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Costruita la casa di famiglia di Marchetti.

Giovedì, 24 Agosto 2006 02:00 | Letto 3939 volte   Clicca per ascolare il testo Costruita la casa di famiglia di Marchetti. Benché nato a Bolognola (26 febbraio 1831), il musicista e compositore Filippo Marchetti, di cui nel 2002 è stato celebrato il primo centenario delle morte, visse a lungo a Pievebovigliana dove in località Gallazzano, a metà dell800, venne costruita la casa di famiglia, ancora oggi chiamata “Villa Marchetti”. E Pievebovigliana, nel cui cimitero riposano le spoglie del musicista, non si lascia sfuggire occasione per ricordare lillustre concittadino. Proprio per domani (venerdì 25 agosto) alle ore 15 il sindaco Luciani e lassessore ai beni culturali, Ciuffetti, hanno organizzato – con il patrocinio della Provincia di Macerata – un convegno che fa da prologo alla prima esecuzione in epoca moderna dellopera “dimenticata” di Filippo Marchetti “Gustavo Wasa”, in programma al teatro comunale di Camerino la sera successiva. Lincontro, previsto presso la sala consiliare del Municipio, è incentrato sull approfondendo degli aspetti del dramma e della partitura ricostruita. Interverranno: Bianca Maria Antolini, presidente della Società Italiana di Musicologia, i musicologi Guido Salvetti e Piero Mioli, il narratore Mariano Aprea, che ne illustrerà gli aspetti salienti, e il curatore dellopera stessa, Lamberto Lugli, il quale sabato 26 dirigerà al teatro “Marchetti” lesecuzione del “Gustavo Wasa” in forma concertante, con lOrchestra internazionale dItalia. Il convegno di Pievebovigliana sarà anche loccasione per parlare di Filippo Marchetti compositore di opere liriche. La prima opera da lui composta fu “Gentile da Varano” (il fratello Raffaele scrisse il libretto), a cui seguì “La demente” e quindi “Il paria” (mai rappresentata). Quindi, “Romeo e Giulietta” e “Ruy Blas”, lopera che ottenne il maggior successo. Sulla scia della fama internazionale ottenuta, Filippo Marchetti compose il “Gustavo Wasa” e quindi il “Don Giovanni dAustria”.  Sette opere in tutto, in quanto negli anni della sua maturità artistica egli preferì dedicarsi alla composizione di brani sinfonici, da camera, di musica sacra e a pezzi per il canto ispirati alla musica popolare.  

Benché nato a Bolognola (26 febbraio 1831), il musicista e compositore Filippo Marchetti, di cui nel 2002 è stato celebrato il primo centenario delle morte, visse a lungo a Pievebovigliana dove in località Gallazzano, a metà dell'800, venne costruita la casa di famiglia, ancora oggi chiamata “Villa Marchetti”. E Pievebovigliana, nel cui cimitero riposano le spoglie del musicista, non si lascia sfuggire occasione per ricordare l'illustre concittadino. Proprio per domani (venerdì 25 agosto) alle ore 15 il sindaco Luciani e l'assessore ai beni culturali, Ciuffetti, hanno organizzato – con il patrocinio della Provincia di Macerata – un convegno che fa da prologo alla prima esecuzione in epoca moderna dell'opera “dimenticata” di Filippo Marchetti “Gustavo Wasa”, in programma al teatro comunale di Camerino la sera successiva. L'incontro, previsto presso la sala consiliare del Municipio, è incentrato sull' approfondendo degli aspetti del dramma e della partitura ricostruita. Interverranno: Bianca Maria Antolini, presidente della Società Italiana di Musicologia, i musicologi Guido Salvetti e Piero Mioli, il narratore Mariano Aprea, che ne illustrerà gli aspetti salienti, e il curatore dell'opera stessa, Lamberto Lugli, il quale sabato 26 dirigerà al teatro “Marchetti” l'esecuzione del “Gustavo Wasa” in forma concertante, con l'Orchestra internazionale d'Italia.

Il convegno di Pievebovigliana sarà anche l'occasione per parlare di Filippo Marchetti compositore di opere liriche. La prima opera da lui composta fu “Gentile da Varano” (il fratello Raffaele scrisse il libretto), a cui seguì “La demente” e quindi “Il paria” (mai rappresentata). Quindi, “Romeo e Giulietta” e “Ruy Blas”, l'opera che ottenne il maggior successo. Sulla scia della fama internazionale ottenuta, Filippo Marchetti compose il “Gustavo Wasa” e quindi il “Don Giovanni d'Austria”.  Sette opere in tutto, in quanto negli anni della sua maturità artistica egli preferì dedicarsi alla composizione di brani sinfonici, da camera, di musica sacra e a pezzi per il canto ispirati alla musica popolare.

 

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