Uno strano fenomeno sta interessando i territori dei comuni di Caldarola, Cessapalombo e Camporotondo. Da oltre un mese, infatti, nelle campagne circostanti si registra la presenza di cinghiali, circa una dozzina, morti per cause ancora sconosciute. La segnalazione è stata fatta da alcuni cacciatori della zona. Sembra anche che alcuni di questi cinghiali, in apparente stato confusionale, siano stati addirittura uccisi all'interno di orti privati, probabilmente per fare la loro comparsa su tavole imbandite. Del fatto sono state interessate le autorità competenti, nella fattispecie le guardie venatorie, la provincia e l'istituto zooprofilattico Marche – Umbria che ha provveduto ad inviare alcune carcasse al centro studi di Perugia al fine di analizzarle e di identificare la causa della moria. A tutt'oggi, però, nessuna risposta plausibile sui motivi dei decessi è stata fornita dalle suddette autorità ed il fatto sta creando preoccupazione fra gli abitanti delle zone coinvolte proprio per la circostanza che carne di cinghiale viene sia consumata in famiglia, sia servita nei ristoranti. Ciò che si lamenta è il fatto che circolino animali infetti e soprattutto che non sia nota la causa dell'infezione. In più tra pochi giorni inizierà anche l'abbattimento selettivo dei cinghiali all'interno del Parco dei Sibillini, animali che, una volta abbattuti, verranno commercializzati. Perchè, dunque, dopo oltre un mese dalla denuncia le autorità investite della questione tardano a farsi sentire, magari per tranquillizzare la popolazione interessata? Senza voler creare inutili allarmismi la maggiore preoccupazione è dovuta al fatto che una tale infezione, se non prontamente individuata e combattuta, possa trasferirsi dai cinghiali ad altre specie domestiche, destinate anch'esse a finire sulla tavola dei consumatori. Quando si tratta di salute la prudenza, si sa, non è mai troppa.
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Allarme cinghiali. Trovati morti dodici capi
Lunedì, 26 Settembre 2011 02:00 | Letto 2477 volte Clicca per ascolare il testo Allarme cinghiali. Trovati morti dodici capi Uno strano fenomeno sta interessando i territori dei comuni di Caldarola, Cessapalombo e Camporotondo. Da oltre un mese, infatti, nelle campagne circostanti si registra la presenza di cinghiali, circa una dozzina, morti per cause ancora sconosciute. La segnalazione è stata fatta da alcuni cacciatori della zona. Sembra anche che alcuni di questi cinghiali, in apparente stato confusionale, siano stati addirittura uccisi all'interno di orti privati, probabilmente per fare la loro comparsa su tavole imbandite. Del fatto sono state interessate le autorità competenti, nella fattispecie le guardie venatorie, la provincia e l'istituto zooprofilattico Marche – Umbria che ha provveduto ad inviare alcune carcasse al centro studi di Perugia al fine di analizzarle e di identificare la causa della moria. A tutt'oggi, però, nessuna risposta plausibile sui motivi dei decessi è stata fornita dalle suddette autorità ed il fatto sta creando preoccupazione fra gli abitanti delle zone coinvolte proprio per la circostanza che carne di cinghiale viene sia consumata in famiglia, sia servita nei ristoranti. Ciò che si lamenta è il fatto che circolino animali infetti e soprattutto che non sia nota la causa dell'infezione. In più tra pochi giorni inizierà anche l'abbattimento selettivo dei cinghiali all'interno del Parco dei Sibillini, animali che, una volta abbattuti, verranno commercializzati. Perchè, dunque, dopo oltre un mese dalla denuncia le autorità investite della questione tardano a farsi sentire, magari per tranquillizzare la popolazione interessata? Senza voler creare inutili allarmismi la maggiore preoccupazione è dovuta al fatto che una tale infezione, se non prontamente individuata e combattuta, possa trasferirsi dai cinghiali ad altre specie domestiche, destinate anch'esse a finire sulla tavola dei consumatori. Quando si tratta di salute la prudenza, si sa, non è mai troppa.Uno strano fenomeno sta interessando i territori dei comuni di Caldarola, Cessapalombo e Camporotondo. Da oltre un mese, infatti, nelle campagne circostanti si registra la presenza di cinghiali, circa una dozzina, morti per cause ancora sconosciute. La segnalazione è stata fatta da alcuni cacciatori della zona. Sembra anche che alcuni di questi cinghiali, in apparente stato confusionale, siano stati addirittura uccisi all'interno di orti privati, probabilmente per fare la loro comparsa su tavole imbandite. Del fatto sono state interessate le autorità competenti, nella fattispecie le guardie venatorie, la provincia e l'istituto zooprofilattico Marche – Umbria che ha provveduto ad inviare alcune carcasse al centro studi di Perugia al fine di analizzarle e di identificare la causa della moria. A tutt'oggi, però, nessuna risposta plausibile sui motivi dei decessi è stata fornita dalle suddette autorità ed il fatto sta creando preoccupazione fra gli abitanti delle zone coinvolte proprio per la circostanza che carne di cinghiale viene sia consumata in famiglia, sia servita nei ristoranti. Ciò che si lamenta è il fatto che circolino animali infetti e soprattutto che non sia nota la causa dell'infezione. In più tra pochi giorni inizierà anche l'abbattimento selettivo dei cinghiali all'interno del Parco dei Sibillini, animali che, una volta abbattuti, verranno commercializzati. Perchè, dunque, dopo oltre un mese dalla denuncia le autorità investite della questione tardano a farsi sentire, magari per tranquillizzare la popolazione interessata? Senza voler creare inutili allarmismi la maggiore preoccupazione è dovuta al fatto che una tale infezione, se non prontamente individuata e combattuta, possa trasferirsi dai cinghiali ad altre specie domestiche, destinate anch'esse a finire sulla tavola dei consumatori. Quando si tratta di salute la prudenza, si sa, non è mai troppa.
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