Appennino Camerte

L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
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La grandine anticipa l'arrivo di Attila

Lunedì, 25 Novembre 2013 01:00 | Letto 3802 volte   Clicca per ascolare il testo La grandine anticipa l'arrivo di Attila Torniamo, per forza di cose, a parlare di maltempo, visti gli eventi dei giorni scorsi e le previsioni meteo che si prospettano per quelli a venire. Il fine settimana ha visto la città di San Severino Marche completamente imbiancata, ma non di neve, lospite che “Attila” porterà con sé presumibilmente sulle cime appenniniche, bensì di grandine. Un fenomeno certamente inatteso e fuori stagione, che è andato a colpire zone già devastate dagli scrosci delle settimane passate, e che non ha arrecato danni di per sé gravi: la preoccupazione risiede, piuttosto, nel presagio di perturbazioni future. Cè stata una piccola frana in località Marciano, ma nessun danno agli automobilisti, solo apprensione: il problema sta nel fatto che i terreni delle campagne, già imbevuti dacqua a causa delle recenti, violente piogge, non sono più in grado di assorbire ulteriori precipitazioni, come ha dichiarato lAssessore alle Manutenzioni Giampaolo Muzio, ciò che preoccupa è, pertanto, il rischio di frane e smottamenti. Nel frattempo, continuano i sopralluoghi e le valutazioni dei danni già occorsi, il Presidente della Regione Gian Mario Spacca ha infatti visitato alcune zone colpite, insieme agli Assessori regionali Paola Giorgi e Sara Giannini, e ha avuto modo di incontrare il Presidente della provincia maceratese, Antonio Pettinari. Nonostante, nei giorni scorsi, fosse risultato evidente, da diverse dichiarazioni rilasciate dalle autorità politiche locali, la mancanza di disponibilità di fondi disponibili per le ricostruzioni, Spacca ha assicurato che si farà il possibile per reperire il necessario: in merito alla zona di Colbuccaro-Sforzacosta, ove le acque fluviali hanno inondato terreno e infrastrutture, il Presidente si è impegnato a far sì che i 750mila euro già stanziati per il completamento di lavori riguardanti ponte e argini, flagellati nel 2011, siano esclusi dal Patto di Stabilità, e quindi disponibili da subito. Per quanto riguarda il resto, Spacca, riunito a Pievebovigliana insieme agli amministratori dei comuni colpiti, ha conteggiato le risorse finanziarie provenienti da diverse fonti: quello dellalluvione 2011, quello per la neve e per la calamità naturale 2012, oltre ai finanziamenti previsti da accordi sottoscritti in anni precedenti per la mitigazione dei rischi idrogeologici del territorio e al programma europeo Jessica, destinato alla sostenibilità ambientale nelle aree urbane. Un discorso a parte ha interessato il problema di alcune aree fluviali, che necessiteranno di provvedimenti durgenza, e pertanto di uno snellimento delle procedure legislative che daranno il via alle attuazioni per la gestione, appunto, degli alvei e degli argini. Neve, piogge, grandine: non manca davvero nulla alla nostra regione, alcune previsioni risultano più rosee, altre meno, a sentire i sindaci dei paesi interni, ma ci si augura davvero che, per una volta, le istituzioni sappiano essere rapide, non solo laddove, purtroppo, si è pagato il prezzo di vite umane, ma anche in luoghi in cui è necessario evitare che una simile tragedia possa colpire di nuovo.    

Torniamo, per forza di cose, a parlare di maltempo, visti gli eventi dei giorni scorsi e le previsioni meteo che si prospettano per quelli a venire. Il fine settimana ha visto la città di San Severino Marche completamente imbiancata, ma non di neve, l'ospite che “Attila” porterà con sé presumibilmente sulle cime appenniniche, bensì di grandine.

Un fenomeno certamente inatteso e fuori stagione, che è andato a colpire zone già devastate dagli scrosci delle settimane passate, e che non ha arrecato danni di per sé gravi: la preoccupazione risiede, piuttosto, nel presagio di perturbazioni future. C'è stata una piccola frana in località Marciano, ma nessun danno agli automobilisti, solo apprensione: il problema sta nel fatto che i terreni delle campagne, già imbevuti d'acqua a causa delle recenti, violente piogge, non sono più in grado di assorbire ulteriori precipitazioni, come ha dichiarato l'Assessore alle Manutenzioni Giampaolo Muzio, ciò che preoccupa è, pertanto, il rischio di frane e smottamenti.

Nel frattempo, continuano i sopralluoghi e le valutazioni dei danni già occorsi, il Presidente della Regione Gian Mario Spacca ha infatti visitato alcune zone colpite, insieme agli Assessori regionali Paola Giorgi e Sara Giannini, e ha avuto modo di incontrare il Presidente della provincia maceratese, Antonio Pettinari.

Nonostante, nei giorni scorsi, fosse risultato evidente, da diverse dichiarazioni rilasciate dalle autorità politiche locali, la mancanza di disponibilità di fondi disponibili per le ricostruzioni, Spacca ha assicurato che si farà il possibile per reperire il necessario: in merito alla zona di Colbuccaro-Sforzacosta, ove le acque fluviali hanno inondato terreno e infrastrutture, il Presidente si è impegnato a far sì che i 750mila euro già stanziati per il completamento di lavori riguardanti ponte e argini, flagellati nel 2011, siano esclusi dal Patto di Stabilità, e quindi disponibili da subito.

Per quanto riguarda il resto, Spacca, riunito a Pievebovigliana insieme agli amministratori dei comuni colpiti, ha conteggiato le risorse finanziarie provenienti da diverse fonti: quello dell'alluvione 2011, quello per la neve e per la calamità naturale 2012, oltre ai finanziamenti previsti da accordi sottoscritti in anni precedenti per la mitigazione dei rischi idrogeologici del territorio e al programma europeo Jessica, destinato alla sostenibilità ambientale nelle aree urbane. Un discorso a parte ha interessato il problema di alcune aree fluviali, che necessiteranno di provvedimenti d'urgenza, e pertanto di uno snellimento delle procedure legislative che daranno il via alle attuazioni per la gestione, appunto, degli alvei e degli argini.

Neve, piogge, grandine: non manca davvero nulla alla nostra regione, alcune previsioni risultano più rosee, altre meno, a sentire i sindaci dei paesi interni, ma ci si augura davvero che, per una volta, le istituzioni sappiano essere rapide, non solo laddove, purtroppo, si è pagato il prezzo di vite umane, ma anche in luoghi in cui è necessario evitare che una simile tragedia possa colpire di nuovo.

 

 

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