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La presenza femminile nella politica locale

Domenica, 03 Maggio 2009 02:00 | Letto 2301 volte   Clicca per ascolare il testo La presenza femminile nella politica locale Le donne sono la componente maggioritaria nellelettorato, ma decisamente minoritaria nelle rappresentanza politico-amministrativa. Un fenomeno generale in Italia, che per quanto riguarda il territorio della provincia di Macerata è stato analizzato dalla maceratese Angelica Bravi con una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati in un piccolo libro, “A conti fatti: la misura delle donne nei Comuni della provincia di Macerata dal 1946 ad oggi”, edito dalla Commissione provinciale per le pari opportunità. Il volumetto è stato presentato questa mattina, nella giornata conclusiva di “ExpòDonna”, lo spazio su lavoro e vita delle donne allestito allinterno della Fiera campionaria Expositiva. Sono intervenute la presidentessa della Commissione, Cornelia Lanzani insieme alla sua vice, Lucia Pistelli e a Ninfa Cortigiani che ha illustrato nel dettaglio i risultati della ricerca, avviata con lesame dei dati elettorali nei 57 Comuni maceratesi dal 1946 al 2007. In questo arco di tempo di circa sessantanni emergono sostanzialmente due fasi, con i primi anni Novanta a fare da spartiacque. Nel primo periodo si vede un costante aumento della presenza femminile che va di pari passo con levolversi del contesto sociale e culturale a favore delle donne. Nel secondo periodo cè linfluenza della norma sulla “quote rosa” rimasta in vigore fino a poco dopo le elezioni del 1995, che tuttavia – anche dopo il venir meno della codificazione – ha fatto rimanere nei partiti una maggiore considerazione della componente femminile. Nelle elezioni amministrative del 1946, su 55 Comuni maceratesi dove si svolse la consultazione elettorale, le donne candidate furono 36 (gli uomini 2.142) e 17 furono le elette consigliere comunale. Trentanni più tardi, nel 1975, le candidate donne furono 165, contro 3.467 uomini, e le elette risultarono 46. Nel 1995 le donne candidate aumentarono notevolmente, passando a 859 (elette 164). Cinque anni fa (2004) nei 44 Comuni maceratesi al voto le candidate sono state 781 e 160 (quasi una su 5) sono state elette. Per quanto riguarda la carica di Sindaco, su 57 Comuni, attualmente solo tre sono “governati” da donne. Meglio va sul fronte delle Giunte comunali dove le donne sono circa il 24% degli assessori.. E questa una percentuale media, in quanto la presenza femminile nelle Giunte (62 donne su 263 assessori in totale) risulta molto più elevata nei piccoli Comuni e si assottiglia man mano che si passa a classi di Comuni con maggior numero di abitati. Nella foto, la presidentessa della Commissione provinciale per le pari opportunità Cornelia Lanzani (al centro) con Lucia Pistelli e Ninfa Cottigiani alla presentazione della ricerca ad ExpòDonna  

Le donne sono la componente maggioritaria nell'elettorato, ma decisamente minoritaria nelle rappresentanza politico-amministrativa. Un fenomeno generale in Italia, che per quanto riguarda il territorio della provincia di Macerata è stato analizzato dalla maceratese Angelica Bravi con una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati in un piccolo libro, “A conti fatti: la misura delle donne nei Comuni della provincia di Macerata dal 1946 ad oggi”, edito dalla Commissione provinciale per le pari opportunità. Il volumetto è stato presentato questa mattina, nella giornata conclusiva di “ExpòDonna”, lo spazio su lavoro e vita delle donne allestito all'interno della Fiera campionaria Expositiva. Sono intervenute la presidentessa della Commissione, Cornelia Lanzani insieme alla sua vice, Lucia Pistelli e a Ninfa Cortigiani che ha illustrato nel dettaglio i risultati della ricerca, avviata con l'esame dei dati elettorali nei 57 Comuni maceratesi dal 1946 al 2007.
In questo arco di tempo di circa sessant'anni emergono sostanzialmente due fasi, con i primi anni Novanta a fare da spartiacque. Nel primo periodo si vede un costante aumento della presenza femminile che va di pari passo con l'evolversi del contesto sociale e culturale a favore delle donne. Nel secondo periodo c'è l'influenza della norma sulla “quote rosa” rimasta in vigore fino a poco dopo le elezioni del 1995, che tuttavia – anche dopo il venir meno della codificazione – ha fatto rimanere nei partiti una maggiore considerazione della componente femminile.
Nelle elezioni amministrative del 1946, su 55 Comuni maceratesi dove si svolse la consultazione elettorale, le donne candidate furono 36 (gli uomini 2.142) e 17 furono le elette consigliere comunale. Trent'anni più tardi, nel 1975, le candidate donne furono 165, contro 3.467 uomini, e le elette risultarono 46. Nel 1995 le donne candidate aumentarono notevolmente, passando a 859 (elette 164). Cinque anni fa (2004) nei 44 Comuni maceratesi al voto le candidate sono state 781 e 160 (quasi una su 5) sono state elette.
Per quanto riguarda la carica di Sindaco, su 57 Comuni, attualmente solo tre sono “governati” da donne. Meglio va sul fronte delle Giunte comunali dove le donne sono circa il 24% degli assessori.. E' questa una percentuale media, in quanto la presenza femminile nelle Giunte (62 donne su 263 assessori in totale) risulta molto più elevata nei piccoli Comuni e si assottiglia man mano che si passa a classi di Comuni con maggior numero di abitati.


Nella foto, la presidentessa della Commissione provinciale per le pari opportunità Cornelia Lanzani (al centro) con Lucia Pistelli e Ninfa Cottigiani alla presentazione della ricerca ad ExpòDonna
 

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