Appennino Camerte

L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
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Responsabilita' sociale d'impresa, valore aggiunto

Venerdì, 13 Ottobre 2006 02:00 | Letto 3435 volte   Clicca per ascolare il testo Responsabilita' sociale d'impresa, valore aggiunto   Sostenere i lavoratori che decidano di affrontare nuovi studi, garantire le informazioni necessarie sul rapporto di lavoro e sui ruoli in azienda, tempi di recupero programmati, informazioni commerciali chiare e complete, ridurre i consumi energetici, iniziative di utilità sociale, inserimento lavorativo di categorie svantaggiate. Sono alcune norme etiche che 19 imprese marchigiane stanno adottando con la partecipazione al progetto sperimentale sul Sistema Imprese Responsabili Marche (SIRM), “perché il prodotto di unimpresa socialmente responsabile si vende da sé “, come ha detto il sottosegretario alla Solidarietà sociale, Franca Donaggio, intervenuta oggi al seminario regionale “La responsabilità sociale di impresa “, organizzato dallassessorato regionale al Lavoro e Formazione. Il seminario è servito per fare il punto sugli esiti del progetto SIRM che ha coinvolto aziende dei settori turistico, edile-impiantistico e vitivinicolo, dal Nord al Sud della regione. Tra il pubblico, presenti anche i responsabili di quattro imprese che hanno partecipato al progetto: le Distillerie Varnelli S.p.A, Terre Cortesi Moncaro, Eurobuilding S.p.A.e Lina Orlandi Bed&breakfast. “La responsabilità sociale dellimpresa – ha proseguito il Sottosegretario - è un fattore strategico di sviluppo territoriale, di competitività e di promozione della stessa azienda che assume comportamenti socialmente responsabili. Merito dunque ad iniziative come quella marchigiana che si propongono di diffondere concretamente questo tipo di cultura dimpresa. “ Franca Donaggio ha anche evidenziato che la scommessa attuale è agevolare il miglioramento del sistema produttivo, attraverso incentivi allaumento dimensionale delle imprese, a creare reti e consorzi tra imprese. “In questo senso va proprio il decreto Bersani, perché il nodo critico della responsabilità sociale sta proprio nelle ridotte dimensioni dazienda.“ Anche lassessore regionale al Lavoro, Ugo Ascoli ha sottolineato il valore della responsabilità sociale come strategia di marketing per le imprese. “Un fattore di innovazione e attrattività dei mercati per molti settori produttivi, come ad esempio il turismo o ledilizia. Vogliamo che questo progetto- ha affermato lassessore- non rimanga una bella analisi sulla carta, ma si costruisca, insieme a tutte le parti sociali, un percorso ragionato che porti ad uno standard per le politiche regionali del lavoro, un Albo di riconoscimento per le imprese RSI che certifichi la qualità dei comportamenti positivi, a partire dalle risorsa lavoro, fino alle politiche ambientali. Una politica che agevoli gli imprenditori che assumono responsabilità sociale. “ Il progetto sperimentale conclusosi dopo un anno di lavoro condotto in collaborazione con Euroemediterranea associazione no profit e Officina Etica, è stato illustrato da Fabio Montanini, dirigente del Servizi per lImpiego e Mercato del lavoro della Regione Marche. Gli obiettivi principali del progetto erano promuovere la cultura di impresa responsabile, capitalizzare le esperienze migliori, incoraggiare le imprese ad adeguarsi a queste modalità organizzative. Molti i risultati positivi, secondo Montanini: dalla partecipazione convinta da parte delle imprese, alla realizzazione di buone pratiche in seno allazienda. Criticità riscontrate non territorialmente o per settori, quanto legate alle dimensioni: le microaziende non erano sempre in grado di adeguarsi agli indicatori scelti come basi di valutazione. Il progetto prevedeva nella fase finale la costruzione di un disciplinare a cui attenersi, dopo la redazione di un codice etico, con limpegno sistematico ad adottarne i principi. Il disciplinare di comportamenti responsabili comprendeva quattro aree: il lavoro, il mercato, la comunità e lambiente. Particolarmente apprezzata da Marigia Maulucci, segretaria confederale CGIL, lattenzione rivolta dal progetto SIRM alla valorizzazione delle risorse umane e al miglioramento delle condizioni di lavoro, anche sotto il profilo della sicurezza.
 

Sostenere i lavoratori che decidano di affrontare nuovi studi, garantire le informazioni necessarie sul rapporto di lavoro e sui ruoli in azienda, tempi di recupero programmati, informazioni commerciali chiare e complete, ridurre i consumi energetici, iniziative di utilità sociale, inserimento lavorativo di categorie svantaggiate. Sono alcune norme etiche che 19 imprese marchigiane stanno adottando con la partecipazione al progetto sperimentale sul Sistema Imprese Responsabili Marche

(SIRM), “perché il prodotto di un'impresa socialmente responsabile si vende da sé “, come ha detto il sottosegretario alla Solidarietà sociale, Franca Donaggio, intervenuta oggi al seminario regionale “La responsabilità sociale di impresa “, organizzato dall'assessorato regionale al Lavoro e Formazione. Il seminario è servito per fare il punto sugli esiti del progetto SIRM che ha coinvolto aziende dei settori turistico, edile-impiantistico e vitivinicolo, dal Nord al Sud della regione. Tra il pubblico, presenti anche i responsabili di quattro imprese che hanno partecipato al progetto: le Distillerie Varnelli S.p.A, Terre Cortesi Moncaro, Eurobuilding S.p.A.e Lina Orlandi Bed&breakfast.

“La responsabilità sociale dell'impresa – ha proseguito il Sottosegretario - è un fattore strategico di sviluppo territoriale, di competitività e di promozione della stessa azienda che assume comportamenti socialmente responsabili. Merito dunque ad iniziative come quella marchigiana che si propongono di diffondere concretamente questo tipo di cultura d'impresa. “ Franca Donaggio ha anche evidenziato che la scommessa attuale è agevolare il miglioramento del sistema produttivo, attraverso incentivi all'aumento dimensionale delle imprese, a creare reti e consorzi tra imprese. “In questo senso va proprio il decreto Bersani, perché il nodo critico della responsabilità sociale sta proprio nelle ridotte dimensioni d'azienda.“ Anche l'assessore regionale al Lavoro, Ugo Ascoli ha sottolineato il valore della responsabilità sociale come strategia di marketing per le imprese. “Un fattore di innovazione e attrattività dei mercati per molti settori produttivi, come ad esempio il turismo o l'edilizia. Vogliamo che questo progetto- ha affermato l'assessore- non rimanga una bella analisi sulla carta, ma si costruisca, insieme a tutte le parti sociali, un percorso ragionato che porti ad uno standard per le politiche regionali del lavoro, un Albo di riconoscimento per le imprese RSI che certifichi la qualità dei comportamenti positivi, a partire dalle risorsa lavoro, fino alle politiche ambientali. Una politica che agevoli gli imprenditori che assumono responsabilità sociale. “

Il progetto sperimentale conclusosi dopo un anno di lavoro condotto in collaborazione con Euroemediterranea associazione no profit e Officina Etica, è stato illustrato da Fabio Montanini, dirigente del Servizi per l'Impiego e Mercato del lavoro della Regione Marche. Gli obiettivi principali del progetto erano promuovere la cultura di impresa responsabile, capitalizzare le esperienze migliori, incoraggiare le imprese ad adeguarsi a queste modalità organizzative. Molti i risultati positivi, secondo Montanini: dalla partecipazione convinta da parte delle imprese, alla realizzazione di buone pratiche in seno all'azienda. Criticità riscontrate non territorialmente o per settori, quanto legate alle dimensioni: le microaziende non erano sempre in grado di adeguarsi agli indicatori scelti come basi di valutazione. Il progetto prevedeva nella fase finale la costruzione di un disciplinare a cui attenersi, dopo la redazione di un codice etico, con l'impegno sistematico ad adottarne i principi. Il disciplinare di comportamenti responsabili comprendeva quattro aree: il lavoro, il mercato, la comunità e l'ambiente. Particolarmente apprezzata da Marigia Maulucci, segretaria confederale CGIL, l'attenzione rivolta dal progetto SIRM alla valorizzazione delle risorse umane e al miglioramento delle condizioni di lavoro, anche sotto il profilo della sicurezza.

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