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Quale futuro per le Comunità Montane delle Marche?

Martedì, 21 Luglio 2009 02:00 | Letto 5328 volte   Clicca per ascolare il testo Quale futuro per le Comunità Montane delle Marche? Dopo la levata di scudi delle Regioni, capeggiata dalla Toscana, arriva la precisazione: "Non ho nulla contro le Comunità Montane ma sono contrario a quelle che, come si è verificato, si trovano all'altezza del mare. Siccome dal centro è impensabile verificare cosa serve fare saranno le regioni a fare un censimento, una ricognizione e i tagli ci saranno nel momento in cui queste saranno cancellate dalle leggi dello Stato". “Siamo lieti” afferma la presidente dellUncem Marche, Maria Assunta Paci, “che il Ministro Calderoli abbia meglio precisato il suo pensiero. Siamo daccordo con lui che le Comunità Montane devono esserci solo dove servono e sono utili alle popolazioni locali, del resto già quasi tutte le regioni le hanno riformate, tagliando territori e ridimensionando organi e indennità. Le Marche non solo hanno quasi dimezzato le CC.MM. ma, con una modifica da noi sostenuta, ora al vaglio della Commissione Consiliare competente, stanno ancor più semplificando gli organi per renderli maggiormente efficaci e con minori costi, senza però alterare la loro capacità di dare risposte ai bisogni dei piccoli enti locali e dei cittadini della montagna”. “A questo punto” - dichiara Maria Assunta Paci “si rende urgente un tavolo per discutere, non tanto del futuro delle Comunità Montane, ma per verificare in concreto cosa occorre fare per farle davvero divenire quellAgenzia di sviluppo dei territori così come auspica la legge regionale di riforma approvata nel giugno scorso. Si tratta di semplificare, razionalizzare i servizi migliorando lofferta e dove possibile, diminuendo anche la spesa. Proprio in questa ottica”, continua la Paci, “abbiamo accolto con grande soddisfazione la disponibilità dellAssessore regionale con delega agli enti locali, Stefania Benatti, a visitare i nostri territori in modo che possa rendersi conto in prima persona di ciò che è più opportuno fare per dare risposte ancor più aderenti alle necessità dei cittadini marchigiani. Inoltre, visto che il ministro Brunetta invoca la trasparenza nella gestione degli enti locali, credo che dovrebbe prendere come modello proprio la montagna dove la trasparenza è di casa perchè, anche volendo, non si possono fare bilanci non-trasparenti. In quanto allefficienza basti dire che un comune montano vive di stenti e quindi è portato, per fatto naturale, a ricercare la massima efficienza”.  

Dopo la levata di scudi delle Regioni, capeggiata dalla Toscana, arriva la precisazione: "Non ho nulla contro le Comunità Montane ma sono contrario a quelle che, come si è verificato, si trovano all'altezza del mare. Siccome dal centro è impensabile verificare cosa serve fare saranno le regioni a fare un censimento, una ricognizione e i tagli ci saranno nel momento in cui queste saranno cancellate dalle leggi dello Stato".
“Siamo lieti” afferma la presidente dell'Uncem Marche, Maria Assunta Paci, “che il Ministro Calderoli abbia meglio precisato il suo pensiero. Siamo d'accordo con lui che le Comunità Montane devono esserci solo dove servono e sono utili alle popolazioni locali, del resto già quasi tutte le regioni le hanno riformate, tagliando territori e ridimensionando organi e indennità.
Le Marche non solo hanno quasi dimezzato le CC.MM. ma, con una modifica da noi sostenuta, ora al vaglio della Commissione Consiliare competente, stanno ancor più semplificando gli organi per renderli maggiormente efficaci e con minori costi, senza però alterare la loro capacità di dare risposte ai bisogni dei piccoli enti locali e dei cittadini della montagna”.
“A questo punto” - dichiara Maria Assunta Paci “si rende urgente un tavolo per discutere, non tanto del futuro delle Comunità Montane, ma per verificare in concreto cosa occorre fare per farle davvero divenire quell'Agenzia di sviluppo dei territori così come auspica la legge regionale di riforma approvata nel giugno scorso. Si tratta di semplificare, razionalizzare i servizi migliorando l'offerta e dove possibile, diminuendo anche la spesa. Proprio in questa ottica”, continua la Paci, “abbiamo accolto con grande soddisfazione la disponibilità dell'Assessore regionale con delega agli enti locali, Stefania Benatti, a visitare i nostri territori in modo che possa rendersi conto in prima persona di ciò che è più opportuno fare per dare risposte ancor più aderenti alle necessità dei cittadini marchigiani.
Inoltre, visto che il ministro Brunetta invoca la trasparenza nella gestione degli enti locali, credo che dovrebbe prendere come modello proprio la montagna dove la trasparenza è di casa perchè, anche volendo, non si possono fare bilanci non-trasparenti. In quanto all'efficienza basti dire che un comune montano vive di stenti e quindi è portato, per fatto
naturale, a ricercare la massima efficienza”.


 

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