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Aerdorica, la Regione replica ai soci privati

Giovedì, 20 Luglio 2006 02:00 | Letto 3692 volte   Clicca per ascolare il testo Aerdorica, la Regione replica ai soci privati “La richiesta dei soci privati di Aerdorica è inaccettabile, se finalizzata al semplice ripiano dei debiti, accumulati - tra laltro - non per responsabilità della Regione Marche. Se invece lobiettivo è quello di un rilancio dello scalo dorico, la loro sollecitazione è fuori luogo, in quanto la Regione è già impegnata in questa direzione, con una disponibilità di risorse economiche significative, pari, complessivamente, a 8 milioni di euro”: lo afferma il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, che interviene in merito alle considerazioni formulate dai soci privati dellAerdorica. Lassessore alle Infrastrutture, Loredana Pistelli, sottolinea inoltre che “la strada che stanno delineando sembra quella dellassistenza pubblica. Ma un semplice ripiano delle passività, oltre a non risolvere i problemi, contrasta con la normativa comunitaria vigente e risulta di corto respiro rispetto alle potenzialità inespresse della struttura aeroportuale. La Regione comunque, anche sul piano delle risorse finanziarie, ha fatto la propria parte e la farà ancora. I privati sembrano dimenticare che la Regione, con lultimo aumento di capitale, ha rilevato quote non sottoscritte da altri soci, portando la propria presenza al 27 per cento del capitale sociale. È anche lunico socio che ha manifestato la disponibilità a investire nuove risorse, predisponendo atti amministrativi e legislativi che vanno in questa direzione, dopo che è stata definita una strategia di consolidamento finanziario e di rilancio attraverso un piano industriale che affida competenze e responsabilità in maniera chiara e precisa. È evidente, allora, che, con il 47 per cento della s.p.a. i privatati hanno la maggiore responsabilità delle passività accumulate in questi anni, perché hanno gestito lAeroporto attraverso un Patto di sindacato che ha unito lAerdorica, la Camera di commercio, i Comuni di Ancona e Senigallia. Una gestione che ha registrato un pesante passivo, del quale la Regione non ha responsabilità. Diventa, quindi, incomprensibile la presa di posizione dei soci privati contro la Regione, quando, tra laltro, sta arrivando a conclusione la ricerca di nuove professionalità da utilizzare nellambito del riassetto organizzativo della stessa società”. Quindi, definita la necessità di un riassetto organizzativo e destinati 8 milioni di euro allo sviluppo dellAeroporto, dopo aver stanziato 1 milione nellaumento di capitale 2004, “è la Regione – afferma Spacca - a chiedere un impegno rigoroso e  responsabile a tutti i soggetti che sono interessati al rilancio dellAeroporto delle Marche e, in primo luogo, ai privati” È impensabile, infatti, un modello societario che si possa reggere solo con contributi pubblici. Sarebbe fortissimo il rischio di infrangere le normative europee sugli aiuti di stato, con la possibilità di incorrere in procedure di infrazione che vanificherebbero ogni strategia finanziaria.      

“La richiesta dei soci privati di Aerdorica è inaccettabile, se finalizzata al semplice ripiano dei debiti, accumulati - tra l'altro - non per responsabilità della Regione Marche. Se invece l'obiettivo è quello di un rilancio dello scalo dorico, la loro sollecitazione è fuori luogo, in quanto la Regione è già impegnata in questa direzione, con una disponibilità di risorse economiche significative, pari, complessivamente, a 8 milioni di euro”: lo afferma il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, che interviene in merito alle considerazioni formulate dai soci privati dell'Aerdorica.

L'assessore alle Infrastrutture, Loredana Pistelli, sottolinea inoltre che “la strada che stanno delineando sembra quella dell'assistenza pubblica. Ma un semplice ripiano delle passività, oltre a non risolvere i problemi, contrasta con la normativa comunitaria vigente e risulta di corto respiro rispetto alle potenzialità inespresse della struttura aeroportuale. La Regione comunque, anche sul piano delle risorse finanziarie, ha fatto la propria parte e la farà ancora. I privati sembrano dimenticare che la Regione, con l'ultimo aumento di capitale, ha rilevato quote non sottoscritte da altri soci, portando la propria presenza al 27 per cento del capitale sociale. È anche l'unico socio che ha manifestato la disponibilità a investire nuove risorse, predisponendo atti amministrativi e legislativi che vanno in questa direzione, dopo che è stata definita una strategia di consolidamento finanziario e di rilancio attraverso un piano industriale che affida competenze e responsabilità in maniera chiara e precisa.

È evidente, allora, che, con il 47 per cento della s.p.a. i privatati hanno la maggiore responsabilità delle passività accumulate in questi anni, perché hanno gestito l'Aeroporto attraverso un Patto di sindacato che ha unito l'Aerdorica, la Camera di commercio, i Comuni di Ancona e Senigallia. Una gestione che ha registrato un pesante passivo, del quale la Regione non ha responsabilità. Diventa, quindi, incomprensibile la presa di posizione dei soci privati contro la Regione, quando, tra l'altro, sta arrivando a conclusione la ricerca di nuove professionalità da utilizzare nell'ambito del riassetto organizzativo della stessa società”.

Quindi, definita la necessità di un riassetto organizzativo e destinati 8 milioni di euro allo sviluppo dell'Aeroporto, dopo aver stanziato 1 milione nell'aumento di capitale 2004, “è la Regione – afferma Spacca - a chiedere un impegno rigoroso e  responsabile a tutti i soggetti che sono interessati al rilancio dell'Aeroporto delle Marche e, in primo luogo, ai privati”

È impensabile, infatti, un modello societario che si possa reggere solo con contributi pubblici. Sarebbe fortissimo il rischio di infrangere le normative europee sugli aiuti di stato, con la possibilità di incorrere in procedure di infrazione che vanificherebbero ogni strategia finanziaria.

 

 

 

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