Appennino Camerte

L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
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Sacci, il Tar boccia la regione

Lunedì, 16 Giugno 2014 02:00 | Letto 4296 volte   Clicca per ascolare il testo Sacci, il Tar boccia la regione Cittadini 1 - Regione 0. Questo è il risultato del primo round della contesa che vede al centro la questione dellampliamento e della conversione del cementificio Sacci di Castelraimondo. Può sembrare riduttivo e provocatorio, invece rappresenta perfettamente la realtà delle cose. Da pochi giorni infatti è stata resa pubblica la relazione con cui il TAR delle Marche ha accolto parte delle osservazioni formulate dai cittadini rispetto al progetto che prevede il potenziamento dei forni, un notevole ampliamento della struttura e ladeguamento del sistema per poter inserire nel ciclo produttivo lincenerimento dei CSS Combu(tibile Solido Secondario), una sigla dietro alla quale si nascondono i rifiuti provenienti da tutta la regione. In particolare il TAR ha riconosciute valide e fondate le osservazioni rispetto al rilascio dellAutorizzazione Integrata Ambientale da parte della regione che presenta diverse criticità. Con la sua pronuncia il Tribunale Amministrativo Regionale ha così annullato il documento con il quale la regione stessa aveva rilasciato lautorizzazione. Ora molto probabilmente regione Marche e cementificio ricorreranno di fronte al Consiglio di Stato. Se da parte del cementificio ciò è un atto dovuto, lascia invece perplessi latteggiamento dellamministrazione regionale. Più volte i cittadini, singolarmente e riuniti in comitati, hanno chiesto di essere ascoltati e come MoVimento 5 Stelle abbiamo cercato sin dallinizio di dare forza a queste voci collaborando con il comitato Salva Salute per lottenimento dei dati sanitari e con azioni parlamentari per cercare di rallentare la corsa verso una gestione dei rifiuti basata sugli inceneritori. Troppe volte anche in questa situazione è stato utilizzato il ricatto del posto di lavoro contrapposto alla tutela della salute dei cittadini. Una contrapposizione che serve a rendere forte una posizione altrimenti insostenibile. Per questo durante le discussioni avvenute nei mesi scorsi il MoVimento 5 Stelle ha avanzato delle proposte in grado di garantire sia la salute dei cittadini che i livelli occupazionali arrivando a prospettare alternative in grado di incrementare i posti di lavoro. Basterebbe avviare una seria politica di gestione di rifiuti basata sul recupero e il riciclo. Allestero e in Italia esistono realtà in cui questo è stato fatto, una per tutte Ponte nelle Alpi, e i dati parlano chiaro. Lalternativa quindi esiste, basta solo avere la volontà politica di sposarla. La partita purtroppo non è ancora finita, ma è importante per i cittadini sapere e avere la consapevolezza che gli sforzi fatti non sono stati vani. Il MoVimento 5 Stelle vigilerà e come cittadini in mezzo ai cittadini rimane a disposizione per portare le battaglie a tutela della salute, dellambiente e delloccupazione allinterno delle istituzioni. Patrizia Terzoni

Cittadini 1 - Regione 0. Questo è il risultato del primo round della contesa che vede al centro la questione dell'ampliamento e della conversione del cementificio Sacci di Castelraimondo. Può sembrare riduttivo e provocatorio, invece rappresenta perfettamente la realtà delle cose. Da pochi giorni infatti è stata resa pubblica la relazione con cui il TAR delle Marche ha accolto parte delle osservazioni formulate dai cittadini rispetto al progetto che prevede il potenziamento dei forni, un notevole ampliamento della struttura e l'adeguamento del sistema per poter inserire nel ciclo produttivo l'incenerimento dei CSS 'Combu(tibile Solido Secondario), una sigla dietro alla quale si nascondono i rifiuti provenienti da tutta la regione. In particolare il TAR ha riconosciute valide e fondate le osservazioni rispetto al rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale da parte della regione che presenta diverse criticità. Con la sua pronuncia il Tribunale Amministrativo Regionale ha così annullato il documento con il quale la regione stessa aveva rilasciato l'autorizzazione.

Ora molto probabilmente regione Marche e cementificio ricorreranno di fronte al Consiglio di Stato. Se da parte del cementificio ciò è un atto dovuto, lascia invece perplessi l'atteggiamento dell'amministrazione regionale. Più volte i cittadini, singolarmente e riuniti in comitati, hanno chiesto di essere ascoltati e come MoVimento 5 Stelle abbiamo cercato sin dall'inizio di dare forza a queste voci collaborando con il comitato Salva Salute per l'ottenimento dei dati sanitari e con azioni parlamentari per cercare di rallentare la corsa verso una gestione dei rifiuti basata sugli inceneritori.

Troppe volte anche in questa situazione è stato utilizzato il ricatto del posto di lavoro contrapposto alla tutela della salute dei cittadini. Una contrapposizione che serve a rendere forte una posizione altrimenti insostenibile. Per questo durante le discussioni avvenute nei mesi scorsi il MoVimento 5 Stelle ha avanzato delle proposte in grado di garantire sia la salute dei cittadini che i livelli occupazionali arrivando a prospettare alternative in grado di incrementare i posti di lavoro. Basterebbe avviare una seria politica di gestione di rifiuti basata sul recupero e il riciclo. All'estero e in Italia esistono realtà in cui questo è stato fatto, una per tutte Ponte nelle Alpi, e i dati parlano chiaro. L'alternativa quindi esiste, basta solo avere la volontà politica di sposarla.

La partita purtroppo non è ancora finita, ma è importante per i cittadini sapere e avere la consapevolezza che gli sforzi fatti non sono stati vani. Il MoVimento 5 Stelle vigilerà e come cittadini in mezzo ai cittadini rimane a disposizione per portare le battaglie a tutela della salute, dell'ambiente e dell'occupazione all'interno delle istituzioni.

Patrizia Terzoni

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