Appennino Camerte

L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
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L'Appennino camerte - 19 novembre 2022 - n.43
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Stop ai sacchetti di plastica

Lunedì, 10 Gennaio 2011 01:00 | Letto 2150 volte   Clicca per ascolare il testo Stop ai sacchetti di plastica p { margin-bottom: 0.21cm; } Finalmente, dopo tre anni di rinvii, dal 1° gennaio 2011 l'Italia ha detto addio alle vecchie buste di plastica in quanto è entrato in vigore il divieto di commercializzare i sacchetti di plastica e contestualmente viene concessa agli esercizi commerciali la possibilità di esaurire le scorte a titolo gratuito per il cliente. Si tratta di un ulteriore importante passo verso la difesa dellambiente: in Italia si consumano ogni anno circa 20 miliardi di buste: sostituendo con 10 sporte riutilizzabili i 300 sacchetti di plastica che ogni italiano consuma allanno, si possono risparmiare più di 180 mila tonnellate di petrolio e di emissioni di CO2. Inoltre, si eviterà di disperdere plastica indistruttibile nei campi, lungo le rive dei fiumi e nei mari e negli oceani: la plastica con i suoi componenti tossici è già entrata nella nostra catena alimentare con tutta una serie di evidenti conseguenze anche sulla salute. “Il Comune di Tolentino, che lo scorso anno aveva aderito alla campagna “Porta la sporta” e stava valutando lopportunità di emettere una specifica ordinanza, si impegnerà - mette in evidenza lassessore allambiente Alesando Bruni - per favorire una piena applicazione della legge e favorire azioni possibili di sensibilizzazione dei cittadini per renderli consapevoli sulle conseguenze ambientali di quelle azioni quotidiane che sembrano banali, ma responsabili di danni globali come l'inquinamento da plastica.” La scelta migliore per azzerare limpatto e il costo ambientale è quello di usare la sporta riutilizzabile e solo in seconda battuta utilizzare i sacchetti biodegradabili. Si tratta di mettere in atto piccolo cambiamento delle nostre abitudini che determina grandi benefici allambiente. Bisogna eliminare le soluzioni “usa e getta” che caratterizzano il nostro consumismo, evitare di sprecare energia e risorse per soddisfare comodità immediate che compromettono il futuro delle nuove generazioni.    

Finalmente, dopo tre anni di rinvii, dal 1° gennaio 2011 l'Italia ha detto addio alle vecchie buste di plastica in quanto è entrato in vigore il divieto di commercializzare i sacchetti di plastica e contestualmente viene concessa agli esercizi commerciali la possibilità di esaurire le scorte a titolo gratuito per il cliente.

Si tratta di un ulteriore importante passo verso la difesa dell'ambiente: in Italia si consumano ogni anno circa 20 miliardi di buste: sostituendo con 10 sporte riutilizzabili i 300 sacchetti di plastica che ogni italiano consuma all'anno, si possono risparmiare più di 180 mila tonnellate di petrolio e di emissioni di CO2.

Inoltre, si eviterà di disperdere plastica indistruttibile nei campi, lungo le rive dei fiumi e nei mari e negli oceani: la plastica con i suoi componenti tossici è già entrata nella nostra catena alimentare con tutta una serie di evidenti conseguenze anche sulla salute.

Il Comune di Tolentino, che lo scorso anno aveva aderito alla campagna “Porta la sporta” e stava valutando l'opportunità di emettere una specifica ordinanza, si impegnerà - mette in evidenza l'assessore all'ambiente Alesando Bruni - per favorire una piena applicazione della legge e favorire azioni possibili di sensibilizzazione dei cittadini per renderli consapevoli sulle conseguenze ambientali di quelle azioni quotidiane che sembrano banali, ma responsabili di danni globali come l'inquinamento da plastica.”

La scelta migliore per azzerare l'impatto e il costo ambientale è quello di usare la sporta riutilizzabile e solo in seconda battuta utilizzare i sacchetti biodegradabili.

Si tratta di mettere in atto piccolo cambiamento delle nostre abitudini che determina grandi benefici all'ambiente. Bisogna eliminare le soluzioni “usa e getta” che caratterizzano il nostro consumismo, evitare di sprecare energia e risorse per soddisfare comodità immediate che compromettono il futuro delle nuove generazioni.

 

 

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