Appennino Camerte

L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
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Ad Unicam il workshop internazionale sulla malaria

Lunedì, 26 Luglio 2010 02:00 | Letto 2218 volte   Clicca per ascolare il testo Ad Unicam il workshop internazionale sulla malaria Ha preso il via a Camerino, presso il Palazzo Ducale, il Workshop sul tema “Reducing Plasmodium transmission and malaria burden by integrated vector control” organizzato nellambito delle attività formative della School of Advanced Studies di Unicam e che si concluderà il 31 luglio. Il Workshop, organizzato dal dottorato di ricerca sulla “Malaria e sviluppo umano” (Malaria and Human Development) della School of Advanced Studies di Unicam, sostenuto dallOrganizzazione Mondiale della Sanità, dal Global Malaria Programme e dallItalian Malaria Network, è rivolto in particolar modo ai dottorandi ed ai giovani ricercatori che stanno lavorando o hanno intenzione di affrontare le tematiche relative alla malaria in maniera multidisciplinare, quindi con prospettive ed approcci differenti. Nellambito della politica di internazionalizzazione di Unicam, la collaborazione con importanti centri di ricerca a livello mondiale offre ai dottorandi ed ai giovani ricercatori Unicam, in questo caso con particolare riferimento a quelli che provengono dal continente africano, la possibilità di avere una formazione completa e di acquisire le competenze necessarie per operare attivamente nellambito dei programmi di controllo dei loro Paesi. I partecipanti avranno infatti l'opportunità di essere aggiornati sui maggiori e più recenti successi nel campo dell'immunologia relativa alla malaria e sui nuovi vaccini che si stanno attualmente sperimentando e che sembrano dare promettenti risultati. Qual è il tipo di vaccino di cui si ha bisogno per debellare la malaria? Sarà questa la principale domanda alla quale i docenti e gli scienziati invitati a partecipare, provenienti non solo dallEuropa ma anche dallAfrica, cercheranno di dare una risposta. Attraverso un approccio multidisciplinare, le tematiche saranno infatti discusse dal punto di vista dei biologi, degli immunologi, degli epidemiologi, dei socio-economisti e dei responsabili della politica sanitaria. Nel corso della prima giornata, dopo lapertura dei lavori, si è tenuta la premiazione del gruppo di dottorandi Unicam, coordinati dalle Professoresse Federica Ottone e Annette Habluetzel, che si è aggiudicato il secondo premio nellambito dellottavo Concorso Internazionale di progettazione promosso dallAssociazione Internazionale Humane Habitat. “Il progetto – rilevando il giudizio dato dalla giuria – lancia la sfida nei confronti delle comunità residenti in zone urbane sfrangiate di una regione del Cameroon, Yassa, ancora principalmente ad uso agricolo. Esso fa affidamento sulle risorse naturali piuttosto che sulla produzione e la fornitura artificiale di risorse ed è culturalmente e socialmente sostenibile dal momento che rinforza valori comunitari e abitudini. Il progetto presenta unesemplare enfasi della mobilità pedonale, tecniche per la raccolta dellacqua piovana e unorganizzazione degli spazi aperti per il beneficio della comunità”. Il gruppo di ricerca internazionale è costituito da dottorandi di varie discipline: Sara Cipolletti, Deema Mahmud, Angela Leuzzi, Kouami Sylvie Laure, Roselyne Tepongning Nzangue, Emilie Oumarou, Rakiswendé Serge Yerbanga. La ricerca è stata, inoltre, supportata dal valido aiuto degli architetti Roberta Camillucci, Chiara Ciccolini, Giovanni Pistoni e Giancarlo Regnicoli.

Ha preso il via a Camerino, presso il Palazzo Ducale, il Workshop sul tema “Reducing Plasmodium transmission and malaria burden by integrated vector control” organizzato nell'ambito delle attività formative della School of Advanced Studies di Unicam e che si concluderà il 31 luglio. Il Workshop, organizzato dal dottorato di ricerca sulla “Malaria e sviluppo umano” (Malaria and Human Development) della School of Advanced Studies di Unicam, sostenuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dal Global Malaria Programme e dall'Italian Malaria Network, è rivolto in particolar modo ai dottorandi ed ai giovani ricercatori che stanno lavorando o hanno intenzione di affrontare le tematiche relative alla malaria in maniera multidisciplinare, quindi con prospettive ed approcci differenti. Nell'ambito della politica di internazionalizzazione di Unicam, la collaborazione con importanti centri di ricerca a livello mondiale offre ai dottorandi ed ai giovani ricercatori Unicam, in questo caso con particolare riferimento a quelli che provengono dal continente africano, la possibilità di avere una formazione completa e di acquisire le competenze necessarie per operare attivamente nell'ambito dei programmi di controllo dei loro Paesi. I partecipanti avranno infatti l'opportunità di essere aggiornati sui maggiori e più recenti successi nel campo dell'immunologia relativa alla malaria e sui nuovi vaccini che si stanno attualmente sperimentando e che sembrano dare promettenti risultati. Qual è il tipo di vaccino di cui si ha bisogno per debellare la malaria? Sarà questa la principale domanda alla quale i docenti e gli scienziati invitati a partecipare, provenienti non solo dall'Europa ma anche dall'Africa, cercheranno di dare una risposta. Attraverso un approccio multidisciplinare, le tematiche saranno infatti discusse dal punto di vista dei biologi, degli immunologi, degli epidemiologi, dei socio-economisti e dei responsabili della politica sanitaria. Nel corso della prima giornata, dopo l'apertura dei lavori, si è tenuta la premiazione del gruppo di dottorandi Unicam, coordinati dalle Professoresse Federica Ottone e Annette Habluetzel, che si è aggiudicato il secondo premio nell'ambito dell'ottavo Concorso Internazionale di progettazione promosso dall'Associazione Internazionale Humane Habitat. “Il progetto – rilevando il giudizio dato dalla giuria – lancia la sfida nei confronti delle comunità residenti in zone urbane sfrangiate di una regione del Cameroon, Yassa, ancora principalmente ad uso agricolo. Esso fa affidamento sulle risorse naturali piuttosto che sulla produzione e la fornitura artificiale di risorse ed è culturalmente e socialmente sostenibile dal momento che rinforza valori comunitari e abitudini. Il progetto presenta un'esemplare enfasi della mobilità pedonale, tecniche per la raccolta dell'acqua piovana e un'organizzazione degli spazi aperti per il beneficio della comunità”. Il gruppo di ricerca internazionale è costituito da dottorandi di varie discipline: Sara Cipolletti, Deema Mahmud, Angela Leuzzi, Kouami Sylvie Laure, Roselyne Tepongning Nzangue, Emilie Oumarou, Rakiswendé Serge Yerbanga. La ricerca è stata, inoltre, supportata dal valido aiuto degli architetti Roberta Camillucci, Chiara Ciccolini, Giovanni Pistoni e Giancarlo Regnicoli.

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