quindi cercherà di fermarsi qui”.
Belle e sentite anche le parole dei militari dell'Esercito che hanno molto apprezzato il pensiero: “E’ il quarto incontro che facciamo con il sindaco Sborgia, una persona che ogni volta ha dimostrato una grandissima energia- ha detto il generale Bindi -. Siamo innamorati di queste zone dove abbiamo lavorato tanto. È uno stimolo per ritornare in questi luoghi con la certezza di ritrovare degli amici e la speranza di trovarli sistemati. Siamo stati accolti in modo bellissimo dalla cittadinanza quindi, ogni volta torneremo più che volentieri”.

Il sindaco Sandro Sborgia con lEsercito 2
Le pergamene hanno raggiunto : il 2° Reggimento Genio Pontieri; il Generale  B. Francesco Bindi; il Colonnello  Salvatore També; il Capitano Stefano Di Biagio; il Maresciallo Ord. Santo Maniscalco; il Sergente  Maggiore Matteo De Santis; il Caporale Maggiore  Ca. Sc. Roberto D'Introno eil 1°Caporale  Maggiore Antonio Ferri.

“Stiamo studiando, delle misure più incisive per le zone più danneggiate e logicamente si sta vedendo una procedura ancora più accelerata per quanto riguarda la ricostruzione”. Lo ha riferito l’on Patrizia Terzoni vicepresidente della Commissione Ambiente lavori pubblici della Camera e relatrice del Decreto Sisma alla quale sono giunti 880 emendamenti presentati dalle diverse forze politiche parlamentari. L’on Terzoni è intervenuta al convegno promosso a Camerino da CNA Macerata per la presentazione dei "Nuovi sentieri di sviluppo per l’Appennino marchigiano colpito dal sisma del 2016”.
“In base alle richieste che ci sono arrivate dai territori- ha aggiunto Terzoni - oltre all'autocertificazione già messa, stiamo vedendo se per alcuni territori maggiormente colpiti e non per singoli comuni,  se vi sia la possibilità di fare una riformulazione tale per cui sarà possibile portare avanti dei programmi di ricostruzione fatta in un certo modo e con diverse deroghe. E’ tutto in valutazione quindi non posso dare conferme che vi sarà approvazione, ma la volontà di farlo c’è. Come c'è volontà anche per quel che riguarda la parte economica: stiamo cercando di rispondere alla domanda di fare una Zona Economica Speciale in queste aree e che comunque necessiterà dopo di essere portata avanti da dei decreti. Sulle ZES sappiamo tutti che ci sono dei criteri stringenti per poterle fare fra cui anche il reddito pro capite che è molto basso e dal momento che il reddito pro capite basso riguarda le zone maggiormente colpite, quasi involontariamente questa misura della ZES andrebbe a finire nelle aree più ferite e danneggiate dal sisma. Anche questa è comunque misura sulla quale non posso dare conferma se sarà o meno approvata, tuttavia è al vaglio dei Ministeri”.
Nel corso del suo intervento l’on. Terzoni ha anche ipotizzato una possibile proroga di qualche mese per la scadenza della presentazione progetti per i danni lievi in scadenza il prossimo 31 dicembre.
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Ricostruzione e sviluppo, i due temi strettamente interconnessi nella strategia dei“ Nuovi sentieri di sviluppo per l’Appennino Marchigiano dopo il sisma 2016” già illustrata alla Camera dei Deputati. Sulla ricerca, promossa dal Consiglio regionale e realizzata dalle 4 università marchigiane, si è favorevolmente espresso lo stesso Premier Conte nel corso del suo intervento all'inaugurazione dell'anno accademico di Unicam. Obiettivi e contenuto del progetto che ha già ottenuto l’approvazione unanime del Consiglio regionale con la sola astensione della Lega, sono stati rispettivamente illustrati dal coordinatore generale Daniele Salvi e dal coordinatore scientifico Massimo Sargolini. All’incontro hanno anche preso parte l’onorevole Mario Morgoni, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, il neo eletto presidente zonale di CNA Camerino Giuseppe Corridoni e Andrea Spaterna nella doppia veste di presidente del Parco dei Sibillini e prorettore di Unicam. Accordinare i lavori, il direttore di CNA Macerata, Luciano Ramadori
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“I passi indietro che sono stati fatti sul progetto- ha dichiarato l’Onorevole dei 5 stelle- sono stati ben presi dalla mia parte politica e quindi, come già espresso dal presidente Conte, c’è questa volontà di dare una strategia univoca per i territori colpiti dal sisma delle 4 regioni del cratere. La strategia era stata infatti rallentata da uno snaturamento fatto dalla Giunta regionale che aveva favorito il Patto per lo sviluppo, andando dunque in direzione opposta rispetto a quella che era stata la volontà del Consiglio regionale". 
Punto centrale di tutti gli interventi che si sono susseguiti nella sala convengi del Contram, la visione strategica di sviluppo “perché – ha detto Daniele Salvi- come saranno questi territori nel futuro, non è tema da discutere solo nei convegni ma necessita di una programmazione strategica alla quale dare corpo e gambe, coinvolgendo le istituzioni a tutti i livelli”. Dalle azioni di sviluppo una risposta al rischio di spopolamento: “Essenziale una cabina di regia sullo sviluppo dell’area cratere a palazzo Chigi - ha sottolineato Salvi- perché è necessario l’impegno più alto per dare vita ad un Piano strategico d’area che noi abbiamo studiato per la parte marchigiana ma che può essere esteso in poco tempo a tutte le regioni del cratere. Quello è lo strumento attraverso cui indirizzare in maniera coerente le risorse che potrebbero essere appunto attivate attraverso la clausola del 4 per cento che è oggetto di emendamenti al decreto per far sì che le risorse non vengano disperse. Se per la ricostruzione sono stati stanziati oltre 13 miliardi, come è accaduto per l’Aquila e, senza stanziare nuove risorse, se ne potrebbero destinare il 4 per cento per le azioni di sviluppo e indirizzare circa 600 milioni di euro a questo tipo di azioni”.
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Quello realizzato dai 4 atenei marchigiani è un lavoro che Mario Morgoni ha definito  prezioso e propedeutico a tutte le azioni da mettere in campo per dare concretezza alla visione di futuro che va costruita. “La cosa importante da sottolineare- ha detto- è il fatto che l’elemento di riferimento delle nuove politiche di sviluppo del lavoro sia l’Appennino da cui deve avviarsi un nuovo ciclo non solo di carattere economico ma un profondo ripensamento che investa più aspetti. L’Appennino come scheletro fisico della nostra penisola e come questione nazionale per il futuro del Paese”. Morgoni ha auspicato anche un cambio d’atteggiamento da parte delle comunità locali invitando a superare i campanilismi e a ricomporre le ostilità. “Se ognuno farà la sua parte, potremo avere le condizioni per un riscatto. E’ insieme che dobbiamo costruire un modello vincente”.
La necessità di muoversi in modo condiviso e corale è stata ribadita anche dal coordinatore dei “Nuovi sentieri” Massimo Sargolini. "Abbiamo messo insieme le competenze dei 4 atenei per arrivare ad un percorso di lettura del territorio che è la base da cui partire; il secondo passo è stato il confronto con i sindaci per raccogliere suggerimenti e completare la prima griglia della strategia per poi passare alla delineazione degli 11 sentieri di sviluppo”. Il numeroso pubblico in sala ha avuto dunque la possibilità di conoscere le 11 linee strategiche della ricerca riguardanti la nuova attrattività dei luoghi, mobilità e connettività, la riorganizzazione del sistema dei beni culturali, la valorizzazione della creatività e del made in Italy e quella del capitale verde dell’Appennino, l’ottimizzazione delle produzioni vegetali e dei pascoli, la ricerca e l’innovazione e infine, open data e monitoraggio dei processi di ricostruzione perché il piano del progetto va costantemente monitorato e corretto lungo il cammino e durante il tempo. “ Con un piano strategico- ha detto Sargolini- si entra in un mare aperto che consente di confrontarsi con tutti, ma se non ci sono visioni, come diceva Seneca, “non c’è vento utile ad un marinaio che non sa dove deve andare”. 
L'emendamento sulla Cabina di regia è già stato inserito nel decreto sisma e, qualora approvato, permetterà ai sindaci, alle regioni e alle associazioni di categoria di avere un tavolo su cui sedersi, uno strumento per ragionare insieme e progettare il futuro dei territori. Sotto la presidenza del Consiglio e alla presenza del Premier vi prenderebbero parte le quattro regioni, 4 rappresentanti dei sindaci uno per regione e 4 rappresentanti tra università e associazioni di categoria.  
All'interno della cabina di regia ci sono anche i finanziamenti in quanto, in caso di approvazione, con la stessa metodologia del sisma dell'Aquila nel 2009, verrebbe ad essere utilizzato per la strategia di sviluppo il 4% delle spese di bilancio per la ricostruzione e, qualora ve ne fossero, anche fondi aggiuntivi del finanziamento europeo.
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A Camerino, grande festa a sorpresa per i cento anni di Nicolina Moneta che ha tagliato il ragguardevole traguardo circondata dall’abbraccio amorevole dei suoi cari. In tanti si sono ritrovati per il compleanno della nuova centenaria camerinese raggiunta dall'omaggio floreale del sindaco Sandro Sborgia che, con l’assessore Stefano Sfascia e il segretario comunale Alessandra Secondari, ha portato alla donna gli auguri di tutta la città.
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Allegro e carico di emozioni il primo compleanno a tre cifre di Nicolina che non poteva che essere festeggiato con una grande riunione di famiglia: c’erano le nipoti Laura e Tiziana col marito Armando, la pronipote Elena con la piccola Matilde, Corrado e Giorgia e rispettivi familiari arrivati da Macerata. Nata a Camerino il 14 novembre 1919, secondogenita di tre sorelle, Nicolina ha sempre vissuto in città. Dopo il diploma da ragioniera, ha iniziato subito a lavorare nelle segreterie di numerosi istituti scolastici, inizialmente in diversi comuni dell’entroterra maceratese e successivamente nella città ducale per oltre un ventennio. Un lavoro che ha svolto con grande passione, competenza e professionalità e che le ha consentito di stringere tante sincere amicizie. Tra le sorprese emozionanti della giornata, l’omaggio speciale di don Giancarlo Pesciotti che con la sua presenza ha rinnovato il legame di una grande amicizia nata proprio nell’ambiente scolastico. La benedizione speciale di papa Francesco il regalo prezioso scelto dal sacerdote per accompagnare i suoi auguri e che non ha potuto che elevare le tante emozioni forti di una giornata indimenticabile.
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Supportata nelle faccende domestiche dalle amorevoli cure di Daniela, diventata da anni una presenza familiare, Nicolina da tempo si è trasferita a vivere nel quartiere di Montagnano vicina alle nipoti Tiziana e Laura; ama leggere e informarsi puntualmente su quello che accade in città e nel mondo, senza perdere occasione per discuterne ed esternare il suo punto di vista, a conferma della vivacità mentale che la contraddistingue.
Sensibile la commozione di tutti per il bagaglio di storie, saggezza e tradizioni, racchiuso nel secolo di vita di Nicolina Moneta. Un insegnamento al quale nel formulare i suoi più cari auguri, si inchina l’intera comunità camerte.
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Nella foto sotto, Nicolina con i nipoti
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Torna a Camerino il ritratto su tela di Giulia da Varano bambina. Scomparso insieme ad altre opere trafugate dall’ex chiesa di San Francesco nel 1980, all’epoca pinacoteca, il quadro attribuito al pittore tardo-rinascimentale Dosso Dossi (vero nome Giovanni di Niccolò Luteri) era stato recuperato dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale nel 2018 in una casa d’aste on line di Genova.
Ad annunciare la restituzione dell'opera, l’assessore alla cultura del comune di Camerino Giovanna Sartori  la quale, nel corso di una conferenza stampa, illustrerà i vari dettagli riferiti al dipinto e alla sua futura collocazione. Una notizia che non può che essere accolta positivamente dall'intera comunità che, passo dopo passo, è sempre più determinata a ricucire legami col passato e a guardare in avanti. Un segnale significativo che rimanda all'antica e fulgida storia di Camerino e delll’ultima dinastia che regnò nella città prima di essere formalmente ceduta allo Stato della Chiesa.

Giulia da Varano, era figlia del duca di Camerino Giovanni Maria  e di Caterina Cybo. Nel 1527, morto il padre, gli succedette con il titolo di duchessa di Camerino con la reggenza della madre. All’età di 14 anni andò in sposa a Guidobaldo II della Rovere, duca di Urbino, mentre la madre Caterina continuava a provvedere all'amministrazione del ducato che però, nel 1535 dovette cedere formalmente al papa, segnando la fine dell'indipendenza di Camerino. Fino al 1539 solo duchessa titolare insieme al consorte, Giulia infatti fu costretta a cedere i diritti a Paolo III per 78.000 scudi. Giulia da Varano morì a Fossombrone nel 1547, all’età di 24 anni.
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Stemma varano di camerino
All'Istituto Comprensivo Betti di Camerino, arriva il grande batterista Christian Meyer 
Nasce una collaborazione tra i comuni di Fabriano e Camerino grazie alla musica. Alla base c'è la sensibilità di un grande musicista  che per il suo progetto ha voluto scegliere i bambini della scuola della città ducale, unita all'iniziativa dell'ammnistrazione comunale di Fabriano che se ne è fatta promotrice contattando direttamente l'assessorato alla cultura camerte. Già da tempo il noto batterista di Elio e Le storie Tese sta portando nelle scuole delle lezioni di avvicinamento alla musica. Lo farà a Fabriano ma anche a Camerino, dove il giorno 28 novembre sarà  ospite della Scuola Salvo D'Acquisto dell'Istituto Betti.
"Una grande occasione che abbiamo accolto con estrema gioia e positività-  dichiara l'assessore alla cultura e turismo Giovanna Sartori -  L'iniziativa ci è stata proposta dall'amministrazione comunale di Fabriano e dall'assessore alla cultura Ilaria Venanzoni e dunque siamo pronti ad ospitare in città  Christian  Meyer, nome molto noto  nel panorama musicale italiano per essere batterista  della band di Elio e le Storie Tese ma che ha alle spalle anni e anni di musica e una fama di livello internazionale. Verrà a Camerino nell'ambito di questo progetto che il comune di Fabriano ha portato avanti e che consiste in una sorta di  laboratorio musicale nelle scuole che Meyer terrà all'Istituto Comprensivo Ugo Betti il giorno 28 di novembre con i nostri alunni. Lo stesso preside Maurizio Cavallaro - prosegue l'assessore Sartori-  ha  colto con grande favore edentusiasmo questo stimolante progetto, mettendosi subito a disposizione. Credo che sia un evento significativo dal punto di vista culturale pedagogico e che oltretutto va a sancire una bella collaborazione con il comune di Fabriano, città vicina  al territorio di Camerino. Ci auguriamo che questo sodalizio che abbiamo stretto con piacere con il sindaco di Fabriano e con l'assessore alla cultura possa rinsaldarsi sempre più. Non posso che esprimere gratitudine a Christian Meyer  per la sua infinita disponibilità e per la sua voglia di portare un  contributo  nei territori martoriati dal terremoto".
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Un territorio che, nel momento in cui la ricostruzione sembra partire, ha assoluto bisogno di sicurezza. Per questo il prefetto di Macerata, Iolanda Rolli, ha voluto incontrare a Camerino i vertici militari e gli amministratori dei territori del cratere. “Un territorio che ho conosciuto visitando tutti i comuni nel momento in cui sono arrivata a Macerata – così il prefetto Rolli – Ora che alcune amministrazioni sono cambiate è importante continuare questo percorso di conoscenza e vicinanza per poter affrontare tutti insieme i molti problemi che questo territorio ha, sia quelli legati al sisma sia quelli comuni a tutte le realtà italiane”. Soprattutto nel cratere sismico molte questioni sono legate, oltre che ai disagi che la popolazione continua a vivere, anche alle tematiche della ricostruzione. “Dopo la conta dei danni – continua il prefetto – ora che la ricostruzione sta partendo è necessario che tutti siamo attenti affinchè questo processo venga vissuto nella legalità. Ecco il motivo per cui abbiamo chiesto ai sindaci e alle forze dell’ordine di intercettare qualsiasi anomalia al riguardo”.
Un intervento a 360 gradi quello del sindaco di Camerino Sandro Sborgia, che ha trattato di tutte le problematiche che insistono nella sua città e non solo. “Un’occasione importante quella offerta dalla sensibilità del prefetto nei riguardi del territorio – le parole del primo cittadino di Camerino – Un territorio i cui problemi non sono solo legati al sisma, ma alcuni di essi sono endogeni. Si è parlato, infatti, di allarme stupefacenti, di ludopatia, di questioni inerenti la ricostruzione e le problematiche che potrebbero nascere sotto il profilo dell’ordine pubblico, i problemi di natura sociale provocati dal terremoto, primo fra tutti quello della solitudine. Far fronte ad una situazione di stravolgimenti non è assolutamente facile, ma siamo sicuri che, anche attraverso la vicinanza del Governo, rappresentato dal prefetto, riusciremo a farvi fronte”.



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i presenti e l'intervento del sindaco Sborgia

L’importanza dell’incontro è stata sottolineata anche dal sindaco di Visso, Gian Luigi Spiganti Maurizi. “Molte le questioni sul tappeto – ha affermato – Una delle più importanti sicuramente il benessere della popolazione e la necessità di dover intervenire, nei casi in cui ce n’è bisogno, sull’assistenza sanitaria. Altresì importante aver concesso a noi sindaci di poter esprimere le nostre idee alla ricerca delle migliori soluzioni ai molti problemi che affliggono le nostre comunità”. “Fondamentale guardarsi in faccia – fa eco il sindaco di Sefro Pietro Tapanelli – La sicurezza è essenziale e per questo abbiamo chiesto aiuti per l’istallazione di telecamere, mezzo essenziale per la prevenzione dei reati. Il fatto, poi, che stia partendo la ricostruzione è motivo ulteriore per non abbassare la guardia. E’ importante lavorare in sinergia su politiche di territorio”.

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Il sindaco di Camerino Sandro Sborgia interviene sulla questione della sospensione degli interventi per l’inserimento di protesi nel reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Camerino, la cui denuncia è partita dal coordinatore del Tribunale per i diritti del malato tramite lettera inviata alle competenti autorità politiche e sanitarie.  

" Per dovere d'informazione- dichiara il sindaco Sandro Sborgia-  non appena siamo venuti a conoscenza del fatto che erano state interrotte le attività operatorie relative agli impianti di protesi del reparto Ortopedia dell'ospedale di Camerino, siamo intervenuti direttamente al cospetto dell' azienda sanitaria regionale e  ne abbiamo  direttamente discusso con il direttore sanitario regionale dottoressa Nadia Storti, rapppresentandole  le difficoltà dei cittadini  proprio in relazione alla sospensione degli interventi stessi. Alla dottoressa Storti- prosegue Sandro Sborgia-  abbiamo anche rappresentato che vi erano situazioni che riguardavano poche  persone i cui interventi  erano già stati programmati e la cui preparazione pre-operatoria (delle analisi del sangue e delle attività diagnostiche necessarie e preordinate all'intervento) era già stata fatta. di conseguenza avrebbero ricevuto un danno dall'interruzione delle attività operatorie. Nell'occasione abbiamo anche chiarito che a dover subire quel tipo di interventi già prenotati sarebbero state solo  3-4 persone, per cui- spiega il sindaco- abbiamo chiesto  che potessere essere effettuati almeno quegli interventi  programmati con preparazione operatoria già pronta e in attesa da tempo. Su questo aspetto abbiamo quindi sensibilizzato la Regione a riconsiderare l'nterruzione lineare e a dare corso invece a  quelle attività di intervento che potevano tranquillamente essere fatte senza un particolare aggravio di aggiunta di risorse e, senza arrecare ancora più disagio a quelle persone che attendevano già da tanto l'intervento. 
 Il chiarimento è dunque opportuno - sottolinea il primo cittadino- e sta a testimoniare la particolare sensibilità e l'interesse che la nuova amministrazione comunale nutre nei riguardi dell'ospedale di Camerino, e, serve anche a far luce sulle tante inesattezze che circolano in questi giorni sulle attività del nostro nosocomio. Da quando ci siamo insediati - precisa Sborgia-  noi abbiamo aperto un colloquio costante con l'autorità regionale in materia sanitaria,  proprio per garantire che  l'offerta di servizi del presidio sia adeguata a quelli che sono i bisogni della popolazione. L'ospedale e il suo funzionamento ottimale per noi sono una priorità e su questi  fondamentali  aspetti non intendiamo assolutamente abbassare la guardia;  tenere il faro sempre acceso è quello che ci preme  perché il presidio sanitario di Camerino deve continuare ad essere di prim'ordine qual è  sempre stato nell'interesse di tutta la zona Montana che ormai da anni serve e anche con risultati di tutto riguardo. Basti solo pensare - conclude Sandro Sborgia-  allo spirito di sacrificio e all'offerta sanitaria fatta da medici che stanno sempre in prima linea, che non si risparmiano e la cui dedizione e spirito di servizio sono ampiamente riconosciuti non solo da tutta la popolazione dell'entroterra, ma anche dalle tante persone che provengono da tutta la regione e oltre, in quanto riconoscono a Camerino il fatto di essere un ospedale di prim' ordine".
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Il deputato marchigiano Francesco Acquaroli ha presentato un’interrogazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per chiedere chiarezza e tempi di intervento per il ripristino della viabilità sul tratto sud delle Marche dell’autostrada A14.

“Cercheremo di inserirla sul question time in commissione e di farci rispondere il prima possibile dal ministro De Micheli – ha affermato il deputato di Fratelli d’Italia – chiediamo prima di tutto se si conoscono i tempi di ripristino della viabilità su un tratto che rappresenta uno snodo fondamentale per la viabilità della nostra Regione e del versante adriatico del nostro Paese. Tratto di A14 che oggi vive consistenti disagi, a seguito del sequestro delle barriere new jersey e della conseguente chiusura di una corsia di marcia e della corsia di emergenza quando è presente. La situazione è critica, esistono tratti percorribili soltanto ad una corsia, creando gravi disagi che si riversano anche nella viabilità urbana ed extraurbana in un’area della nostra Regione sempre molto trafficata . Auspichiamo che il Governo si impegni con la Società Autostrade per l’abbattimento, anche parziale, del pedaggio autostradale fino a che persista questa situazione di evidente disagio, perché è inaccettabile pagare per stare in coda per ore”.
Poi i fari puntati sui problemi della viabilità dell'entroterra Maceratese: "Già oggi la nostra Regione presenta delle criticità oggettive sulla viabilità dell’entroterra, senza una Pedemontana che consente lo spostamento nord-sud, con tutti i noti problemi sia sul completamento della 76 che sulle lungaggini per il tratto che dovrebbe collegare il fabrianese, al camerte e al muccese fino alla 77. Inconcepibile complicare la viabilità anche sull’asse costiero paralizzato, senza intervenire concretamente".


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