Domenica 7 settembre Monte Cavallo inaugura “Respirando benessere. Monte Cavallo tra boschi e buona vita da condividere”, il primo di tre appuntamenti dedicati alla natura, al benessere psicofisico e ai sapori locali. Il progetto propone un percorso esperienziale che unisce escursioni, pratiche rigenerative e degustazioni guidate, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio forestale e culturale del territorio. Si parte nella suggestiva Valle della Madonna con una sessione di yoga a cura di Ilenia Cinquantini dell’associazione Il Cerchio d’Oro, seguita da una colazione a base di mieli marchigiani offerta dal Consorzio Apistico Provinciale di Macerata. Tocca poi a “Il suono dei fauni”, concerto di flauti nel bosco dell’Istituto Musicale Vaccaj. Nel pomeriggio spazio alla suonoterapia con un concerto di gong immerso nella natura, guidato dai formatori Vito Losavio e Mauro Pascucci. La giornata si chiuderà con una merenda-cena attorno al braciere, a cura della Pro Loco.
Il calendario prosegue domenica 21 settembre con una sessione di forest bathing e degustazione dell’olio evo monovarietale Coroncina, e sabato 4 ottobre con escursioni e incontri scientifici in collaborazione con l’Università di Camerino. Tutte le attività - finanziate grazie al secondo posto in un bando regionale sul benessere e la qualità della vita - sono gratuite e pensate per promuovere il turismo lento, l’apiturismo e una nuova consapevolezza del benessere, grazie al contatto con l’ambiente e ai prodotti del territorio.
Il calendario prosegue domenica 21 settembre con una sessione di forest bathing e degustazione dell’olio evo monovarietale Coroncina, e sabato 4 ottobre con escursioni e incontri scientifici in collaborazione con l’Università di Camerino. Tutte le attività - finanziate grazie al secondo posto in un bando regionale sul benessere e la qualità della vita - sono gratuite e pensate per promuovere il turismo lento, l’apiturismo e una nuova consapevolezza del benessere, grazie al contatto con l’ambiente e ai prodotti del territorio.
«All'indomani di un evento naturale il primo incubo è sempre quello di ripristinare le linee vitali, linee elettriche, idriche. L'azione immediata è rivolta a questo ma la vera ricostriuzione è quella della comunità, cercando come obiettivo principale quello di ripagare le sofferenze della comunità, offrendo servizi migliori di quelli che c'erano prima. E il progetto del Campus diffuso mira essenzialmente a fare questo; Camerino era già prima, per sua natura, un Campus diffuso. Gran parte degli studenti abitavano e transitavano nel centro di questa città. Il modello nuovo è quello di mettere a sistema l'offerta residenziale che c'è, attraverso dei servizi gestiti e centralizzati, ma che siano essi stessi diffusi sul territorio. Stretto il rapporto anche con le attività commerciali che diventano servizio dello studentato».
Così il Direttore Generale di Unicam Andrea Braschi nell'illustrare come potrà concretizzarsi il modello di Campus diffuso la cui presentazione è avvenuta questo pomeriggio davanti all'ingresso del Santuario di Santa Maria in via, in piazza Umberto I a Camerino.
All'incontro, aperto alla partecipazione dei cittadini, sono intervenutti il rettore di Unicam Graziano Leoni, il senatore Guido Castelli commissario straordinario del Governo per ricostruzione sisma 2016, l'ingegnere Manuela Manenti, commissario straordinario per gli alloggi universitari, il presidente Regione Marche Francesco Acquaroli, il vicepresidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, il sindaco Roberto Lucarelli, il vice presidente Erdis Andrea Spaterna, il direttore generale Unicam Andrea Braschi.
Così il Direttore Generale di Unicam Andrea Braschi nell'illustrare come potrà concretizzarsi il modello di Campus diffuso la cui presentazione è avvenuta questo pomeriggio davanti all'ingresso del Santuario di Santa Maria in via, in piazza Umberto I a Camerino.
All'incontro, aperto alla partecipazione dei cittadini, sono intervenutti il rettore di Unicam Graziano Leoni, il senatore Guido Castelli commissario straordinario del Governo per ricostruzione sisma 2016, l'ingegnere Manuela Manenti, commissario straordinario per gli alloggi universitari, il presidente Regione Marche Francesco Acquaroli, il vicepresidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, il sindaco Roberto Lucarelli, il vice presidente Erdis Andrea Spaterna, il direttore generale Unicam Andrea Braschi.
«Per arrivare a oggi - ha sottolineato il Dg Braschi- è stato fondamentale il bando del Mur che ha dato il la per mettersi ad un tavolo e costruire attorno la parte economica del progetto». Un progetto che per essere imbastito ha richiesto un anno e lungo tempo per essere reso operativo, ha ricordato il rettore Graziano Leoni. Dopo il rientro in centro del rettorato, si è detto emozionato nel presentare un ulteriore tasselllo di rigenerazione della città.
«L'Università di Camerino è in una situazione di messa in sicurezza - ha affermato Leoni- . I nostri studenti sono ormai da diversi anni stabili, un buon numero di matricole ci scelgono, la maggior parte vengono da fuori città e gli studenti ci stanno scegliendo per come l'ateneo è oggi. Questo, certamente, ci dà soddisfazione perché significa che siamo stati capaci di dare loro quello che si aspettano da una Università. Un ateneo dove l'attenzione ai servizi che offriamo è rimasta al top, nonostante il terremoto. Ma la preoccupazione è il perdurare di questa situazione. Subito dopo il terremoto, la reazione istintiva e l'adrenalina hanno dato all'ateneo la possibilità di riprendersi molto in fretta. Gli studenti che erano iscritti non se ne sono andati, sono rimasti con noi perchè vivevano una realtà pulsante che era nel cuore della città. Hanno deciso di rimanere con noi, nonostante la vita poi si sia spostata fuori, però il centro di questa città, nonostante gli sforzi di tutti, rimane disabitato. Questo centro, comunque e nonostante gli sforzi di tutti, resta vuoto. Presto si ricostruirà tutto quello che c'è, ma ci vorrà tempo.
L'idea che abbiamo trovato interessante è stata quella di far forza sul carattere di campus diffuso proprio di Camerino e provare a realizzarla, grazie a dei finanzxiamenti che c'erano in base al decreto 481 che servono a recuperare spazi da dare agli studenti. Perchè non realizzare un campus diffuso all'interno della città? Il Dg ha pensato a come strutturare l'idea che piano piano ha preso forma. «L'Università di Camerino è in una situazione di messa in sicurezza - ha affermato Leoni- . I nostri studenti sono ormai da diversi anni stabili, un buon numero di matricole ci scelgono, la maggior parte vengono da fuori città e gli studenti ci stanno scegliendo per come l'ateneo è oggi. Questo, certamente, ci dà soddisfazione perché significa che siamo stati capaci di dare loro quello che si aspettano da una Università. Un ateneo dove l'attenzione ai servizi che offriamo è rimasta al top, nonostante il terremoto. Ma la preoccupazione è il perdurare di questa situazione. Subito dopo il terremoto, la reazione istintiva e l'adrenalina hanno dato all'ateneo la possibilità di riprendersi molto in fretta. Gli studenti che erano iscritti non se ne sono andati, sono rimasti con noi perchè vivevano una realtà pulsante che era nel cuore della città. Hanno deciso di rimanere con noi, nonostante la vita poi si sia spostata fuori, però il centro di questa città, nonostante gli sforzi di tutti, rimane disabitato. Questo centro, comunque e nonostante gli sforzi di tutti, resta vuoto. Presto si ricostruirà tutto quello che c'è, ma ci vorrà tempo.
Obiettivi che intendiamo perseguire con questo progetto - ha continuato Leoni - sono quelli di facilitare la ricostruzione della città che porterà giovamento anche all'Università di Camerino. L'obiettivo è di facilitare la ricostruzione di tutta la città, stimolare poi la ricostruzione complessivamente: portare solo gli studenti all'interno delle mura cittadine significherebbe perdere quella dimensione comunitaria che c'era prima del sisma. Gli studenti stavano con gli abitanti, c'erano servizi, per cui, quello che vogliamo fare è l'innesto di un processo che deve essere il più veloce possibile, quello della ricostruzione di tutto il centro storico, il recupero di quanto c'era.
Quello di oggi - ha rimarcato il rettore- è un gesto; è l'avvio di un processo e l'università ci metterà tanta energia perchè poi l'ateneo si prenderà cura di gestire questo campus diffuso, garantendo e uniformando i suoi servizi, affinchè, nelle abitazioni che verranno ricostruite, gli studenti si trovino proprio come all'interno di un Campus. Insieme alle autorità presenti, che ringrazio per la sensibilità, andremo a firmare un accordo che ci vedrà attori di questo bel progetto. Insieme, abbiamo capito come poter coniugare le misure di un finanziamento già in atto per fare qualcosa che ha un valore aggiunto che è proprio il Campus diffuso».
Il Commissario Castelli ha inteso di seguito sottolineare che «il merito di Unicam, con la piena disponibilità dell'amministrazione, della Regione e della struttura commissariale, è stato quello di studiare e indicare come si possa mettere insieme un meccanismo» che, oltre a rinsaldare una storica università «facilita la ricostruzione perché sarà anche più facile per coloro che sono proprietari avere una casa ricostruita ma già con una funzione assicurata, allontanando quindi lo spettro che una volta ricostruito questo centro cittadino rimanga disabitato. Dunque, grazie a questo quadro composito che ha già avuto il placet del ministro Bernini, siamo convinti che si potrà dare una misura concreta e un grande passo alla ricostruzione di Camerino. Questo progetto rappresenta l’occasione per applicare anche qui quel principio del ricostruire innovando che stiamo adottando nell’Appennino centrale, per offrire nuove opportunità ai nostri borghi. Abbiamo l’occasione di andare oltre il “com’era, dov’era” utilizzando la ricostruzione per ripensare e rigenerare i nostri spazi urbani alla luce delle esigenze del presente e del futuro».
In rappresentanza del Ministro dell'università e della Ricerca Bernini, è quindi intervenuta l'ingegnere Manenti che si è detta commossa per essere già venuta a Camerino dopo il sisma del'97 e, non essendo più tornata, mai avrebbe creduto di trovare la città in condizioni così drammatiche.
Nominata da poco più di un mese Commissario straordinario delegato per la ricostruzione di 60 mila alloggi, ha illustrato il bando del Mur al quale Unicam aderisce con la firma dell'accordo, «una misura straordinaria, destinata a 60mila alloggi - ha detto -; serve all'Italia per calmierare gli affitti che in questo momento iniziano ad essere abbastanza onerosi per le famiglie degli studenti universitari. Missione difficile da compiere ma nel bando si parla proprio di alloggi di housing diffuso. E mi piace che l'università di Camerino sia la prima ad adottare concretamnente questa misura. Camerino è eccellenza nello studio e nell'accoglienza agli studenti. È questo un intervento virtuoso ed, essendo io di Pesaro, mi fa piacere che si faccia nelle mie Marche, piccola regione di grandi lavoratori. Spero di tornare prestissimo per inaugurare le nuove residenze».
In una delle città più colpite dal terremoto, il presidente della Regione Acquaroli si è soffermato sulla duplice importante finalità di una rigenerazione del contesto cittadino e della vita universitaria che, attraverso il progetto presentato, vede un passo ulteriore verso la ricostruzione della normalità.
«Riteniamo che la rigenerazione dei centri storici, in linea generale, e ancora più nello specifico del cratere sismico - ha affermato Acquaroli- sia una priorità delle Marche e della nostra amministrazione regionale che cerca di mettere tutte le azioni, in maniera sinergica. Penso al bando appena uscito per la rigenerazione dei centri storici. Camerino è la città sostanzialmente più colpita dal sisma del 2016, ha bisogno di rivedere rifiorire il suo centro storico. Questi borghi, questi centri rappresentano una grande opportunità, attrattiva ma anche urbana del nostro territorio. Solo dopo la rigenerazione e la ricostruzione anche dei centri storici potremmo finalmente veder compiuto il compito della ricostruzione”.
«Giornata della concretezza» per il vicepresidente del Consiglio regionale Pasqui - «Un punto di partenza importante laddove però non ci si è mai fermati».
Hanno rimarcato il segnale di sfida che viene lanciato anche il sindaco e il vicepresidente dell'Erdis, Andrea Spaterna, che ha anche annunciato di un concorso bandito per l'assunzione di 14 nuove figure di cuochi. «Un progetto, quello dello studentato diffuso presentato oggi da Unicam, rilevante e originale, rispetto al quale ERDIS vuol essere parte attiva, coerentemente con il ruolo riservato dal Decreto ministeriale 481/2024 agli Enti regionali per il diritto allo studio ha detto Spaterna- Saranno poi le interlocuzioni future a stabilire chi e come gestirà tali posti letto».
Infine, da parte del direttore generale di Unicam Braschi, l'illustrazione tecnica del progetto di studentato diffuso, risposta concreta alle necessità della popolazione studentesca e leva importante per la ricostruzione e riqualificazione urbana di Camerino.
Il progetto mira alla messa a disposizione di 500 posti alloggio, aggregando interventi privati al fine di costituire uno studentato frazionato su diversi edifici, privati e non, e gestito in modo da garantire servizi identici e adeguati in tutte le residenze collegate. Sarà posta particolare attenzione agli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, in conformità con le disposizioni del DM 481/24.
I proprietari delle case da ricostruire possono dunque manifestare il proprio interesse a partecipare al progetto. Semplice il format la cui modulistica sarà online già dalla prossima settimana.
C.C.
Camerino, inaugurato Marlic laboratorio per ricerca su materiali innovativi e manifattura
27 Lug 2023
Inaugurato a Camerino il laboratorio MARLIC (Marche Applied Research Laboratory for Innovative Composites), risultato del lungo lavoro condotto nell’ambito della piattaforma collaborativa co-finanziata dalla Regione Marche e dedicata alla manifattura sostenibile e all'eco sostenibilità dei prodotti e dei processi per i nuovi materiali e la manifattura.
Un progetto che ha visto la partecipazione di 26 partner tra università, centri di ricerca e aziende.
Il Laboratorio MARLIC, realizzato nella struttura messa a disposizione dal Rotary Distretto 2090, dal Rotary Club di Camerino e dal Comune della cittadina marchigiana, nasce con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento regionale per lo sviluppo di nuovi materiali, con particolare attenzione all'utilizzo di materiali bio e all'approccio circolare nell'uso e nel riutilizzo delle materie prime.
La struttura si propone di diventare un polo di ricerca e innovazione di eccellenza a livello nazionale ed internazionale, creando legami solidi tra gli attori coinvolti e fornendo servizi di ricerca applicata a tutti gli stakeholder impegnati nella transizione ecologica.
All'evento di inaugurazione hanno preso parte importanti personalità del mondo istituzionale, accademico ed imprenditoriale come il senatore Guido Castelli, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, il dott. Gianluca Pasqui, vice presidente del Consiglio Regionale delle Marche, il prof. Claudio Pettinari rettore dell'Università di Camerino, il prof. Stefano Lenci in rappresentanza del Rettore dell'Università Politecnica delle Marche, mons. Francesco Massara, vescovo delle diocesi di Camerino San Severino Marche e Fabriano Matelica.
Hanno inoltre rivolto un saluto al pubblico il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il dott. Cristiano Riminesi, in rappresentanza del CNR, il dr. Massimo Iannetta per l’ENEA e l’ing. Abramo Levato, General Manager HP Composites S.p.A, azienda capofila progetto MARLIC.

Soddisfazione espressa dal rettore Pettinari, “Sono davvero orgoglioso - ha sottolineato con entusiasmo - che sia giunta questa giornata, in cui il taglio del nastro non è solo formale. Il Laboratorio MARLIC rappresenta un importantissimo successo non solo per tutti i membri della piattaforma, di cui Unicam è partner, ma per l'intero territorio. Abbiamo messo in campo tutte le nostre competenze scientifiche ed amministrative per raggiungere questo importante obiettivo che rappresenta di certo un volano per lo sviluppo del territorio montano e che assume una particolare rilevanza strategica in questo particolare momento. Il risultato è stato conseguito anche grazie al sostegno del Comune di Camerino, che ringrazio, che ha collaborato fattivamente mettendo a disposizione la struttura che ospita il Laboratorio”
L'Assessore alle Attività produttive della Regione Marche, Andrea Maria Antonini, nel suo discorso ha condiviso il proprio sostegno al progetto “Si tratta di un’infrastruttura strategica per la crescita economica e lo sviluppo ecosostenibile dei nostri territori colpiti dal sisma, che contribuirà significativamente al trasferimento delle conoscenze innovative e alla valorizzazione industriale dei risultati della ricerca in contesti aziendali anche di piccole dimensioni grazie alla cooperazione tra imprese, università e centri di ricerca. Una realtà di assoluta eccellenza per rafforzare la sinergia tra filiere produttive e promuovere nuove opportunità di business, attrarre nuovi investimenti e occupazione qualificata. Sarà un importante riferimento per i nostri giovani talenti che avranno l’occasione di intraprendere percorsi formativi innovativi e sviluppare nuove idee imprenditoriali. La green e circular economy rappresenta la mission che dobbiamo perseguire per garantire un futuro alle prossime generazioni”.
Sono stati presentati quindi una serie di contributi da parte dei responsabili del progetto e dei partner coinvolti, introdotti dal prof. Roberto Frassine, presidente Assocompositi ed EuCIA (European Composites Industry Association) che ha affrontato, tra l’altro, l’argomento dei materiali compositi all’interno dell’economia circolare, “Il progetto MARLIC è un ottimo esempio di come un distretto industriale ad alta vocazione all’innovazione si prepara con professionalità e lungimiranza ad affrontare le sfide del futuro. La sostenibilità e la circolarità dei prodotti, declinate nelle loro diverse forme, saranno i trend dei prossimi anni per quali la politica e la società esigeranno delle risposte. È evidente che la Regione Marche ne è consapevole e si prepara a dare il suo contributo”
Il prof. Enrico Marcantoni di UNICAM, responsabile scientifico del progetto, ha sottolineato l’importanza del percorso compiuto “Ringrazio tutti i colleghi docenti ed il personale amministrativo che hanno lavorato con impegno e serietà nel mettere in sinergia importanti realtà imprenditoriali ed enti di ricerca, che lavoreranno a Camerino e daranno non solo soluzioni innovative per le aziende, ma anche importanti opportunità lavorative, di formazione e di crescita per i giovani, con conseguenti positive ricadute per lo sviluppo del nostro territorio.”
Ed infine l’intervento da parte dell’ing. Vincenzo Castorani, HP Composites, capofila del progetto, che ha sottolineato l’importanza di una struttura come il MARLIC a servizio dello sviluppo sostenibile e della competitività delle imprese.
“Il MARLIC offrirà un ambiente in cui ricercatori ed esperti industriali potranno lavorare insieme mettendo in comune competenze e conoscenze trasversali e complementari. Questa sinergia virtuosa tra Accademia e Industria permetterà di affrontare con coraggio e perseveranza le sfide dei mercati globali consentendo alle imprese di tradurre le scoperte scientifiche in prodotti e processi commercializzabili. Il laboratorio MARLIC sarà una risorsa preziosa per il territorio marchigiano, stimolando innovazione e competitività diventerà presto un riferimento nazionale ed internazionale per i materiali compositi sostenibili e contribuirà a rafforzare l’immagine della regione Marche come regione di eccellenza nel campo dell’innovazione e della responsabilità sociale”.

Un progetto che ha visto la partecipazione di 26 partner tra università, centri di ricerca e aziende.
Il Laboratorio MARLIC, realizzato nella struttura messa a disposizione dal Rotary Distretto 2090, dal Rotary Club di Camerino e dal Comune della cittadina marchigiana, nasce con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento regionale per lo sviluppo di nuovi materiali, con particolare attenzione all'utilizzo di materiali bio e all'approccio circolare nell'uso e nel riutilizzo delle materie prime.
La struttura si propone di diventare un polo di ricerca e innovazione di eccellenza a livello nazionale ed internazionale, creando legami solidi tra gli attori coinvolti e fornendo servizi di ricerca applicata a tutti gli stakeholder impegnati nella transizione ecologica.
All'evento di inaugurazione hanno preso parte importanti personalità del mondo istituzionale, accademico ed imprenditoriale come il senatore Guido Castelli, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, il dott. Gianluca Pasqui, vice presidente del Consiglio Regionale delle Marche, il prof. Claudio Pettinari rettore dell'Università di Camerino, il prof. Stefano Lenci in rappresentanza del Rettore dell'Università Politecnica delle Marche, mons. Francesco Massara, vescovo delle diocesi di Camerino San Severino Marche e Fabriano Matelica.
Hanno inoltre rivolto un saluto al pubblico il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il dott. Cristiano Riminesi, in rappresentanza del CNR, il dr. Massimo Iannetta per l’ENEA e l’ing. Abramo Levato, General Manager HP Composites S.p.A, azienda capofila progetto MARLIC.

Soddisfazione espressa dal rettore Pettinari, “Sono davvero orgoglioso - ha sottolineato con entusiasmo - che sia giunta questa giornata, in cui il taglio del nastro non è solo formale. Il Laboratorio MARLIC rappresenta un importantissimo successo non solo per tutti i membri della piattaforma, di cui Unicam è partner, ma per l'intero territorio. Abbiamo messo in campo tutte le nostre competenze scientifiche ed amministrative per raggiungere questo importante obiettivo che rappresenta di certo un volano per lo sviluppo del territorio montano e che assume una particolare rilevanza strategica in questo particolare momento. Il risultato è stato conseguito anche grazie al sostegno del Comune di Camerino, che ringrazio, che ha collaborato fattivamente mettendo a disposizione la struttura che ospita il Laboratorio”
L'Assessore alle Attività produttive della Regione Marche, Andrea Maria Antonini, nel suo discorso ha condiviso il proprio sostegno al progetto “Si tratta di un’infrastruttura strategica per la crescita economica e lo sviluppo ecosostenibile dei nostri territori colpiti dal sisma, che contribuirà significativamente al trasferimento delle conoscenze innovative e alla valorizzazione industriale dei risultati della ricerca in contesti aziendali anche di piccole dimensioni grazie alla cooperazione tra imprese, università e centri di ricerca. Una realtà di assoluta eccellenza per rafforzare la sinergia tra filiere produttive e promuovere nuove opportunità di business, attrarre nuovi investimenti e occupazione qualificata. Sarà un importante riferimento per i nostri giovani talenti che avranno l’occasione di intraprendere percorsi formativi innovativi e sviluppare nuove idee imprenditoriali. La green e circular economy rappresenta la mission che dobbiamo perseguire per garantire un futuro alle prossime generazioni”.
Sono stati presentati quindi una serie di contributi da parte dei responsabili del progetto e dei partner coinvolti, introdotti dal prof. Roberto Frassine, presidente Assocompositi ed EuCIA (European Composites Industry Association) che ha affrontato, tra l’altro, l’argomento dei materiali compositi all’interno dell’economia circolare, “Il progetto MARLIC è un ottimo esempio di come un distretto industriale ad alta vocazione all’innovazione si prepara con professionalità e lungimiranza ad affrontare le sfide del futuro. La sostenibilità e la circolarità dei prodotti, declinate nelle loro diverse forme, saranno i trend dei prossimi anni per quali la politica e la società esigeranno delle risposte. È evidente che la Regione Marche ne è consapevole e si prepara a dare il suo contributo”
Il prof. Enrico Marcantoni di UNICAM, responsabile scientifico del progetto, ha sottolineato l’importanza del percorso compiuto “Ringrazio tutti i colleghi docenti ed il personale amministrativo che hanno lavorato con impegno e serietà nel mettere in sinergia importanti realtà imprenditoriali ed enti di ricerca, che lavoreranno a Camerino e daranno non solo soluzioni innovative per le aziende, ma anche importanti opportunità lavorative, di formazione e di crescita per i giovani, con conseguenti positive ricadute per lo sviluppo del nostro territorio.”
Ed infine l’intervento da parte dell’ing. Vincenzo Castorani, HP Composites, capofila del progetto, che ha sottolineato l’importanza di una struttura come il MARLIC a servizio dello sviluppo sostenibile e della competitività delle imprese.
“Il MARLIC offrirà un ambiente in cui ricercatori ed esperti industriali potranno lavorare insieme mettendo in comune competenze e conoscenze trasversali e complementari. Questa sinergia virtuosa tra Accademia e Industria permetterà di affrontare con coraggio e perseveranza le sfide dei mercati globali consentendo alle imprese di tradurre le scoperte scientifiche in prodotti e processi commercializzabili. Il laboratorio MARLIC sarà una risorsa preziosa per il territorio marchigiano, stimolando innovazione e competitività diventerà presto un riferimento nazionale ed internazionale per i materiali compositi sostenibili e contribuirà a rafforzare l’immagine della regione Marche come regione di eccellenza nel campo dell’innovazione e della responsabilità sociale”.

Ospedale di Camerino: il comitato incontra la regione. Napolioni: "Ritengo serva una mobilitazione"
29 Mar 2023
Una delegazione del comitato “Salviamo l’ospedale di Camerino”, composta dal presidente Napolioni e dalle dottoresse Tamagnini e Cristallini, è stata ricevuta in regione dalla IV Commissione Sanità per trattare le problematiche e le urgenze del nosocomio camerte.
“Abbiamo ribadito, come già fatto in altre sedi, le gravi criticità del nostro ospedale – le parole del presidente del comitato Napolioni – Un ospedale, al servizio di un vasto e scomodo territorio, ancora all'avanguardia dal punto di vista strutturale e tecnico, ma tragicamente carente di personale, in particolar modo medico. Mancano, infatti, cardiologi ed anestesisti. Abbiamo chiesto con fermezza la garanzia di un pronto intervento h.24 che a tutt'oggi non c'è, ma purtroppo non abbiamo avuto alcuna rassicurazione in merito, anzi dalle poche domande che ci sono state poste è scaturita poca conoscenza da parte dei consiglieri delle realtà dell’ospedale e della sua operatività sul territorio. Addirittura ci è stato chiesto se abbiamo i numeri per essere un DEA di 1 livello. Domanda davvero incredibile considerato che l'operatività copre il territorio di 23 comuni. Ci è stato chiesto, inoltre, di essere propositivi al punto tale da dover sottoporre noi un piano di rilancio. Siamo alla fantascienza e non è con essa che si tutela la salute dei cittadini e si fa fronte alle emergenze. Il Piano Sanitario Regionale è da tempo in gestazione ed è per questo motivo che abbiamo chiesto di essere ascoltati, ma dubitiamo che l’incontro possa produrre risultati. Penso che sarà necessaria una mobilitazione concreta”.
“Abbiamo ribadito, come già fatto in altre sedi, le gravi criticità del nostro ospedale – le parole del presidente del comitato Napolioni – Un ospedale, al servizio di un vasto e scomodo territorio, ancora all'avanguardia dal punto di vista strutturale e tecnico, ma tragicamente carente di personale, in particolar modo medico. Mancano, infatti, cardiologi ed anestesisti. Abbiamo chiesto con fermezza la garanzia di un pronto intervento h.24 che a tutt'oggi non c'è, ma purtroppo non abbiamo avuto alcuna rassicurazione in merito, anzi dalle poche domande che ci sono state poste è scaturita poca conoscenza da parte dei consiglieri delle realtà dell’ospedale e della sua operatività sul territorio. Addirittura ci è stato chiesto se abbiamo i numeri per essere un DEA di 1 livello. Domanda davvero incredibile considerato che l'operatività copre il territorio di 23 comuni. Ci è stato chiesto, inoltre, di essere propositivi al punto tale da dover sottoporre noi un piano di rilancio. Siamo alla fantascienza e non è con essa che si tutela la salute dei cittadini e si fa fronte alle emergenze. Il Piano Sanitario Regionale è da tempo in gestazione ed è per questo motivo che abbiamo chiesto di essere ascoltati, ma dubitiamo che l’incontro possa produrre risultati. Penso che sarà necessaria una mobilitazione concreta”.
Presentato a Camerino il nuovo Piano della ricostruzione pubblica post sisma 2016 delle Marche per un finanziamento previsto di 642,5 milioni di euro.
L’investimento darà il via a 742 opere ad oggi rimaste fuori dalla ricostruzione, aumentando il plafond destinato alla regione Marche che, per percentuali di danno risulta la più colpita dagli eventi sismici.
Gli elenchi aggiornati comprendono 469 opere legate alla nuova tranche della rigenerazione urbana, mentre il nuovo elenco delle opere pubbliche comprende 273 interventi, di cui 17 finanziati con i risparmi della Camera dei deputati.
L’annuncio ufficiale è avvenuto questa mattina nell’auditorium dell’Accademia di musica Franco Corelli, davanti ad una platea gremita di primi cittadini, a seguito della riunione del Comitato istituzionale che raccoglie gli 85 Comuni del cratere marchigiano.
A presentare il Piano della ricostruzione pubblica per le Marche, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli insieme al commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, al prefetto Flavio Ferdani e al sindaco di Camerino Roberto Lucarelli.
Hanno portato il proprio saluto anche il vicepresidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui e il consigliere regionale Renzo Marinelli, sottolineando la forte sinergia dell’intera filiera istituzionale e l’attenzione della Regione per il territorio colpito dal sisma.
Per i progetti di rigenerazione urbana, a ciascuno dei 28 Comuni delle Marche del cosiddetto cratere ristretto, quelli che hanno subito i danni maggiori, saranno destinati fino a 6,5 milioni di euro ciascuno, mentre agli altri comuni del cratere andranno fino a 3,5 milioni.
Sempre ai comuni più danneggiati è riconosciuto anche un contributo aggiuntivo per la progettazione della mitigazione dei dissesti presenti nel territorio comunale.
Il nuovo Piano delle opere pubbliche prevede il finanziamento di tutti i municipi danneggiati e di tutti i cimiteri, all'interno e fuori dal cratere. Si tratta di 31 sedi comunali e di 207 cimiteri che ancora non erano compresi nella ricostruzione pubblica.
Nel nuovo elenco sono presenti 18 interventi, sia dentro che fuori dal cratere, che comprendono, tra gli altri, l'adeguamento o miglioramento sismico di edifici strategici e di palazzi storici.
A livello concreto, ulteriore passaggio sarà ora l'ordinanza commissariale e l'autorizzazione alla spesa per gli interventi.

«Oggi – ha commentato il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli – a tutti i comuni del cratere (e non solo), che chiedevano dal 2016, riusciamo a dare delle risposte. È questo un punto di partenza fondamentale perché senza le risorse la ricostruzione non si può fare. E poi, spero sia anche il preludio all’ultima fase che vorremmo accelerare, quella di portare i cantieri della ricostruzione pubblica e privata come segno tangibile di qualcosa che si sta concretizzando e che sta fornendo le risposte da tempo attese.
A vari livelli e in varie fasi – ha proseguito – c’è stato veramente l’impegno di tante persone e di tutte le istituzioni, ma oggi è fondamentale vedere concreti risultati. Altrimenti, la speranza non riesce ad avere impulso. Tutto questo, è anche motivo per far rinascere questi territori».
Quanto alle tempistiche, il presidente Acquaroli ha detto di augurarsi che l’estate del 2023, evidenzi una discontinuità rispetto al passato, e, soprattutto, segni l’avvio della ricostruzione più pesante:
«Debbo dire che questa è un’attesa che abbiamo condiviso e che abbiamo anelato da tempo. Di sicuro, gli imprevisti sono stati parecchi: la pandemia, la guerra, il rincaro delle materie prime, l’inflazione, il Super bonus che comunque ha portato via tante risorse a livello imprenditoriale, le ditte che scarseggiavano. Imprevisti e variabili che non potevano essere considerati perché nessuno poteva conoscerli.
Oggi - ha sottolineato Acquaroli -, a queste variabili straordinarie abbiamo cercato di dare risposte e speriamo che possa veramente prendere corpo la vera ricostruzione. Il piano che abbiamo impostato serve a sostenere il reintegro del tessuto sociale ed economico, soprattutto, a dare valore aggiunto a questi territori e a consentire loro di poter competere anche con valore trainante rispetto alla regione. Parliamo di territori bellissimi con un patrimonio di paesaggio, di cultura, di eccellenza manifatturiera e di produzioni enogastronomiche, che è riconosciuto da tutti e che è punto di riferimento anche al di fuori della regione. Dunque, noi non solo vogliamo ricostruire – ha concluso –, ma vogliamo far sì che questi territori possano diventare trainanti».
«Un nuovo piano, importante non solo per il finanziamento di 642 milioni ma anche per i criteri che ne hanno orientato e ispirato la redazione – ha affermato il commissario straordinario Guido Castelli – La nostra attenzione è per tutti comuni del Cratere ma guardiamo anche a quelli che hanno subito danni senza essere ricompresi nel tradizionale confine amministrativo del Cratere, ricomprendendo quindi tutti i municipi e tutti i cimiteri delle Marche che saranno finalmente finanziati.
Altro criterio molto significativo – ha aggiunto - quello che ci ha portato a considerare in maniera specifica le esigenze dei comuni più disastrati, ovvero quei comuni che debbono essere veramente rimessi in piedi e rispetto ai quali, oltre ad una serie di interventi specifici, abbiamo voluto soprattutto finanziare risorse per gettare la rimozione dei dissesti che rappresentano una pagina non scritta di questo terremoto e che invece sono un grosso ostacolo a quella che è la ricostruzione che vogliamo tempestiva e sicura.
Da ultimo, le opere strategiche che riguardano anche dei complessi importanti che il sisma ha lesionato; mi riferisco ad esempio al rettorato dell’università Politecnica delle Marche, alla grotta sudatoria di Acquasanta Terme, all'abbazia di Roti a Matelica e a molto altro ancora, per vedere nel Cratere, non solo il luogo dove dobbiamo ricostruire, ma anche un luogo in cui dobbiamo rigenerare.
Infatti, come è noto il Decreto sisma ha voluto aggiungere alle attribuzioni del commissario anche quella di curare la riparazione del tessuto socio- economico che quelle drammatiche scosse del 2016 – 2017 hanno dilaniato.
In questo senso – ha spiegato Castelli – abbiamo voluto guardare ad opere che potessero anche generare sviluppo. E su questa falsariga mi impegnerò anche nel futuro per far sì che siano ulteriori le risorse che possiamo utilizzare per stimolare il tessuto economico. Si contrasta lo spopolamento se c’è lavoro, se ci sono case, se c’è volontà di far rimanere la popolazione e la propria famiglia nel luogo dove si è avuto il privilegio di nascere».
Secondo il Piano di ricostruzione pubblica per le Marche, le opere di cui per la città di Camerino sono previste risorse finanziarie, riguardano in particolare il ripristino funzionale e la riparazione dei danni post sisma dei cimiteri di Perito, Tuseggia, Arnano e Canepina.
Inoltre, opere finanziate con fondi della Regione Marche per l’importo di oltre 1 milione e 482mila euro, sono quelle relative al recupero degli appartamenti di edilizia residenziale pubblica di via San Giacomo (ex casa di riposo).
Con riferimento al cratere ristretto, altri interventi di rigenerazione urbana contemplano a Camerino il ripristino e adeguamento delle infrastrutture nelle frazioni di Piegusciano e Calcina, rispettivamente per un importo di 1 milione e 450mila euro e 650mila euro, nonché il consolidamento delle mura storiche (primo stralcio) per un finanziamento di 2 milioni e 660mila euro e la riqualificazione del parcheggio Malatesta (sotto la rocca Borgesca) per la somma di 1 milione e 745mila euro.
Copertura finanziaria è preannunciata anche per la progettazione della rigenerazione urbana riguardante opere di urbanizzazione ripristino e adeguamento di infrastrutture nelle frazioni di Sant’Erasmo, Arnano e Nibbiano, il restauro e riparazione dei danni delle porte Caterina Cybo e Boncompagni.
Finanziamenti anche per la progettazione degli interventi riguardanti il secondo stralcio relativo al consolidamento delle mura storiche, ripristino e adeguamento delle infrastrutture del centro storico ( un milione e 360mila euro) e il complesso degli ex istituti di Farmacologia e Biologia, destinati ad ospitare in centro storico associazioni spin off, con annessa la sala polivalente dell’ex chiesa di San Giovanni Decollato (un milione 272mila euro).
c.c.
L’investimento darà il via a 742 opere ad oggi rimaste fuori dalla ricostruzione, aumentando il plafond destinato alla regione Marche che, per percentuali di danno risulta la più colpita dagli eventi sismici.
Gli elenchi aggiornati comprendono 469 opere legate alla nuova tranche della rigenerazione urbana, mentre il nuovo elenco delle opere pubbliche comprende 273 interventi, di cui 17 finanziati con i risparmi della Camera dei deputati.
L’annuncio ufficiale è avvenuto questa mattina nell’auditorium dell’Accademia di musica Franco Corelli, davanti ad una platea gremita di primi cittadini, a seguito della riunione del Comitato istituzionale che raccoglie gli 85 Comuni del cratere marchigiano.
A presentare il Piano della ricostruzione pubblica per le Marche, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli insieme al commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, al prefetto Flavio Ferdani e al sindaco di Camerino Roberto Lucarelli.
Hanno portato il proprio saluto anche il vicepresidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui e il consigliere regionale Renzo Marinelli, sottolineando la forte sinergia dell’intera filiera istituzionale e l’attenzione della Regione per il territorio colpito dal sisma.
Per i progetti di rigenerazione urbana, a ciascuno dei 28 Comuni delle Marche del cosiddetto cratere ristretto, quelli che hanno subito i danni maggiori, saranno destinati fino a 6,5 milioni di euro ciascuno, mentre agli altri comuni del cratere andranno fino a 3,5 milioni.
Sempre ai comuni più danneggiati è riconosciuto anche un contributo aggiuntivo per la progettazione della mitigazione dei dissesti presenti nel territorio comunale.
Il nuovo Piano delle opere pubbliche prevede il finanziamento di tutti i municipi danneggiati e di tutti i cimiteri, all'interno e fuori dal cratere. Si tratta di 31 sedi comunali e di 207 cimiteri che ancora non erano compresi nella ricostruzione pubblica.
Nel nuovo elenco sono presenti 18 interventi, sia dentro che fuori dal cratere, che comprendono, tra gli altri, l'adeguamento o miglioramento sismico di edifici strategici e di palazzi storici.
A livello concreto, ulteriore passaggio sarà ora l'ordinanza commissariale e l'autorizzazione alla spesa per gli interventi.

«Oggi – ha commentato il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli – a tutti i comuni del cratere (e non solo), che chiedevano dal 2016, riusciamo a dare delle risposte. È questo un punto di partenza fondamentale perché senza le risorse la ricostruzione non si può fare. E poi, spero sia anche il preludio all’ultima fase che vorremmo accelerare, quella di portare i cantieri della ricostruzione pubblica e privata come segno tangibile di qualcosa che si sta concretizzando e che sta fornendo le risposte da tempo attese.
A vari livelli e in varie fasi – ha proseguito – c’è stato veramente l’impegno di tante persone e di tutte le istituzioni, ma oggi è fondamentale vedere concreti risultati. Altrimenti, la speranza non riesce ad avere impulso. Tutto questo, è anche motivo per far rinascere questi territori».
Quanto alle tempistiche, il presidente Acquaroli ha detto di augurarsi che l’estate del 2023, evidenzi una discontinuità rispetto al passato, e, soprattutto, segni l’avvio della ricostruzione più pesante:
«Debbo dire che questa è un’attesa che abbiamo condiviso e che abbiamo anelato da tempo. Di sicuro, gli imprevisti sono stati parecchi: la pandemia, la guerra, il rincaro delle materie prime, l’inflazione, il Super bonus che comunque ha portato via tante risorse a livello imprenditoriale, le ditte che scarseggiavano. Imprevisti e variabili che non potevano essere considerati perché nessuno poteva conoscerli.
Oggi - ha sottolineato Acquaroli -, a queste variabili straordinarie abbiamo cercato di dare risposte e speriamo che possa veramente prendere corpo la vera ricostruzione. Il piano che abbiamo impostato serve a sostenere il reintegro del tessuto sociale ed economico, soprattutto, a dare valore aggiunto a questi territori e a consentire loro di poter competere anche con valore trainante rispetto alla regione. Parliamo di territori bellissimi con un patrimonio di paesaggio, di cultura, di eccellenza manifatturiera e di produzioni enogastronomiche, che è riconosciuto da tutti e che è punto di riferimento anche al di fuori della regione. Dunque, noi non solo vogliamo ricostruire – ha concluso –, ma vogliamo far sì che questi territori possano diventare trainanti».
«Un nuovo piano, importante non solo per il finanziamento di 642 milioni ma anche per i criteri che ne hanno orientato e ispirato la redazione – ha affermato il commissario straordinario Guido Castelli – La nostra attenzione è per tutti comuni del Cratere ma guardiamo anche a quelli che hanno subito danni senza essere ricompresi nel tradizionale confine amministrativo del Cratere, ricomprendendo quindi tutti i municipi e tutti i cimiteri delle Marche che saranno finalmente finanziati.
Altro criterio molto significativo – ha aggiunto - quello che ci ha portato a considerare in maniera specifica le esigenze dei comuni più disastrati, ovvero quei comuni che debbono essere veramente rimessi in piedi e rispetto ai quali, oltre ad una serie di interventi specifici, abbiamo voluto soprattutto finanziare risorse per gettare la rimozione dei dissesti che rappresentano una pagina non scritta di questo terremoto e che invece sono un grosso ostacolo a quella che è la ricostruzione che vogliamo tempestiva e sicura.
Da ultimo, le opere strategiche che riguardano anche dei complessi importanti che il sisma ha lesionato; mi riferisco ad esempio al rettorato dell’università Politecnica delle Marche, alla grotta sudatoria di Acquasanta Terme, all'abbazia di Roti a Matelica e a molto altro ancora, per vedere nel Cratere, non solo il luogo dove dobbiamo ricostruire, ma anche un luogo in cui dobbiamo rigenerare.
Infatti, come è noto il Decreto sisma ha voluto aggiungere alle attribuzioni del commissario anche quella di curare la riparazione del tessuto socio- economico che quelle drammatiche scosse del 2016 – 2017 hanno dilaniato.
In questo senso – ha spiegato Castelli – abbiamo voluto guardare ad opere che potessero anche generare sviluppo. E su questa falsariga mi impegnerò anche nel futuro per far sì che siano ulteriori le risorse che possiamo utilizzare per stimolare il tessuto economico. Si contrasta lo spopolamento se c’è lavoro, se ci sono case, se c’è volontà di far rimanere la popolazione e la propria famiglia nel luogo dove si è avuto il privilegio di nascere».
Secondo il Piano di ricostruzione pubblica per le Marche, le opere di cui per la città di Camerino sono previste risorse finanziarie, riguardano in particolare il ripristino funzionale e la riparazione dei danni post sisma dei cimiteri di Perito, Tuseggia, Arnano e Canepina.
Inoltre, opere finanziate con fondi della Regione Marche per l’importo di oltre 1 milione e 482mila euro, sono quelle relative al recupero degli appartamenti di edilizia residenziale pubblica di via San Giacomo (ex casa di riposo).
Con riferimento al cratere ristretto, altri interventi di rigenerazione urbana contemplano a Camerino il ripristino e adeguamento delle infrastrutture nelle frazioni di Piegusciano e Calcina, rispettivamente per un importo di 1 milione e 450mila euro e 650mila euro, nonché il consolidamento delle mura storiche (primo stralcio) per un finanziamento di 2 milioni e 660mila euro e la riqualificazione del parcheggio Malatesta (sotto la rocca Borgesca) per la somma di 1 milione e 745mila euro.
Copertura finanziaria è preannunciata anche per la progettazione della rigenerazione urbana riguardante opere di urbanizzazione ripristino e adeguamento di infrastrutture nelle frazioni di Sant’Erasmo, Arnano e Nibbiano, il restauro e riparazione dei danni delle porte Caterina Cybo e Boncompagni.
Finanziamenti anche per la progettazione degli interventi riguardanti il secondo stralcio relativo al consolidamento delle mura storiche, ripristino e adeguamento delle infrastrutture del centro storico ( un milione e 360mila euro) e il complesso degli ex istituti di Farmacologia e Biologia, destinati ad ospitare in centro storico associazioni spin off, con annessa la sala polivalente dell’ex chiesa di San Giovanni Decollato (un milione 272mila euro).
c.c.
“URP: la Regione risponde”, è online l’Ufficio Relazioni con il Pubblico della Regione Marche. Uno sportello smart, alla portata di tutti, attivo h 24 e 7 giorni su 7, realizzato per fornire in maniera semplice e immediata indicazioni e informazioni di pubblica utilità all’utenza, promuovere la fruibilità dei servizi, la partecipazione dei cittadini, la semplificazione amministrativa e l’accesso ai documenti. L’obiettivo, mediante questo progetto, è quello di rafforzare il rapporto tra i cittadini e l’Amministrazione, proseguendo il processo di semplificazione, digitalizzazione e trasparenza dell’azione amministrativa. Accedendo da computer, tablet e smartphone all’indirizzo www.regione.marche.it/URP, i cittadini potranno innanzitutto consultare la sezione “La regione risponde – FAQ : le domande più frequenti”: un elenco esaustivo e costantemente aggiornato delle domande più frequentemente rivolte all’Amministrazione. Alla sezione “Modulistica” sarà possibile scaricare direttamente i moduli per presentare istanze, richieste e avviare procedimenti amministrativi. Ulteriore novità introdotta nell’ambito del servizio è lo “Sportello semplificazione”: gli utenti, compilando l’apposito questionario, potranno avanzare proposte per snellire le procedure, migliorare la fruizione dei servizi, ridurre gli adempimenti burocratici e accorciare i tempi di attesa. Al fine di promuovere l’accesso agli atti e ai documenti amministrativi, il nuovo URP offre inoltre anche la possibilità di presentare direttamente online le istanze di accesso civico semplice e generalizzato, compilando un innovativo form interattivo. Gli utenti, infine, potranno in qualsiasi momento contattare in via telematica il personale addetto all’URP Digitale scrivendo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Cantieri per infrastrutture, ricostruzione post sisma e dissesto idrogeologico, sanità, rilancio turistico e culturale a partire dai borghi, internazionalizzazione, sostegno alle imprese. E’ fittissima l’agenda del 2023 della Regione Marche. Di quanto è stato fatto e soprattutto di quanto c’è ancora da fare, ha parlato oggi il presidente Francesco Acquaroli nel corso di una affollatissima conferenza stampa organizzata in occasione del nuovo anno, per la prima volta in Italia, d’intesa con l’Ordine dei Giornalisti marchigiani ed il presidente Franco Elisei che ha coordinato gli interventi. L’incontro è durato più di due ore e il presidente Acquaroli si è sottoposto di buon grado al fuoco di fila delle domande, circa trenta.
“Il 2022 – ha esordito Acquaroli – per noi è stato il primo anno vero di governo in cui abbiamo potuto seguire una programmazione. Il 2021 tra pandemia e campagne di vaccinazione infatti è stato un anno fortemente condizionato. In realtà anche questo anno tra guerra e caro energia, l’alluvione di settembre e il terremoto di novembre non è stato semplice, ma nonostante questo siamo riusciti a mettere in campo i nostri progetti. La riforma della sanità innanzitutto, che dopo 19 anni restituisce centralità ai territori, chiarisce le questioni e si fa interprete della nuova realtà che viviamo. Presto avremo anche il nuovo piano sociosanitario frutto dello studio sulle analisi dei fabbisogni della Politecnica delle Marche e dell’approfondimento della Università degli Studi Milano – Bicocca: dati che ci aiutano a ragionare sulla migliore distribuzione dei servizi sanitari pubblici sul territorio. Tutto ciò senza prescindere dal quadro complessivo. Ricordo la grave carenza di medici che comporta la necessità di far fronte alla situazione con un acquisto di servizi e che è un male comune in tutta Italia. Abbiamo finanziato 110 borse di studio per medici di medicina generale e 42 contratti di formazione per medici specialistici e abbiamo chiesto al Governo di alzare il tetto di spesa qualificata per il personale e una deroga di due anni ai medici in uscita visto che non abbiamo i sostituti. Ma non c’è solo la sanità. In questo anno c’è stato il dramma dell’alluvione dicevamo. C’è ancora una persona dispersa. E’ stato un evento tragico che ha sconvolto la valle del Misa e del Nevola coinvolgendo il territorio dell’anconetano, del pesarese e in parte del maceratese. Sono 200 i cantieri attivati. Ringrazio il governo per le risorse, 400 milioni di euro nel 2022 e 2023, 200 milioni il cui accreditamento è già in corso, e per il fondo da 13 milioni che ci consentiranno alcuni interventi strutturali per affrontare i cambiamenti climatici. Abbiamo anche chiesto una struttura commissariale per l’alluvione, più contenuta del sisma, per agire in modo rapido con i poteri concessi dal governo”.
Acquaroli ha poi espresso particolare soddisfazione, per aver chiuso la questione interporto con un contratto per l’insediamento di un polo logistico, una opportunità di grande rilancio soprattutto in combinazione con porto e aeroporto.
“Stiamo lavorando – ha continuato - anche con l’Agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione perché queste infrastrutture trovino una centralità. Il 2023 potrebbe essere una svolta importante. Con i bandi messi campo per i nuovi voli continentali (Parigi e Londra tra le altre destinazioni) e la continuità territoriale che ci consentirà di avere voli per Milano Roma e Napoli, l'aeroporto si sta finalmente rilanciando. Saremo punto di riferimento sull’Adriatico e più raggiungibili con risvolti positivi sul turismo e l’internazionalizzazione”. In particolare per quanto riguarda il turismo, di cui il presidente ha voluto tenere la delega considerandolo un settore strategico per la crescita delle Marche, è stato evidenziato il risultato di questi giorni: quarti per “brand reputation” dopo tre “mostri sacri”: Trentino, Toscana ed Emilia Romagna.
“Un risultato – ha commentato – coerente con i dati record del turismo 2022 nonostante la pandemia, effetto dell’impegno di tanti operatori, delle campagne di promozione con i testimonial Mancini e Tamberi e delle leggi per la valorizzazione dei borghi, dell’enoturismo, dell’agriturismo”.
Il presidente ha continuato ricordando che i prossimi 12 mesi saranno fondamentali per lo sviluppo infrastrutturale delle Marche: previsto il completamento della Pedemontana nel tratto Quadrilatero e la cantierizzazione dei primi tre lotti del tratto da Caldarola – Servigliano; per la Fano – Grosseto sono stati stanziati i fondi necessari a raggiungere i 150 milioni che saranno necessari per l'adeguamento e la successiva apertura della prima canna della Galleria della Guinza, oltre agli altri fondi destinati dal Cipess per altre infrastrutture molto attese nel territorio regionale.
Sbloccate anche le partite degli ospedali: firmati gli accordi per i nuovi ospedali di Pesaro e Macerata, proseguono i lavori per Amandola, Fermo, Nuovo Inrca e nuovo Salesi, prosegue iter per realizzazione ospedale di San Benedetto.
In conclusione ai giornalisti che gli chiedevano cosa si augurasse per il 2023 il presidente Acquaroli ha risposto: “Guardando al futuro, voglio mantenere forte la speranza e l’augurio di una normalità che ci permetta di concentrarci ancora di più sui progetti per le Marche nella speranza di dover parlare sempre di meno di emergenze e di situazioni difficili".
“Il 2022 – ha esordito Acquaroli – per noi è stato il primo anno vero di governo in cui abbiamo potuto seguire una programmazione. Il 2021 tra pandemia e campagne di vaccinazione infatti è stato un anno fortemente condizionato. In realtà anche questo anno tra guerra e caro energia, l’alluvione di settembre e il terremoto di novembre non è stato semplice, ma nonostante questo siamo riusciti a mettere in campo i nostri progetti. La riforma della sanità innanzitutto, che dopo 19 anni restituisce centralità ai territori, chiarisce le questioni e si fa interprete della nuova realtà che viviamo. Presto avremo anche il nuovo piano sociosanitario frutto dello studio sulle analisi dei fabbisogni della Politecnica delle Marche e dell’approfondimento della Università degli Studi Milano – Bicocca: dati che ci aiutano a ragionare sulla migliore distribuzione dei servizi sanitari pubblici sul territorio. Tutto ciò senza prescindere dal quadro complessivo. Ricordo la grave carenza di medici che comporta la necessità di far fronte alla situazione con un acquisto di servizi e che è un male comune in tutta Italia. Abbiamo finanziato 110 borse di studio per medici di medicina generale e 42 contratti di formazione per medici specialistici e abbiamo chiesto al Governo di alzare il tetto di spesa qualificata per il personale e una deroga di due anni ai medici in uscita visto che non abbiamo i sostituti. Ma non c’è solo la sanità. In questo anno c’è stato il dramma dell’alluvione dicevamo. C’è ancora una persona dispersa. E’ stato un evento tragico che ha sconvolto la valle del Misa e del Nevola coinvolgendo il territorio dell’anconetano, del pesarese e in parte del maceratese. Sono 200 i cantieri attivati. Ringrazio il governo per le risorse, 400 milioni di euro nel 2022 e 2023, 200 milioni il cui accreditamento è già in corso, e per il fondo da 13 milioni che ci consentiranno alcuni interventi strutturali per affrontare i cambiamenti climatici. Abbiamo anche chiesto una struttura commissariale per l’alluvione, più contenuta del sisma, per agire in modo rapido con i poteri concessi dal governo”.
Acquaroli ha poi espresso particolare soddisfazione, per aver chiuso la questione interporto con un contratto per l’insediamento di un polo logistico, una opportunità di grande rilancio soprattutto in combinazione con porto e aeroporto.
“Stiamo lavorando – ha continuato - anche con l’Agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione perché queste infrastrutture trovino una centralità. Il 2023 potrebbe essere una svolta importante. Con i bandi messi campo per i nuovi voli continentali (Parigi e Londra tra le altre destinazioni) e la continuità territoriale che ci consentirà di avere voli per Milano Roma e Napoli, l'aeroporto si sta finalmente rilanciando. Saremo punto di riferimento sull’Adriatico e più raggiungibili con risvolti positivi sul turismo e l’internazionalizzazione”. In particolare per quanto riguarda il turismo, di cui il presidente ha voluto tenere la delega considerandolo un settore strategico per la crescita delle Marche, è stato evidenziato il risultato di questi giorni: quarti per “brand reputation” dopo tre “mostri sacri”: Trentino, Toscana ed Emilia Romagna.
“Un risultato – ha commentato – coerente con i dati record del turismo 2022 nonostante la pandemia, effetto dell’impegno di tanti operatori, delle campagne di promozione con i testimonial Mancini e Tamberi e delle leggi per la valorizzazione dei borghi, dell’enoturismo, dell’agriturismo”.
Il presidente ha continuato ricordando che i prossimi 12 mesi saranno fondamentali per lo sviluppo infrastrutturale delle Marche: previsto il completamento della Pedemontana nel tratto Quadrilatero e la cantierizzazione dei primi tre lotti del tratto da Caldarola – Servigliano; per la Fano – Grosseto sono stati stanziati i fondi necessari a raggiungere i 150 milioni che saranno necessari per l'adeguamento e la successiva apertura della prima canna della Galleria della Guinza, oltre agli altri fondi destinati dal Cipess per altre infrastrutture molto attese nel territorio regionale.
Sbloccate anche le partite degli ospedali: firmati gli accordi per i nuovi ospedali di Pesaro e Macerata, proseguono i lavori per Amandola, Fermo, Nuovo Inrca e nuovo Salesi, prosegue iter per realizzazione ospedale di San Benedetto.
In conclusione ai giornalisti che gli chiedevano cosa si augurasse per il 2023 il presidente Acquaroli ha risposto: “Guardando al futuro, voglio mantenere forte la speranza e l’augurio di una normalità che ci permetta di concentrarci ancora di più sui progetti per le Marche nella speranza di dover parlare sempre di meno di emergenze e di situazioni difficili".
“Antibiotico resistenza: sconfiggiamola insieme”. Questo il motto della Giornata europea degli antibiotici che a Camerino ha offerto un doppio appuntamento di sensibilizzazione nei confronti della popolazione, con l'obiettivo di accrescere la consapevolezza verso il corretto utilizzo dei farmaci anti-microbici contrastandone l’uso inappropriato e l’abuso.
“Preveniamo insieme la resistenza anit-microbica” il titolo della campagna promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità, quest’anno anche insieme alla Fao, all’Unep (Programma nazioni unite per l’ambiente) e alla Woah (Organizzazione mondiale per la salute animale).
All’iniziativa hanno aderito a Camerino l’ospedale Santa Maria della Pietà, le scuole di bio-scienze Veterinaria e di Scienze del farmaco e dei prodotti della salute di Unicam, col patrocinio del comune di Camerino e del comitato locale della Croce Rossa italiana.
Le postazioni informative sono state collocate nell’atrio dell’ospedale Santa Maria della Pietà e, nella mattinata di sabato 19 novembre, nell’area del Vallicenter. Nei due momenti d'incontro, rivolti alla cittadinanza, agli operatori del settore sanitario e alla comunità universitaria, è stato fornito materiale informativo e gli interessati hanno potuto rivolgere domande.
«Grazie anzitutto ai cittadini che si sono dimostrati interessati a questa nostra iniziativa presentandosi numerosi all’atrio dell’ospedale e nell’area del Vallicenter e a tutti coloro che ci hanno dato una mano nel portarla avanti» – ha affermato la promotrice dottoressa Anna Maria Schimizzi, primario dell’unità complessa di Medicina interna dell’ospedale di Camerino, nel salutare i rappresentanti dei vertici regionali, comunali e istituzionali intervenuti alla prima giornata.
Presenti per l’occasione anche i consiglieri regionali Renzo Marinelli in rappresentanza della maggioranza e, Romano Carancini, della minoranza PD e componente della commissione sanità.
«Tra le tante problematiche che assillano un direttore di ospedale è questo invece un bel momento ricco di soddisfazione- ha affermato nel portare il suo saluto il dottor Carlo Di Falco, direttore medico dell’Area Vasta 3-. Soddisfazione perché questa occasione ci dà la possibilità di dare una giusta visibilità, ben guadagnata dall’ospedale di Camerino e, in particolare, alla Unità complessa di Medicina diretta dalla dottoressa Anna Maria Schimizzi arrivata da poco ma che ha subito dimostrato capacità, vitalità, voglia e passione all’interno del suo lavoro. Un’attività che le sta riuscendo molto bene, proprio perché è aiutata e supportata da tutti i colleghi e dal resto del personale. La giornata europea sugli antibiotici- ha spiegato- pone l’accento su una problematica di estrema importanza e, anche preoccupante, visto che l’Italia è una delle nazioni dove la resistenza agli antibiotici è abbastanza diffusa e, oltretutto, riguarda aspetti di grande rilievo. Corriamo il rischio di non avere più delle armi per contrastare l’aggressione da parte dei germi patogeni. Ovviamente c’è bisogno della massima sensibilità legata anzitutto alla massima professionalità degli operatori sanitari che deve essere sempre più adeguata a quelle che sono le attuali conoscenze nel campo dell’utilizzo degli antibiotici ma- ha aggiunto- deve riguardare anche tutta la popolazione che va sensibilizzata e che deve capire che l’antibiotico, nella sua stessa etimologia, è anti-bios, cioè contro la vita. Ne discende che dobbiamo essere tutti molto attenti nell’utilizzarlo al momento giusto. Problematica che sicuramente va affrontata a livello di sistema sanitario nazionale che poi deve dare le giuste indicazioni affinché, noi che lavoriamo in periferia, possiamo metterle in pratica».
Il rilievo dell’iniziativa per l’ospedale di Camerino è stato messo in evidenza dal vicesindaco e assessore ai servizi sociali Antonella Nalli , sottolineando che la stretta sinergia tra istituzioni e comitati cittadini, nell’occasione specifica, si è rivolta alla prevenzione.
«Chi lavora nel territorio – ha detto – deve essere animato da grande spirito di sacrificio ma anche da tanta voglia di fare. Iniziative come questa sono uno dei segnali della volontà di tornare a sperare del nosocomio camerte e dell’intero territorio di riferimento».
Coinvolta nell’attività di sensibilizzazione dei cittadini l’Università di Camerino, con il concreto apporto dei docenti David Vitali e Dezemona Petrelli.
«L’università – ha sottolineato il prorettore vicario Graziano Leoni- è proprio il mondo in cui questi fenomeni vengono spiegati agli studenti e studiati, ma anche il luogo adatto per sensibilizzare tante persone. Per richiamare attenzione su questi temi, dall’inizio alla conclusione della settimana dedicata all’uso consapevole degli anti-microbici, la sede del rettorato è illuminata di blu. E siamo molto contenti che l’iniziativa sia partita proprio dall’ospedale di Camerino. Momenti importanti come questo danno forza a questa struttura sanitaria che nel contempo dà forza anche alla nostra università - ha aggiunto -. Credo che se tanti studenti si iscrivono all’università di Camerino è anche perché c’è un ospedale vicino. Altrimenti, se la città rimanesse isolata all’interno del territorio appenninico, avremo sicuramente una riduzione di quelle che sono le nostre potenzialità. E penso che questo non lo voglia nessuno».
C.C.
“Preveniamo insieme la resistenza anit-microbica” il titolo della campagna promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità, quest’anno anche insieme alla Fao, all’Unep (Programma nazioni unite per l’ambiente) e alla Woah (Organizzazione mondiale per la salute animale).
All’iniziativa hanno aderito a Camerino l’ospedale Santa Maria della Pietà, le scuole di bio-scienze Veterinaria e di Scienze del farmaco e dei prodotti della salute di Unicam, col patrocinio del comune di Camerino e del comitato locale della Croce Rossa italiana.
Le postazioni informative sono state collocate nell’atrio dell’ospedale Santa Maria della Pietà e, nella mattinata di sabato 19 novembre, nell’area del Vallicenter. Nei due momenti d'incontro, rivolti alla cittadinanza, agli operatori del settore sanitario e alla comunità universitaria, è stato fornito materiale informativo e gli interessati hanno potuto rivolgere domande.
«Grazie anzitutto ai cittadini che si sono dimostrati interessati a questa nostra iniziativa presentandosi numerosi all’atrio dell’ospedale e nell’area del Vallicenter e a tutti coloro che ci hanno dato una mano nel portarla avanti» – ha affermato la promotrice dottoressa Anna Maria Schimizzi, primario dell’unità complessa di Medicina interna dell’ospedale di Camerino, nel salutare i rappresentanti dei vertici regionali, comunali e istituzionali intervenuti alla prima giornata.
Presenti per l’occasione anche i consiglieri regionali Renzo Marinelli in rappresentanza della maggioranza e, Romano Carancini, della minoranza PD e componente della commissione sanità.
«Tra le tante problematiche che assillano un direttore di ospedale è questo invece un bel momento ricco di soddisfazione- ha affermato nel portare il suo saluto il dottor Carlo Di Falco, direttore medico dell’Area Vasta 3-. Soddisfazione perché questa occasione ci dà la possibilità di dare una giusta visibilità, ben guadagnata dall’ospedale di Camerino e, in particolare, alla Unità complessa di Medicina diretta dalla dottoressa Anna Maria Schimizzi arrivata da poco ma che ha subito dimostrato capacità, vitalità, voglia e passione all’interno del suo lavoro. Un’attività che le sta riuscendo molto bene, proprio perché è aiutata e supportata da tutti i colleghi e dal resto del personale. La giornata europea sugli antibiotici- ha spiegato- pone l’accento su una problematica di estrema importanza e, anche preoccupante, visto che l’Italia è una delle nazioni dove la resistenza agli antibiotici è abbastanza diffusa e, oltretutto, riguarda aspetti di grande rilievo. Corriamo il rischio di non avere più delle armi per contrastare l’aggressione da parte dei germi patogeni. Ovviamente c’è bisogno della massima sensibilità legata anzitutto alla massima professionalità degli operatori sanitari che deve essere sempre più adeguata a quelle che sono le attuali conoscenze nel campo dell’utilizzo degli antibiotici ma- ha aggiunto- deve riguardare anche tutta la popolazione che va sensibilizzata e che deve capire che l’antibiotico, nella sua stessa etimologia, è anti-bios, cioè contro la vita. Ne discende che dobbiamo essere tutti molto attenti nell’utilizzarlo al momento giusto. Problematica che sicuramente va affrontata a livello di sistema sanitario nazionale che poi deve dare le giuste indicazioni affinché, noi che lavoriamo in periferia, possiamo metterle in pratica».
Il rilievo dell’iniziativa per l’ospedale di Camerino è stato messo in evidenza dal vicesindaco e assessore ai servizi sociali Antonella Nalli , sottolineando che la stretta sinergia tra istituzioni e comitati cittadini, nell’occasione specifica, si è rivolta alla prevenzione.
«Chi lavora nel territorio – ha detto – deve essere animato da grande spirito di sacrificio ma anche da tanta voglia di fare. Iniziative come questa sono uno dei segnali della volontà di tornare a sperare del nosocomio camerte e dell’intero territorio di riferimento».
Coinvolta nell’attività di sensibilizzazione dei cittadini l’Università di Camerino, con il concreto apporto dei docenti David Vitali e Dezemona Petrelli.
«L’università – ha sottolineato il prorettore vicario Graziano Leoni- è proprio il mondo in cui questi fenomeni vengono spiegati agli studenti e studiati, ma anche il luogo adatto per sensibilizzare tante persone. Per richiamare attenzione su questi temi, dall’inizio alla conclusione della settimana dedicata all’uso consapevole degli anti-microbici, la sede del rettorato è illuminata di blu. E siamo molto contenti che l’iniziativa sia partita proprio dall’ospedale di Camerino. Momenti importanti come questo danno forza a questa struttura sanitaria che nel contempo dà forza anche alla nostra università - ha aggiunto -. Credo che se tanti studenti si iscrivono all’università di Camerino è anche perché c’è un ospedale vicino. Altrimenti, se la città rimanesse isolata all’interno del territorio appenninico, avremo sicuramente una riduzione di quelle che sono le nostre potenzialità. E penso che questo non lo voglia nessuno».
C.C.
PUBBLIREDAZIONALE. Al via le iscrizioni al corso di formazione per operatore della ristorazione
18 Nov 2022
Tolentino – Un’occasione per recuperare la motivazione e ritornare ad avere il piacere di apprendere attraverso una didattica frontale, laboratoriale ed esperienziale per acquisire una professione che permette, alla fine del percorso formativo completamente gratuito, di inserirsi subito nelle aziende di settore.
Il corso per “Operatore della ristorazione, preparazione pasti”, che si terrà nel centro formativo Wega di Tolentino, apre ottime possibilità di occupazione viste le richieste che, specialmente negli ultimi tempi, arrivano da ristoranti, bar, pizzerie, pub, agriturismi. Un corso, della durata di 3 anni, aperto a giovani che abbiano conseguito o che stiano conseguendo il diploma di scuola secondaria di primo grado (licenza media) e che non abbiano raggiunto i 16 anni di età alla data di avvio delle attività formative.
Gran parte del percorso formativo è dedicato ad acquisire la preparazione pratica, con laboratori, prove e stage in aziende.
L’allievo, una volta concluso il corso, fin da subito sarà pronto ad affrontare concretamente e in modo competente il lavoro. Ciò anche con l'attivazione dell'apprendistato di I livello che consente di seguire le lezioni e formarsi nelle aziende ospitanti del territorio. I docenti saranno professionisti provenienti dal settore ristorativo e in grado di valorizzare praticamente le abilità di ognuno. Dice Gioele Viti allievo di un precedente corso: “È una scuola con un metodo innovativo e mi ha aiutato molto. Poche ore di teoria e si impara facendo. Finite le ore di stage in una pizzeria, poi ho continuato a lavorare lì”.
Al termine del corso sarà rilasciato dalla Regione Marche un Attestato di Qualifica Professionale riconosciuto a livello nazionale. Gli allievi, inoltre, potranno anche scegliere di transitare al sistema statale degli Istituti Professionali ed eventualmente proseguire fino al conseguimento del diploma quinquennale.
Il corso per “Operatore della ristorazione, preparazione pasti”, che si terrà nel centro formativo Wega di Tolentino, apre ottime possibilità di occupazione viste le richieste che, specialmente negli ultimi tempi, arrivano da ristoranti, bar, pizzerie, pub, agriturismi. Un corso, della durata di 3 anni, aperto a giovani che abbiano conseguito o che stiano conseguendo il diploma di scuola secondaria di primo grado (licenza media) e che non abbiano raggiunto i 16 anni di età alla data di avvio delle attività formative.
Gran parte del percorso formativo è dedicato ad acquisire la preparazione pratica, con laboratori, prove e stage in aziende.
L’allievo, una volta concluso il corso, fin da subito sarà pronto ad affrontare concretamente e in modo competente il lavoro. Ciò anche con l'attivazione dell'apprendistato di I livello che consente di seguire le lezioni e formarsi nelle aziende ospitanti del territorio. I docenti saranno professionisti provenienti dal settore ristorativo e in grado di valorizzare praticamente le abilità di ognuno. Dice Gioele Viti allievo di un precedente corso: “È una scuola con un metodo innovativo e mi ha aiutato molto. Poche ore di teoria e si impara facendo. Finite le ore di stage in una pizzeria, poi ho continuato a lavorare lì”.
Al termine del corso sarà rilasciato dalla Regione Marche un Attestato di Qualifica Professionale riconosciuto a livello nazionale. Gli allievi, inoltre, potranno anche scegliere di transitare al sistema statale degli Istituti Professionali ed eventualmente proseguire fino al conseguimento del diploma quinquennale.
Organizzazione Wega Impresa Sociale in collaborazione con Il Faro società cooperativa sociale.
Per maggiori info: www.wegaformazione.com oppure 0736/848619 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Anche la provincia di Macerata nel cratere dell’alluvione. Il Consiglio dei Ministri ha esteso lo stato di emergenza per il maltempo che ha colpito le Marche anche alle zone maceratesi investite dalle forti piogge cadute dallo scorso 15 settembre.
Accolta dunque la richiesta inoltrata alla Protezione civile nazionale dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, commissario per l’alluvione, lo scorso 20 settembre. L’estensione riguarda i comuni ricadenti nella parte settentrionale della provincia di Macerata, limitrofi alla provincia di Ancona interessata dall’alluvione. Sono stati inoltre stanziati ulteriori 1,1 milioni di euro del Fondo per le emergenze nazionali, per far fronte ai primi interventi di soccorso e assistenza alla popolazione e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture.
«Ringrazio il presidente Draghi – ha commentato Acquaroli – per la tempestività dimostrata nell’adeguamento dello stato di emergenza che consente di accelerare gli interventi urgenti anche nei comuni maceratesi che hanno subito danni rilevanti. Le strutture guidate dal vicecommissario Babini e i Comuni sono al lavoro in queste ore per la ricognizione di tutti gli interventi di somma urgenza e di prima assistenza alla popolazione, per la stima del fabbisogno dei danni».
Accolta dunque la richiesta inoltrata alla Protezione civile nazionale dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, commissario per l’alluvione, lo scorso 20 settembre. L’estensione riguarda i comuni ricadenti nella parte settentrionale della provincia di Macerata, limitrofi alla provincia di Ancona interessata dall’alluvione. Sono stati inoltre stanziati ulteriori 1,1 milioni di euro del Fondo per le emergenze nazionali, per far fronte ai primi interventi di soccorso e assistenza alla popolazione e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture.
«Ringrazio il presidente Draghi – ha commentato Acquaroli – per la tempestività dimostrata nell’adeguamento dello stato di emergenza che consente di accelerare gli interventi urgenti anche nei comuni maceratesi che hanno subito danni rilevanti. Le strutture guidate dal vicecommissario Babini e i Comuni sono al lavoro in queste ore per la ricognizione di tutti gli interventi di somma urgenza e di prima assistenza alla popolazione, per la stima del fabbisogno dei danni».
