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La crisi politica preoccupa le piccole imprese

Mercoledì, 30 Gennaio 2008 01:00 | Letto 2672 volte   Clicca per ascolare il testo La crisi politica preoccupa le piccole imprese Il Comitato Unitario Apindustria-CNA-Confesercenti, riunitosi per valutare il piano di lavoro per il 2008, ha ritenuto opportuno esprimere delle valutazioni in merito al quadro politico ed economico venutosi a creare in questi giorni. Il Presidente ed il Coordinatore Claudio Albonetti ed Otello Gregorini hanno manifestato forte preoccupazione per il quadro economico internazionale che si presenta in netto peggioramento: “Con gli attuali prezzi di gas e petrolio, con un euro drammaticamente sopravvalutato rispetto al dollaro, lItalia rischia un 2008 con una crescita vicina allo zero. Gli sforzi delle imprese, che continuano a diversificare i mercati e innovare prodotti e processi, vengono minacciati anche dai danni di immagine internazionale del Paese. In un momento in cui avremmo bisogno del massimo impegno sui problemi delleconomia, la crisi politica è precipitata. In questa situazione, la richiesta avanzata da alcune parti politiche, di andare al voto, è legittima e certamente nella situazione in cui ci troviamo è giusto dare la parola ai cittadini”. Sempre a nome del Comitato Unitario, Albonetti e Gregorini hanno aggiunto: “Riteniamo che con lattuale legge elettorale, senza preferenze e con liste preconfezionate, la scelta degli elettori sarebbe tutta nelle mani delle segreterie dei partiti, che abbinati agli attuali regolamenti parlamentari, riprodurrebbero alleanze pronte a frantumarsi il giorno dopo per gli interessi egoistici di tanti micropartiti dotati di poco consenso, ma di grandi ed inaccettabili poteri di veto. Riteniamo che una riforma della legge elettorale sia un passaggio obbligato nellinteresse del Paese e in quello di chi sarà chiamato a governare. Siamo convinti che la necessità di scrivere le regole del gioco non possa essere interpretata come modo per perdere tempo e per allungare le liturgie della crisi o per riaprire un confronto in cui ogni giorno si ricomincia da capo. Se questo è possibile, lo si faccia senza perdere tempo con un governo che in pochi mesi porti a termine il compito. In caso contrario dobbiamo sapere che il problema è solo rinviato perché abbiamo bisogno di governabilità e di rendere più moderno il nostro Paese. Serve una stagione di grandi riforme. Il vero obiettivo che il Paese si deve dare è la crescita economica, che è lautentico bene comune: consente di fermare risorse per la ricerca, linnovazione, le infrastrutture, il potere dacquisto dei cittadini, la solidarietà verso i meno fortunati. Senza crescita cè solo più conflitto e troppi problemi restano irrisolti. Il risanamento e la stabilizzazione della finanza pubblica restano comunque fondamentali. Per questo lobiettivo di ridurre in modo strutturale la pressione fiscale su imprese e cittadini si può conseguire solo con un forte impulso alla crescita ed una drastica riduzione della spesa pubblica, a cominciare dalle tante sacche improduttive”. In conclusione, il Comitato Unitario ha invitato i partiti a privilegiare gli interessi “generali” e non quelli “particolari”.

Il Comitato Unitario Apindustria-CNA-Confesercenti, riunitosi per valutare il piano di lavoro per il 2008, ha ritenuto opportuno esprimere delle valutazioni in merito al quadro politico ed economico venutosi a creare in questi giorni.

Il Presidente ed il Coordinatore Claudio Albonetti ed Otello Gregorini hanno manifestato forte preoccupazione per il quadro economico internazionale che si presenta in netto peggioramento: “Con gli attuali prezzi di gas e petrolio, con un euro drammaticamente sopravvalutato rispetto al dollaro, l'Italia rischia un 2008 con una crescita vicina allo zero. Gli sforzi delle imprese, che continuano a diversificare i mercati e innovare prodotti e processi, vengono minacciati anche dai danni di immagine internazionale del Paese. In un momento in cui avremmo bisogno del massimo impegno sui problemi dell'economia, la crisi politica è precipitata. In questa situazione, la richiesta avanzata da alcune parti politiche, di andare al voto, è legittima e certamente nella situazione in cui ci troviamo è giusto dare la parola ai cittadini”.

Sempre a nome del Comitato Unitario, Albonetti e Gregorini hanno aggiunto:

“Riteniamo che con l'attuale legge elettorale, senza preferenze e con liste preconfezionate, la scelta degli elettori sarebbe tutta nelle mani delle segreterie dei partiti, che abbinati agli attuali regolamenti parlamentari, riprodurrebbero alleanze pronte a frantumarsi il giorno dopo per gli interessi egoistici di tanti micropartiti dotati di poco consenso, ma di grandi ed inaccettabili poteri di veto. Riteniamo che una riforma della legge elettorale sia un passaggio obbligato nell'interesse del Paese e in quello di chi sarà chiamato a governare. Siamo convinti che la necessità di scrivere le regole del gioco non possa essere interpretata come modo per perdere tempo e per allungare le liturgie della crisi o per riaprire un confronto in cui ogni giorno si ricomincia da capo. Se questo è possibile, lo si faccia senza perdere tempo con un governo che in pochi mesi porti a termine il compito. In caso contrario dobbiamo sapere che il problema è solo rinviato perché abbiamo bisogno di governabilità e di rendere più moderno il nostro Paese.

Serve una stagione di grandi riforme. Il vero obiettivo che il Paese si deve dare è la crescita economica, che è l'autentico bene comune: consente di fermare risorse per la ricerca, l'innovazione, le infrastrutture, il potere d'acquisto dei cittadini, la solidarietà verso i meno fortunati.

Senza crescita c'è solo più conflitto e troppi problemi restano irrisolti.

Il risanamento e la stabilizzazione della finanza pubblica restano comunque fondamentali. Per questo l'obiettivo di ridurre in modo strutturale la pressione fiscale su imprese e cittadini si può conseguire solo con un forte impulso alla crescita ed una drastica riduzione della spesa pubblica, a cominciare dalle tante sacche improduttive”.

In conclusione, il Comitato Unitario ha invitato i partiti a privilegiare gli interessi “generali” e non quelli “particolari”.

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