Estendere lo stato di emergenza relativo al terremoto in Abruzzo anche al territorio della Provincia di Ascoli Piceno. E' la richiesta ufficiale che, tramite lettera, il presidente della Regione Gian Mario Spacca ha inoltrato oggi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La motivazione della missiva risiede nel fatto che “la violenta crisi sismica che ha interessato l'Abruzzo, ha provocato notevolissimi risentimenti anche nel territorio della confinante provincia di Ascoli Piceno”. Ad oggi infatti, sono pervenute al Comando provinciale dei Vigili del fuoco, a parecchi Comuni ed alla amministrazione provinciale di Ascoli Piceno, 315 istanze per la verifica di agibilità. Numero destinato a crescere con il verificarsi di ogni nuova scossa. “Ritengo – spiega Spacca nella lettera a Berlusconi – che sia indispensabile assicurare parità di trattamento a tutte le situazioni di danneggiamento originate dalla crisi sismica, evitando di porre limitazioni territoriali ad un fenomeno che purtroppo non arresta la sua azione distruttrice sulla base dei meri confini amministrativi”. In conclusione Spacca assicura “se necessario, ogni possibile forma di collaborazione da parte delle competenti strutture organizzative marchigiane per utilizzare tutte le competenze e conoscenze acquisite nel corso del terremoto che nel 1997 interessò Umbria e Marche”.
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Terremoto, chiesta l'emergenza per Ascoli Piceno
Lunedì, 20 Aprile 2009 02:00 | Letto 2202 volte Clicca per ascolare il testo Terremoto, chiesta l'emergenza per Ascoli Piceno Estendere lo stato di emergenza relativo al terremoto in Abruzzo anche al territorio della Provincia di Ascoli Piceno. E la richiesta ufficiale che, tramite lettera, il presidente della Regione Gian Mario Spacca ha inoltrato oggi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La motivazione della missiva risiede nel fatto che “la violenta crisi sismica che ha interessato lAbruzzo, ha provocato notevolissimi risentimenti anche nel territorio della confinante provincia di Ascoli Piceno”. Ad oggi infatti, sono pervenute al Comando provinciale dei Vigili del fuoco, a parecchi Comuni ed alla amministrazione provinciale di Ascoli Piceno, 315 istanze per la verifica di agibilità. Numero destinato a crescere con il verificarsi di ogni nuova scossa. “Ritengo – spiega Spacca nella lettera a Berlusconi – che sia indispensabile assicurare parità di trattamento a tutte le situazioni di danneggiamento originate dalla crisi sismica, evitando di porre limitazioni territoriali ad un fenomeno che purtroppo non arresta la sua azione distruttrice sulla base dei meri confini amministrativi”. In conclusione Spacca assicura “se necessario, ogni possibile forma di collaborazione da parte delle competenti strutture organizzative marchigiane per utilizzare tutte le competenze e conoscenze acquisite nel corso del terremoto che nel 1997 interessò Umbria e Marche”.Estendere lo stato di emergenza relativo al terremoto in Abruzzo anche al territorio della Provincia di Ascoli Piceno. E' la richiesta ufficiale che, tramite lettera, il presidente della Regione Gian Mario Spacca ha inoltrato oggi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La motivazione della missiva risiede nel fatto che “la violenta crisi sismica che ha interessato l'Abruzzo, ha provocato notevolissimi risentimenti anche nel territorio della confinante provincia di Ascoli Piceno”. Ad oggi infatti, sono pervenute al Comando provinciale dei Vigili del fuoco, a parecchi Comuni ed alla amministrazione provinciale di Ascoli Piceno, 315 istanze per la verifica di agibilità. Numero destinato a crescere con il verificarsi di ogni nuova scossa. “Ritengo – spiega Spacca nella lettera a Berlusconi – che sia indispensabile assicurare parità di trattamento a tutte le situazioni di danneggiamento originate dalla crisi sismica, evitando di porre limitazioni territoriali ad un fenomeno che purtroppo non arresta la sua azione distruttrice sulla base dei meri confini amministrativi”. In conclusione Spacca assicura “se necessario, ogni possibile forma di collaborazione da parte delle competenti strutture organizzative marchigiane per utilizzare tutte le competenze e conoscenze acquisite nel corso del terremoto che nel 1997 interessò Umbria e Marche”.
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