“Per raggiungere un accordo bisogna essere in due e, al momento, questo accordo politico e programmatico con l'attuale amministrazione provinciale non sembra esistere in toto. Quindi non vediamo altra via che quella del ritorno alle urne”. Così il presidente della L.A.M. (Lega per le Autonomie Municipali) e candidato presidente per la Provincia di Macerata, Luigi Gentilucci, a margine della conferenza stampa. indetta per fare il punto sulla situazione dopo la sentenza emanata dal Consiglio di Stato che ha sancito l'illegittimità dell'esclusione delle lista L.A.M. alle ultime elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale. Dopo giorni febbrili di trattative tra lo stesso Gentilucci e l'amministrazione Capponi sembra, dunque, si sia giunti ad un punto di non ritorno, quello cioè del commissariamento della provincia e del ritorno alle urne, con ripercussioni sui cittadini. “Non siamo stati noi a causare questa situazione, ma una commissione elettorale che ha, di fatto, impedito ad una larga parte di cittadini della provincia di Macerata di avere una rappresentanza in seno al consiglio. Credo – continua Gentilucci – che la democrazia non possa essere ridotta ad una questione di costi”. Il presidente della L.A.M. parla a 360 gradi, esaminando anche il recente accordo tra le università di Camerino e Macerata e la provincia. “La L.A.M. – conclude Gentilucci – nasce come forza che risponde alle esigenze dei cittadini, da Civitanova a Castelsantangelo sul Nera. Circa il recente accordo che coinvolge le due università della provincia abbiamo posto dei veti, che riteniamo non derogabili. E' necessario riequilibrare tale accordo e porlo in condizioni tali che non procuri danni alla comunità camerinese”.
A questo punto non resta che attendere la pubblicazione delle motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato per conoscere quale sarà il futuro nella provincia di Macerata e, soprattutto, se ci sarà il commissariamento e l'inevitabile conseguente ricorso ad elezioni anticipate.
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Provincia di Macerata, verso elezioni anticipate
Mercoledì, 09 Giugno 2010 02:00 | Letto 1950 volte Clicca per ascolare il testo Provincia di Macerata, verso elezioni anticipate “Per raggiungere un accordo bisogna essere in due e, al momento, questo accordo politico e programmatico con lattuale amministrazione provinciale non sembra esistere in toto. Quindi non vediamo altra via che quella del ritorno alle urne”. Così il presidente della L.A.M. (Lega per le Autonomie Municipali) e candidato presidente per la Provincia di Macerata, Luigi Gentilucci, a margine della conferenza stampa. indetta per fare il punto sulla situazione dopo la sentenza emanata dal Consiglio di Stato che ha sancito lillegittimità dellesclusione delle lista L.A.M. alle ultime elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale. Dopo giorni febbrili di trattative tra lo stesso Gentilucci e lamministrazione Capponi sembra, dunque, si sia giunti ad un punto di non ritorno, quello cioè del commissariamento della provincia e del ritorno alle urne, con ripercussioni sui cittadini. “Non siamo stati noi a causare questa situazione, ma una commissione elettorale che ha, di fatto, impedito ad una larga parte di cittadini della provincia di Macerata di avere una rappresentanza in seno al consiglio. Credo – continua Gentilucci – che la democrazia non possa essere ridotta ad una questione di costi”. Il presidente della L.A.M. parla a 360 gradi, esaminando anche il recente accordo tra le università di Camerino e Macerata e la provincia. “La L.A.M. – conclude Gentilucci – nasce come forza che risponde alle esigenze dei cittadini, da Civitanova a Castelsantangelo sul Nera. Circa il recente accordo che coinvolge le due università della provincia abbiamo posto dei veti, che riteniamo non derogabili. E necessario riequilibrare tale accordo e porlo in condizioni tali che non procuri danni alla comunità camerinese”. A questo punto non resta che attendere la pubblicazione delle motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato per conoscere quale sarà il futuro nella provincia di Macerata e, soprattutto, se ci sarà il commissariamento e linevitabile conseguente ricorso ad elezioni anticipate.“Per raggiungere un accordo bisogna essere in due e, al momento, questo accordo politico e programmatico con l'attuale amministrazione provinciale non sembra esistere in toto. Quindi non vediamo altra via che quella del ritorno alle urne”. Così il presidente della L.A.M. (Lega per le Autonomie Municipali) e candidato presidente per la Provincia di Macerata, Luigi Gentilucci, a margine della conferenza stampa. indetta per fare il punto sulla situazione dopo la sentenza emanata dal Consiglio di Stato che ha sancito l'illegittimità dell'esclusione delle lista L.A.M. alle ultime elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale. Dopo giorni febbrili di trattative tra lo stesso Gentilucci e l'amministrazione Capponi sembra, dunque, si sia giunti ad un punto di non ritorno, quello cioè del commissariamento della provincia e del ritorno alle urne, con ripercussioni sui cittadini. “Non siamo stati noi a causare questa situazione, ma una commissione elettorale che ha, di fatto, impedito ad una larga parte di cittadini della provincia di Macerata di avere una rappresentanza in seno al consiglio. Credo – continua Gentilucci – che la democrazia non possa essere ridotta ad una questione di costi”. Il presidente della L.A.M. parla a 360 gradi, esaminando anche il recente accordo tra le università di Camerino e Macerata e la provincia. “La L.A.M. – conclude Gentilucci – nasce come forza che risponde alle esigenze dei cittadini, da Civitanova a Castelsantangelo sul Nera. Circa il recente accordo che coinvolge le due università della provincia abbiamo posto dei veti, che riteniamo non derogabili. E' necessario riequilibrare tale accordo e porlo in condizioni tali che non procuri danni alla comunità camerinese”.
A questo punto non resta che attendere la pubblicazione delle motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato per conoscere quale sarà il futuro nella provincia di Macerata e, soprattutto, se ci sarà il commissariamento e l'inevitabile conseguente ricorso ad elezioni anticipate.
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