Appennino Camerte

L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
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Riaperto il Cassero per i 700 dalla fondazione

Domenica, 04 Dicembre 2011 01:00 | Letto 2642 volte   Clicca per ascolare il testo Riaperto il Cassero per i 700 dalla fondazione CASTELRAIMONDO - “Arde sul Cassero il biancoazzurro”, con queste parole dell'inno della Folgore, scritto nel 1933 dal poeta Tullio Colsalvatico su musica di Anacleto Biondi, è stata salutata ieri mattina la riapertura della torre del Cassero, da sette secoli simbolo di Castelraimondo, di cui fino al prossimo undici dicembre si festeggia la ricorrenza con una serie di manifestazioni. E' stato il sindaco Renzo Marinelli ad aprire la porta con una chiave in ferra porta da un bambino. Subito dopo è stato un afflusso continuo di gente durante tutta la giornata, per salire sino a metà della torre, (ngrocca) in dialetto, dove da una terrazza panoramica si può osservare dall'alto il centro abitato e tutto il territorio circostante. Il sindaco e l'assessore alla cultura Elisabetta Torregiani, hanno spiegato che è intenzione dell'amministrazione, completare i lavori per rendere visitabile la torre sino all'ultimo piano, a 37 metri di altezza. Si potrà visitare gratuitamente nelle giornate dell'8,10 e 11 dicembre prossimi. A cantare si sono ritrovati il coro polifonico S.Cecilia ed il gruppo Folkloristico di Castelraimondo per alcuni balli. Il vice parroco don Noel Capadngan ha dato la sua benedizione scherzando:”Il vento è segno della presenza dello spirito santo, auguri di festa a tutta la comunità”. Il gruppo Alpini Val Potenza al termine della messa ha regalato una coccardina colorata, per la conclusione delle celebrazioni legate ai 150 anni dell'unità d'Italia. Pienone nel pomeriggio come in occasione dell'Infiorata in giugno, in tutto corso Italia, in attesa dell'arrivo della fanfara dei bersaglieri in congedo di Jesi. Con le inconfondibili piume verdi del loro pennacchio hanno deliziato con una serie di marce e l'esibizione lungo corso Italia il pubblico presente. Sono poi confluiti in piazza della Repubblica, dove ad attenderli c'erano il coro polifonico Santa Cecilia ed il corpo Bandistico Ugo Bottacchiari. Il momento celebrativo si è aperto con l'inno di Mameli, poi è stato di nuovo intonato l'inno della Folgore e sono risuonate le note della marcia Castelraimondo, scritta dal musicista Ugo Bottacchiari, quando aveva solo sedici anni. Al termine la marcia dal medesimo titolo del maestro Luciano Feliciani, ha concluso la parte istituzionale, si è aperto poi un ritmico concerto dei bersaglieri, che hanno riscosso l'apprezzamento generale. La giornata è stata ripresa da Tv centro Marche. Il servizio andrà in onda martedì 6 dicembre alle ore 19.30 e 23.30. Le celebrazioni continuano con le prove generali delle serate di lunedì 5 e martedì 6 dicembre, delle due giornate di rievocazione, della fondazione e dell'assedio, previste per giovedì 8 e domenica 11 dicembre. Il 7 dicembre serata di rievocazione della fondazione, con letture e banchetto medievale al teatro comunale.  

CASTELRAIMONDO - “Arde sul Cassero il biancoazzurro”, con queste parole dell'inno della Folgore, scritto nel 1933 dal poeta Tullio Colsalvatico su musica di Anacleto Biondi, è stata salutata ieri mattina la riapertura della torre del Cassero, da sette secoli simbolo di Castelraimondo, di cui fino al prossimo undici dicembre si festeggia la ricorrenza con una serie di manifestazioni. E' stato il sindaco Renzo Marinelli ad aprire la porta con una chiave in ferra porta da un bambino. Subito dopo è stato un afflusso continuo di gente durante tutta la giornata, per salire sino a metà della torre, (ngrocca) in dialetto, dove da una terrazza panoramica si può osservare dall'alto il centro abitato e tutto il territorio circostante. Il sindaco e l'assessore alla cultura Elisabetta Torregiani, hanno spiegato che è intenzione dell'amministrazione, completare i lavori per rendere visitabile la torre sino all'ultimo piano, a 37 metri di altezza. Si potrà visitare gratuitamente nelle giornate dell'8,10 e 11 dicembre prossimi. A cantare si sono ritrovati il coro polifonico S.Cecilia ed il gruppo Folkloristico di Castelraimondo per alcuni balli. Il vice parroco don Noel Capadngan ha dato la sua benedizione scherzando:”Il vento è segno della presenza dello spirito santo, auguri di festa a tutta la comunità”. Il gruppo Alpini Val Potenza al termine della messa ha regalato una coccardina colorata, per la conclusione delle celebrazioni legate ai 150 anni dell'unità d'Italia. Pienone nel pomeriggio come in occasione dell'Infiorata in giugno, in tutto corso Italia, in attesa dell'arrivo della fanfara dei bersaglieri in congedo di Jesi. Con le inconfondibili piume verdi del loro pennacchio hanno deliziato con una serie di marce e l'esibizione lungo corso Italia il pubblico presente. Sono poi confluiti in piazza della Repubblica, dove ad attenderli c'erano il coro polifonico Santa Cecilia ed il corpo Bandistico Ugo Bottacchiari. Il momento celebrativo si è aperto con l'inno di Mameli, poi è stato di nuovo intonato l'inno della Folgore e sono risuonate le note della marcia Castelraimondo, scritta dal musicista Ugo Bottacchiari, quando aveva solo sedici anni. Al termine la marcia dal medesimo titolo del maestro Luciano Feliciani, ha concluso la parte istituzionale, si è aperto poi un ritmico concerto dei bersaglieri, che hanno riscosso l'apprezzamento generale. La giornata è stata ripresa da Tv centro Marche. Il servizio andrà in onda martedì 6 dicembre alle ore 19.30 e 23.30. Le celebrazioni continuano con le prove generali delle serate di lunedì 5 e martedì 6 dicembre, delle due giornate di rievocazione, della fondazione e dell'assedio, previste per giovedì 8 e domenica 11 dicembre. Il 7 dicembre serata di rievocazione della fondazione, con letture e banchetto medievale al teatro comunale.


 

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