Appennino Camerte

L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
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Beni culturali, protocollo tra Regione e Cem

Martedì, 10 Marzo 2009 01:00 | Letto 2282 volte   Clicca per ascolare il testo Beni culturali, protocollo tra Regione e Cem “Si consolida e si amplia la collaborazione tra Regione e Conferenza Episcopale Marchigiana, con un accordo quadro per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali di interesse religioso di proprietà ecclesiastica, che rappresentano una parte cospicua del patrimonio culturale marchigiano. Lintesa offre la possibilità di esaminare anche altri temi e problematiche di comune interesse, con un confronto a tutto campo tra la Regione ed i Vescovi delle Marche. La collaborazione con la CEM sarà preziosa, ad esempio, anche per vigilare sulle difficoltà sociali di cittadini e famiglie, e condividere le risposte delle Istituzioni rispetto alla crisi per salvaguardare il lavoro e la coesione della nostra comunità”. Così Gian Mario Spacca, presidente della Giunta regionale, ha commentato la firma del protocollo dintesa tra Regione e Conferenza Episcopale Marchigiana (Cem), avvenuta questa mattina presso la sede della Regione. “Lintesa che firmiamo oggi – ha detto monsignor Luigi Conti, presidente della CEM – può fare giurisprudenza, in quanto propone una programmazione negoziata in molteplici campi, successiva allentrata in vigore del Codice Urbani e alla modifica del Titolo V della Costituzione, che affida nuove competenze alla Regione, facendola diventare interlocutrice diretta per nuovi accordi. Esiste un ventaglio amplissimo di possibili collaborazioni e le Marche sono la prima Regione in Italia in cui si è prodotto e si stanno per produrre intese anche in ambiti diversi da quello dei beni culturali”. “In questo spirito – ha continuato Spacca – intendiamo valorizzare, promuovere e tutelare i nostri beni, in modo che siano un punto di forza della nostra offerta turistica molto variegata, uno dei cui segmenti è quello rappresentato dal turismo religioso; allo stesso tempo, stiamo sviluppando nuove forme di collaborazione, ad esempio attraverso lo studio di nuove forme di assistenza socio-sanitaria per gli anziani sacerdoti”. Per la definizione di programmi e progetti, e lesame di temi e problematiche di comune interesse, lIntesa istituisce una Commissione paritetica composta dal presidente della Regione Marche, dal presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana e da 8 membri, nominati in modo paritario da Regione e CEM. La Commissione paritetica viene presieduta alternativamente, per un anno ciascuno, dal presidente della Regione e dal presidente della Conferenza Episcopale che resterà in carica fino al termine della legislatura. Lintesa tra Regione e CEM riguarda molteplici finalità: programmare interventi di recupero e di restauro del patrimonio monumentale e storico-artistico di interesse religioso, inventariare, riordinare e migliorare la fruizione del patrimonio archivistico ecclesiastico, tutelare e catalogare il patrimonio bibliografico e bibliotecario. Altre aree di collaborazione sono lelaborazione di piani di intervento annuali e pluriennali, il prestito dei beni culturali, ecclesiastici e la loro riproduzione gratuita per iniziative culturali della Regione, la valorizzazione degli itinerari religiosi, la promozione delle celebrazioni e le manifestazioni di carattere particolare; prevista anche lorganizzazione di corsi di formazione e di aggiornamento rivolti a operatori laici per approfondire il significato culturale e religioso delle opere darte contenute nelle chiese. In base allintesa, Regione e Conferenza Episcopale Marchigiana si impegnano a svolgere, ciascuna nel proprio ambito di competenza, unazione congiunta di tutela, recupero, inventariazione, catalogazione, valorizzazione, fruizione e incremento dei beni culturali mobili e immobili, compresi gli archivi, le biblioteche, i musei e le raccolte di arte sacra. Di rilievo le disposizioni sulla sicurezza dei beni culturali maggiormente esposti al rischio di furti, degrado e abbandono: a tal fine, Regione e Cem si impegnano, secondo le rispettive disponibilità finanziarie, a realizzare adeguate misure di protezione, con particolare riguardo agli edifici aperti al culto. Le parti garantiscono anche il reciproco accesso alle relative banche dati, secondo modalità da concordarsi. La Regione partecipa al finanziamento dei progetti con risorse da quantificare nelle leggi di settore, promuove anche la partecipazione finanziaria delle Province, dei Comuni e dei soggetti pubblici e privati. Forme, modi e tempi degli interventi saranno concordati sulla base di programmi annuali e pluriennali.  

“Si consolida e si amplia la collaborazione tra Regione e Conferenza Episcopale Marchigiana, con un accordo quadro per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali di interesse religioso di proprietà ecclesiastica, che rappresentano una parte cospicua del patrimonio culturale marchigiano. L'intesa offre la possibilità di esaminare anche altri temi e problematiche di comune interesse, con un confronto a tutto campo tra la Regione ed i Vescovi delle Marche. La collaborazione con la CEM sarà preziosa, ad esempio, anche per vigilare sulle difficoltà sociali di cittadini e famiglie, e condividere le risposte delle Istituzioni rispetto alla crisi per salvaguardare il lavoro e la coesione della nostra comunità”. Così Gian Mario Spacca, presidente della Giunta regionale, ha commentato la firma del protocollo d'intesa tra Regione e Conferenza Episcopale Marchigiana (Cem), avvenuta questa mattina presso la sede della Regione.
“L'intesa che firmiamo oggi – ha detto monsignor Luigi Conti, presidente della CEM – può fare giurisprudenza, in quanto propone una programmazione negoziata in molteplici campi, successiva all'entrata in vigore del Codice Urbani e alla modifica del Titolo V della Costituzione, che affida nuove competenze alla Regione, facendola diventare interlocutrice diretta per nuovi accordi. Esiste un ventaglio amplissimo di possibili collaborazioni e le Marche sono la prima Regione in Italia in cui si è prodotto e si stanno per produrre intese anche in ambiti diversi da quello dei beni culturali”.
“In questo spirito – ha continuato Spacca – intendiamo valorizzare, promuovere e tutelare i nostri beni, in modo che siano un punto di forza della nostra offerta turistica molto variegata, uno dei cui segmenti è quello rappresentato dal turismo religioso; allo stesso tempo, stiamo sviluppando nuove forme di collaborazione, ad esempio attraverso lo studio di nuove forme di assistenza socio-sanitaria per gli anziani sacerdoti”.
Per la definizione di programmi e progetti, e l'esame di temi e problematiche di comune interesse, l'Intesa istituisce una Commissione paritetica composta dal presidente della Regione Marche, dal presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana e da 8 membri, nominati in modo paritario da Regione e CEM.
La Commissione paritetica viene presieduta alternativamente, per un anno ciascuno, dal presidente della Regione e dal presidente della Conferenza Episcopale che resterà in carica fino al termine della legislatura.
L'intesa tra Regione e CEM riguarda molteplici finalità: programmare interventi di recupero e di restauro del patrimonio monumentale e storico-artistico di interesse religioso, inventariare, riordinare e migliorare la fruizione del patrimonio archivistico ecclesiastico, tutelare e catalogare il patrimonio bibliografico e bibliotecario. Altre aree di collaborazione sono l'elaborazione di piani di intervento annuali e pluriennali, il prestito dei beni culturali, ecclesiastici e la loro riproduzione gratuita per iniziative culturali della Regione, la valorizzazione degli itinerari religiosi, la promozione delle celebrazioni e le manifestazioni di carattere particolare; prevista anche l'organizzazione di corsi di formazione e di aggiornamento rivolti a operatori laici per approfondire il significato culturale e religioso delle opere d'arte contenute nelle chiese. In base all'intesa, Regione e Conferenza Episcopale Marchigiana si impegnano a svolgere, ciascuna nel proprio ambito di competenza, un'azione congiunta di tutela, recupero, inventariazione, catalogazione, valorizzazione, fruizione e incremento dei beni culturali mobili e immobili, compresi gli archivi, le biblioteche, i musei e le raccolte di arte sacra. Di rilievo le disposizioni sulla sicurezza dei beni culturali maggiormente esposti al rischio di furti, degrado e abbandono: a tal fine, Regione e Cem si impegnano, secondo le rispettive disponibilità finanziarie, a realizzare adeguate misure di protezione, con particolare riguardo agli edifici aperti al culto. Le parti garantiscono anche il reciproco accesso alle relative banche dati, secondo modalità da concordarsi. La Regione partecipa al finanziamento dei progetti con risorse da quantificare nelle leggi di settore, promuove anche la partecipazione finanziaria delle Province, dei Comuni e dei soggetti pubblici e privati. Forme, modi e tempi degli interventi saranno concordati sulla base di programmi annuali e pluriennali.
 

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