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"1989-2009 oltre il muro". Flores a S. Ginesio

Venerdì, 13 Novembre 2009 01:00 | Letto 1908 volte   Clicca per ascolare il testo "1989-2009 oltre il muro". Flores a S. Ginesio Marcello Flores, uno dei più autorevoli storici del momento, profondo conoscitore della storia dellEst Europa e dellUnione Sovietica, ha aperto il ciclo di riflessioni su libertà e democrazia, organizzato dalla Presidenza del Consiglio provinciale di Macerata nellambito degli eventi commemorativi dellabbattimento del muro di Berlino. Lincontro con Flores si è svolto a San Ginesio, di fronte ad un folto pubblico, attento ad ascoltare la lectio del professore, salutato allinizio dal presidente del Consiglio provinciale, Umberto Marcucci, e dal sindaco Mario Scagnetti. Flores, che è stato introdotto da Serena Sileoni, curatrice di questi ciclo di conferenze, ha ricordato, a chi è affetto da nostalgia e a chi ritiene che il crollo del muro non abbia mantenuto le promesse sociali, che il 9 novembre doveva segnare e ha di fatto segnato il trionfo dellEuropa. “È una superficiale illusione – ha detto il professore – ritenere che la caduta del muro e la fine del comunismo avrebbero determinato la vittoria del capitalismo. Il muro non è crollato per far trionfare il modello capitalistico. Il muro è crollato per far trionfare le istituzioni democratiche e far guadagnare ai cittadini la libertà, senza la quale nessuna ricchezza economica avrebbe senso”. Flores ha così sottolineato che, se le istituzioni democratico-costituzionali dellOccidente non sono garanzia di ricchezza, sono però garanzia di trasparenza e libertà. “La fine del comunismo è stata in primo luogo questo: la conquista della libertà (di parola, di dissenso, di movimento) da parte di un popolo che tentò fin dagli anni 50 di liberarsi da un regime che aveva fatto delloppressione la cifra del suo successo”. Non a caso, ha rammentato Flores, “il momento di massimo splendore del comunismo – lera di Stalin – fu anche il momento di maggior repressione e menzogna che i cittadini sovietici dovettero sopportare”. Nella foto (di Stefano Menchi), Marcello Flores sul palco del teatro di San Ginesio; acanto a lui Serena Sileoni    

Marcello Flores, uno dei più autorevoli storici del momento, profondo conoscitore della storia dell'Est Europa e dell'Unione Sovietica, ha aperto il ciclo di riflessioni su libertà e democrazia, organizzato dalla Presidenza del Consiglio provinciale di Macerata nell'ambito degli eventi commemorativi dell'abbattimento del muro di Berlino.
L'incontro con Flores si è svolto a San Ginesio, di fronte ad un folto pubblico, attento ad ascoltare la lectio del professore, salutato all'inizio dal presidente del Consiglio provinciale, Umberto Marcucci, e dal sindaco Mario Scagnetti.
Flores, che è stato introdotto da Serena Sileoni, curatrice di questi ciclo di conferenze, ha ricordato, a chi è affetto da nostalgia e a chi ritiene che il crollo del muro non abbia mantenuto le promesse sociali, che il 9 novembre doveva segnare e ha di fatto segnato il trionfo dell'Europa. “È una superficiale illusione – ha detto il professore – ritenere che la caduta del muro e la fine del comunismo avrebbero determinato la vittoria del capitalismo. Il muro non è crollato per far trionfare il modello capitalistico. Il muro è crollato per far trionfare le istituzioni democratiche e far guadagnare ai cittadini la libertà, senza la quale nessuna ricchezza economica avrebbe senso”.
Flores ha così sottolineato che, se le istituzioni democratico-costituzionali dell'Occidente non sono garanzia di ricchezza, sono però garanzia di trasparenza e libertà. “La fine del comunismo è stata in primo luogo questo: la conquista della libertà (di parola, di dissenso, di movimento) da parte di un popolo che tentò fin dagli anni '50 di liberarsi da un regime che aveva fatto dell'oppressione la cifra del suo successo”. Non a caso, ha rammentato Flores, “il momento di massimo splendore del comunismo – l'era di Stalin – fu anche il momento di maggior repressione e menzogna che i cittadini sovietici dovettero sopportare”.


Nella foto (di Stefano Menchi), Marcello Flores sul palco del teatro di San Ginesio; acanto a lui Serena Sileoni

 


 

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