Il complesso edilizio fortificato del Castello di Pitino, a San Severino Marche, sarà presto sottoposto a lavori di pronto intervento che consentiranno la messa in sicurezza delle mura di cinta e del torrione. Al progetto sta lavorando, da tempo, l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Cesare Martini il quale, nei giorni scorsi, ha accompagnato per un sopralluogo il dott. Paolo Scarpellini, responsabile della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche con il quale ha discusso il da farsi e affrontato anche altre questioni che riguardano il territorio settempedano, come i pronti interventi e le opere di messa in sicurezza delle chiese di San Domenico, San Giuseppe e Sant'Antonio in Cesalonga.
Per il Castello di Pitino, in particolare, il Comune ha già predisposto un progetto ed inviato richieste di intervento al ministero dei Beni e le Attività Culturali, alla società Arcus e ad altre istituzioni.
“Il dicastero dei Beni Culturali, tramite il direttore generale, dott.ssa Maddalena Ragni – sottolinea i primo cittadino di San Severino - ha ora assicurato un finanziamento di 500mila euro che, seppur modesto rispetto all'entità degli interventi da effettuarsi, consentirà comunque di avviare un primo recupero per evitare il possibile crollo e la perdita definitiva di parte degli edifici e della cinta muraria. Il progetto in questione – spiega ancora il sindaco Martini – è già stato approvato dalla Regione Marche ed ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza. Esso, tuttavia, non ha mai trovato esecuzione per la sospensione dei finanziamenti regionali legati alla ricostruzione post terremoto ed ora non vorremmo vanificare il finanziamento deliberato dalla Soprintendenza con ulteriori questioni burocratiche o procedurali. La nostra richiesta, insomma, è che siano subito affidati i lavori”.
Il sindaco Martini ha poi parlato con Scarpellini di altri tesori della Città che necessitano opere di pronto intervento: “Abbiamo visitato le chiese di San Domenico, San Giuseppe e Sant'Antonio in Cesalonga. Per San Domenico la Regione Marche ha preso l'impegno a riaprire quanto prima. Sono già stati effettuati diversi sopralluoghi da parte del Comune e della Soprintendenza, si sta cercando la via più breve per avviare almeno un pronto intervento e la messa in sicurezza delle strutture. Puntiamo a riaprire il luogo sacro prima dell'inizio della mostra sul ‘600 visto che proprio a San Domenico sono conservati diversi altari testimonianza di questo periodo storico. Stiamo inoltre lavorando anche per poter riaprire la chiesa di San Giuseppe interessata da un incendio la notte di Capodanno. Per la chiesa di Sant'Antonio in Cesalonga, edificio sacro del ‘300 interamente affrescato – conclude il sindaco Martini - abbiamo chiesto un finanziamento per proseguire la campagna di saggi”.
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500 mila euro per il castello di Pitino
Martedì, 19 Gennaio 2010 01:00 | Letto 2000 volte Clicca per ascolare il testo 500 mila euro per il castello di Pitino Il complesso edilizio fortificato del Castello di Pitino, a San Severino Marche, sarà presto sottoposto a lavori di pronto intervento che consentiranno la messa in sicurezza delle mura di cinta e del torrione. Al progetto sta lavorando, da tempo, lAmministrazione comunale guidata dal sindaco Cesare Martini il quale, nei giorni scorsi, ha accompagnato per un sopralluogo il dott. Paolo Scarpellini, responsabile della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche con il quale ha discusso il da farsi e affrontato anche altre questioni che riguardano il territorio settempedano, come i pronti interventi e le opere di messa in sicurezza delle chiese di San Domenico, San Giuseppe e SantAntonio in Cesalonga. Per il Castello di Pitino, in particolare, il Comune ha già predisposto un progetto ed inviato richieste di intervento al ministero dei Beni e le Attività Culturali, alla società Arcus e ad altre istituzioni. “Il dicastero dei Beni Culturali, tramite il direttore generale, dott.ssa Maddalena Ragni – sottolinea i primo cittadino di San Severino - ha ora assicurato un finanziamento di 500mila euro che, seppur modesto rispetto allentità degli interventi da effettuarsi, consentirà comunque di avviare un primo recupero per evitare il possibile crollo e la perdita definitiva di parte degli edifici e della cinta muraria. Il progetto in questione – spiega ancora il sindaco Martini – è già stato approvato dalla Regione Marche ed ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza. Esso, tuttavia, non ha mai trovato esecuzione per la sospensione dei finanziamenti regionali legati alla ricostruzione post terremoto ed ora non vorremmo vanificare il finanziamento deliberato dalla Soprintendenza con ulteriori questioni burocratiche o procedurali. La nostra richiesta, insomma, è che siano subito affidati i lavori”. Il sindaco Martini ha poi parlato con Scarpellini di altri tesori della Città che necessitano opere di pronto intervento: “Abbiamo visitato le chiese di San Domenico, San Giuseppe e SantAntonio in Cesalonga. Per San Domenico la Regione Marche ha preso limpegno a riaprire quanto prima. Sono già stati effettuati diversi sopralluoghi da parte del Comune e della Soprintendenza, si sta cercando la via più breve per avviare almeno un pronto intervento e la messa in sicurezza delle strutture. Puntiamo a riaprire il luogo sacro prima dellinizio della mostra sul ‘600 visto che proprio a San Domenico sono conservati diversi altari testimonianza di questo periodo storico. Stiamo inoltre lavorando anche per poter riaprire la chiesa di San Giuseppe interessata da un incendio la notte di Capodanno. Per la chiesa di SantAntonio in Cesalonga, edificio sacro del ‘300 interamente affrescato – conclude il sindaco Martini - abbiamo chiesto un finanziamento per proseguire la campagna di saggi”.Il complesso edilizio fortificato del Castello di Pitino, a San Severino Marche, sarà presto sottoposto a lavori di pronto intervento che consentiranno la messa in sicurezza delle mura di cinta e del torrione. Al progetto sta lavorando, da tempo, l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Cesare Martini il quale, nei giorni scorsi, ha accompagnato per un sopralluogo il dott. Paolo Scarpellini, responsabile della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche con il quale ha discusso il da farsi e affrontato anche altre questioni che riguardano il territorio settempedano, come i pronti interventi e le opere di messa in sicurezza delle chiese di San Domenico, San Giuseppe e Sant'Antonio in Cesalonga.
Per il Castello di Pitino, in particolare, il Comune ha già predisposto un progetto ed inviato richieste di intervento al ministero dei Beni e le Attività Culturali, alla società Arcus e ad altre istituzioni.
“Il dicastero dei Beni Culturali, tramite il direttore generale, dott.ssa Maddalena Ragni – sottolinea i primo cittadino di San Severino - ha ora assicurato un finanziamento di 500mila euro che, seppur modesto rispetto all'entità degli interventi da effettuarsi, consentirà comunque di avviare un primo recupero per evitare il possibile crollo e la perdita definitiva di parte degli edifici e della cinta muraria. Il progetto in questione – spiega ancora il sindaco Martini – è già stato approvato dalla Regione Marche ed ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza. Esso, tuttavia, non ha mai trovato esecuzione per la sospensione dei finanziamenti regionali legati alla ricostruzione post terremoto ed ora non vorremmo vanificare il finanziamento deliberato dalla Soprintendenza con ulteriori questioni burocratiche o procedurali. La nostra richiesta, insomma, è che siano subito affidati i lavori”.
Il sindaco Martini ha poi parlato con Scarpellini di altri tesori della Città che necessitano opere di pronto intervento: “Abbiamo visitato le chiese di San Domenico, San Giuseppe e Sant'Antonio in Cesalonga. Per San Domenico la Regione Marche ha preso l'impegno a riaprire quanto prima. Sono già stati effettuati diversi sopralluoghi da parte del Comune e della Soprintendenza, si sta cercando la via più breve per avviare almeno un pronto intervento e la messa in sicurezza delle strutture. Puntiamo a riaprire il luogo sacro prima dell'inizio della mostra sul ‘600 visto che proprio a San Domenico sono conservati diversi altari testimonianza di questo periodo storico. Stiamo inoltre lavorando anche per poter riaprire la chiesa di San Giuseppe interessata da un incendio la notte di Capodanno. Per la chiesa di Sant'Antonio in Cesalonga, edificio sacro del ‘300 interamente affrescato – conclude il sindaco Martini - abbiamo chiesto un finanziamento per proseguire la campagna di saggi”.
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