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'Vivere pienamente la comunione ecclesiale'

Martedì, 13 Ottobre 2009 02:00 | Letto 2062 volte   Clicca per ascolare il testo 'Vivere pienamente la comunione ecclesiale' INTERVISTA A DON GIUSEPPE BAGAZZOLI (ascolta laudio allegato)   L'annuncio del trasferimento di diversi sacerdoti nell'arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche ha suscitato, nelle settimane scorse, una vasta reazione.  Tutti ne parlavano, a che cosa è dovuta  la reazione secondo lei… La nostra è una società tradizionale. In essa i cambiamenti sono avvenuti lentamente, non a seguito di un progetto o di una spinta ideale ma per necessità: moriva uno, veniva sostituito. Lannunciato cambiamento ha suscitato un terremoto. Quando c'è il terremoto , la prima reazione è scappare… In questo caso non si può andare dietro la propria reazione. È in atto una trasformazione, occorre guardarla con attenzione e inserirsi in essa con intelligenza ( la storia va avanti!) e con virtù. Non è un segnale positivo l'attaccamento dei fedeli ai sacerdoti? Molti parroci sono rimasti nelle parrocchie per tanti anni, seguendo gli eventi fondamentali della vita dei fedeli. Li hanno battezzati, hanno battezzato i loro figli e qualche volta anche i nipoti, li hanno ascoltati e accompagnati nelle circostanze belle (cresima, prima comunione, matrimonio) e tristi ( come i funerali). Nel tempo si sono consolidati quei legami che costituiscono laspetto sociale tipico del nostro ambiente. Forse non è cresciuto contemporaneamente il senso della Chiesa fino ad aprirsi alla diocesi e alla Chiesa universale. Dalle vicende di questi giorni emerge lesigenza di educarci e di educare ad un respiro ecclesiale più ampio. Se l'arcivescovo le avesse chiesto di trasferirsi ... Nella mia attività pastorale sono cambiate continuamente, essendo studenti, le persone. Ciò mi ha molto spronato. Il rischio di attaccarci più alle attività che a Gesù Cristo e alla Chiesa è sempre presente. Le mie condizioni di salute mi fanno pensare che Dio mi stia chiamando a un distacco più radicale, totale. Ad esso mi sto lentamente preparando. Nella situazione sociale ed ecclesiale descritta, che cosa ritiene urgente... Vivere la comunione fra laici, sacerdoti e arcivescovo. In tale clima si affronteranno facilmente anche i sacrifici più grandi perché tutto diventerà un avvenimento che vale la pena vivere per la propria vita e per quella della Chiesa. Nell anno sacerdotale il santo Curato DArs conceda questa grazia nella nostra arcidiocesi.  

INTERVISTA A DON GIUSEPPE BAGAZZOLI
(ascolta l'audio allegato)

 

L'annuncio del trasferimento di diversi sacerdoti nell'arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche ha suscitato, nelle settimane scorse, una vasta reazione.  Tutti ne parlavano, a che cosa è dovuta  la reazione secondo lei…

La nostra è una società tradizionale. In essa i cambiamenti sono avvenuti lentamente, non a seguito di un progetto o di una spinta ideale ma per necessità: moriva uno, veniva sostituito.
L'annunciato cambiamento ha suscitato un terremoto.

Quando c'è il terremoto , la prima reazione è scappare…

In questo caso non si può andare dietro la propria reazione. È in atto una trasformazione, occorre guardarla con attenzione e inserirsi in essa con intelligenza ( la storia va avanti!) e con virtù.

Non è un segnale positivo l'attaccamento dei fedeli ai sacerdoti?


Molti parroci sono rimasti nelle parrocchie per tanti anni, seguendo gli eventi fondamentali della vita dei fedeli. Li hanno battezzati, hanno battezzato i loro figli e qualche volta anche i nipoti, li hanno ascoltati e accompagnati nelle circostanze belle (cresima, prima comunione, matrimonio) e tristi ( come i funerali).
Nel tempo si sono consolidati quei legami che costituiscono l'aspetto sociale tipico del nostro ambiente. Forse non è cresciuto contemporaneamente il senso della Chiesa fino ad aprirsi alla diocesi e alla Chiesa universale. Dalle vicende di questi giorni emerge l'esigenza di educarci e di educare ad un respiro ecclesiale più ampio.

Se l'arcivescovo le avesse chiesto di trasferirsi ...

Nella mia attività pastorale sono cambiate continuamente, essendo studenti, le persone. Ciò mi ha molto spronato. Il rischio di attaccarci più alle attività che a Gesù Cristo e alla Chiesa è sempre presente. Le mie condizioni di salute mi fanno pensare che Dio mi stia chiamando a un distacco più radicale, totale. Ad esso mi sto lentamente preparando.

Nella situazione sociale ed ecclesiale descritta, che cosa ritiene urgente...

Vivere la comunione fra laici, sacerdoti e arcivescovo. In tale clima si affronteranno facilmente anche i sacrifici più grandi perché tutto diventerà un avvenimento che vale la pena vivere per la propria vita e per quella della Chiesa. Nell' anno sacerdotale il santo Curato D'Ars conceda questa grazia nella nostra arcidiocesi.

 

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