Appennino Camerte

L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
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Camerino scava nel suo passato

Giovedì, 10 Marzo 2011 01:00 | Letto 2448 volte   Clicca per ascolare il testo Camerino scava nel suo passato Sentiamo il parere di chi ritiene unoccasione sprecata la chiusura degli scavi relativi al rifacimento della pavimentazione stradale (L. 61 del 30-3-1998) a Camerino. La dr.ssa Mara Silvestrini della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, intervenuta più volte, ha dichiarato, in sostanza, che quelle scoperte possono chiarire la storia della città di epoche delle quali non ci sono o scarseggiano fonti storiografiche. Il giovane Enrico Verdolini, segretario dei Giovani Democratici di Camerino, esprime il suo pensiero in merito alla chiusura degli scavi. Sulla questione ci sono già stati due comunicati stampa: il primo uscito sullAppennino Camerte agli inizi di novembre, laltro uscito il 27 novembre 2010 anche sul Nuovo Chienti e Potenza. Fra il primo e il secondo comunicato e prima della chiusura degli scavi di piazza Cavour cè stata una riunione preliminare del circolo PD camerte. Nel corso dellincontro si stabilì di proporre allAmministrazione Comunale la valorizzazione dei reperti ritrovati in piazza Cavour, che i camerinesi chiamano “del Duomo”. Dopo la pubblicazione dellultimo comunicato stampa sono giunte al Circolo manifestazioni di sostegno da parte di cittadini, professionisti e giornalisti. Anche in altre città italiane sono avvenuti dei ritrovamenti: Alba (CN), Aosta, Asti, Lecce e Matelica. Ad Alba le mura romane sono state valorizzate con lastre di vetro, lo stesso è avvenuto a Lecce. Ad Aosta nel luogo di ritrovamento delle fondamenta di una chiesa paleocristiana è stato creato un complesso espositivo in parte sotterraneo. Ad Asti è stato realizzato un percorso archeologico per visitare i resti di una domus romana, lanfiteatro e il museo archeologico. A Matelica sopra i mosaici di epoca romana sono state poste delle teche di vetro spioventi. In attesa di dati precisi, gli archeologi non si sono sbilanciati troppo sulla descrizione e sulla datazione dei reperti, se ne accenna con beneficio dinventario. Nel cantiere di piazza Mazzini, parte più alta della città, è stato ritrovato un tempio di età ellenistica (VI-III sec. a. C.), una grossa anfora, un muro affrescato, frammenti di vasellame a vernice nera e la statuetta di terracotta di unantica divinità dominatrice della natura: una dea alata che reggeva fra le mani le teste di due belve, oggetti di finissima fattura. Poi un lastricato, i resti di un mosaico e alcuni scheletri. In via XX Settembre tra laltro anche una piccola testa di cavallo. In via Bongiovanni fu trovato un arco a tutto sesto in pietra arenaria e un grosso muro quasi parallelo alla chiesa di S. Francesco (XIII sec.). In piazza Umberto I, davanti alla chiesa di Santa Maria in Via, sono state trovate delle tombe medioevali scavate sullarenaria con degli scheletri e alcune medaglie. In piazza Garibaldi le fondamenta di palazzi di età romana, un lastricato risalente al IV - III sec. a. C. e frammenti di ceramica a vernice nera. A piazza Caio Mario, davanti al municipio, piccole fornaci per la lavorazione del ferro. Furono trovate anche una coppa in sigillata italica (vasellame fine da mensa) del I sec. d. C. una tazza e una lucerna con ansa lumata. A piazza Cavour sono stati molto ammirati i resti di antiche terme romane (calidarium) e le imponenti fondamenta in blocchi squadrati di arenaria di un palazzo medioevale. In via Favorino è stato scoperto un cunicolo che poteva essere un camminamento o un condotto di scolo per le acque. In via Venezian, a fianco del palazzo ducale, un grosso muraglione darenaria e un terrapieno longobardo in difesa dellabitato primitivo. In via Roma i resti di una cisterna dacqua risalente al XIII secolo. LAmm.ne Comunale ha sempre sostenuto di valorizzare la ricchezza artistica, naturale e paesaggistica e quei ritrovamenti rappresentavano - appunto - qualcosa in più da offrire ai visitatori. La giustificazione della chiusura degli scavi è stato un provvedimento provvisorio per eliminare problemi al traffico e disagi ai pedoni; sono allesame accorgimenti per valorizzare i ritrovamenti. Enrico Verdolini evidenzia con amarezza che queste scoperte andavano valorizzate diversamente e, se non fossero state ricoperte, avrebbero potuto far parte a pieno titolo di un itinerario archeologico cittadino. Alcuni particolari, non sfuggiti a osservatori attenti, fanno temere che i ritrovamenti rimarranno coperti per svariati decenni, considerata anche la mancanza di fondi. I tubi e i condotti dei vari servizi (acqua, energia elettrica, telecomunicazioni, teleriscaldamento e metano) sarebbero stati istradati diversamente; invece sono stati appoggiati sopra i manufatti archeologici per abbreviarne il percorso. Inoltre, lasfalto sarebbe apparso provvisorio, ma non le pietre di arenaria indiane, con il sottostante massetto di cemento. A scavi chiusi non rimane che sostenere il suggerimento dellavv. Giuseppe De Rosa il quale propone di valorizzare i ritrovamenti con delle gigantografie sul luogo corredate di didascalie esplicative.   Eno Santecchia  

Sentiamo il parere di chi ritiene un'occasione sprecata la chiusura degli scavi relativi al rifacimento della pavimentazione stradale (L. 61 del 30-3-1998) a Camerino.
La dr.ssa Mara Silvestrini della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, intervenuta più volte, ha dichiarato, in sostanza, che quelle scoperte possono chiarire la storia della città di epoche delle quali non ci sono o scarseggiano fonti storiografiche.
Il giovane Enrico Verdolini, segretario dei Giovani Democratici di Camerino, esprime il suo pensiero in merito alla chiusura degli scavi. Sulla questione ci sono già stati due comunicati stampa: il primo uscito sull'Appennino Camerte agli inizi di novembre, l'altro uscito il 27 novembre 2010 anche sul Nuovo Chienti e Potenza. Fra il primo e il secondo comunicato e prima della chiusura degli scavi di piazza Cavour c'è stata una riunione preliminare del circolo PD camerte. Nel corso dell'incontro si stabilì di proporre all'Amministrazione Comunale la valorizzazione dei reperti ritrovati in piazza Cavour, che i camerinesi chiamano “del Duomo”. Dopo la pubblicazione dell'ultimo comunicato stampa sono giunte al Circolo manifestazioni di sostegno da parte di cittadini, professionisti e giornalisti.
Anche in altre città italiane sono avvenuti dei ritrovamenti: Alba (CN), Aosta, Asti, Lecce e Matelica. Ad Alba le mura romane sono state valorizzate con lastre di vetro, lo stesso è avvenuto a Lecce. Ad Aosta nel luogo di ritrovamento delle fondamenta di una chiesa paleocristiana è stato creato un complesso espositivo in parte sotterraneo. Ad Asti è stato realizzato un percorso archeologico per visitare i resti di una domus romana, l'anfiteatro e il museo archeologico. A Matelica sopra i mosaici di epoca romana sono state poste delle teche di vetro spioventi.
In attesa di dati precisi, gli archeologi non si sono sbilanciati troppo sulla descrizione e sulla datazione dei reperti, se ne accenna con beneficio d'inventario.
Nel cantiere di piazza Mazzini, parte più alta della città, è stato ritrovato un tempio di età ellenistica (VI-III sec. a. C.), una grossa anfora, un muro affrescato, frammenti di vasellame a vernice nera e la statuetta di terracotta di un'antica divinità dominatrice della natura: una dea alata che reggeva fra le mani le teste di due belve, oggetti di finissima fattura. Poi un lastricato, i resti di un mosaico e alcuni scheletri. In via XX Settembre tra l'altro anche una piccola testa di cavallo.
In via Bongiovanni fu trovato un arco a tutto sesto in pietra arenaria e un grosso muro quasi parallelo alla chiesa di S. Francesco (XIII sec.). In piazza Umberto I, davanti alla chiesa di Santa Maria in Via, sono state trovate delle tombe medioevali scavate sull'arenaria con degli scheletri e alcune medaglie.
In piazza Garibaldi le fondamenta di palazzi di età romana, un lastricato risalente al IV - III sec. a. C. e frammenti di ceramica a vernice nera. A piazza Caio Mario, davanti al municipio, piccole fornaci per la lavorazione del ferro. Furono trovate anche una coppa in sigillata italica (vasellame fine da mensa) del I sec. d. C. una tazza e una lucerna con ansa lumata.
A piazza Cavour sono stati molto ammirati i resti di antiche terme romane (calidarium) e le imponenti fondamenta in blocchi squadrati di arenaria di un palazzo medioevale. In via Favorino è stato scoperto un cunicolo che poteva essere un camminamento o un condotto di scolo per le acque.
In via Venezian, a fianco del palazzo ducale, un grosso muraglione d'arenaria e un terrapieno longobardo in difesa dell'abitato primitivo. In via Roma i resti di una cisterna d'acqua risalente al XIII secolo.
L'Amm.ne Comunale ha sempre sostenuto di valorizzare la ricchezza artistica, naturale e paesaggistica e quei ritrovamenti rappresentavano - appunto - qualcosa in più da offrire ai visitatori. La giustificazione della chiusura degli scavi è stato un provvedimento provvisorio per eliminare problemi al traffico e disagi ai pedoni; sono all'esame accorgimenti per valorizzare i ritrovamenti.
Enrico Verdolini evidenzia con amarezza che queste scoperte andavano valorizzate diversamente e, se non fossero state ricoperte, avrebbero potuto far parte a pieno titolo di un itinerario archeologico cittadino.
Alcuni particolari, non sfuggiti a osservatori attenti, fanno temere che i ritrovamenti rimarranno coperti per svariati decenni, considerata anche la mancanza di fondi. I tubi e i condotti dei vari servizi (acqua, energia elettrica, telecomunicazioni, teleriscaldamento e metano) sarebbero stati istradati diversamente; invece sono stati appoggiati sopra i manufatti archeologici per abbreviarne il percorso. Inoltre, l'asfalto sarebbe apparso provvisorio, ma non le pietre di arenaria indiane, con il sottostante massetto di cemento.
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